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    ALTRI PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALECLASSE 1.4

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    DESCRIZIONE DEL PRODOTTO Il Miele della Lunigiana DOP il prodotto ottenuto dal nettare dei fiori trasformato dalle api domestiche dellecotipo locale Apis mellifera e lasciato maturare nei favi dellalveare. Si distinguono due tipologie in base alla fioritura: Acacia, prodotto su fioritura di Robinia pseudo-acacia L., e Castagno, prodotto su fioritura di Castanea sativa M.

    METODO DI PRODUZIONE Il processo di formazione del miele inizia quando lape bottinatrice, rientrando allalveare, passa a unape di casa la goccia di materia prima raccolta (trafollassi). Il passaggio della stessa goccia da unape allaltra pro-voca la riduzione del contenuto dacqua e il nettare si arricchisce di secrezioni ghiandolari dellape che deter-minano una serie di tarsformazioni chimiche a carico degli zuccheri. Gli alveari per la produzione del Miele della Lunigiana DOP possono essere stanziali, cio per-manere nella stessa postazione per tutto lanno, oppure nomadi, con spostamenti entro il territorio di produzione per tutto il periodo delle fioriture interessate. Lestrazio-ne del miele dai melari avviene tramite smielatori centri-fughi, dopo aver allontanato le api dai favi con metodi che preservino la qualit del prodotto; assolutamente vietato luso di sostanze repellenti. Segue la filtrazione realizzata con filtro impermeabile agli elementi figurati del miele. Il prodotto ottenuto messo a decantare in appositi recipienti dove si mantiene liquido e limpido per lungo tempo.

    ASPETTO E SAPORE Il Miele della Lunigiana DOP di Acacia ha una consisten-za sempre viscosa e si presenta di colore molto chiaro; lodore leggero e fruttato, poco persistente e confettato; il sapore decisamente dolce, con aroma delicato, vani-gliato e senza retrogusto, con sedimento povero di polline. Il Miele della Lunigiana DOP di Castagno mantiene a lungo laspetto liquido, ma pu presentare una cristallizzazione parziale ed irregolare; si presenta di colore ambra scuro, ha un odore penetrante e il sapore persistente con com-ponente amara; il sedimento ricco di polline.

    ZONA DI PRODUZIONE La zona di produzione del Miele della Lunigiana DOP costituita dai 14 comuni della Lunigiana afferenti alla pro-vincia di Massa Carrara, nella regione Toscana.

    STORIA Le origini del Miele della Lunigiana DOP risalgono alme-no al 1508, come testimoniano i libri dellEstimo generale della Comunit di Pontremoli che riportano per quellan-no il censimento di 331 alveari. La produzione di miele

    era considerata gi allora unattivit redditizia: ogni alve-are posseduto era soggetto a tassazione. Inoltre era dif-fusa la pratica di affidare la conduzione degli apiari, ge-neralmente di propriet di ricche famiglie di Pontremoli, agli abitanti dei paesi circostanti. Limportanza di questa produzione ha trovato conferma nei secoli successivi, come prova listituzione nel 1873 della Societ Apistica Pontremolese, impegnata nella diffusione dellapicoltura tradizionale della Lunigiana.

    GASTRONOMIA Il Miele della Lunigiana DOP conserva a lungo le sue ca-ratteristiche specifiche, purch tenuto al riparo dalla luce e dal calore. Pu essere consumato allo stato naturale, da solo (sulla punta di un cucchiaino da caff o spal-mato su una fetta di pane toscano), oppure impiegato come ingrediente nella preparazione di dolci come quelli tipici della tradizione toscana: il panforte, i cantucci e la spongata.

    COMMERCIALIZZAZIONE Il prodotto immesso in commercio tutto lanno come Miele della Lunigiana DOP nelle tipologie: Acacia e Ca-stagno. confezionato in contenitori di vetro con chiu-sura a vite, di capacit da 30 a 1000 g.

    NOTA DISTINTIVA Il Miele della Lunigiana DOP prodotto in un ambien-te, la Lunigiana, che risulta particolarmente vocato per lapicoltura perch il basso grado di antropizzazione ed il limitato sviluppo industriale hanno preservato le com-ponenti naturali.

    Consorzio Tutela del Miele della LunigianaPiazza A. De Gasperi,17 54013 Fivizzano (MS)Tel: +39 328 7157720www.mieledellalunigiana.it mieledellalunigianadop@yahoo.it

    Bioagricert Srl Via dei Macabraccia, 8 40033 Casalecchio di Reno (BO)Tel: +39 051 562158 Fax: +39 051 564294www.bioagricert.org

    MIELE DELLA LUNIGIANA DOP

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    DESCRIZIONE DEL PRODOTTO Il Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP prodotto con il net-tare dei fiori del territorio montano del bellunese da ecotipi di api locali della specie Apis mellifera; a seconda della fioritura periodica nellarea produttiva si distinguono le ti-pologie: Millefiori, Acacia, Tiglio, Castagno, Rododendro e Tarassaco.

