Lilac Photo Magazine 01

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In questo primo numero vi presentiamo Cover, che in ogni numero dedicherà un servizio alla realizzazione dell’immagine di copertina, leggiamo le interviste al fotografo della nazionale di Rugby, Sebastiano Pessina e alla modella Francesca Belussi; scopriamo le ispirazioni che hanno portato alla realizzazione della nuova campagna La Perla e facciamo un piccolo tuffo nel passato attraverso le immagini polaroid di Roberto Roberti.

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  • 01

    LA PERLA

    APRILE 2013

  • vasca

  • vasca

  • WWW.LAPERLAMAGAZINE.COM

    WWW.LAPERLA.COM

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    WWW.LAPERLA.COM

  • REDAZIONE: Via della Taccona 27/A, - 20900 Monza (MB-Italy)Tel: +39 039 325106 - Fax: +39 039 325107segreteria@lilacphotomagazine.com

    DIRETTORE RESPONSABILE:Riccardo Tagliabue

    DIREZIONE ARTISTICAGiulia Azzalini

    SEGRETERIA:Lorella Maccarini

    CONTRIBUTORS:Sebastiano Pessina, Francesca Belussi, Roberto Ro-berti, La Perla (Beatriz Ferretti)

    HANNO COLLABORATO:Fabio Principe, Davide Messora, Marcello Motisi

    FOTOGRAFIE:Sebastiano Pessina, Riccardo Tagliabue, Fabio Principe

    FOTO DI COPERTINA:Jessica Sala per Riccardo Tagliabue Lilac

    Nessuna parte di questa pubblicazione pu essere riprodotta in al-cun modo, in ogni genere o linguaggio,per via qualsiasi tipo di sistema meccanico, elettronico o di memo-rizzazione delle informazioni, salvo previa autorizzazione da parte dell Editore, a eccezione di brevi passaggi e recensioni, purch con obbligo di citazione della Testata.

    Il contenuto di questopera, anche se curato con scrupolosa at-tenzione, non pu comportare specifiche responsabilit per invo-lontari errori o inesattezze o per un uso improprio delle informazioni contenute.Gli Autori e lEditore non potranno in alcun caso essere ritenuti re-sponsabili per incidenti di qualsiasi natura o conseguenti danni che derivino o siano causati dalluso improprio delle informazioni contenute.

    Registrazione al Tribunale di Monza con il numero 1342/2013 del 28.03.2013

    MENSILE - ANNO I - NUMERO 1 - APRILE 2013

    PHOTO MAGAZINE

  • 01APRILE 2013

    LA PERLA

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    THE LILAC HOURS

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  • Decidere di far nascere una rivista in questi anni potrebbe sembrare una follia. Ma se ripenso a quando ho iniziato a fare il fotografo e a girare il mondo con la mia macchina fotografica... allora ero vera-mente folle.Oggi conosco bene il mio mestiere e so perfettamente che un periodo difficile, ma non possiamo sempre farci condizionare dalle scelte fatte sulla carta; a volte bisogna giocarsela e provare a fare quello che ci piace.Amo la fotografia e tutto quello che la circonda da sempre: stata per me uno scopo di vita, un modo per fare quello che mi piaceva (spesso senza seguire schemi precisi), mi ha dato soddisfazioni e ancora oggi mi esalta.Forse quello che mi frena proprio il futuro incerto e allora... Non pensiamo al domani ma godiamoci il presente e diamo vita a nuove idee, per questo nata Lilac.

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    Riccardo Tagliabue

  • Vale

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    up - 2012

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  • THE LILAC

    HOURSIl lilla il colore che appare nel cielo tra il giorno e la notte, il colore che favorisce la trasformazione e che richiama simbolicamente la nascita e la celebra-zione di una nuova fase di vita. Lilac nasce, tra laltro, da questa suggestione.Quando abbiamo immaginato Lilac abbiamo imma-ginato qualcosa di un pochino diverso dallusuale rivista di fotografia, con un approccio differente da quello classico spesso solo visuale e quello che ne nato stato ci che state sfogliando: un magazine sullimmagine che non parla solo di immagine.Siamo convinti che per capire davvero la fotografia sia necessario mettere un po il naso nella storia che lha prodotta, per questo tutti i contenuti di Lilac, per quanto immersi in mondi piuttosto differenti tra loro, hanno un punto in comune fondamentale: il racconto.In questo primo numero vi presentiamo Cover, che in ogni numero dedicher un servizio alla realizzazione dellimmagine di copertina, leggiamo le interviste al fotografo della nazionale di Rugby, Sebastiano Pes-sina e alla modella Francesca Belussi; scopriamo le ispirazioni che hanno portato alla realizzazione della nuova campagna La Perla e facciamo un piccolo tuffo nel passato attraverso le immagini polaroid di Roberto Roberti.

