la settimana n.33 del 1 settembre 2013

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Transcript of la settimana n.33 del 1 settembre 2013

  • Maria Bolognesi:

    donna silenziosadi carit

    Limminente beatificazione di Maria Bolognesi, che av-verr sabato mattina, 7 settembre 2013, ore 10.30, a Rovigo, in Piazza XX Settembre, davanti alla Chiesa della Rotonda, un evento straordinario per la nostra diocesi di Adria-Rovigo. Fi-nora la nostra diocesi ha potuto venerare solo una Santa pole-sana: Santa Maria Chiara Nanetti, nata a S. Maria Maddalena nel 1872, ma poi cresciuta nella vicina provincia di Ferrara e morta martire in Cina nel 1900.

    Ora abbiamo la gioia di festeggiare presto, come beata, unaltra polesana: Maria Bolognesi, nata a Bosaro, vissuta pri-ma a Crespino e poi a Rovigo, deceduta il 30 gennaio 1980, dopo aver testimoniato in modo eroico le virt cristiane della fede e della comunione piena con Dio e dell amore verso i po-veri ed i malati.

    La sua imminente beatificazione per me un motivo di grande gioia, perch mi fa scoprire ed accogliere un esem-pio straordinario di vita cristiana, vissuta con semplicit, con umilt, con fede e con carit verso i pi bisognosi.

    Lultimo postulatore della causa di beatificazione di Ma-ria Bolognesi, il padre Raffaele Talmelli, ha delineato in modo oggettivo e molto bello la vita di Maria Bolognesi nel volume intitolato Il profumo dellunguento. Ricordo di Maria Bolognesi.

    In questopera egli ha presentato, tra laltro, i tratti pi si-gnificativi della spiritualit di Maria Bolognesi, che sono stati riconosciuti come i motivi principali della sua beatificazione e che meritano essere oggetto di meditazione di tutti i fedeli.

    Maria Bolognesi ha vissuto il suo rapporto con Dio con un amore appassionato e pieno di fiducia, che lha portata a una comunione profonda con Lui e a un amore sempre pi intenso verso i poveri ed i malati. Essa guardava gli eventi quotidiani con gli occhi della fede e vi percepiva la presenza del Signore.

    Maria ha dimostrato un grande amore per la Chiesa, Madre e Maestra; lo diceva esplicitamente: Con la Chiesa Maestra si pu anche discutere, ma non si pu mai smettere di amare la Chiesa come Madre. E ancora: Non ha Dio per Padre, chi non ha la Chiesa per Madre.

    Maria Bolognesi ha manifestato un amore profondo verso le persone povere e malate, dedicando tutte le sue energie agli ultimi e offrendo al Signore la sua vita, segnata pesantemente da varie malattie. Ha saputo scorgere il volto del Redentore nei tanti fratelli sofferenti che ha assistito. Ha vissuto un autentico apostolato della sofferenza, in piena comunione con il Cristo sof-ferente.

    Essa ha dimostrato un amore grande anche verso i sacer-

    doti, dando un aiuto concreto ai sacerdoti poveri, anziani, ammalati, al punto da offrire al Signore tutta la sua vita e i suoi dolori per la santificazione del clero. Ha incoraggiato i sacerdoti a vivere con intensit il loro rapporto con Dio, vera sorgente di ogni bene.

    La sofferenza segn indubbiamente tutta lesistenza di Ma-ria Bolognesi, ma non intacc la fede e la forza morale di questa creatura che, come ebbe a dire il vescovo Giovanni Mocellini, nel giorno delle esequie, diventata un fulgido esempio di donna silenziosa della carit.

    Sono convinto che lesempio di amore verso i poveri ed i malati che ci ha dato Maria Bolognesi, sostenuta dalla sua fede ardente, sia pi che mai prezioso e urgente in questo nostro tempo, segnato da tante crisi: crisi economica, crisi lavorativa, crisi familiari, crisi della vita

    Oggi non ci sono solo i poveri tradizionali, quelli che una volta andavano a cercare l elemosina. Oggi un sesto delle

    famiglie non ha il sufficiente per vivere. Nei nostri paesi sta aumentando il numero delle persone anziane e sole. Sta cre-scendo il numero di coppie che si separano, con conseguenze pesanti nei figli. Sta aumentando a dismisura il numero dei di-soccupati e dei giovani senza lavoro. Sta dilatandosi il numero dei disperati e di coloro che arrivano a togliersi la vita!

    In questa situazione pi urgente che mai far crescere la solidariet, soccorrere i poveri e salvare il bene comune. E pi urgente che mai imparare da Maria Bolognesi a tenere salda la fede nelle difficolt (lei vissuta per molti anni, da giovane, in estrema povert) e a tradurla nella carit evan-gelica, nellamore gratuito e generoso verso tutti, a partire dai pi bisognosi.