    METODO DI PRODUZIONE Il miele inizia a formarsi quando lape bottinatrice passa a un ape di casa la goccia di materia prima raccolta (trofal-lassi). Il ripetersi di questi passaggi provoca la riduzione del contenuto dacqua e larricchimento del nettare con le secrezioni ghiandolari dellape. Le arnie in cui viene prodotto il Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP sono di tipo stanziale, anche se possono essere periodicamente spo-state, purch sempre allinterno della zona di produzione. Lestrazione del miele avviene direttamente dai favi dei melari mediante centrifugazione. Al momento del prele-vamento dei melari le api vengono allontanate con me-todi che escludono limpiego di sostanze che potrebbero alterare il prodotto. A seconda delle tipologie, il periodo in cui si estrae il prodotto varia, e ci anche al fine di ottenere un miele monofloreale differenziato. La raccolta infatti avviene in fasi successive e in concomitanza con le diverse fioriture.

    ASPETTO E SAPORE Il Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP si differenzia in base alle tipologie. Il Millefiori (o Multiflora) ha un colore che varia dal giallo chiaro allambrato, sapore dolciastro, morbido e ha spiccata tendenza alla cristallizzazione fine e omoge-nea; lAcacia (o Robinia) presenta invece un colore chiaro, che risulta ambrato e trasparente, sapore delicato e molto dolce, con profumo che ricorda i fiori di robinia e ha con-sistenza tipicamente liquida; il Tiglio ha un colore variabi-le dal giallo chiaro al verdolino, sapore dolce con leggero retrogusto amaro, odore fresco, mentolato e balsamico, aspetto pastoso con cristallizzazione ritardata; il Castagno presenta un colore bruno scuro, sapore poco dolce, ama-rognolo, odore pungente, consistenza inizialmente liquida e poi viscosa; il Rododendro pu essere pressoch tra-sparente fino a bianco o beige chiaro dopo la cristallizza-zione, il sapore delicato, lodore fruttato, laspetto liquido e poi pastoso a granulazione fine; il Tarassaco invece un miele con riflessi gialli, poco o normalmente dolce, solita-mente acido, leggermente amaro, di consistenza liquida o finemente cristallina.

    ZONA DI PRODUZIONE La zona di produzione del Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP interessa lintero territorio della provincia di Belluno, nella regione Veneto.

    STORIA Lattivit apistica e luso del miele nel territorio bellunese sono ben documentati. In un documento dei prezzi del 1712 si legge e si catalogano tre diversi tipi di miele com-mercializzato: miele di fiori dalta alpe, miele di brugo, miele de bosco misto. La tradizionale cultura culinaria lo-cale sulluso del miele testimoniata da documenti apocrifi con ricette databili attorno al 1580 e altre, pi numerose, dal Seicento in avanti. In alcuni musei etnografici locali sono presenti arnie villiche dei primi anni del secolo scorso. GASTRONOMIA Il Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP va conservato al ripa-ro dalla luce e da fonti di calore. Si abbina bene ai formaggi tipici della zona di produzione quale il Piave DOP, ma si utilizza anche come ingrediente di piatti e dolci della tradi-zione bellunese.

    COMMERCIALIZZAZIONE Il prodotto immesso in commercio tutto lanno nelle ti-pologie Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP di Millefiori, di Acacia, di Tiglio, di Castagno, di Rododendro e di Tarassa-co, in contenitori di vetro da 250, 500 o 1.000 g, chiusi con tappo metallico e sigillati con letichetta. Inoltre si pu tro-vare in monodose in confezioni di vetro, bustine, vaschette o altri imballaggi idonei.

    NOTA DISTINTIVA Il Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP si contraddistingue per la conservabilit, la purezza e lelevato contenuto di nutrienti, caratteristiche date sia dalle peculiarit della zona di produzione che dal sapere specializzato dei produttori.

    Apidolomiti - Servizi Societ Cooperativa Agricola p.a.Via Papa Luciani, 1 32020 Limana (BL)Tel. +39 0437 918120www.apidolomiti.com apidolomiti@gmail.com

    C.S.Q.A. Certificazioni S.r.l. Via S. Gaetano, 74 36016 Thiene (VI)Tel: +39 0445 313011Fax: +39 0445 313070www.csqa.itcsqa@csqa.it

    MIELE DELLE DOLOMITI BELLUNESI DOP

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    Consorzio Qualit Miele VaresinoC/O Cam. Comm. di Varese Piazza Monte Grappa, 5 - 21100 Varese (VA)Tel: +39 0332 295437www.mielevarese.it bruna@va.camcom.it

    I.M.C. S.r.l.Via Pisacane, 3260019 Senigallia (AN) Tel: +39 071 7930179 Fax: +39 071 7910043, imcert@imcert.it

    DESCRIZIONE DEL PRODOTTOIl Miele Varesino DOP un miele monofloreale di Aca-cia ottenuto dal nettare bottinato dalle api sui fiori di Robinia pseudoacacia, che si caratterizza per lelevato grado di purezza dellorigine del nettare, un tenore di umidit massimo del 17,5% e un indice HMF inferiore a 15 mg/kg. METODO DI PRODUZIONE Gli alveari del Miele Varesino DOP possono permane-re nella stessa postazione per lintero arco dellanno di produzione, o subire spostamenti entro il territorio, per tutto il periodo della fioritura interessata. Per la pro-duzione devono essere utilizzate arnie razionali, a favo mobile a sviluppo verticale. I melari impiegati nella fase di raccolto produttivo delle api devono essere vuoti e puliti. Lispezione degli alveari deve essere condotta impedendo di trasferire al miele odori estranei o resi-dui di combustione, utilizzando fu