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  • Che l'uomo il suo destin fugge di raro La BiografiaLe OpereLAriosto e la corte degli EstensiLAriosto e il suo tempoBernadette Scutell

  • LAriosto e la corte degli EstensiLudovico Ariosto,nato in un periodo di cambiamenti radicali sia culturali sia politici,funge da anello sul piano letterario tra lUmanesimo e il Rinascimento: egli infatti raccoglie gli aspetti letterari migliori dal primo, politici dal secondo. La culla ove cresce culturalmente quest autore Ferrara, verso la quale lAriosto ha una profonda devozione, tanto da non trasferirsi mai in nessun altro luogo,come invece era uso per gli autori di quel tempo. Ferrara era infatti una deve corti pi rinomate e attive dellepoca, non soltanto dal punto di vista culturale, ma anche da quello politico. Essa infatti, dopo un brave periodo di neutralit,entra in campo nella guerra combattuta tra il Papa(che nutriva forti speranze di poterla conquistare,poich era un punto strategico molto importante) e Carlo VIII, con la speranza di poter riacquistare alcuni territori persi in precedenti lotte. Ma delusa da questo primo tentativo, si allea con la Francia, cosa che caus la scomunica da parte del papa Giulio II al duca di Ferrara. Come si pu dunque capire, questo cuore culturale,sar anche un po protagonista, un po spettatore, di un periodo politico molto travagliato. Ma Ferrara, oltre che essere un punto focale nella storia dellepoca, lo anche per la cultura: la corte ospita artisti di ogni tipo, ma specialmente letterati e pittori.

  • LAriosto e la corte degli EstensiPer quanto riguarda la pittura, a Ferrara viene fondata una accademia delle arti pittoriche,che compie una nuova fusione tra stile Gotico e stile Rinascimentale, ottenendo come risultato opere eleganti, raffinate, contornate da unatmosfera romantica:qui si fondono dunque lealt e coraggio,sensualit e sfrontatezza,cavalleria e modernit, creando un nuovo e moderno stile che influenza non soltanto la pittura, ma anche la letteratura stessa. E qui che nasce Lorlando Furioso dellAriosto, che trae ispirazione dallOrlando innamorato di Boiardo, ma viene plasmato con caratteri differenti e innovativi per lepoca: un poema cavalleresco rinnovato, dove al classico amore si sostituisce la furia. LAriosto,spinto dal periodo, crea un genere nuovo, che si distingue per i suoi caratteri dal precedente.Larte ferrarese al contrario degli altri movimenti italiani artistici mirava ad andare oltre la razionalit e la realt , a varcare i confini della fantasia,a stimolare la creativit: lartista ferrarese, il cui tempo di attivit sapeva sarebbe stato molto limitato, tentava di distinguersi il pi possibile dagli altri, di far breccia nellanimo del suo signore e dei suoi sudditi; di far riscoprire insomma un mondo nuovo e interiore semplicemente con delle immagini, talmente tanto belle per che nessuno pu negare lo splendore e loriginalit artistica dellepoca.

  • LAriosto e la corte degli EstensiCome abbiamo visto dunque, gli artisti si preoccupavano soprattutto di compiacere il Signore (come fa ben notare Ludovico Ariosto nella Satira I) diventando perfetti cortigiani, ma non per questo trascurava il popolo: anzi, la corte estense si distinse molto dalle altre in quanto stimol le feste e gli spettacoli, la citt venne abbellita con innumerevoli monumenti e palazzi(es. Il palazzo dei diamanti) e favor tra laltro vari letterati a gettarsi nel campo del teatro (creando commedie e altri scritti adatti),e sviluppando questa parte di letteratura che nei secoli prima era stata alquanto trascurata. Infine, si ricorda la Ferrara umanistica anche per la presenza della celebre universit, che favor lo scambio didee e la vivacit culturale.In questa cornice sinserisce perfettamente la figura dellAriosto, sicuramente condizionato e influenzato dalla stessa citt che lui amava tanto.

  • Le SatireLOrlando FuriosoChi brama onor di sprone o di capello, serva re, duca, cardinale o papa; io no, che poco curo questo e quello. [Ludovico Ariosto, Satire, III, vv.40-42]Chi brama onor di sprone o di capello, serva re, duca, cardinale o papa; io no, che poco curo questo e quello.

    Ludovico Ariosto,SatireIII,v.40-42Le SatireLOrlando Furioso

  • Linee GeneraliSatira ILe altre opere minoriMal pu durar il rossignol in gabbia, pi vi sta il cardellino e pi il fanello; La rondine un d vi muor di rabbia.Satire III, vv37-39

  • La Biografia

    Primo di dieci figli, Ludovico Ariosto nasce a Reggio Emilia l'8 settembre 1474 da Daria Malaguzzi Valeri e dal conte Niccol Ariosto, capitano della rocca di quella citt. La famiglia si trasferisce prima, nel 1481, a Rovigo, dove Niccol stato inviato dal duca I d'Este con l'incarico di comandante della guarnigione; poi, a seguito della guerra scoppiata tra Ferrara e Venezia, a Reggio, infine nel 1484, a Ferrara. E ferrarese, poi l'Ariosto am sempre dirsi, tanto che, oramai vecchio, dichiarava che avrebbe ucciso chi gli avesse impedito di passeggiare ogni giorno sulla piazza di Ferrara, tra la facciata del duomo e le due statue dei marchesi Niccol e Borso. In mezzo a quell'Italia sconvolta dalle guerre tra Spagna e Francia, Ferrara rappresentava per lui la stabilit.Tra il 1489 e il 1494, contro voglia, per volere del padre, e con esiti piuttosto modesti, studia diritto presso l'Universit di Ferrara. Ma intanto partecipa alla vivace vita della corte di Ercole I, dove entra in contatto con vari e prestigiosi letterati ed umanisti (Ercole Strozzi, Pietro Bembo e molti altri).

