LE FINITURE ESTERNE DELLE CHIUSURE VERTICALI

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    26-Nov-2021
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TEC - Lezione 4bLE FINITURE ESTERNE DELLE CHIUSURE VERTICALI
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO
STRATO DI RIVESTIMENTO ESTERNO
Risponde all’esigenza di protezione dagli agenti atmosferici ed ha un ruolo determinante nella qualificazione formale della facciata
Spesso integra gli strati di tenuta all’acqua e, se continuo, di tenuta all’aria
Particolare attenzione nella scelta dello strato di rivestimento dovrà essere posta per tenere conto delle sollecitazioni provocate da atmosfere aggressive esterne
Lo strato di rivestimento esterno caratterizza la facciata di un edificio e ne costituisce il “volto” (Facciata → facies)
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SISTEMI DI FINITURA
INTONACI
Posizione → all’esterno, all’interno
Funzione → estetica (realizzare una superficie in vista omogenea e regolare) di protezione (dagli agenti atmosferici)
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Aderenza al supporto
Per supporti poco porosi o con differenti coefficienti di dilatazione termica sui quali l’intonaco aderisce con difficoltà o può staccarsi per effetto dei movimenti differenziali → intonaco armato con rete in materiali plastici, in fibre minerali o in materiali metallici protetti dalla corrosione (acciai zincati)
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Stratificazione
“Rinzaffo” (“chiodo”, “aggrappo”) [spessore circa 5 mm] → regolarizza il supporto e garantisce l’aggrappaggio degli strati successivi; preparato con inerti a granulometria più grossa e con elevato dosaggio di leganti.
“Sestiato” (“Arriccio ”, “corpo”) [spessore circa 10-15 mm] → realizza lo spessore voluto; ha funzioni di tenuta e di impermeabilità; inerti più fini e minore dosaggio di leganti.
“Tonachina” (“finitura”, “stabilitura”) [spessore circa 5 mm] → strato a vista con funzione estetica; si usa sabbia fine, calce e cemento.
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“Rinzaffo” (“chiodo”, “aggrappo”). Necessario quando il supporto è liscio o troppo poroso
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“Sestiato” (“Arriccio ”, “corpo”). Si utilizzano apposite guide verticali (“sesti”)
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“Finitura” (“tonachina”, “stabilitura”). Conferisce l’aspetto definitivo alla superficie
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Malte per intonaci
- Per intonaci interni → malte con minore resistenza agli agenti atmosferici – Malte di calce aerea o idraulica – Malte di gesso
- Per intonaci esterni – Malte di cemento – Malte di calce e cemento
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Intonaco di calce idraulica
- Rapido indurimento, ottima resistenza, scarso grado di finitura - Usato come sottofondo ad intonaci più pregiati - Per esterni, con additivi idrofughi per renderlo più impermeabile
Intonaco di calce aerea
- Buona resistenza se ricchi di calce; ottimo effetto estetico - Usato come finitura di intonaci di calce idraulica - Non reagiscono chimicamente con le tinteggiature (come quelli di calce idraulica)
Intonaco di cemento
- Utilizzato quando si desidera un intonaco più resistente e impermeabile di quello di calce idraulica - Raramente solo cemento → miscela di cemento e calce (aerea o idraulica)
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Intonaco di gesso
- Non dovrebbero essere applicati direttamente sulle pareti ma sopra uno strato di intonaco di calce idraulica - Idrovoro: da escludere per esterni e per locali dove si produce vapore
Intonaco plastico
- Pellicola plastica come finitura di intonaci di calce - Ottima impermeabilizzazione ma non consente la traspirazione delle murature → rigonfiamento e successivo distacco dovuto all’accumulo di condensa - Attualmente non più in uso
Intonaco tipo Terranova, Li Vigni, Li Mandri (nomi commerciali)
- Intonaci speciali con elevate caratteristiche chimiche, fisiche, di durezza e di impermeabilità - Impasto di polvere di marmo, pigmenti colorati, cemento bianco e resine
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Fasi esecutive di un intonaco
- Preparazione del supporto e bagnatura della superficie
- Stesura dello strato di rinzaffo (spessore circa 0,5 cm) con superficie ruvida
- Applicazione del sestiato (spessore circa 1-2 cm), dopo circa tre giorni dalla stesura del rinzaffo, lasciato con superficie leggermente ruvida
- Applicazione della tonachina (spessore circa 0,5 cm), dopo tre-otto giorni dalla stesura del sestiato, e rifinitura come da prescrizioni progettuali
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RIVESTIMENTI
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RIVESTIMENTI IN LATERIZIO
Elementi in laterizio di forma e dimensione simili a quelle del mattone pieno (imitano le murature a faccia vista)
Applicazione mediante malta o collanti su un supporto perfettamente planare
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RIVESTIMENTI IN LATERIZIO
Elementi in laterizio di forma e dimensione variabile, anche complessa, prodotti per estrusione
Applicazione a secco su appositi sistemi di ancoraggio
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RIVESTIMENTI IN PIETRA
- Principio del massello
Prevede l’utilizzo della pietra conformata in elementi di notevole spessore; questi, oltre a costituire la superficie esterna delle chiusure verticali, contribuiscono anche alla costruzione del setto murario con funzione portante
Emplecton
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- Principio del rivestimento per placcatura
Si costituisce la “pelle” dell’edificio rivestendo i muri perimetrali con elementi costruttivi (lastre) in cui nessuna delle tre dimensioni è trascurabile rispetto alle altre. In genere gli elementi del paramento sono autoportanti, essendo semplicemente appoggiati l’uno all’altro, con eventuali ritegni aventi soltanto la funzione di evitarne il ribaltamento.
