I Labirinti nella storia, nell'arte, nei giardini e nella letteratura

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Sintesi didattica intorno al tema del labirinto con riferimenti alla storia, all'arte, alla letteratura. al cinema e alla topiaria. Contiene materiali per attività CLIL in lingus inglese.

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I LABIRINTI NELLA STORIA, NELL'ARTE, NEI GIARDINI E NELLA LETTERATURA

Roberta Lunetta esercitazione DOL a.a 2012/2013

INDICEIl labirintoOrigine del nome Labirinti nell'antichit Labirinti medievali

LabyrinthsAncient LabyrinthsPlinys Egyptian labyrinth Plinys Italian labyrinth

Labyrinths of the Middle AgesAmiens Labyrinth The 11-ring labyrinth at Chartres Cathedral

Modern LabyrinthsModern interpretations of the Greek Labyrinth

Cultural Meanings Creating a Labyrinth Labyrinths in Different CulturesLabyrinths and Mandalas Native American Labyrinths Rome Britain Scandinavia Switzerland Germany Australia-New Zeland

Mazes

I labirinti in ItaliaIl labirinto di Porsenna

I labirinti da giardino in ItaliaVilla Pisani e il suo labirinto Il labirinto della Villa di Valsanzibio Il giardino labirinto di Villa Barbarigo Il labirinto di palazzo Giusti a Verona

Il labirinto nella letteratura,nell'arte e nel cinema Metodi per uscire da un labirinto Lista di labirinti aperti al pubblico in tutto il mondo Per chi vuole approfondire

Il presente e-book stato realizzato da Roberta Lunetta a scopo didattico come esercitazione per DOL- Diploma on line ; a.a 2012-2013.

Il labirinto

Il labirinto una struttura, solitamente di vaste dimensioni, costruita in modo tale che risulti difficile per chi vi entra trovare luscita. Anticamente per lo pi univiario (o unicursale), ovvero costituito da un unico, involuto percorso che conduceva inesorabilmente al suo centro, il labirinto oggi sinonimo di tracciato multiviario (o multicursale). In alternativa, un tracciato inestricabile di strade, si pu definire come un dedalo (termine chiaramente nato dalla figura del mitico Dedalo, il leggendario costruttore del labirinto di Creta per il re Minosse, il pi noto tra quelli dellantichit).

Origine del nomeLabirinto deriva dal nome greco labyrinthos (), usato nella mitologia per indicare il labirinto di Cnosso. La parola di origine pre-greca, e lo scopritore di Knosso, A. Evans, ipotizz la sua derivazione dal lidio labrys, lascia a due lame, simbolo del potere reale a Creta. La parola labirinto significherebbe, quindi, palazzo dellascia labrys (con il suffisso -into a significare luogo, su modello del greco Corinto), cio il palazzo del re Minosse a Cnosso, dalla pianta intricata al punto da dare origine alla leggenda. A sostegno dellipotesi, sono state ritrovate allinterno del palazzo diverse raffigurazioni dellascia bipenne. In realt, tale ipotesi, stata accantonata da studi pi recenti. Secondo Pugliese Carratelli, infatti, una serie di toponimi caratterizzati dai suffissi -ss- o -tt- e -nd o -nt(h)- (per esempio Parnasss, Labyrinthos, Krinthos, Zakynths) indicherebbero la linea di espansione luvia, ricca di fermenti culturali dallAnatolia a Creta al Ionio, se non anche oltre, lungo quella rotta dei metalli, seguita in epoca storica anche da fenici e greci.

Labirinti dellantichitUn esempio di mosaico che raffigura un labirinto

Il termine labirinto indicava sempre soltanto un labirinto unicursale, con una sola entrata e un unico vicolo cieco in fondo al percorso, di forma quadrata o pi spesso circolare ; questo tipo di labirinto conosciuto come labirinto classico. Nel dialogo socratico Eutidemo, Platone fa parlare Socrate descrivendo la struttura labirintica del dialogo: in esso Platone parla di un labirinto unicursale, in cui le uniche due possibilit sono di giungere alla meta o di ritrovarsi al punto di partenza, cio allentrata.

Labirinti antichi fuori dallEuropa

Labirinto hopi in giunco

Nella cultura dei nativi americani, un mito del popolo dei Tohono Oodham parla di un dio creatore, conosciuto con il nome di Iitoi, che risiede in un labirinto sotterraneo. Il labirinto sarebbe stato scavato dal dio sotto la montagna di Baboquivari, in Arizona, per confondere i propri nemici e impedire loro di seguirlo, e si crede che gli antenati dei primi Tohono Oodham siano stati portati sulla superficie dal labirinto sotterraneo di Iitoi, dove anticamente risiedevano. Della leggenda rimane un motivo decorativo che ritrae un uomo stilizzato allingresso di un labirinto, molto frequente nelle incisioni rupestri e nei cesti prodotti dai nativi.

