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175notizie di POLITEIA, XXIII, 85/86, 2007. ISSN 1128-2401 pp. 175-177

Tavola rotonda: Etica, Reputazione e Competitiv

Competitivit dimpresa e dimensione etica della tecnologiaRENZO VANETTI*

Negli ultimi anni in Italia e in Europa esplosa lattenzione del mondo degli affariverso letica e la responsabilit sociale. Questo risveglio di interesse non scaturiscesoltanto dagli eccessi prodotti dal liberismo e dalla deregulation ma anche dalla con-vinzione che letica e la responsabilit sociale sono elementi fondamentali di compe-titivit per unimpresa che voglia perdurare sul mercato. In altre parole ci si con-vinti che leconomia e le imprese non possono crescere e progredire sul mercatosenza una dimensione etica profonda.

Questa convinzione ha dato luogo alla elaborazione di codici etici aziendali ingrado di fornire linee guida comportamentali alle organizzazioni, ai manager e atutto il personale dazienda. Ma oggi quasi tutti i business process aziendali sonocostituiti da una serie di operazioni in cui accanto alluomo operano i computer. Lanascita di organizzazioni ibride in cui intelligenze umane ed intelligenze artificialioperano fianco a fianco impone di allargare il focus delletica dalle persone ai com-puter e alle reti, cio alla tecnologia che sino ad oggi stata considerata un regno aparte rispetto alletica.

Linnovazione tecnologica costituisce lessenza caratteristica della nostra civilt ela condizione del nostro benessere ma pu impattare negativamente sulla societ senon gestita in chiave etica. Purtroppo oggi si continua a credere che i computer e latecnologia dellinformazione non siano responsabili dei danni che possono causarealla societ. Che cio siano amorali. Secondo Richard T. De George la ragione delmito della amoralit dei computer, per usare una sua espressione, risiede, in parte,nel fatto che computer e tecnologia dellinformazione si sono sviluppati cos rapida-mente da impedire lo sviluppo di una riflessione morale sullargomento. Unaltraragione complementare risiede nellestrema lentezza con cui il legislatore ha iniziatoa disciplinare gran parte dellattivit immorale legata ai computer e alla tecnologia

* Amministratore delegato, SIA SpA.

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dellinformazione.Il Mito della amoralit dei computer deve comunque essere sfatato perch ormai

la tecnologia pervade ogni aspetto della nostra vita personale e professionale e per-ch le problematiche etiche connesse alluso della tecnologia sono numerosissime. Ilnon sapere dar loro una risposta mette a rischio la competitivit stessa delle impresedel settore ICT. La responsabilit sociale delle imprese del settore ICT quindi stret-tamente legata alla loro capacit di governare eticamente tutte le intelligenze umane e artificiali che operano allinterno di una organizzazione realizzando unostretto collegamento e coordinamento tra chi definisce le linee guida comportamen-tali per lorganizzazione e chi responsabile del disegno dellIT nellorganizzazione.Solo cos possibile individuare, affrontare e risolvere brillantemente i problemietici connessi allinnovazione tecnologica: dai problemi della privacy a quelli del-laccessibilit e dellaffidabilit dei sistemi, dai problemi legati alluso della tecnolo-gia sul posto di lavoro ai reati informatici, contribuendo al contempo a migliorare lacompetitivit dellazienda, che si presenta al mercato con una reputazione pi inte-gra, dei valori pi solidi, unimmagine pi credibile.

In SIA siamo pienamente consapevoli di queste problematiche etiche, ma soprat-tutto sappiamo quali, fra queste, sono prioritarie per noi per rimanere competitivi sulmercato. Noi gestiamo uninfrastruttura di rete al servizio del sistema finanziarionazionale e internazionale. Ci muoviamo in un sistema complesso la cui evoluzionedobbiamo tenere sotto controllo e in cui dobbiamo operare in base ad un principio difondo: operare per rendere sicuri e inviolabili i dati veicolati in rete.

La nostra prima responsabilit dunque la difesa e il rispetto della privacy edella sicurezza dei nostri utenti. La nostra competitivit di mercato dipende soprat-tutto dallesercizio corretto di questa responsabilit. Esercitare questa responsabilitsociale significa saper dare una risposta concreta e definitiva a tutta una serie didilemmi di taglio squisitamente etico e non tecnico. Le risposte non sono facili daindividuare perch non esistono regole consolidate, perch nuove situazioni emergo-no in continuazione e perch la complessit dei sistemi informativi tale per cui spesso difficile conoscere le conseguenze delle azioni individuali.

Un aiuto in questa direzione ci viene comunque da un potentissimo modello con-cettuale introdotto da una delle menti pi brillanti dellattuale scenario internaziona-le: Lawrence Lessig professor of Law presso la Stanford Law School di Palo Alto.Lessig ci propone un modello basato su quattro direttrici.

