Ludovico Ariosto - La Cassaria

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  • Ludovico Ariosto

    La Cassaria

    Op. Grande biblioteca della letteratura italiana

    ACTA G. DAnna Thsis Zanichelli

  • Edizioni di riferimentoelettronicheLiz, Letteratura Italiana Zanichelli

    a stampaLudovico Ariosto, La Cassaria, a cura di C. Segre, in L.A., Opere minori,Milano-Napoli, Ricciardi, 1954

    DesignGraphiti, Firenze

    ImpaginazioneThsis, Firenze-Milano

  • X3Op. Grande biblioteca della letteratura italiana

    ACTA G. DAnna Thsis Zanichelli

    Ludovico Ariosto La Cassaria

    Sommario

    Personaggi ....................................................... 5

    Prologo ............................................................ 6

    Atto primo ....................................................... 7Scena I .............................................................. 7Scena II ............................................................. 7Scena III ........................................................... 9Scena IV ......................................................... 10Scena V ........................................................... 11Scena VI ......................................................... 12Scena VII ........................................................ 13

    Atto secondo .................................................. 14Scena I ............................................................ 14Scena II ........................................................... 18

    Atto terzo ...................................................... 20Scena I ............................................................ 20Scena II ........................................................... 20Scena III ......................................................... 21Scena IV ......................................................... 23

    Scena V ........................................................... 24Scena VI ......................................................... 26Scena VII ........................................................ 28

    Atto quarto .................................................... 30Scena I ............................................................ 30Scena II ........................................................... 30Scena III ......................................................... 37Scena IV ......................................................... 37Scena V ........................................................... 38Scena VI ......................................................... 39Scena VII ........................................................ 40Scena VIII....................................................... 43Scena IX ......................................................... 43

    Atto quinto .................................................... 46Scena I ............................................................ 46Scena II ........................................................... 49Scena III ......................................................... 50Scena IV ......................................................... 51Scena V ........................................................... 55

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    Op. Grande biblioteca della letteratura italiana

    ACTA G. DAnna Thsis Zanichelli

    Ludovico Ariosto La Cassaria

    Personaggi

    Erofilo, giovaneCaridoro, giovaneEulalia, fanciullaCorisca, fanciullaLucrano, ruffianoCrisobolo, vecchio patroneCritone, mercanteAristippo, fratello di CritoneFulcio, servo di CaridoroFurba, servo del ruffianoNebbia, servo di CrisoboloGianda, servo di CrisoboloVolpino, servo di CrisoboloCorbacchio, servo di CrisoboloNegro, servo di CrisoboloMorione, servo di CrisoboloGallo, servo di CrisoboloMarso, servo di CrisoboloTrappola, baroBrusco, servo

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    Op. Grande biblioteca della letteratura italiana

    ACTA G. DAnna Thsis Zanichelli

    Ludovico Ariosto La Cassaria Prologo

    Prologo

    Nova comedia vappresento, pienadi vari giochi, che n mai latinen greche lingue recitarno in scena.Parmi veder che la pi parte incline

    5 a riprenderla, subito cho dettonova, senza ascoltarne mezo o fine:ch tale impresa non li par suggettode li moderni ingegni, e solo estimaquel che li antiqui han detto esser perfetto.

    10 ver che n volgar prosa n rimaha paragon con prose antique o versi,n pari leloquenzia a quella prima;ma lingegni non son per diversida quel che fur, che ancor per quello Artista

    15 fansi, per cui nel tempo indietro fersi.La vulgar lingua, di latino mista, barbara e mal culta; ma con giochisi pu far una fabula men trista.Non chi l sappia far per tutti i lochi:

    20 non crediate per che cos audacelautor sia, che si metta in questi pochi.Questo ho sol detto, a ci con vostra pacela sua comedia vappresenti; e inanziil fin non dica alcun chella mi spiace.

    25 Per chormai si cominci, e nulla avanzichio vi dovessi dir: sappiate comela fabula che vol ponervi inanzidetta Cassaria fia per proprio nome:sappiate ancor che lautor vol che questa

    30 cittade Metellino oggi si nome.De largumento, che anco udir vi resta,ha dato cura a un servo, detto el Nebbia.Or da parte di quel che fa la festapriega chi sta a veder che tacer debbia.

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    Op. Grande biblioteca della letteratura italiana

    ACTA G. DAnna Thsis Zanichelli

    Ludovico Ariosto La Cassaria Atto primo

    Atto primo

    Scena I

    Erofilo Cos ve nandrete, come io vho detto, a trovare Filostrato, e farete tuttoquello che vi commander, e per modo che non mi venga di voi richiamoaltrimenti. Ma dove rimasto il mio pedagogo, il mio maestro, il mio cu-stode saggio? Che vol che vindugiate a sua posta sino a sera? Ancor nonviene? Per Dio, che sio ritorno indietro!... Andate tutti e strascinatemelofra per li capelli. Non vaglion parole con questo asino, n vol, se non perforza di bastone, obedir mai. Vedi che io tho fatto uscire.

