Rino Gaetano

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Rino Gaetano

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Rino GaetanoRino Gaetano

Nazionalit

Italia (crea redirect al codice) [1] Pop [1] Rock [1] Musica d'autore

Genere

Periodo di attivit 19731981 Etichetta It, RCA Italiana

Album pubblicati 7 (10 postumi) Studio Live Raccolte Sito web 6 1 0 (10 postume) Rinogaetano.it [2]

Rino Gaetano, pseudonimo di Salvatore Antonio Gaetano (Crotone, 29 ottobre 1950 Roma, 2 giugno 1981), stato un cantautore italiano sui generis, il "figlio unico" della canzone italiana, ricordato per la sua voce ruvida e spontanea, per la graffiante ironia delle sue canzoni nonch per la denuncia sociale, celata dietro i suoi testi apparentemente leggeri e disimpegnati.[3] Il cantautore calabrese, rimasto profondamente legato alla sua terra di origine, ha rifiutato sempre ogni tipo di etichetta e, a differenza dei suoi contemporanei, ha evitato di schierarsi politicamente. Nonostante questo, i suoi brani non mancano certo di riferimenti e critiche alla classe politica italiana: Rino arriver a fare nomi e cognomi nelle sue canzoni e, anche per questo, i suoi testi e le sue esibizioni dal vivo verranno pi volte censurati. Il crocevia della sua carriera sar l'esperienza sanremese con il successo di Gianna; per molto tempo infatti gran parte del pubblico italiano lo ricorder solo per questo episodio. I suoi lavori precedenti verranno quasi eclissati dal nuovo successo e ci che passer delle sue canzoni (in primis Gianna) sar soprattutto il nonsense e non tutto ci che si cela dietro di esso. Tragica e prematura la sua scomparsa: un incidente stradale lo porter via a soli trent'anni. Il lavoro di Rino inizier ad essere apprezzato solo diversi anni dopo la sua morte e le sue canzoni cominceranno ad essere riscoperte soprattutto dopo il 2000, riscuotendo consensi sempre maggiori in particolar modo tra le nuove generazioni e facendogli guadagnare lo status di artista di culto.[4]

Rino Gaetano

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BiografiaI primi anni e il trasferimento a RomaSalvatore Antonio Gaetano nasce a Crotone, in Calabria da una famiglia originaria di Cutro. In famiglia tutti lo chiamano Salvatorino, ma sua sorella maggiore Anna preferisce chiamarlo Rino. Ben presto Rino sarebbe divenuto il suo nome a tutti gli effetti. Nel marzo del 1960, quando l'artista calabrese aveva appena dieci anni, la famiglia si trasferisce a Roma per motivi legati al lavoro dei suoi genitori.[5] L'anno dopo Rino viene mandato a studiare nel seminario della Piccola Opera del Sacro Cuore di Narni, in provincia di Terni, non certo per avviarlo ad una carriera ecclesiastica, quanto per assicurargli una buona cultura e per non lasciarlo troppo solo, visto che entrambi i genitori lavoravano.[6] Qui il ragazzo, nelle sue lunghe giornate passate lontano dalla famiglia compone il poemetto E l'uomo vol e lega soprattutto con un insegnante, padre Renato Simeoni, che ricorda:

Rino Gaetano da bambino

Non che disprezzasse perch anche lui sentiva l'importanza dello studio, per aveva anche dei momenti di grande assenza, che non era vuoto. Era molto difficile trovare Rino in situazioni di "vuoto", era sempre mentalmente occupato. C'erano dei gusti, questo mi sempre sembrato di lui, dei gusti all'interno di questa persona, delle ricerche sue personali che [7] lo tenevano occupato. Lui stato abbastanza un ragazzo sognante, molto sognante.

Nel 1967 torna finalmente nella citt capitolina dove vivr per tutto il resto della sua vita, prima in via Cimone nei dintorni di piazza Sempione, nel quartiere di Monte Sacro e successivamente in via Nomentana Nuova. L'anno successivo, insieme a un gruppo di amici crea il quartetto dei Krounks, un gruppo che esegue soprattutto cover. Rino suona il basso all'interno della band e nel frattempo si diletta a scrivere canzoni. I suoi artisti di riferimento in quegli anni sono cantanti italiani come Jannacci, De Andr, Celentano, i Gufi, Gian Pieretti e Ricky Gianco ma anche star internazionali, quali Bob Dylan e i Beatles. lo stesso Rino ad indicare i propri maestri musicali nel frontespizio di un quaderno che contiene accordi e canzoni scritte di suo pugno.[6][8]

Il Folkstudio e le esperienze teatraliNel 1969 Rino si avvicina al teatro e inizia a frequentare il Folkstudio, noto locale romano dove si esibiscono molti giovani artisti. Qui conosce Antonello Venditti, Ernesto Bassignano e Francesco De Gregori. Rino per si rivela molto diverso rispetto agli altri cantanti: la forte ironia dei suoi brani, il suo modo di cantare e di criticare non vanno gi a tutti. Tanto che negli anni successivi egli stesso ammetter:Gi quando cantavo al Folkstudio ero al centro di certe discussioni... insomma molti non volevano che io facessi i miei [9][10] pezzi perch, dicevano, sembrava che volessi prendere in giro tutti.

