Sangiorgio Giuseppe. Ricordi personali

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Diario di guerra

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    A mio padre

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    Un uomo privo della memoria in balia di

    unesistenza illusoria.. Andrei Tarkovskij

    Quanto segue la trascrizione dei diari di guerra tenuti dal

    nonno Giuseppe a partire dal 22 settembre 1940, giorno

    della sua partenza verso lignoto. La prima parte consiste in una cronaca pressoch quotidiana

    del periodo trascorso in Belgio.

    La seconda, probabilmente scritta a breve distanza dai fatti

    narrati, descrive la prigionia dalla Grecia allAustria. Seguono un discorso che celebra la fine del conflitto

    mondiale e una commossa lettera alla mamma, riportate nel

    diario a firma di Giuseppe Avolio.

    Le ultime pagine sono dedicate alla fine dei combattimenti

    nella citt di Dsseldorf e alle previsioni per il ritorno in

    Italia.

    Il manoscritto originale stato riportato in modo completo e

    integrale, pertanto mantenendo inalterate eventuali

    imprecisioni e sviste grammaticali, di sintassi o dei

    riferimenti.

    I rari e sporadici interventi, licenze prese al fine di una pi

    chiara comprensione del testo, compaiono in carattere

    corsivo.

    Un ringraziamento particolare va a Mariella che, a sua

    insaputa, stata la fonte principale di informazioni nonch

    della ricca documentazione fotografica.

    Francesco

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    22 Settembre 1940

    Questa mattina, quando la mia mamma buss alla porta della

    mia camera dicendomi che era ora di partire, un vivo

    rincrescimento si impadron di me, ma pensando che era

    inutile fare smorfie quando il dovere verso la patria chiama,

    ho cercato di farmi animo a me stesso e mi sono vestito in

    fretta.

    Quando scendo in cucina vedo che la mamma piange, bevo

    una goccia di caff, ma a dire la verit non mi passava gi.

    Salii in camera a salutare mio padre, mio zio e zia, vedo su

    tutti una lacrima negli occhi e mentre salutavo loro il mio

    pensiero volava verso lignoto dove il destino mi voleva. Ritorno in cucina, dato un bacio alla mamma, una stretta di

    mano che non finiva pi ed eccomi sulla strada buia che mi

    conduceva a Bevera dove alle 6 in punto parto con lautobus che mi porter a Milano Taliedo.

    Prima di entrare allaeroporto entro in una chiesa, sosto un po per una preghiera- non potevo fermarmi per la messa perch era tardi (dato che era Domenica)- e faccio accendere

    una candela alla madonna affinch mi aiuti.

    Ed eccomi allaeroporto. Verso le 9 con un camion, dopo che mi hanno rifornito di

    due pani e salami, caricati gli zaini siamo partiti per

    Rogoredo, dove alle 10 con un treno speciale si parte verso

    lignoto. A mezzogiorno il treno si ferma a Brescia, abbiamo il tempo

    per colazione e per scrivere a casa la nostra partenza.

    I miei compagni di viaggio sono quasi tutti milanesi, cos

    pure il Serg. Magg. Ramazza nostro capo di Tortona, non

    c male siamo abbastanza allegri. Arrivati a Trento le donne fasciste mi hanno distribuito dolci

    e cartoline e fatti molti auguri, cos pure a Bolzano.

    Arrivati al Brennero abbiamo fatto un po di sosta, ma dato che era tardi nella serata sono sceso a prendere un caff e,

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    comperato un po di caramelle, sono risalito a prepararmi un po di ambiente per dormire, ma dato lo spazio cos angusto in scompartimento di III classe in 4 persone, mi sono

    accontentato di sdraiarmi per terra con la coperta.

    Ero tanto stanco della giornata che non tardai ad

    addormentarmi.

    23 Settembre 1940

    Al primo risveglio guardo fuori dal finestrino nella

    penombra del mattino e comprendo di trovarmi in territorio

    tedesco.

    Appena fatto giorno passarono davanti a me i meravigliosi

    paesaggi tedeschi con le linde e fiorite casette tipo tirolese,

    la vista di queste praterie e case faceva pi impressione dato

    che il tempo era bello e il sole illuminava tutto.

    Alla prima fermata, Monaco, grande accoglienza da parte

    della popolazione: organizzazioni ci hanno offerto caff,

    pane nero, salame e sigarette a volont, cos pure per le

    stazioni che ci fermavamo ho potuto constatare lentusiasmo del popolo tedesco con noi: ci salutava augurandoci buona

    fortuna e un ritorno vittorioso.

    Eccoci a Francoforte, approfittiamo di una fermata un po lunga per scendere al ristorante a prendere una Birra dato

    che qua in Germania lunica bevanda questa ma in complesso buona.

    Questa birra stata la prima spesa in territorio tedesco: 15

    fennici.

    Si aveva avuti 10 Marchi dato che le lire italiane non si

    possono spendere qua.