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- Principio del rivestimento a pellicola
Si costituisce la “pelle” dell’edificio rivestendo i muri perimetrali con elementi costruttivi (lastre) di spessore ridotto. La funzione portante degli elementi lapidei è assolta da appositi sistemi di fissaggio che permettono anche di svincolare totalmente il paramento dalla parete retrostante, con la conseguente realizzazione di una intercapedine.
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- Principio della pellicola
Sistema di rivestimento esterno caratterizzato dalla presenza di una intercapedine interposta tra lo strato di finitura e la tamponatura dell’edificio, all’interno della quale è collocato un isolante termo-acustico
Isolante termo-acustico nell’intercapedine → → Coibentazione a cappotto
Camera d’aria posta in comunicazione con l’esterno - opportuna progettazione dei giunti tra gli elementi di rivestimento - introduzione di prese d’aria in basso e in alto - spessore compreso tra i 5 ed i 7 cm
→ effetto camino flusso d’aria ascendente che determina una ventilazione naturale fra il rivestimento esterno e la parete interna
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Prestazioni igrometriche Prestazioni termiche
CHIUSURE VERTICALI TRASPARENTI
Con specchiatura unica
Chiusure verticali Trasparenti
Serramenti
SERRAMENTI ESTERNI
Elementi costruttivi funzionali che devono soddisfare alcune classi di esigenze: - Sicurezza - Benessere - Fruibilità - Gestione
Requisiti correlati alle esigenze di sicurezza - Resistenza alle effrazioni → presenza di serrature per apertura dall’esterno
telai non scardinabili e non smontabili vetrature e telai antisfondamento
- Resistenza alle azioni dinamiche di origine naturale (pioggia, grandine, vento) o artificiale (vibrazioni) → non devono cedere o deformarsi
non devono trasmettere vibrazioni o rumori
- Resistenza alle azioni elettrodinamiche → collegamento alla rete di messa a terra
- Sicurezza in caso di incendio → consentire il rapido deflusso garantire la tenuta ai fumi e ai gas
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SERRAMENTI ESTERNI
-Ventilazione degli ambienti → adeguata superficie e opportuno posizionamento
-Controllo dei flussi termici→ limitazione delle dispersioni e dei ponti termici
-Tenuta all’aria e all’aqcua → giunti tra parti fisse e parti mobili a tenuta (sistemi a battuta e camere d’aria) presenza di gocciolatoio soglie con listello o battente
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Sistemi a battuta e camere d’aria
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SERRAMENTI ESTERNI
-Adeguata illuminazione → corretta progettazione della superficie vetrata corretto posizionamento delle aperture opportuno dimensionamento degli ambienti interni
-Controllo del flusso luminoso → scelta del sistema di schermatura e oscuramento
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SERRAMENTI ESTERNI
Requisiti correlati alle esigenze di benessere - acustico
-Assenza di vibrazioni → evitare la trasmissione di vibrazioni o rumori agli ambienti
-Isolamento acustico → aumentare il potere fonoisolante di telai e vetri
Requisiti correlati alle esigenze di fruibilità
-Transitabilità → dimensionamento e scelta del sistema di apertura del serramento
-Manovrabilità → dispositivi di apertura e manovra ergonomici e facilmente raggiungibili
Requisiti correlati alle esigenze di gestione
-Durabilità → qualità dei materiali utilizzati e della posa in opera -Pulibilità → rendere accessibili tutte le vetrate per la pulizia
periodica
NOMENCLATURA
SISTEMI DI APERTURA
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A compasso (interno o esterno) A vasistas
A scorrere A ghigliottina
SISTEMI DI OSCURAMENTO Interni
SISTEMI DI OSCURAMENTO Esterni
IL TELAIO - MATERIALI
IL TELAIO - MATERIALI
Legno – Legno lamellare
IL TELAIO - MATERIALI
IL TELAIO - MATERIALI
IL TELAIO - MATERIALI
IL TELAIO - MATERIALI
IL TELAIO - MATERIALI
IL TELAIO - MATERIALI
IL TELAIO - MATERIALI
IL TELAIO - MATERIALI
IL TELAIO - MATERIALI
SPECCHIATURA
- Vetro float - Vetro temprato - Vetro stratificato - Vetro retinato - Vetro-camera - Vetro bassoemissivo - Vetro riflettente - Vetro selettivo - Vetro serigrafato - Vetro colorato - Vetro a U - Vetromattone
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- Vetro camera
Due o più lastre di cristallo unite lungo il perimetro con sigillanti con interposizione di distanziatori in lega di alluminio o in plastica. Migliorano le prestazioni termiche
Doppio vetro camera, spessore 32 mm, con lastre basso emissive fattore solare = 55% U = 0,8 W/m2K
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BIBLIOGRAFIA
Dispense dei corsi di Architettura tecnica tenuti dai proff. Giuseppe Margani e Gaetano Sciuto presso il corso di laurea in Ingegneria civile e ambientale dell'Università degli Studi di Catania
Norma UNI 8369/1988, Edilizia. Chiusure verticali. Classificazione e terminologia dei serramenti esterni verticali
S. Cascone, Finestre e pareti vetrate, Capitoli da 4 a 11
B. Zevi, Il nuovissimo manuale dell’architetto, Mancosu editore
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