Anche Bassignano ricorda:Adottava uno stile atipico, buffonesco, ma non faceva cabaret. Dissacrava continuamente il pop e, per tutti questi motivi, [10] risultava improponibile per il pubblico del Folkstudio.

Inoltre Rino si dimostra poco interessato agli ideali di sinistra e, anche per questo, fatica a inserirsi nell'ambiente del Folkstudio: la militanza infatti era quasi un dogma per i cantautori in quegli anni.[11] In quello stesso periodo Rino si esibisce spesso insieme a Venditti in alcuni spettacoli di cabaret organizzati da Marcello Casco. Tra il 1970 e il 1971

Rino Gaetano inoltre prende parte a diverse rappresentazioni teatrali: recita i poemi di Majakowskij e interpreta Estragone in Aspettando Godot di Samuel Beckett e la volpe in Pinocchio di Carmelo Bene.[12]

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Il primo 45 giriRino nel frattempo si diplomato in ragioneria. Per via dei problemi economici della famiglia, il padre cerca di indirizzarlo verso una carriera sicura e ben retribuita e gli trova un posto di lavoro in banca. Ma i progetti di Rino sono decisamente diversi e cos riesce a trovare un compromesso con la famiglia: gli viene concesso un ultimo anno per provare a sfondare nel mondo della musica, in caso di esito negativo dovr rassegnarsi a lavorare in banca. Nel 1972 si iscrive alla SIAE e conosce Vincenzo Micocci, proprietario della casa discografica It. Quello stesso anno incide un primo 45 giri con l'etichetta discografica milanese Produttori Associati, contenente i brani Jacqueline e La ballata di Renzo, ma il disco non verr mai stampato.[12][13] Nel 1973 finalmente Rino riesce ad incidere il primo 45 giri con la It, I love you Maryanna/Jaqueline, prodotto da RosVeMon (acronimo delle iniziali dei cognomi di Aurelio Rossitto, Antonello Venditti e Piero Montanari[14]). Il cantautore tuttavia decide di firmare il singolo con lo pseudonimo di Kammamuri's, un omaggio ad un personaggio dei Pirati della Malesia di Emilio Salgari. Secondo Micocci la scelta di utilizzare uno pseudonimo era un segno della timidezza e dell'insicurezza di Gaetano. Rino era dubbioso soprattutto riguardo alle sue abilit canore e quindi all'opportunit di cantare i propri brani. Era sicuramente stonato (basti pensare che ai tempi delle medie, a Narni, fu escluso dal coro del Seminario) ma stato proprio il suo modo di cantare naturale e "sporco" a conferire una tale intensit ai suoi brani.[15][16] Lo stesso Micocci ricorda:Si considerava un autore, non un cantante. Era convinto di non avere una bella voce, tanto che dopo l'uscita di I Love You Maryanna, quando fu l'ora di incidere il primo album, venne a dirmi che sarebbe stato meglio far cantare le sue canzoni a un [15] amico. Io, naturalmente, mi misi a ridere e lo mandai in studio.

Il 45 giri presenta testi comici e goliardici, caratterizzati dalla demenzialit e dal nonsense, Rino vuole in questo modo dissacrare il mondo cantautoriale impegnato.[16] Sulla figura di Maryanna, destinataria dell'amore di Rino, si sono fatte molte ipotesi. La pi accreditata, sostenuta anche dalla sorella del cantautore, Anna Gaetano, che la canzone fosse dedicata alla nonna Marianna. Secondo altri invece il brano allude provocatoriamente alla marijuana o ad un altro personaggio salgariano, Lady Marianna.[15]

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I primi successiIl 1974 un anno molto importante per Rino: scrive i testi del suo primo album, Ingresso libero, poi pubblicato nel novembre dello stesso anno, ed incontra Bruno Franceschelli, con il quale nascer una grande amicizia. Ecco come Bruno ricorda l'incontro:

Rino Gaetano nel 1974, anno di uscita del primo album Ingresso libero

Erano gli inizi degli anni Settanta, quando in un bar a Montesacro, il nostro quartiere, io e Rino ci incontrammo per la prima volta. In quel bar io giocavo a dama mentre Rino beveva birra chiara in lattina, quel bar si chiamava il Barone. [17] Potrei definire quell'incontro come il ritrovarsi di due che si cercano da tempo.

Rino descrive efficacemente l'atmosfera di quel bar nel brano Tu, forse non essenzialmente tu (chiari i riferimenti di Bruno al testo della canzone). Al momento dell'incisione del disco, per, il cantautore perplesso: non se la sente e prova a proporre un altro cantante. Micocci per non vorr saperne e costringer Rino a cantare i propri pezzi. La copertina dell'album ritrae Rino sfocatamente mentre cammina davanti a un muro di mattoncini della sua prima casa a Roma e su una porta appeso un cartello Ingresso libero. Il titolo ironizza sull'entrata del cantante calabrese nel mondo della musica.[18] Il disco non riscuote un grande successo, mentre il 45 giri tratto dall'album Tu, forse non essenzialmente tu/I tuoi occhi sono pieni di sale avr maggior fortuna, catturando soprattutto l'attenzione di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, che inseriscono pi volte i due brani nella scaletta del loro programma radiofonico Alto gradimento.[5] Rispetto al primo 45 giri, le canzoni mostrano un maggiore impegno sociale ed abbracciano temi quali l'emarginazione e l'alienazione industriale.[19] Rino, nello stesso anno, t