La prima direttrice consiste nellintrodurre delle Leggi specifiche; la seconda quella delle Norme, ovvero delle leggi non scritte che per sono socialmente effi-caci e regolatrici; la terza quella classica dellAutoregolamentazione lasciata allibero mercato e alle imprese (per cui solo la dura selezione darwiniana del mercatofa sopravvivere le imprese migliori anche eticamente); infine la quarta direttrice quella definita Architettura e consiste nellinserire nei sistemi meccanismi auto-matici che introducono dei vincoli by design e che rendono molto difficile, se nonimpossibile, i fenomeni di devianza.

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In SIA abbiamo scelto questultima direttrice nella convinzione che la tecnologiasia morale (che cio sia responsabile dellimpatto che ha sulla societ) e che la primaresponsabilit morale di colui che progetta le infrastrutture tecnologiche. Per que-sto in SIA abbiamo definito architetture di rete e dei sistemi informativi a supportodei servizi, incentrate sui valori base della privacy e della sicurezza.

Con infrastrutture cos eticamente progettate diventa impossibile incorrere indevianze e gli standard di integrit e riservatezza riguardo ai dati gestiti per contodegli utenti sono garantiti ai massimi livelli.

Il caso di SIA forse la miglior dimostrazione che la tecnologia non affattoamorale. Anzi. Pu essere proprio lelemento attraverso il quale risolvere anticipata-mente i dilemmi etici connessi alluso della tecnologia. Sempre a patto che il proget-tista faccia propria la dimensione etica dei problemi che affronta e non solo quellatecnica. Perch la Tecnologia cambia ma i valori no.

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* Direttore, Internal Auditing e Corporate Social Responsibility, Autogrill S.p.A.

Letica dietro le quinte in AutogrillSILVIO DE GIROLAMO*

Lo sviluppo nel rispetto delle specificit

Autogrill il primo operatore al mondo nei servizi di ristorazione e retail per chiviaggia. Con un giro d'affari di circa 3,5 miliardi nel 2005, presente in 31Paesi, con oltre 4.500 punti vendita distribuiti in circa 1.000 location dove, ognianno, oltre 51.000 addetti servono pi di 800 milioni di clienti. Il Gruppo attivoprevalentemente nei canali autostrade, aeroporti e stazioni ferroviarie.

Il Gruppo non solo il brand Autogrill, ma linsieme dei marchi e delportafoglio prodotti, che costituiscono lunicit del modello di businessdellAzienda e uno dei suoi punti di forza. Fra marchi di propriet e marchi inlicenza il patrimonio del Gruppo comprende oltre 250 brand noti a livello locale,nazionale e mondiale.

Fatturato per canale

Lo sviluppo di Autogrill negli ultimi anni si caratterizzato per lavalorizzazione delle specificit dei mercati locali, dando al Gruppo un profilointernazionale, multietnico e multiculturale. Il processo di espansioneinternazionale, avviato alla fine degli anni 90 in Europa e proseguito negli StatiUniti, in particolare attraverso lOPA sul 100% Host Marriott Services, societattiva nel 90% dei pi grandi aeroporti del Nord America e licenziataria di oltre200 brand, continua ad essere scandito da un approccio di partnership, che

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coinvolge le aziende acquisite e i partner commerciali, tra i quali i gestori delleinfrastrutture e i proprietari dei brand. Un processo, che non stato un puroassemblaggio di fatturati, ha generato creazione di valore aggiunto per tutte leparti in gioco con una logica di ibridazione e non di standardizzazione deimodelli di business, che ha portato alla condivisione dei know-how esistenti, senzadefinire modelli o imporre formule precostituite. Questo ha reso Autogrillunazienda responsabile che fa della flessibilit e della capacit di integrazione glistrumenti ideali per dare centralit alle esigenze di tutti gli stakeholder.

Tutto questo espressione di un Gruppo che fin dallinizio ha fondato le sueradici sulla cultura del dialogo e della sintesi dei valori, pur consapevole deivincoli di una competizione sempre pi stringente e senza confini geografici cherichiede a gran voce, oltre al perseguimento dellutile economico, il mantenimentoe il miglioramento del contesto sociale dove opera.

Secondo quanto affermava il filosofo ed economista scozzese, Adam Smith,gli affari non possono andare avanti senza una convinzione ed un comportamentoetico di fondo, perch gli affari richiedono in qualche modo uno spirito disacrificio, un impegno quotidiano nel lavoro, un progetto funzionale versodeterminati obiettivi.

Se letica linsieme di principi o norme che regolano la condotta umana equindi luniverso dei valori e delle norme complessivamente inteso, in Autogrillnon si fatto altro che cercarne unapplicazione pratica: parlare chiaro,utilizzare al meglio le norme, affrontare in modo concreto e dialettico tutti gliaspetti e problemi che le persone Autogrill, indipendentemente