    Nebbia Sia in malora: non si poteva senza me finir la festa. Io so bene che mportalandata, ma non posso pi.

    Erofilo Andatevene, n sia alcun di voi s ardito, che prima che esso vi dia licenzia,mi venga inanzi. Mavete inteso?

    Scena II

    Gianda pur grande, o Nebbia, cotesta pazzia, che tu solo di tutti noi conservivogli contrastare sempre con Erofilo. E pur ti doveresti accorgere come finqui tabbia giovato! Ubidisci, col malanno, o mal o ben che ti commandi: figliuol del patrone un tratto; et ha, secondo la et, pi lungamente acommandarci che il vecchio. Perch vi tu restare in casa, quando lui volche tu neschi?

    Nebbia Se tu in mio loco fussi, cos faresti, e forse peggio.

    Gianda Potrebbe essere; ma non lo credo gi, che non so vedere che ti giovi troppo.

    Nebbia Io non debbo fare altrimente.

    Gianda E perch?

    Nebbia Se me ascolti, io tel dir.

    Gianda Tascolto, di.

    Nebbia Connosci tu questo ruffiano, che da un mese in qua venuto in questavicinanza?

    Gianda Connoscolo.

    Nebbia Credo che tu gli abbia veduto un paio di bellissime giovane in casa.

    Gianda Lho vedute.

    Nebbia De luna desse Erofilo nostro s invaghito, che per avere da comperarlavenderia se stesso; e l ruffiano, che averne tanto desiderio lo connosce, eche sa che del pi ricco uomo di Metellino figliuolo, li dimanda cento diquel che forse a un altro lasseria per dieci.

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    Op. Grande biblioteca della letteratura italiana

    ACTA G. DAnna Thsis Zanichelli

    Ludovico Ariosto La Cassaria Atto primo

    Gianda Quanto ne domanda?

    Nebbia Non so: so ben che ne domanda gran prezzo; et tanto che, frustandoErofilo tutti li amici che ha, non ne potrebbe trovare la metade.

    Gianda Che potr fare dunque?

    Nebbia Che potr fare? Danno grandissimo a suo padre e similmente a se medesi-mo. Credo che abbia adocchiato di saccheggiare il grano, che di dui anni etre sha riserbato insino a questo giorno il vecchio; o sete o lane o altre cose,di che la casa piena, come tu sai. Suo consiglieri e guida quel ladro diVolpino. Han longamente questa occasione attesa, che l vecchio sia parti-to, come ha fatto oggi, per andare a Negroponte. E perch non si veggin lelor trame, non mi vogliono in casa: mi mandano ora a trovare Filostrato,acci che mi tenga in opera, n ritornarci lassi fin che non abbino essi el lordisegno fornito.

    Gianda Che diavol nhai tu a pigliarti s gran cura, se ben votassi la casa? Egli delrimanente ser erede, e non tu, bestia.

    Nebbia Una bestia sei tu, Gianda, che non hai pi discorso che dun bue. SeCrisobolo ritorna, che fia di me? Non sai tu che partendo questa matina,mi consegn tutte le chiavi di casa, e commandommi, quanto avevo la vitacara, non le dessi a persona, e men di tutti li altri a suo figliuolo; n, perfaccenda che potesse accadere, mettessi mai fuor di quella porta piedi? Orvedi come gli ho bene obedito! Non credo che fussi ancor fr de la porta,che volse le chiavi Erofilo, dicendomi voler cercare dun suo corno da cac-cia che aveva smarrito; e cos mal mio grado lebbe, e forse tu vi ti trovasti.

    Gianda Non mi vi trovai gi, ma ben sentii sin col, dove ero, el suono di granbastonate, che da dieci in su toccasti, prima che dargliene volessi.

    Nebbia Sio non gliele dava, credo che marebbe morto. Che volevi tu che io facessi?

    Gianda Che facessi? Che alla prima richiesta tu glielavessi date, e cos che al primocenno fussi con noi altri uscito di casa. Non ti puoi tu sempre scusare colpatrone, e narrare per il vero come andato il fatto? Non connoscer egliche la etade e condizion tua non per poter contrastare a un giovane appe-titoso de la sorte di Erofilo?

    Nebbia Non sapr forse egli tutta la colpa riversarmi adosso? E forse li mancheran-no testimoni a suo proposito, s perch egli patrone, s perch tutti in casami volete male, per mio demerito non gi, ma per tenere la ragione delvecchio, e non