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Romantici e MacchiaioliGiuseppe Mazzini e la grande pittura europea

Palazzo Ducale, Appartamento del Doge21 ottobre 2005 - 12 febbraio 2006

Romantici e MacchiaioliGiuseppe Mazzini e la grande pittura europea

En peinture, il faut voireIn pittura, bisogna vedere

(Giuseppe Mazzini, 1841)

Questa mostra non una rassegna storica sul Risorgimento, ma unpercorso, scandito da alcuni capolavori, nella pittura dellOttocento,condotti da una guida deccezione, Giuseppe Mazzini (Genova 1805 - Pisa1872). Egli stato luomo dei grandi ideali. Colui che ha elaborato neisuoi scritti, traducendolo poi nella sua azione politica e nel suo apostolatolaico, un sistema di pensiero, unidea di nazione e di popolo, che hacontribuito a creare una vera coscienza nazionale.

Rispetto agli altri padri della patria (come Garibaldi, Cavour, VittorioEmanuele II), Mazzini fu un uomo di vasta e profonda cultura, e quindi sipose il problema che per creare una vera nazione, l dove erano sempreesistite varie realt politiche e civili locali, fosse necessario, oltre cherinnovare la societ e le coscienze, unire anche culturalmente la penisola.In questo grandioso disegno egli era convinto che larte potesse svolgereun ruolo fondamentale. Soprattutto la grande pittura che era sempre statoun vanto e un forte motivo di identit per gli italiani, che vi riconoscevanola loro memoria storica. A questa pittura egli ora affidava la missionedel riscatto nazionale.

Mazzini stato un profondo conoscitore non solo dellarte del passato,ma anche del proprio tempo. Si era formato un gusto sicuro frequentandole grandi collezioni della sua citt e i musei europei, quando avevadovuto abbandonare lItalia.

Un lungo e bellissimo saggio, scritto in francese (poi da lui stessotradotto in italiano) e intitolato La peinture moderne en Italie vennepubblicato su una rivista inglese negli anni del suo esilio a Londra,precisamente sullautorevole London and Westminster Review del 1841.In queste pagine molto coinvolgenti egli conferma la sua profonda cultura,la sua apertura europea e la sua originalit di critico darte. Identificanel Romanticismo il movimento che ha saputo dare espressione agli idealidel secolo, diventando quellarte nazionale e popolare, interprete anchedei profondi cambiamenti che allora stavano sconvolgendo in tuttoil mondo la politica e la societ. Unarte che si facesse interprete delleaspirazioni del popolo avviato a conquistare finalmente la ribalta dellastoria. Perch per lui l Arte l espressione appassionata, simpatica,poetizzata dellIdeale, come lUmanit lo concepisce, lo intuisce, o lodesidera ed ogni grande Artista storico o profeta un essere

dAmore; e che cosa lAmore se non il potere di sentire la vita altrui,di farla sua?.

La mostra, per ricordare in maniera originale il bicentenario dellanascita, intende, ispirandosi proprio alla vita e agli scritti di Mazzini,presentare e mettere a confronto i capolavori di artisti come Canova,Hayez, Luigi, Francesco e Giuseppe Sabatelli, Giuseppe Bezzuoli, PelagioPalagi, Massimo dAzeglio, Giuseppe Molteni, Giovanni Migliara, VitaleSala e molti altri (tutti i protagonisti del Romanticismo italiano), dandorilievo soprattutto alle opere che egli ha conosciuto e di cui ha saputoscrivere in maniera straordinaria.

La presenza poi di dipinti significativi di Paul Delaroche o Paul Schefferpotr dare il giusto rilievo a pittori allora molto famosi in tutta Europae particolarmente amati in Italia. Le loro opere, presenti in importanticollezioni come quella leggendaria del principe russo Anatolio Demidoffallora a Firenze, che Mazzini deve avere conosciuto, hanno infattiinfluenzato profondamente i loro colleghi italiani.

Un allestimento, particolarmente suggestivo, anche dal punto di vistadegli apparati grafici, intende sottolineare lo stretto rapporto che ricollegail pensiero e i giudizi sullarte di Mazzini con le opere esposte.

Egli infatti, dopo aver celebrato il grande spirito individuale, espressonei due geni del secolo, Napoleone e Byron (da lui messi a confronto),rievoca, attraverso i dipinti degli artisti da lui prediletti, in modoparticolare Luigi Sabatelli e Francesco Hayez, gli eventi salienti dellastoria dellumanit che furono espressione invece di uno spirito collettivo:dalle Crociate, alla lotta per lindipendenza della Grecia contro loppressioneturca, che allora tanto appassion lopinione pubblica europea, allerivoluzioni divampate nel 1830 a Parigi e nel 1848 in tutta Europa.

Sar dato particolare rilievo ai capolavori del pittore pi amato, Hayez,di cui Mazzini conosceva molto bene le opere, e che considerava il capodella scuola di Pittura Storica, che il pensiero Nazionale reclamavain Italia: lartista pi inoltrato che noi conosciamo nel sentimentodellIdeale che chiamato a governare tutti i lavori dellEpoca. Le paginea lui dedicate sono indimenticabili e rappresentano, insieme a quelledi Stendhal, quanto di meglio sia mai stato scritto allepoca su questoartista geniale.

