PierLuigi Albini 27. Labirinti di lettura III. Esplorare ... 12 Federico Zeri, La percezione visiva

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PierLuigi Albini

27. Labirinti di lettura

III. Esplorare un'estetica nuova

Tra arte e tecnoscienze

Questo testo parte di una pi ampia ricerca in corso che si collega ai due precedenti

25. Esplorare unestetica nuova, e 26.II. Esplorare un'estetica nuova. Colore, visione, materiali, pubblicati nella rubrica aperiodica Labirinti di lettura su Ticonzero.

Il testo lanticipazione provvisoria di un capitolo dedicato allarte, alla scienza, alla tecnologia.

Il problema

Arte e scienza

Arte e tecnologie

Bibliositografia

Il problema

Quale paesaggio disegnerebbe l'arte europea contemporanea se a questa

si dovesse sottrarre l'idea stessa dell'alta tecnologia?

Cosa sarebbe oggi l'arte americana, nel suo sterminato paesaggio

di "sistema complesso di significato" senza il doveroso paradigma tecnologico?

Domenico Scudero, Universo tecnologico ed arte

La tesi sostenuta da Domenico Scudero nella soprastante citazione, se dallalta tecnologia si passasse

al termine di tecnica, pu essere estesa, con la dovuta cautela, allarte di ogni tempo. In realt, la

tecnica stata sempre il massimo raggiungibile per lepoca di riferimento e, quindi era alta anche per

quellepoca. Ma Scudero ha perfettamente ragione da due punti di vista.1 Il primo che il livello

tecnico raggiunto nellet contemporanea non ha precedenti storici e forse dovremmo risalire

allinvenzione dellagricoltura o della scrittura per trovare una rivoluzione della stessa portata. La

seconda che anche lattuale invasivit della tecnologia non ha precedenti e che dalla seconda met

dellOttocento che essa ha progressivamente accentuato la propria influenza sullarte, come abbiamo

visto nel capitolo sul colore e sui materiali.2 Se poi dallarte moderna, si passa allosservazione di

quella contemporanea, davvero essa non pu essere compresa prescindendo da quella che definita

come la tecnocultura.3

1 Domenico Scudero, Universo tecnologico ed arte, in La Critica,2000.

2 Sono convinto che se fosse per assurdo possibile sottrarre linfluenza del mutamento tecnologico sullarte del Novecento

ne risulterebbe unarte del tutto banale e ripetitiva. 3 Le periodizzazioni di moderno e contemporaneo sono soggette a grandissime variazioni cronologiche, a seconda degli

autori e spesso sono usate, generando confusione, in modo intercambiabile.

http://venezian.altervista.org/Labirinti/25._Esplorazioni_per_un_estetica_nuova.pdfhttp://venezian.altervista.org/Labirinti/26._II._Esplorare_un_estetica_nuova_Colore__visione__materiali.pdfhttp://venezian.altervista.org/Labirinti/26._II._Esplorare_un_estetica_nuova_Colore__visione__materiali.pdfhttp://www.lacritica.net/scudero.htm

Il tema si presta a considerazioni ben pi ampie di questo anticipo di saggio limitato ad alcuni aspetti

della questione.

C chi sostiene lidea di una nuova classicit tecnologica che una prospettiva molto suggestiva,

pari e forse pi affascinante ma non in contraddizione - del tema del post-human.4 Aggiunge

Federico Vercellone che uninedita alleanza tra larte e la tecnica ci potrebbe condurre al di l del

disincanto del mondo, e forse verso un suo meditato e tecnologico reincanto. Certo, ci sono delle

condizioni da porre anche alla tecnologia, affinch ci possa avvenire.

Al centro della riflessione sullarte c, appunto, lavanzare irruento di nuove tecnologie (materiali e

mezzi espressivi).5 Qui e in tutto il saggio si segue sostanzialmente la lezione di Renato Barilli, il

quale basa la sua interpretazione dellartistico su tre fattori principali:

i. gli sviluppi della tecnologia o cultura materiale; ii. il raffronto tra il campo dell'arte e quelli delle altre arti e delle scienze; iii. le oscillazioni interne (intrinseche) al campo dell'arte.6 La sua anche una interpretazione del divenire storico, oltre che artistico, per cui la storia non si

ripete certo mai, ma assume un andamento spiraliforme: i ritorni, che somigliano a precedenti

soluzioni e stili e che tuttavia non sono mai ad essi uguali. Forse una nuova riflessione dovrebbe

integrare il tema se si prende in considerazione larte (le arti) attuale, atteso che la vera e propria

rottura con il passato operata dal digitale e dalla biologia, ha aperto scenari estetici (e non solo) che

non hanno precedenti e di cui impossibile valutare oggi limpatto, tanto ampia e profonda e sar

sempre di pi la loro innervatura sociale, economica e culturale: ci troveremmo in una spirale

spezzata? Senza con ci cadere in uno sfrenato nuovismo, ma tenendo docchio la ancora valida

lezione della storia come lunga durata, inaugurata dalla francese cole des Annales, per cui anche di

fronte a rotture e cambiamenti profondi e pi o meno traumatici molte strutture (di pensiero, di

costumi e cos via), perdurano a lungo nel tempo.7 Per non parlare degli aspetti legati alla biologia

dal punto di vista evoluzionistico.

