74/297/CEE Finiture Interne

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    BDIRETTIVA DEL CONSIGLIO

    del 4 giugno 1974

    concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membrirelative alle finiture interne dei veicoli a motore (Comportamento

    del dispositivo di guida in caso di urto)

    (74/297/CEE)

    IL CONSIGLIO DELLE COMUNIT EUROPEE,

    visto il trattato che istituisce la Comunit economica europea, inparticolare l'articolo 100,

    vista la proposta della Commissione,

    visto il parere del Parlamento europeo (1),

    visto il parere del Comitato economico e sociale (2),

    considerando che le prescrizioni tecniche alle quali devono soddisfare iveicoli a motore ai sensi delle legislazioni nazionali concernono, tra

    l'altro, il comportamento del dispositivo di guida in caso d'urto;considerando che queste prescrizioni differiscono da uno Stato membroall'altro; che ne risulta la necessit che le stesse prescrizioni sianoadottate da tutti gli Stati membri, a titolo complementare ovvero insostituzione delle attuali regolamentazioni in tali Stati, segnatamente alfine di permettere l'applicazione, per ogni tipo di veicolo, della

    procedura di omologazione CEE che forma oggetto della direttiva delConsiglio del 6 febbraio 1970, concernente il ravvicinamento dellelegislazioni degli Stati membri relative all'omologazione dei veicoli amotore e dei loro rimorchi (3);

    considerando che prescrizioni comuni sono state previste dalla direttivadel Consiglio del 1o marzo 1971(4) per i retrovisori interni e dalladirettiva del Consiglio del 17 dicembre 1973 (5) per le parti interne

    dell'abitacolo, la disposizione dei comandi, il tetto, lo schienale e laparte posteriore dei sedili; che verranno adottate ulteriormente leprescrizioni riguardanti le altre finiture interne come gli attacchi per lecinture di sicurezza e dei sedili, il poggiatesta e l'identificazione deicomandi;

    considerando che le prescrizioni armonizzate devono ridurre il rischio ola gravit delle lesioni di cui possono essere vittime i conducenti deiveicoli a motore e garantire la sicurezza della circolazione stradale intutta la Comunit;

    considerando che, per quanto riguarda le prescrizioni tecniche, opportuno riprendere sostanzialmente quelle adottate dalla Commissioneeconomica per l'Europa dell'ONU nel regolamento n. 12 (Prescrizioniuniformi relative all'omologazione dei veicoli per quanto riguarda la

    protezione del conducente contro il dispositivo di guida in casod'urto (6) che allegato all'accordo, del 20 marzo 1958, relativoall'adozione di condizioni uniformi di omologazione e al riconoscimentoreciproco dell'omologazione degli equipaggiamenti e degli elementi deiveicoli a motore,

    HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

    Articolo 1

    Ai sensi della presente direttiva si intende per veicolo ogni veicolo amotore della categoria M

    1 (definita nell'allegato I della direttiva del 6

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    (1) GU n. C 14 del 27. 3. 1973, pag. 18.(2) GU n. C 60 del 26. 7. 1973, pag. 13.(3) GU n. L 42 del 23. 2. 1970, pag. 1.(4) GU n. L 68 del 22. 3. 1971, pag. 1.(5) GU n. L 38 dell'11. 2. 1974, pag. 2.(6) Documento ECE di Ginevra E/ECE/324/Add. 11.

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    Bfebbraio 1970), destinato a circolare su strada con o senza carrozzeria,che abbia un minimo di quattro ruote ed una velocit massima superiore

    per costruzione a 25 km/h, ad eccezione dei veicoli a guida avanzatacome definiti al punto 2.7 dell'allegato I.

    Articolo 2

    Gli Stati membri non possono rifiutare l'omologazione CEE nl'omologazione di portata nazionale per motivi concernenti il comporta-mento del dispositivo di guida in caso d'urto, quando risponda alle

    prescrizioni di cui agli allegati I, II e III.

    Articolo 3

    Gli Stati membri non possono rifiutare o vietare la vendita,l'immatricolazione, la messa in circolazione o l'uso dei veicoli permotivi concernenti il comportamento del dispositivo di guida in casod'urto, quando risponda alle prescrizioni di cui agli allegati I, II e III.

    Articolo 4

    Lo Stato membro che ha proceduto all'omologazione adotta le misurenecessarie per essere informato circa qualsiasi modifica di uno deglielementi o di una delle caratteristiche di cui all'allegato I, punto 2.2. Leautorit competenti di questo Stato giudicano se sul tipo di veicolomodificato debbano essere condotte nuove prove accompagnate da unnuovo verbale. Se dalle prove risulta che le prescrizioni della presentedirettiva non sono osservate, la modifica non autorizzata.