    Rovigo, 24 agosto 2013

    + Lucio Soravito, vescovo

    la SettimanaSETTIMANALE DI INFORMAZIONE DELLA DIOCESI DI ADRIA-ROVIGO

    Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1 NE/RO Anno CXIII - N. 33 - Una copia 1,10 - Domenica 1 settembre 2013 - (Esce il gioved)

    Corsi di LaureaA. A. 2013 - 2014Corsi di Laurea

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    DIOCESI DI ADRIA-ROVIGO

    Sabato 7 Settembre 2013 ore 10.30Rovigo - Piazza XX Settembre

    celebrazione eucariSticae beatificazionepresiedute dal Signor Cardinale Angelo AmAtoPrefetto della Congregazione delle Cause dei Santi

    BEATIFICAzIonEdellaServadiDio

    mArIABolognESI

    AVVISo SACRo

    INFO: [email protected]olognesi.it

    Cell. 328.7584950

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  • 2 la Settimana domenica 1 settembre 2013comunit

    La Parola... famiglia, giovani e poveriGes era

    entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare. O s s e r v a n d o come gli invita-ti sceglievano i primi posti, dis-se loro una parabola: Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perch non ci sia un altro invitato pi ragguardevole di te e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare lultimo po-sto. Invece quando sei invitato, va a met-terti allultimo posto, perch venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa pi avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perch chiunque si esalta sar umiliato, e chi si umilia sar esaltato.Disse poi a colui che laveva invitato: Quando of-fri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, n i tuoi fratelli, n i tuoi parenti, n i ricchi vicini, perch anchessi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perch non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti.

    Lo scenario completo: c la famiglia ospitale che apre alla festa dove, pur-troppo, alla convivialit festosa si me-scolano anche vanit e interessi; i poveri sono presenti nella parabola evangelica, ma non nellospitalit e mostrano pover-t materiali e tante altre sofferenze che creano solitudine; alla voce giovani ne mettiamo uno per la freschezza inedita e innovativa di stile che propone allacco-glienza: Ges.

    La convivialit occasione preziosa di comunione, tant che quella eccle-siale si alimenta alla mensa del convito eucaristico (dove spesso sono frequenta-ti pi gli ultimi posti che i primi!). C convivialit e convivialit: dai banchet-

    ti a cinque o pi stelle a quelli politici, dagli stand gastronomici ai pranzi di Natale a fin di bene (?), dalla ora pran-zo imposta dalla nuova organizzazione del lavoro che fa scomparire il pranzo in famiglia, alla mensa per (non dei) poveri.

    Quel non hanno da ricambiare po-trebbe essere una sfida a rovesciare lin-vito per offrire ai ricchi lesperienza rea-lista di un bisogno permanente e perse-verante che si pensa di soddisfare talvol-ta con una elemosina o un invito di occa-sione o un sms da anonimo ad anonimo o qualche iniziativa occasionale umani-taria delegata. Se i ricchi si facessero in-vitare a casa dai poveri forse si realizze-rebbe la preghiera biblica dei Proverbi: Non darmi n povert n ricchezza; ma

    fammi avere il cibo neces-sario, perch, una volta sa-zio, io non ti rinneghi e dica: Chi il Signore?, op-pure, ridotto

    allindigenza, non rubi e profani il nome del mio Dio (30, 8-9).

    Ges insegna a dominare lambizio-ne di mettersi ai primi posti. Quando lumilt sincera, gradita ed elogiata anche da quelli che non la posseggono e apre ad una accoglienza fraterna che si fa condivisione generosa. E in gioco la scala dei valori: assecondando in pieno la strategia di una sterile convenzionali-t sociale, gli invitati a pranzo, tutte per-sone notabili, corrono ai primi posti.

    Lautopromozione non in sinto-nia con il Regno, non prepara affatto al convito messianico. Si tratta di avere unumile considerazione di se stessi: una percezione il pi esatta possibile dei propri limiti. Nucleo della catechesi: la vera posizione di ogni uomo quel-la che si guadagna di fronte a Dio, non quella che egli si procura industriandosi ad autopromuoversi.

    Ges esorta a non dare in prestito solo a chi in grado di rimborsare. Dopo le beatitudini per i poveri e le invettive per i ricchi Ges aveva condannato anche... il microcredito: E se prestate a coloro da cui sperate di ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono pre-stiti ai peccatori per ricevere altrettanto (Lc 6,34). Qui esorta a a invitare a mensa quanti non potranno ricambiare linvito. Con il Regno di Dio nasce una nuova concezione delle relazioni umane, basa-ta non sulla reciprocit, ma sullamore unilaterale. Dunque, invita ogni sorta di esclusi e abbandonati: essi sono nel Regno il segno della benedizione di Dio.

    d. Dante

    XXII Domenica del Tempo Ordinario - C

    Accoglienza e CondivisioneLuc