Sottolineo che esistono delle correlazioni tra le innovazioni sociali e tecniche e lo sviluppo dell'arte,

in due sensi. Nel primo, spesso larte ha anticipato nella sensibilit le innovazioni extrartistiche, quasi

prefigurandole. Nel secondo le innovazioni tecnologiche precedono larte, ma vengono pressoch

immediatamente manipolate dagli artisti. Walter Benjamin ha sottolineato uno dei lati della

correlazione scrivendo che: una delle funzioni principali dellarte stata sempre la creazione di una

domanda che pu essere solo soddisfatta solo pi tardi. La storia di ogni forma darte aspira a effetti

che potrebbero essere ottenuti solamente con uno standard tecnico cambiato, cio con una nuova

forma darte.8 E qui torna utile anche unaltra distinzione, relativa alla storia dellarte, introdotta da

Mario Costa quando, nel parlare delle rivoluzioni artistiche dellultimo secolo, distingue il rapporto

tecnica-arte da quello tra tecnologia-arte. Il primo, che ha lanciato le avanguardie storiche, si basava

sul macchinismo, industriale e non; il secondo sulle neotecnologie digitali.

Oggi, sono proprio le innovazioni extrartistiche a rendere possibile e a determinare il mutamento

degli stili, fino allattualit di una compresenza di tutti gli stili possibili; fino al punto e questo

per un dubbio che il rapporto tra arte e tecnologie sia oggi unidirezionale e che ormai sia larte a

dover inseguire le tecnologie. Se certamente vero per larte del Novecento ci che scriveva Marshall

McLuhan, citando lartista futurista inglese Wyndham Lewis e riprendendo il concetto di Benjamin,

che "l'artista sempre impegnato a scrivere una minuziosa storia del futuro perch la sola persona

consapevole della natura del presente", mi chiedo se oggi larte abbia perso la sua capacit di indicare

4 Federico Vercellone, Dopo la morte dellarte, Bologna, ilMulino, 2013.

5 In tutto il saggio, a meno di precisazioni, le tecnologie sono intese in senso onnicomprensivo (digitali, biologiche, dei

materiali e cos via). 6 Renato Barilli, Larte contemporanea, Milano, Feltrinelli, 2002 e Scienza della cultura e fenomenologia degli stili,

Bologna, ilMulino, 1982. Una mia recensione del primo testo e altre considerazioni sulle opere di Barillli sono nello

ebook Arte saggi recensioni percorsi di lettura, op.cit. 7 Un buon testo di riferimento sulle impostazioni della scuola francese Peter Burke, Una rivoluzione storiografica. La

scuola delle "Annales" (1929-1989), Bari, Laterza, 2007.

8 Walter Benjamin, Lopera darte nellepoca della sua riproducibilit tecnica, Torino, Einaudi, 2000.

http://venezian.altervista.org/Ebook/Arte_saggi_recensioni_percorsi_di_lettura.pdf

il futuro e potrebbe essere ridotta a mimare spesso goffamente la permanente e veloce rivoluzione

tecnologica. Qualcuno sostiene che una concatenazione di errori sta alla base del merito attribuito

oggi alla novit nellarte. In accordo con lopinione corrente, infatti, "noi ci aspettiamo che gli artisti

come gli scienziati vadano oltre il presente, rifuggendo da ci che gi stabilito, e creando non ci

che accettabile, ma ci che verr accettato".9 Tutto ci iniziato in modo sistematico con le

Avanguardie novecentesche, anche se i presupposti si erano gi manifestati nel Settecento, guarda

caso con lincipiente rivoluzione industriale.10 Le Avanguardie hanno cessato di rappresentare il

mondo com o comunque come appare attraverso la mediazione del passato e hanno tentato di

cogliere nel presente ci che sar. Tuttavia, nelle arti il valore attribuito alle novit/innovazioni stato

confinato in un primo tempo alla cultura occidentale, dove un fenomeno relativamente recente. Fino

allinizio del Settecento gli artisti non venivano pensati come contestatori istituzionali di ci che

era gi stato stabilito. Il talento e loriginalit venivano valutati in base alluso inventivo dei mezzi

tradizionali, non in base allinvenzione di linguaggi rivoluzionari.11 Per esempio, Federico Zeri,

parlando della differenza tra fiamminghi e italiani, ha descritto i primi come seguaci di una procedura

induttiva e di una procedura deduttiva i secondi.12 A quelle differenze potrebbero essere anche

associate quelle della sto