Le favole di Nonna Graziella

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    06-Mar-2016
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Mensile d'informazione politica e cultura dell'Associazione comunista "Luciana Fittaioli" con sede a Foligno (PG)

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  • Le favole di nonna Graziella

    di Graziella Alga

    www.piazzadelgrano.org

  • LLee ffaavvoollee dd iiNNoonnnnaa GGrraazziieell llaa

    GGrraazz iieell ll aa AAllggaa

  • Care amiche,eccomi di nuovo qui a scrivere unlibro. Questa volta non ci sarannoda leggere consigli per voi ma unaraccolta di favole dedicata alla mianipotina Matilde.Fin da quando era piccolina la bimbami ha chiesto di raccontarle dellefavole ed io, per accontentarla, misono inventata storie di draghi, diconigli, di galline ecc.Vedendo che le piacevano tanto eche ancora adesso continuano apiacerle, ho pensato di immortalarlein un libro, cos quando sar grande,potr raccontarle ai suoi figli e sa-r un ricordo in pi che le rimarrdella sua cara nonnina.Tra una favola e laltra scriver an-che due racconti per adulti, cosaccontenter grandi e piccini.

    02-06-2009 Graziella Alga pag. 3

  • IL GATTINO GIUSTOLOE MAMMA RINA

    Cera una volta un bel gattino di no-me Giustolo.Era di un colore rossiccio ma sullaguancia destra spiccava una mac-chia marrone e sotto il collo unastriscia bianca tutta frastagliata.Era cosi bello e tenero da sembrareun peluche e lui viveva felice e se-reno con la mamma Rina che, perquanto lo amava, esaudiva tutti isuoi desideri e i numerosi capricci.Passava le sue giornate correndo eacchiappando farfalle ma quandoaveva fame non cera nessuno chepoteva fermarlo e pi cresceva, pidiventava noioso.Infatti, ogni cinque minuti gridava:mamma voglio il latte, mamma vo-glio il latte!

    pag. 5

  • Mamma Rina era tanto buona e perfarlo stare zitto, cercava sempre diaccontentarlo; un bel giorno per,sentendolo continuamente gridare mamma voglio il latte,mamma voglioil latte, non resistette pi e pren-dendolo per un orecchio gli disse:se ti sento ancora pronunciarequeste parole, ti metto in punizionein cantina per sei ore.Giustolo non avrebbe mai credutoche mamma Rina sarebbe arrivata atanto cos continuava ad esseresempre pi noioso e sempre affa-mato fin quando la mamma, non po-tendone pi, lo prese in braccio,loport davvero in cantina, lo mise inun cestino e gli disse: ora non timuovere da qui, rimarrai per sei orein punizione e guai a te se ti sentomiagolare; quando saranno passatele sei ore, ti verr a prendere e sario che decider quando sar il mo-mento di mangiare! Mamma Rina

  • usc e lui rimase al buio solo soloma non prov neanche a piangereperch si rese conto di aver vera-mente esagerato e triste triste siaddorment finch non sent la vocedella mamma che lo chiamava. Si al-z di scatto, corse ad abbracciaremamma Rina e le disse: da oggi inpoi non ti far pi arrabbiare, farsempre quello che mi dirai perch inpunizione non ci voglio pi andare!La mamma, commossa, lo abbracciforte, lo attacc al seno e final-mente gli diede una bella poppata dilatte e gli pul il suo bel visino.

    pag. 7

  • ANNA, BAMBINA CAPRICCIOSA

    Anna era una bambina bellissima mamolto capricciosa.Andava a scuola ed era la pi bravatra tutte le sue compagne ma avevaun grande difetto: non smetteva maidi chiacchierare e appena finiti icompiti,si alzava continuamente di-sturbando i suoi amici. Un giorno lamaestra, non potendone pi, mand achiamare i suoi genitori.I poverini sapevano che Anna in ca-sa era molto vivace ma non immagi-navano che anche a scuola distur-basse tanto e cos promisero allamaestra di farla ragionare cercandodi calmarla un pochino. Purtroppoper le dolci parole dei genitori nonvalsero a nulla, n ebbero leffettodesiderato le tenere coccole che lefacevano continuamente cos, con

    pag. 9

  • grande dispiacere, decisero di punirlanon facendole vedere per due sereconsecutive i cartoni animati che lepiacevano tanto.Anna, sentendo ci, non si scompo-se, anzi, fece finta di niente e pro-pose alla mamma di apparecchiare latavola e di aiutarla a preparare la ce-na. La mamma, tutta contenta, lefece mettere il grembiulino e le in-segn ci che doveva fare ma Anna,che era rimasta molto male per lapunizione avuta, cominci a giocarecon i cuscini buttando tutto allaria; poi voleva giocare con i coltelli,con i bicchieri e con le bottigliecosicch la mamma, impaurita, cer-c di prenderla per un braccio ma labambina si divincol cos repentina-mente che cadde a terra battendo lamanina in un bicchiere rotto cadutoprecedentemente.La bambina, vedendo che si era fattaun taglio sulla mano e che il sangue

  • affluiva abbondantemente, comincia piangere sommessamente e scossadai singhiozzi and di corsa a rifu-giarsi nelle braccia della mammache la cull come una neonata e latranquillizz dicendo che non eraniente di grave e che da l a qualchegiorno tutto si sarebbe risolto.Per sicurezza la portarono al pron-to soccorso e Anna, mentre andava-no allospedale, non smise mai diparlare e mentre si trovava fra lecalde braccia della madre, promise dinon farla pi arrabbiare e di essereuna brava bambina in modo che isuoi genitori fossero fieri di lei.Anna cambi radicalmente e anche ascuola si comport come una bam-bina modelloforse la lezione le eraservita!