    Ormai era venuta la sera, con una nebbia e acqua non ci

    restato altro che buttarsi a dormire come si poteva.

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    24 Settembre 1940

    Dopo una notte passata piuttosto male dormendo sui sedili

    duri del treno, lalba mi trova lungo i meravigliosi paesaggi tedeschi che sfioravano da una nebbiolina proprio autunnale,

    ma si prevedeva una buona giornata.

    Mentre il nostro treno scorreva paesi e borgate si riceveva

    laccoglienza da parte dei cittadini tedeschi: cordialissima, ci fanno capire lo spirito che corre tra i due paesi in armi.

    Alle 9 arriviamo a Colonia dove una grande manifestazione

    ci era preparata, le organizzazioni naziste ci hanno offerto

    sigarette e caff.

    In questa citt abbiamo potuto scambiarsi poche parole con

    italiani residenti in quella citt, il nostro morale altissimo

    di fronte allentusiasmo della folla. Alle 11,30 siamo fermati al confine tedesco-olandese dove

    abbiamo cambiato i marchi tedeschi con marchi di

    occupazione.

    Nel frattempo al ristoro militare ci hanno offerto pur di

    piselli con caff a volont, in complesso era buono malgrado

    che noi non siamo abituati a questi cibi.

    Alle 10,30 si parte e si entra in territorio olandese.

    Dopo pochi chilometri abbiamo subito constatato i terribili

    effetti della guerra: reticolati divelti, fortini spazzati, piccoli

    e grandi ponti travolti dove il treno prosegue piuttosto

    lentamente.

    Nella popolazione abbiamo trovato freddezza e in noi

    automaticamente tutto lentusiasmo s spento; ognuno non canta e non ride pi, pensa al destino che va incontro.

    Mentre succede tutto questo cambiamento passa davanti a

    noi come uno scenario di piccole casette in fiore e bestiame

    che pascola con qualche mulino a vento che funziona con le

    sue larghe pale.

    La coltivazione di terreno ottima.

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    Verso sera siamo fermati a Tilburg, cittadina di olandesi da

    parte tedesca.

    Abbiamo avuto minestra, caff e nello stesso istante

    abbiamo avuto una ardente manifestazione da parte di

    militari tedeschi di passaggio in quella stazione.

    Nella notte abbiamo passato la frontiera belga e siamo

    passati da Brussel dove non siamo scesi perch era buio

    pesto.

    25 Settembre 1940

    Svegliandomi dopo una discreta dormita in territorio Belga

    la nostra prima cosa attaccarsi al tascapane dove cera un po di qualche cosa; il nostro stomaco invoca un po di tutto -pane, cioccolato, galletta, carne in scatola- sapendo che a

    mezzogiorno si doveva arrivare sul posto a noi assegnato.

    Alle 11.30 arriviamo a Cortrai1 dove ci siamo fermati solo

    per staccare diversi vagoni che facevano parte del nostro

    convoglio.

    Alle 13 siamo scesi zaino in spalla alla piccola stazione di

    Vevergem2, nostro posto di destinazione.

    Uscendo tutti inquadrati dalla stazione siamo incamminati a

    piedi attraverso le deserte vie di quel paese dove la scarsa

    popolazione ci guardava come esseri nuovi per loro,

    guardandoli in faccia si constatava la loro sorpresa ma nello

    stesso tempo lindifferenza verso noi. Arrivati in un locale dove a vista docchio abbiamo compreso essere una scuola, con mia sorpresa trovai lettini e

    brande con i rispettivi materassi di lana.

    Sistemati in fretta i nostri zaini siamo usciti in cortile dove i

    camerati tedeschi ci portarono il rancio, carne, patate,

    1 Courtrai

    2 Wevelgem

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    minestra di verdura e un pezzo di pane nero; in complesso

    era tutto buono anche per i pi difficili in fatti di mangiare.

    Tutto il resto della giornata passato in camerata a raccontarci

    le nostre impressioni.

    Alla sera caff e marmellata, dopo, verso le 20, a letto,

    perch dopo tre giorni di viaggio sentivo il bisogno di

    ristorare un po le forze.

    26 Settembre 1940

    Dopo una buona dormita - verso le 7 sveglia ci siamo recati in cortile a prendere il caff con marmellata e un

    pezzo di pane nero.

    Questa mattina poi, per farsi un po di pulizia dopo tre giorni di viaggio, non abbiamo potuto dato che non cera acqua, pazienza non si poteva fare miracoli.

    Verso le 9 siamo andati alla stazione a scaricare del

    materiale arrivato con noi.

    Dopo aver scaricato sui camion diversi vagoni di materiale e

    trasportato a Curtrai al magazzino viveri, arrivati in caserma

    verso le 14 abbiamo saltato anche il rancio e ci siamo

    accontentati di una galletta e di una scatoletta di carne.

    Alla sera un po di caff e un pezzo di salame con pane nero. Dato che si mangia rancio tedesco in com