FOCUS | PAGINA 5 Complicanze. Rigenerazione . · PDF fileRigenerazione cardiaca. Scoperto nel...

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  • 10 ANNO | NUMERO 1, 2017

    FOCUS | PAGINA 5

    Complicanze.Situazioni cliniche difficili nella pratica quotidiana clinica e come affrontarle.

    BACKGROUND | PAGINA 32

    Membrane.Scopriamo il collagene, meraviglia della natura, e capiamo come aiuti il nostro corpo ad aiutarsi da solo.

    NUOVI SCENARI | PAGINA 28

    Rigenerazione cardiaca.Scoperto nel tritone un meccanismo di riparazione che potrebbe essere im-portante anche per la nostra salute.

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  • 2 Geistlich News 01 | 2017

  • Geistlich News 01 | 2017 3

    Numero 1 | 2017INDICE

    EDITORIALE

    4 We Care

    FOCUS

    5 Rischi e complicanze.6 Bisfosfonati: controindicati per gli aumenti ossei? Prof. Bilal Al-Nawas | Germania

    10 Gestione del rischio nel rialzo del seno mascellare Prof. Michael R. Norton | Inghilterra

    13 Trattamento della peri-implantite: La formazione un must!

    Prof. Stuart J. Froum | Stati Uniti

    17 Metodi di incremento osseo nei pazienti anziani Prof. Zhuofan Chen, Dr. Zhipeng Li | Cina

    20 Meno complicanze negli incrementi ossei estesi Prof. Jaime Lozada | Stati Uniti

    22 Perdita dellinnesto in seguito ad alveolite Caso clinico Dr. Michael Stimmelmayr | Germania

    JOURNAL CLUB

    24 Selezione degli studi fondamentali.24 Estrarre o conservare i denti? Prof. Giovanni E. Salvi | Svizzera

    NUOVI SCENARI

    28 Un cuore nuovo per il tritone.

    GEISTLICH PHARMA | OSTEOLOGY FOUNDATION

    31 Background.32 Il corpo umano ha bisogno di spazi protetti

    35 Geistlich Bio-Gide Compressed: La differenza si vede!

    36 Incrementi ossei minori arrivato il nuovo manuale!

    37 Geistlich porta avanti la serie dei webinar

    38 Geistlich-Blog The Regeneration Expert

    40 Un network mondiale della rigenerazione orale

    INTERVISTA

    42 A Milano con Giulio Rasperini

    21 Dati editoriali

  • 4 Geistlich News 01 | 2017

    Dietrich Bonhoeffer con la sua affermazione va nella giu-sta direzione: Lerrore pi grande che si pu fare nella vi-ta avere sempre paura di fare un errore. Condivido pie-namente. In Geistlich riteniamo della massima importanza ridurre al minimo gli errori e ci prendiamo seriamente la nostra responsabilit nellambito della formazione profes-sionale e dellaggiornamento. Desideriamo diffondere le nostre conoscenze con conferenze, workshop e webinar. Non questo forse il metodo migliore per ridurre al mini-

    We careEDITORIALE

    mo le complicanze? Siamo convinti che in tal modo pos-siamo dare un contributo concreto ed efficace alla pratica quotidiana.Il nostro impegno in tal senso viene sottolineato dallam-pliamento del team Training & Education. I nostri esperti non si accontentano di strumenti e metodi tradizionali, ma cercano di aggiornarli continuamente per essere in grado di diffondere le nostre conoscenze tramite moduli teorici e pratici. Essi si adoperano perch tali moduli siano offer-ti in forme e quantit adeguate, e al momento desiderato. Sviluppiamo continuamente le nostre competenze avva-lendoci di una rete internazionale di scienziati e utilizza-tori. Il vostro impegno, il nostro comune impegno, ha un denominatore comune: il benessere dei nostri pazienti.

    Cari lettori, care lettrici, vi auguro che la presente edizio-ne dedicata al tema Rischi e complicanze vi aiuti a tro-vare qualche spunto interessante e abbia magari anche qualche effetto positivo.

    Mario MuchaChief Operating Officer

  • Geistlich News 01 | 2017 5

    FOCUS

    RISCHI E COMPLICANZE.Situazioni particolarmente difficili possono verificarsi in ogni studio dentistico, come nel caso di deiscenze o di recessioni di tessuti molli su impianti. Cosa si pu fare per identificare in anticipo eventuali rischi e prevenire le complicanze?

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  • 6 Geistlich News 01 | 2017

    FOCUS

    Prof. Bilal Al-Nawas | Germania

    Medicina universitaria dellUniversit di Mainz Clinica di Chirurgia maxillo-facciale di Mainz

    Bisfosfonati: controindicati per gli aumenti ossei?

    Non tutti i pazienti sottoposti a terapia antiassorbimento sono ad alto rischio di osteonecrosi della mandibola. In quali pazienti si pueffettuare un impianto e a cosa deve fare assolutamente attenzione lodontoiatra?