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    Giulia Azzalini

  • COVERCuriosity killed the cat. Ma non sempre succede e per questo nasce un articolo come quello che state leggendo. A tutti capitato di vedere una fotografia e domandarsi: E questa come lhanno fatta?. Secondo noi questo positivo, questo vuol dire che siete curiosi e che state sfogliando la rivista giusta, perch noi abbiamo deciso di non tenerci tutti i segreti, ma di raccontarveli.Ogni mese su COVER realizzeremo un servizio sullimmagine di copertina: da come nata lidea fino alla sua realizzazione.Non vogliamo essere un manuale di immagine, ma uno strumento stimolante e ricercato per chi della fotografia vuole fare il proprio cibo per la mente.Una bella fotografia parte da una buona idea, senza la quale non si va da nessuna parte. Poi bisogna essere in grado di realizzarla e avere tutti gli strumenti giusti per farla: noi vi spieghiamo tutto ci che serve sapere.Quando lidea della Cover 01 era ancora sulla carta, uno dei primi problemi che ci siamo posti stata la scelta dei materiali da far volare e che rendessero reale quello che era nella nostra mente: unesplosione di colore.14

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  • Che cosa poteva volare e sembrare una nuvola densa, ma non troppo, granulosa, ma non troppo, colorata... ma del colore che volevamo noi, cio Lilac, e che si vedesse sotto le luci? Avevamo bisogno di qualcosa di brillante, di colorato di volatile ma gestibile, qualcosa di leggero ma soprattutto di atossico (per salvaguardare la modella e chi lavora in studio). Ci siamo affidati alla rete perch ci aiutasse nella ricerca e navigando abbiamo scoperto che in India, per la festivit Holi, la popolazione festeggiando per le strade si lancia secchi di materiale colorato.Abbiamo fatto una ricerca on-line per trovare questi colori e dopo vari tentativi siamo finiti su Iridron (www.iridron.it), una ditta brianzola che produce i colori Abralux, utilizzati fra laltro per la produzione di scenografie teatrali. Ci siamo procurati i loro pigmenti puri. Rimaneva da capire a questo punto quali fossero i materiali con cui mischiarli per fare il colore desiderato: abbiamo provato con la terra, la farina, il sale, lo zucchero, il borotalco, la polvere di gesso e addirittura il detersivo in polvere (qui ognuno pu mettere quello che vuole, state attenti che non faccia male alla modella: che non sia tossico o bruci o irriti la pelle)e li abbiamo lanciati a secchiate contro pali di legno per testarne la consistenza, o facendoli esplodere allinterno di palloncini pieni daria per renderci conto di come ottenere il risultato che stavamo cercando. In fine pochi barattoli di pigmento sono bastati per tingere circa 6 kg della nostra polvere magica a base di diversi materiali che ci hanno dato la consistenza che volevamo.

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  • La scelta della modella un altro degli step fonda-mentali. E importante fare una scelta ragionata in base al tipo di immagine che si vuole ottenere: noi avevamo bisogno di fare degli scatti di azioni precise, avevamo in mente salti, torsioni ed una dose con-sistente di equilibrio. In questo caso una ragazza bella e che sapesse posare non sarebbe bastata, abbiamo dovuto rivolgerci ad una ballerina professionista: Jessica che uninsegnate di danza.

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  • Con lidea ben chiara e tutto il materiale pronto, ci spostiamo in studio. Puliamo tutto, imbianchiamo il giorno prima dello scatto e lasciamo asciugare. Posizioniamo le luci secondo quanto prestabilito, facciamo il punto luce e scegliamo: tempi, diaframma e ISO per ottenere il risultato voluto. Quando verifichiamo con la modella che tutto ok, senza ancora aver utilizzato le polveri magiche, decidiamo di procedere per la fase di scatto.

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  • Ci si posiziona tutti nei posti prestabiliti: fotografo, modella al centro di scatto, i due assistenti addetti al lancio della polvere, assistente di studio e facciamo alcune prove con secchi e bicchieri ricolmi per assicurarci che il colore colpisca il corpo della modella e allo stesso tempo riempia linquadratura. A questo punto capite le dinamiche e i meccanismi si deve solo procedere a scattare e tutto deve essere sincronizzato al 100%.

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  • Si indica alla modella cosa fare, si prepara la polvere che verr lanciata da entrambi i lati sulla modella, ci si sincronizza e il click giusto solo uno e devi co-glierlo in una frazione di secondo.

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  • Dimenticatevi di fare un lavoro del genere da soli.Noi eravamo sei (sette per la verit con Rouge, il setter irlandese che la mascotte dello studio) e nessuno di noi stato fermo un attimo perch per eseguire un lavoro complesso c bisogno di un team affiatato e che sa cosa fare. In questo modo chi esegue lo scatto pu resta-re concentrato sullinquadratura e sullo scatto, fidandosi ciecamente di chi gli sta intorno.Anche se non va tutto come si pensa e per questo non sempre riesce al primo clik.I riferimenti visuali in questo aiutano molto, utile fare una bozza e tenerla davanti; dicesi lay-out. Un nostro suggerimento: non provateci a casa.

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  • sportivo preferito: Roger Federermodella preferita: Linda Evangelistacantante preferito: Steven Tyler - Aerosmithalbum preferito: The Dark Side of the Moon

    nome: Sebastiano Pessinaanno: 1971camera : canon 1 d mark IVottica preferita : 28-70 \ 400 2.8luce preferita : flash

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  • Mi sono avvicinato alla fotografia da giova-ne perch ero molto appassionato di sport e un po per gioco ho deciso di unire la pas-sione per lazione e limmagine. Amavo mol-tissimo le moto e un mio amico un giorno per entrare a vedere una gara importante mi ha prestato la macchina fotografica e quasi per gioco iniziato tutto.Ho passato degli anni a fotografare e imparare secondo come mi spingeva listinto e ho visto che i risultati c