Labirinti medievali

Labirinto pavimentale nella chiesa abbaziale di Notre dame di St. Remy, in Francia

Durante il dodicesimo e il tredicesimo secolo, un tracciato a forma di labirinto (sempre unicursale) inizi a essere raffigurato nella pavimentazione interna delle cattedrali gotiche, come nel caso del duomo di Siena e delle cattedrali di Chartres, Reims e Amiens in Francia. Questi labirinti rappresentano il cammino simbolico delluomo verso Dio, e spesso il centro del labirinto rappresentava la citt di Dio. La funzione del labirinto quella di essere un simbolo del pellegrinaggio, o del cammino di espiazione: spesso veniva percorso durante la preghiera, e aveva la validit di un pellegrinaggio per chi non poteva intraprendere un vero viaggio. Con il passare del tempo, questa originale funzione and perduta, e il labirinto sulla pavimentazione inizi a essere visto sempre pi spesso come un gioco senza senso, una perdita di tempo, e molti di essi vennero distrutti. Sulla quarta di copertina delledizione Bompiani del romanzo Il nome della rosa, Umberto Eco riporta una nota riferita allimmagine sulla copertina, che recita: In copertina lo schema del labirinto che appariva sul pavimento della cattedrale di Reims. A pianta ottagonale, recava ai quattro ottagoni laterali limmagine dei maestri muratori, coi loro simboli, e al centro - si dice - la figura dellarcivescovo Aubri de Humbert che pose la prima pietra della costruzione. il labirinto fu distrutto nel XVIII secolo dal canonico Jacquemart perch gli dava fastidio luso giocoso che ne facevano i bambini i quali, durante le funzioni sacre, cercavano di seguirne gli intrichi, per fini evidentemente perversi. Nello stesso periodo furono costruiti pi di 500 labirinti in Scandinavia, con differenti scopi. Questi labirinti, costruiti per lo pi in riva al mare, erano costituiti da pietre allineate a formare un percorso intricato, nel quale si credeva potessero essere intrappolati gli spiriti maligni o i venti sfavorevoli alla spedizione di pesca. Il pescatore entrava nel labirinto e, raggiuntone il centro, incitava gli spiriti a seguirlo, per poi fuggire fuori. Questi labirinti sono conosciuti con diversi nomi, tutti traducibili con le parole Citt di Troia (Troy Town in inglese): il nome deriva dalla leggenda secondo la quale le mura della citt di Troia erano costruite in modo cos complesso da impedire luscita ai nemici che vi fossero entrati.

Labirinti moderniRecentemente, si ripreso il simbolo del labirinto con nuovo interesse, e sono state riprese le tecniche costruttive che caratterizzano il labirinto. Alcuni esempi sono il Willen Park di Milton Keynes e il Tapton Park di Chesterfield in Inghilterra, la Grace Cathedral di San Francisco, la Old Swedes Church di Wilmington (Delaware) negli Stati Uniti, il labirinto nella zona del vecchio porto di Montreal e la Trinity Square a Toronto, in Canada. chiesa

A labyrinth in Grace Cathedral, San Francisco

LabyrinthsA labyrinth is an ancient symbol that relates to wholeness. It combines the imagery of the circle and the spiral into a meandering but purposeful path. It represents a journey to our own center and back again out into the world. Labyrinths have long been used as meditation and prayer tools. A labyrinth is an archetype with which we can have a direct experience. Walking the labyrinth can be considered an initiation in which one awakens the knowledge encoded within their DNA. A labyrinth contains non-verbal, implicate geometric and numerological prompts that create a multi-dimensional holographic field. These unseen patterns are referred to as sacred geometry. They allegedly reveal the presence of a cosmic order as they interface the world of material form and the subtler realms of higher consciousness. The contemporary resurgence of labyrinths in the west is stemming from our deeply rooted urge to honor again the Sacredness of All Life. A labyrinth can be experienced as the birthing womb of the Great Goddess. Thus, the labyrinth experience is a potent practice of Self-Integration as it encapsulates the spiraling journey in and out of incarnation. On the journey in, towards the center, one cleanses the dirt from the road. On the journey out, one is born anew to consciously dwell in a human body, made holy by having got a taste of the Infinite Center. Labyrinth is a word of pre-Greek (Pelasgian) origin absorbed by classical Greek, and is apparently related to labrys, a word for the archaic iconic double axe, with inthos connoting place (as in Corinth). The complex palace of Knossos in Crete is usually implicated, though the actual dancing-ground, depicted in frescoed patterns at Knossos, has not been found. Something was being shown to visitors as a labyrinth at Knossos in the 1st century AD. Greek mythology did not recall, however, that in Crete there was a Lady who presided over the Labyrinth. A tablet inscribed in Linear B found at Knossos records a gift to all the gods honey; to the mistress of the labyrinth honey. All the gods together receive as much honey as the Mistress of the Labyrinth alone. She must have been a Creational Goddess. According to Greek mythology, King Minos of Crete had the craftsman Daedalus construct the Labyrinth in order to conceal the Minotaur, the half-bull, half-human offspring of Minos wife Pasiphae and a bull. For some unknown reason, Daedalus and his son Icarus were confined in the Labyrinth. Constructing wings of feathers and wax, the two were able to escape by flying above the walls of the Labyrinth. Young Icarus, however, impetuously flew too near the sun. His waxy wings melted and he drowned in th