Vulcano 60

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Ecco l'ultimo numero del trimestrale della Statale!

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  • MARTINA CAIRONI

    CORRERE SEMPREParalimpiadi di Londra 100m T42

    medaglia doro

  • inchiesteRun: intervista a Martina Caironia cura di Ludovica de GirolamoUniVeRsit5 biblioteche in unaIrene NavacULtURAVulcano intervista Alberto Notarbartoloa cura di Maria Mancuso Leconomia a 32 dentiLorenzo Porta1922S, 15993EAlessandro MassoneSoltantoMatteo Terzi si racconta Ludovica LeoneMemorie di una citt di morti Tito Grey de CristoforisFinalmente! Ruote per criceti per umani Alessandro MassoneRUBRicheDa rileggere: La PresidentessaLidia Zanetti DominguesNon chiederci la parola EDitoRiALE Gemma Ghiglia

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    in copertina:rielaborazione da Adrian s Jones

    Sommario Vulcano numero 60, 2013/1il trimestrale della statale di Milano

    Ma voi sapete che significato abbia lespressione populista?. Sul blog di Grillo proprio Dario Fo, lintellettuale del popolo cinque stelle, s preso la briga di rispondere a questa domanda per chiarire una volta per tutte la propria posizione riguardo accuse mosse in questi giorni al comico genovese.Populista colui che intende migliorare le condizioni del popolo permettendogli di sfuggire alle violenze della classe dominante dice il dizionario. Basterebbe scendere con lo sguardo di qualche riga su quello stesso dizionariose sufficientemente aggiornatoper trovare la connotazione negativa del termine giunta fino a noi, poveri illetterati, grazie al fenomeno di estensione, ben noto a linguisti, filosofi e semiologi degli ultimi centanni.Basterebbe anche aver letto mezza volta un qualche scritto di Wittgenstein (cosa buona e giusta per un Nobel, oltre che rivoluzionaria realmente) per sapere che il significato di una parola coincide con luso della stessa, con la sua applicazione paradigmatica.Sia chiaro: non si vuole qui smontare la credibilit di nessuno, a maggior ragione se quel nessuno uno dei massimi esponenti della vita culturale del nostro paese contrariamente a chi scrive; si vorrebbero solo evitare le lezioncine di semantica -antica arma dei reazionari di tutto il mondo-, visto che, come noto, ogni cittadino, anche quello colluso con i partiti tradizionali, comprende la propria lingua. A chi vuole invece ballare il Tip Tap sul piano inclinato delle definizioni ufficiali la guerra aperta.Non siete ancora convinti? Io domando: - Ma voi sapete che significato abbia lespressione buffone?-.Vi prego, niente dizionari. Francesco Floris

    Noi siamo i buffi

    RunRunRun

  • inchieste 3

    Sommario Vulcano numero 60, 2013/1il trimestrale della statale di Milano

    Intervistaa Martina CaironiParalimpiadi di Londra 100m T42medaglia doroa cura diLudovica de Girolamo

    M artina Caironi, 23 anni, studentessa di Mediazione Linguistica e Interculturale allUniversit degli Studi di Milano, ha incominciato a correre in seguito ad un incidente stradale in cui ha perso una gamba. Nel giro di poco tempo diventata un atleta di grande rilievo, battendo per tre volte, lultima delle quali alle Paralimpiadi di Londra, il record del mondo nei 100 metri. Prima di tutto volevo chiederti com successo lincidente. successo a novembre del 2007, ero in motorino di sera, mio fratello guidava. Un pirata della strada ha invaso la nostra corsia, schiacciandomi la gamba. Hanno provato a salvarla ma non c stato molto da fare e dopo qualche giorno hanno dovuto amputarla. Mi sono risvegliata a fatto gi avvenuto e non ho potuto fare altro che accettare. Uscita dallospedale, dopo tante operazioni di chiusura, ho cominciato la riabilitazione in vista della protesizzazione. La prima, a Budrio, non andata bene, cos sono andata in Austria, dove mi hanno fatto quella che indosso tuttora. Da l la vita tornata a girare. Ad ogni passo che facevo, risalivo dal fondo a cui ero arrivata: in ospedale non riuscivo nemmeno a lavarmi da sola. Tornata a casa mi sono ritrovata a fare di nuovo tutte le attivit di prima, per in un modo diverso: senza gamba unaltra cosa. Mi sono ingegnata per fare tutto, sono anche andata a ballare una volta! Quando mi arrivata la protesi stato tornare a vivere davvero.

    Come ti venuta lidea della corsa? Correvi gi prima?No, quando ho avuto lincidente giocavo a pallavolo, stavo anche salendo di grado, mi piaceva un sacco. Ci sono poi voluti due anni per sistemarmi da tutte le operazioni. Una volta a posto ho sentito la necessit di fare qualcosa di pi. Perch s, prima impari a camminare

    e tutto, per non mi pi bastato,

    RunRunRunfo

    to B

    ex W

    alto

    n

  • sono sempre stata sportiva. L dove ho fatto la prima protesizzazione ho visto delle foto di campioni che gareggiavano con le protesi. Tramite queste immagini ho preso coscienza dello sport paraolimpico. Mi sono informata, e poi mi stata data questa protesi sponsorizzata dallINAIL: cosa rara, di solito non regalano nulla. Per me stata uneccezione, mi hanno visto motivata, giovane e con un fi sico atletico, quindi hanno deciso di investire su di me. Ma latletica a livello agonistico non lavevo mai praticata, le gare le facevo con la scuola, non era una passione. Piano piano, cominciando ad allenarmi ho scoperto il piacere di correre.