    I bisfosfonati e altri farmaci anti-assor-bimento vengono usati da molti anni in diverse patologie ossee. Tutti i bi-sfosfonati hanno una cosa in comune: rallentano o riducono sensibilmente il rimodellamento osseo. Essi contribuiscono pertanto alla stabi-lizzazione della struttura ossea preve-nendo ad esempio il rischio di fratture conseguenti allosteoporosi. Questi far-maci vengono anche utilizzati in pre-senza di tumori per tenere sotto con-trollo i sintomi di metastasi ossee e, ultimamente, anche per prevenire il ve-rificarsi di metastasi nel tumore al se-no, nel carcinoma della prostata e nel mieloma multiplo. Quando si trattano pazienti che soffro-no di tali patologie si deve chiedere specificatamente, prima di qualsiasi in-tervento chirurgico, se il paziente fa

    uso di farmaci antiriassorbitivi. I bisfo-sfonati si accumulano nelle ossa. La quantit di effetti indesiderati aumenta inoltre nel corso del trattamento. Lo stesso vale per le nuove sostanze at-tive che sono gi in vendita o che si tro-vano ancora in fase di sperimentazione (Figura1). Il piano terapeutico deve as-solutamente tenere conto di tali effetti.

    Losteonecrosi della mandibola inizialmente asintomatica.

    I bisfosfonati hanno cominciato ad avere una certa notoriet in odonto-iatria circa 15 anni fa, quando sono comparsi i primi studi che associava-no questi farmaci allosteonecrosi.

    Fig. 1: azione di sostanze attualmente in vendita o in fase di sperimentazione

    Bisfosfonati (ad es. Alendronato Zoledronato) > bilancio osseo positivo grazie alla ridotta durata di vita degli osteoclasti e degli effetti sugli osteoblasti, fibroblasti e sulle cellule dellangioge-nesi.16 Accumulo delleffetto nel corso del tempo.

    Antagonisti dei ligandi di RANK (ad es. Denosumab)17 > bilancio osseo positivo grazie allinibizione della reciproca azione osteoblastica con quella osteoclastica. Nessun accumulo delleffetto nel corso del tempo.

    Inibitori della catepsina K (ad es. Odanacatib) >bilancio osseo positivo grazie allinibizione delle proteasi, responsabili negli osteoclasti della degradazione della matrice ossea contenente collagene (catepsina). Ad oggi, nessun caso di osteonecrosi.

    Inibitori dellangiogenesi (Bevacizumab, Sunitinib) > Sono connessi al fattore di crescita VEGF e bloccano la formazione di nuovi vasi sanguigni. Alta percentuale di osteonecrosi, simile a quella dei bisfosfonati.

  • FOCUS

    Geistlich News 01 | 2017 7

    I pazienti oggetto degli studi soffriva-no spesso di malattie multiple, erano ad esempio pazienti oncologici e quin-di allinizio non si sapeva ancora con certezza se losteonecrosi era stata causata dai bisfosfonati o dalla che-mioterapia. Esiste oggi un generale consenso sul fatto che i bisfosfonati, in particolare nei trattamenti a lungo termine, possono causare osteonecro-si in pazienti predisposti.Una caratteristica tipica di questa pa-tologia, critica dal punto di vista dia-gnostico, che essa inizialmente asintomatica e si riconosce solo quan-do losso viene esposto. Le complican-ze secondarie, come uninfezione, cau-sano la sintomatologia dolorosa. Per tale motivo gli studi farmacologici nei quali si mancato di effettuare un esa-me della cavit orale hanno sottovalu-tato il tasso reale di osteonecrosi. La sintomatologia di base confluita nel-la definizione, riconosciuta a livello

    mondiale, dei tre stadi di osteonecro-si mandibolare, da parte della Ameri-can Association of Oral and Maxillo-facial Surgeons (AAOMS).19 La diversa prevalenza di osteonecrosi mandibo-lari in pazienti affetti da osteoporosi e pazienti oncologici viene illustrata nel-la Figura 2.

    Pi infezioni in presenza di parodontite marginale

    In questi ultimi anni si sviluppato un acceso dibattito sulle cause di queste necrosi. Inizialmente, si era pensato che la causa fosse da attribuire alle-strazione del dente. Oggi, invece, si convinti che questi processi ossei ven-gono scatenati prima dellestrazione e che lestrazione del dente contribuisca solamente alla sintomatologia clinica (Fig. 3 e 4). Interessante, sotto questo aspetto, il fatto che la parodontite

    marginale in particolare ad essere as-sociata a un aumento del tasso di in-fezioni e necrosi.1 Questo dato viene confermato da una serie di studi epi-demiologici. In altre parole, sarebbe il mancato rimodellamento marginale conseguente allinfezione parodonto-logica a causare la necrosi e il seque-stro osseo.2,3 tuttavia sorprendente che le infiammazioni apicali sembrino causare relativamente di rado una ne-crosi di natura endodontica. Alcuni au-tori sono convinti che esista una rela-zione causale tra unalterazione del valore di pH con conseguente libera-zione dei bisfosfonati dallosso e le ne-crosi.4 La responsabilit viene fatta ri-salire ad alcune specifiche infezioni come quelle causate dagli actinomice-ti.5 La causa delle necrosi non stata tuttavia ancora accertata con certez-za, soprattutto non si comprende co-me mai esse si verifichino quasi esclu-sivamente nellosso mandibolare.

    0.1 %

    primre Osteoporose Tumorerkrankung

    520 %

    Pazienti con osteoporosi primaria Prevalenza di osteonecrosi: 0,1% (nessuna differenza tra pazienti sottoposti a terapia orale o endovenosa con bisfosfonato o Denosumab12,13)

    Pazienti oncologici Prevalenza di osteonecrosi: 520 %14,15

    Fig. 2: Prevalenza bassa/a