    Articolo 5

    Le modifiche che sono necessarie per adeguare al progresso tecnico leprescrizioni degli allegati I, II, III e IV sono adottate a norma dellaprocedura prevista all'articolo 13 della direttiva del Consiglio, del 6febbraio 1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli

    Stati membri relative all'omologazione dei veicoli a motore e dei lororimorchi.

    Articolo 6

    1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni necessarie perconformarsi alla presente direttiva entro un termine di diciotto mesi adecorrere dalla sua notifica e ne informano immediatamente laCommissione.

    2. Gli Stati membri prendono cura di comunicare alla Commissione iltesto delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nelsettore contemplato dalla presente direttiva.

    Articolo 7

    Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

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    M1ALLEGATO I

    DEFINIZIONI, DOMANDA DI OMOLOGAZIONE CEE, OMOLOGA-ZIONE CEE, SPECIFICHE, PROVE, CONFORMIT DELLA

    PRODUZIONE

    1. CAMPO DI APPLICAZIONE

    La presente direttiva si applica al comportamento del dispositivo di guidadei veicoli a motore della categoria M

    1e dei veicoli della categoria N

    1la

    cui massa massima autorizzata inferiore a 1 500 kg, per quantoriguarda la protezione del conducente in caso di urto frontale.

    Su richiesta del costruttore, altre categorie di veicoli possono essereomologate a norma della presente direttiva.

    2. DEFINIZIONI

    Ai sensi della presente direttiva:

    2.1. per comportamento del dispositivo di guida in caso d'urto,si intende ilcomportamento di tale dispositivo per effetto di tre tipi di forze, ossia:

    2.1.1. quelle provocate da una collisione frontale che possono produrre unospostamento all'indietro della colonna dello sterzo,

    2.1.2. quelle dovute all'inerzia della testa del conducente in caso di urto controil comando dello sterzo in una collisione frontale,

    2.1.3. quelle dovute all'inerzia del corpo del conducente in caso di urto contro ilcomando dello sterzo in una collisione frontale;

    2.2. per tipo di veicolo,si intendono i veicoli a motore che non differisconosostanzialmente fra loro per quanto riguarda:

    2.2.1. la struttura, le dimensioni, la forma e i materiali della parte del veicolosituata anteriormente al comando dello sterzo,

    2.2.2. la massa del veicolo in ordine di marcia, definita al punto 2.6

    dell'allegato I della direttiva 70/156/CEE, senza il conducente;2.3. per comando dello sterzo,si intende l'organo dello sterzo azionato dal

    conducente, generalmente il volante;

    2.4. per tipo di comando dello sterzo, si intendono i comandi dello sterzoche non differiscono sostanzialmente tra loro per quanto riguarda lastruttura, le dimensioni, la forma e i materiali;

    2.5. per omologazione di un comando dello sterzo, si intende l'omologa-zione di un tipo di comando dello sterzo per quanto riguarda laprotezione della testa e del corpo del conducente nei confronti delcomando dello sterzo in caso di urto;

    2.6. per omologazione di un veicolo,si intende l'omologazione di un tipo diveicolo per quanto riguarda la protezione della testa e del corpo delconducente nei confronti del dispositivo di guida in caso di urto;

    2.7. per comando universale dello sterzo, si intende un comando dellosterzo che pu essere montato su vari tipi di veicoli, in cui il diversoaccoppiamento tra il comando e la colonna dello sterzo non incide sullaresistenza all'urto del comando dello sterzo;

    2.8. per sacco gonfiabile,si intende un sacco flessibile destinato ad essereriempito di gas sotto pressione, il quale:

    2.8.1. ha lo scopo di proteggere il conducente del veicolo in caso di urto controil comando dello sterzo,

    2.8.2. viene gonfiato da un dispositivo che entra in funzione in caso di urto delveicolo;

    2.9. per corona del comando dello sterzo,si intende, nel caso del comandodello sterzo, il cerchio esterno approssimativamente torico, generalmentetenuto in mano dal conducente durante la guida;

    2.10. per razza, si intende l'elemento radiale che collega il mozzo allacorona del comando dello sterzo;

    2.11. per mozzo,si intende la parte del comando dello sterzo, generalmentecentrale, che:

    2.11.1. accoppia il comando all'albero dello sterzo,

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    M12.11.2. trasmette all'albero dello sterzo la coppia esercitata sul comando dello

    sterzo;

    2.12. per centro del mozzo del comando dello sterzo, si intende il puntodella superficie del mozzo in linea con l'asse dell'albero dello sterzo;

    2.13. per piano del comando dello sterzo,si intende, nel caso del volante, lasuperficie piana che divide in parti uguali la corona del volante tra il

    conducente e la parte anteriore del veicolo;

    2.14. per albero dello sterzo,si intende l'elemento che trasmette alla scatoladello sterzo la coppia esercitata sul comando dello sterzo;

    2.15. per colonna dello sterzo,si inte