  • La Biografia

    Lasciato finalmente libero dal padre di dedicarsi ai prediletti studi letterari, abbandona la giurisprudenza e intraprende lo studio della letteratura latina, impegnandosi anche in una produzione poetica sia latina (liriche amorose, elegie, De diversis amoribus, De laudibus Sophiae ad Herculem Ferrariae ducem primum, Epithalamium, epitaffi ed epigrammi) sia volgare, le Rime (pubblicate postume 1546).Nel 1500 si chiude bruscamente il periodo degli studi tranquilli e dell'ozio letterario e si colloca la prima e traumatica svolta nella vita dell'Ariosto. Muore il padre, lasciando a lui che il primogenito, oltre ad una non floridissima situazione economica, la tutela delle cinque sorelle e dei quattro fratelli (tre dei quali minorenni e il maggiore Gabriele paralitico, che rimane con lui tutta la vita).Per provvedere alle necessit familiari, costretto, pertanto, ad assumere i pi diversi incarichi pubblici e privati, che a malincuore vengono continuamente a distrarlo dall'attivit letteraria, l'unica a lui congeniale. E proprio a causa delle condizioni economiche e materiali imposte dalla vita cortigiana, l'Ariosto, a differenza del Boiardo, avverte una forte contraddizione tra la sua passione letteraria e il legame con la corte estense.

  • La Biografia

    Nel 1502 ottiene il capitanato della rocca di Canossa. Intorno al 1503 ha un figlio, Giambattista, dalla domestica Maria (pi tardi avr un altro figlio, Virginio, da Olimpia Sassomarino). Sempre nello stesso anno entra al servizio del cardinale Ippolito d'Este, figlio di Ercole I e fratello del duca Alfonso. Sotto il giogo del Cardinal da Este, uomo gretto, avaro e insensibile alla cultura e alla poesia, svolge svariati, faticosi, mal retribuiti e ingrati compiti: dalle incombenze pratiche, quali aiutare il signore a spogliarsi, alle faccende amministrative, dalle funzioni di intrattenimento e di rappresentanza alle delicate e rischiose missioni politiche e diplomatiche. Tra il 1507 e il 1515, periodo assai ricco di incidenti diplomatici, spesso costretto a fare viaggi a cavallo per recarsi ad Urbino, a Venezia, a Firenze, a Bologna, a Modena, a Mantova e a Roma. E cos, mentre attende alla stesura dell'Orlando Furioso, e si impegna nell'ambito del teatro di corte, scrivendo e mettendo in scena i primi importanti esperimenti del nuovo teatro volgare, le commedie Cassaria e I Suppositi, l'Ariosto protagonista di una delle fasi pi aspre delle guerre d'Italia. Nel 1509 segue il cardinale nella guerra contro Venezia. Nel 1510 si reca a Roma per ottenere la revoca della scomunica inflitta da papa Giulio II al cardinale, ma viene minacciato di essere gettato ai pesci.

  • La Biografia

    Nel 1512, insieme al duca Alfonso, vive una romanzesca fuga attraverso gli Appennini, per sottrarsi alle ire del pontefice, deciso a non riconciliarsi con gli Estensi, alleatisi con i Francesi nella guerra della Lega Santa.Nel 1513, alla morte di Giulio II, si reca nuovamente a Roma per felicitarsi con il nuovo papa Leone X, sperando, tuttavia invano, di ottenere un beneficio generoso che gli permetta una sistemazione pi tranquilla. In quello stesso anno torna a Firenze, dove dichiara il suo amore alla donna della sua vita, Alessandra Benucci, una fiorentina sposata con il ferrarese Tito Strozzi. Morto il marito, nel 1515, la Benucci verr ad abitare a Ferrara, ma non vivr mai con lui, neppure dopo il matrimonio, celebrato in gran segreto nel 1527 - affinch lei non perda i diritti all'eredit del marito e lui i suoi benefici ecclesiastici.Nel 1516 esce la prima edizione dell'Orlando Furioso, dedicata al cardinale Ippolito d'Este, che tuttavia non dimostra alcuna gratitudine. E, quando, nel 1517, questi, eletto vescovo di Buda, pretende che il poeta lo segua in Ungheria, egli si rifiuta, rompendo ogni legame. Siamo ad un'altra svolta nella vita dell'Ariosto. Inizia un tormentato periodo di crisi non solo per il poeta, in gravi difficolt economiche, familiari e giudiziarie (per certe propriet terriere della sua famiglia), ma anche per il ducato Estense in lotta con il papato e per l'Italia intera.

  • La Biografia

    Nel 1518, dunque, passa al servizio - o servit - del duca Alfonso, pur senza migliorare la situazione economica. Intanto, tra il 1517 e il 1525, attende alla composizione delle sette Satire (pubblicate solo nel 1534): realistica ed amara meditazione su