    pag. 11

  • MAMMA SASCIAE LA PICCOLA AGNESE

    Come cresciuta la mia bambina ecome bella!Era ci che pensava mamma Sasciavedendo la sua piccola Agnese di dueanni sgambettare qua e l rincorren-do il gattino Zorro.Mamma mamma, grid allimprovvi-so la piccola Agnese, ho fatto lapip addosso, scusami mamma manon ho fatto in tempo a dirtelo.Infatti erano molti giorni che lamamma le ripeteva continuamente didirglielo e che lavrebbe messa inpunizione se avesse continuato a di-subbidire, ma Agnese tutta presa daisuoi giochi, se ne dimenticava com-pletamente.La bambina sicura dell amore dellamamma pensava:mia madre mi ama

    pag. 13

  • cos tanto che non far mai unacosa del genere !Invece quel giorno, dopo l ennesimavolta che laveva cambiata, la mammaperse completamente la pazienza eprendendo Agnese per un braccio ledisse;ora arrivato finalmente ilmomento della punizione cos impa-rerai a dar retta a tua madre. Andraia dormire per due ore nel tuo lettoe non voglio sentirti frignare.Mamma, io non ho sonnoripetevaAgnese tra le lacrime, ma la mammanon volle sentire ragioni e dicendoleche lavrebbe svegliata lei, chiuse laporta alle sue spalle e and in cuci-na a preparare la cena.Fu piccola la punizione che inflis-se alla bambina ma le fece capireche non sempre si pu giocare.Infatti da quel giorno tutto cam-bi, la bambina crescendo divennepi responsabile e ubbidiente con lagioia di mamma Sascia che la copriva

  • continuamente di baci.

    pag. 15

  • LA PRINCIPESSA FIORELLINA

    Cera una volta una principessa dinome Fiorellina.Era tanto bella ma tanto cattiva. Vi-veva in una bellissima reggia con tan-ti servitori e molti gattini ma tuttila temevano perch gli faceva conti-nuamente tanti dispetti.Cos quando la vedevano arrivare, sisparpagliavano qua e l evitando diincontrarla.Uno dei servitori che si chiamavaArmando, cercava di addolcirla contante buone parole, ma lei rispondevasempre con fare altezzoso e lotrattava come un demente.Nessuno dei servitori sapeva comeprenderla, ma un bel giorno, mentrela principessa stava a prendere ilsole nel suo giardino fiorito, sentin lontananza un cavallo che galop-

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  • pando stava arrivando con in sella ilprincipe Teodoro. La principessa lo guard e vedendoquel bellissimo ragazzo pens:Questo luomo che da tantotempo aspettavo e lui sar il miosposoIl principe Teodoro scese da caval-lo, salut con un inchino la bellis-sima creatura che le stava di frontee le propose di fare un giro con luinella tenuta della principessa.Lei accett con entusiasmo equando ritorn nella reggia, salutcon un bacio il principe e entrandoin casa cominci a canticchiare e avolteggiare nel salone.Urlando di gioia chiam a se tutti iservitori che rimasero sbalorditi e,impauriti, si presentarono di frontealla principessa ma rimasero fra-stornati vedendola tutta allegra efelice.Disse loro:Cari servitori, mi voglio

  • scusare con voi per come vi hotrattato sino ad oggi ma dora in poitutto sar diverso; sono tanto feli-ce perch mi sono innamorata e vo-glio dividere con voi la mia nuova vi-ta. Oggi preparerete un bel pranzoche consumeremo insieme nellastanza pi bella della reggia.Fu un pranzo memorabile e da quelgiorno cominciarono ad amare costanto la principessa che non la la-sciarono mai sola e esaudirono contanto affetto tutti i suoi desideri.Il principe torn, chiese la manodella principessa e finalmente dopoil lussuoso matrimonio, la serenite la gioia regn per sempre nella reg-gia.

    pag. 19

  • MAMMA OLIVAE LE SORELLE GIOCONDA E

    ROSSANA

    Il pollaio di mamma Oliva si stavarisvegliando, un tenue sole sbucavaallorizzonte ma appena tutti i com-ponenti del pollaio uscirono allaperto, si accorsero che era moltofreddo, infatti l inverno stava avan-zando. Mamma Oliva la regina del pollaiousc per controllare che tuttofosse in ordine quando volgendo losguardo intorno, si accorse che ilgalletto Marameo stava mogio mo-gio accovacciato vicino al cancello.Marameo, cosa fai li tutto infred-dolito?Mamma Oliva ti prego fammi entra-re, mi hanno cacciato e io ho tantafame.

    pag. 21

  • Mamma Oliva si mosse a compas-sione e chiamando ad alta voce lesorelle Rossana e Gioconda disseloro:Vi prego, aprite il cancello efate entrare Marameo.Lui, tutto felice, ringrazi e feceuna bella scorpacciata di cibo maappena ebbe riempito lo stomaco,cominci a rincorrere le galline, leoche, i pulcini e nel pollaio inizi aregnare il panico.Quando Mamma Oliva si accorse delputiferio che il galletto aveva provo-cato, lo prese per unala e lo tra-scin fuori dal cancello ordinandoglidi non farsi pi vedere.Tutto intorno si calm, fecero in-sieme la colazione e per tutta lagiornata regn una grande pace.Il giorno dopo come tutte le matti-ne, Mamma Oliva and a controllarefuori e rivide Marameo che stava alposto del gio