La gloriosa e drammatica vicenda della Repubblica romana (1848-1849),di cui Mazzini insieme a Garibaldi stato il grande protagonista, saradeguatamente evocata, nelle due sezioni collocate al centro della mostra,da dipinti di particolare fascino. Da un lato vaste tele allegoriche cheriflettono il suo pensiero sul destino dellItalia e sulla sua missione, comefaro di civilt, nel mondo. Dallaltro, in un suggestivo contrasto

i piccoli, ma bellissimi, dipinti dei pittori-soldati, come Gerolamo Induno,o Federico Faruffini, che erano presenti a quegli eventi eroici, e che hannoraffigurato, in maniera commovente, Roma devastata dalla guerra.

La fine di quella grandiosa utopia sar allora la partenza per la secondaparte della mostra, completamente diversa dalla prima per tipo di operee per contenuti. Di conseguenza cambieranno anche i criteri dellallestimentoper sottolineare meglio questa svolta. Vi saranno esposti i dipinti deiMacchiaioli, ma presentati ed interpretati in una prospettiva originalee insolita, confrontandoli, per quanto riguarda gli stessi temi, con quelladei pittori lombardi, che come Domenico e Gerolamo Induno, ma ancheFederico Faruffini, hanno condiviso gli stessi ideali risorgimentali ed hannosperimentato una pittura profondamente mutata rispetto a quella delNeoclassicismo e del Romanticismo.

In particolare i Macchiaioli, questi pittori rivoluzionari che si ispiravanoinfatti ai principi democratici e repubblicani di Mazzini, volevano, comelui, gettare attraverso unarte assolutamente diversa rispetto alla tradizione ealle regole le basi di una societ nuova. Elaborarono quindi una pitturaalternativa rispetto a quella romantica, dove il messaggio veniva oraaffidato non pi ai procedimenti narrativi o ad espedienti melodrammatici,ma alle forme, al colore, come poi negli Impressionisti.

I capolavori - il pubblico avr modo di vedere con occhi nuovi opere moltopopolari - di Fattori, Signorini, Abbati, Borrani, Cecioni, Lega, autorequestultimo del magnifico ritratto di Mazzini morente (uno dei ritratti pioriginali e impressionanti della storia dellarte) proveniente dal Museo diProvidence, potranno essere affiancati a dipinti che documentanolinfluenza del pensiero e degli ideali mazziniani in questi artisti insofferentidi ogni vincolo. LItalia monarchica, la stessa che costringeva Mazziniallesilio in patria sotto falso nome, finir con lemarginarli, ma noi oggi liamiamo e li sentiamo pi vicini dei pittori ufficiali allora celebrati.

La mostra che si era aperta sotto il segno di una morte eroica, quella dilord Byron in Grecia, rappresentata nel magnifico quadro di JosephOdevaere, un seguace belga di David, proveniente dal Museo di Bruges,si chiuder con limmagine, straziante ma anche piena di speranza, dellafine di Mazzini, esule a Pisa, come addormentato sul suo letto. Lega havoluto rappresentarlo da solo, isolato in primo piano, ma avvolto nelloscialle a quadretti che era appartenuto ad un altro grande del nostroRisorgimento Carlo Cattaneo.

La mostra sar suddivisa nelle seguentisezioni

I.In un secolo di grandi ideali,i protagonisti

Secondo Mazzini Napoleone e Byronrappresentano gli ultimi eroi di unastoria fatta dai grandi individui,cui subentrano nel nuovo secolo,lOttocento, quegli ideali collettivie civili di cui si sono fatti interpretii grandi poeti, come Alfieri, Foscoloe Manzoni, i musicisti, come Donizettie Rossini, le protagoniste di una societnuova, come Giuditta Pasta, CristinaBelgiojoso e George Sand.

1. B. Thorvaldsen, Napoleone, 18302. B. Thorvaldsen, Lord Byron, 1817-18333. J. Odevaere, Morte di Lord Byron, 18264. F. X. Fabre, Vittorio Alfieri, 17935. F. X. Fabre, Ugo Foscolo, 18136. G. Molteni e M. dAzeglio, Alessandro Manzoni, 18357. F. Coghetti, Gaetano Donizetti, 18328. G. Molteni, Giuditta Pasta, 18299. G. Molteni, Gioacchino Rossini, 183410. F. Hayez, Cristina Belgiojoso, 183111. A. Charpentier, George Sand, 1838

B. Thorvaldsen, Lord Byron, 1817-1833

F. Coghetti, Gaetano Donizetti, 1832F. Hayez, Cristina Belgiojoso, 1831

II.Gli eroi neoclassici. Il cultodellantichit e della forma

Per Mazzini nelle rappresentazioni,pur esemplari, dei pittori neoclassicila forma predomina sulla sostanza,la Materia sullo Spirito, comenell Arte Greca della quale si facevanorestauratori. Si rimane dunque freddidinanzi ai loro quadri, nonostante lacorrettezza, la purezza del disegno,la maestria del panneggiamento, delraggruppamento sapiente e classico.Si ammira, ma non si rimane commossi.Non v nulla col che faccia battere ilnostro cuore di un sentimento fraterno;nulla che si trasfonda da questi artistiin noi stessi, e che, a nostra volta, cifaccia diventare per qualche momentoartisti nellanima.I dipinti di Giuseppe Bossi e PietroBenvenuti rappresentano lultimaespressione di questa grande tradizioneclassicista, che viene portata almass