    A questo proposito, cosa senti quando corri? Quando corro sento di essere padrona di me stessa, del mio corpo. Questa padronanza lho acquisita in un paio di anni. Allinizio pi un saltellare. Non facile imparare, ti devi fi dare molto. Alle prime cadute mi sono resa conto che era il risultato di fi darmi. Ormai sapevo che se avessi fatto quel movimento sarei caduta. Ma fi nch non ti succede resti frenato. A quel punto ho potuto sperimentare sempre di pi langolazione, la spinta. Poi quando corro che vado veloce mi sento bene, mi sento quasi come prima. Dico quasi perch comunque il movimento diverso. Non ho larticolazione quindi devo affi darmi ad un ginocchio artifi ciale che si piega in base alla spinta che do, alla posizione del baricentro, e anche a questa lamina che fornisce la risposta elastica. E tutta biomeccanica, ma pi usi la protesi pi diventa naturale. Per me lo adesso.

    E le prime gare che hai fatto? Ancora prima di avere la protesi da corsa mi han fatto fare lancio del peso per inserirmi nellambiente. Invece alla prima gara di corsa, ad Imola, ho stabilito il record italiano, ma sentivo di non aver fatto niente: tuttora a livello italiano non sento il brivido della gara perch non ho avversarie della mia categoria. Limpatto col mondo dei disabili invece stato fortissimo: le disabilit sono ancora pi a nudo. Indossando dei jeans lunghi si pu anche non notare, ma quando sei in pista hai i pantaloncini corti e una protesi che non ha una forma naturale, una lamina. Devi abituarti a vedere sia gli altri che te stesso con questi ausili. Ho conosciuto persone con varie disabilit e questo mi ha aperto una nuova prospettiva. Da normodotata ho fatto un incidente e sono diventata disabile. Non stato

    4

  • facile accettare non solo il fatto in s, ma proprio la parola. Per esempio quando mia mamma mi aveva detto di farci dare il cartellino per la macchina, allinizio ho risposto di lasciarlo agli anziani. Ho capito poi che certe agevolazioni come quella nella vita possono servire, bisogna prenderle senza aver paura della parola o di rientrare nella categoria. Alla fi ne uno pu chiamarmi come vuole, ma di fatto la disabilit c. E confrontarmi con tutti questi atleti mi ha aiutato molto.

    Per quanto riguarda le gare internazionali invece?La prima lho fatta nel 2010 ad Olomouc, in Repubblica Ceca. Mi hanno mandato il borsone con la divisa della nazionale, e ho odiato questo fatto: non ero l per portare i valori italiani o tenere alta la bandiera, erano 3-4 mesi che mi allenavo, ero l per correre. Mi hanno fatto fare ancora lancio del peso, ho gareggiato con delle nane perch in certi casi accorpano le categorie e danno punteggi diversi in base alla disabilit. Gareggiare con loro stato strano, ma anche bello. Prima magari vedendo passare un nano sentivo che un p mi dispiaceva. Una volta l per li vedi come atleti, come persone. Sempre ad Olomouc nei 100 metri sono caduta, non sapevo che stavo giocando per la qualifi cazione ai mondiali. Quelli erano mondiali giovanili, e se avessi fatto un buon tempo sarei andata a quelli assoluti, ma non ne avevo idea. Per me era semplicemente una gara, e dopo la caduta mi sono rialzta e ho fi nito il percorso. Ho fatto anche salto in lungo che avevo provato qualche giorno prima, andato bene e ho preso un bronzo.

    E poi nel 2012 record del mondo nei 100 metri. La sensazione?S, questultimo stato lanno della rimonta, con una serie di gare, fi no alle Olimpiadi di Londra, che sono state un exploit. A Dicembre 2011 negli Emirati Arabi ho fatto 16"67, che non era record, ma un buon tempo. A Manchester questo maggio ho fatto il record del mondo per un centesimo, 16"25. Arrivata al traguardo ero convinta che il record di prima fosse di 16"24, e quindi di averlo mancato per pochissimo. Infatti quando sono andata a segnalare il mio tempo era per registrare il record europeo. Mi hanno detto loro, con mia esultanza, che in verit era mondiale! In giugno a Stadskanaal lho migliorato ancora, 15"89. La sensazione quella di prendere sempre pi coscienza delle mie potenzialit imparando a correre come si deve.

    5foto dan Mumford

  • Perch se si vedono filmati di un anno e mezzo fa, una corsa sofferta. Invece le ultime sono corse grintose, in cui uso la gamba per spingere, anzi le uso entrambe. Adesso un movimento pi armonico, e c ancora da migliorare.

    Parlando delle olimpiadi di Londra, le gare sono state un successo. Adrenalina pura! Non ho vinto il bronzo nel salto in lungo,