Lilac Photo Magazine 01

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01 LA PERLA APRILE 2013

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In questo primo numero vi presentiamo Cover, che in ogni numero dedicherà un servizio alla realizzazione dell’immagine di copertina, leggiamo le interviste al fotografo della nazionale di Rugby, Sebastiano Pessina e alla modella Francesca Belussi; scopriamo le ispirazioni che hanno portato alla realizzazione della nuova campagna La Perla e facciamo un piccolo tuffo nel passato attraverso le immagini polaroid di Roberto Roberti.

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    LA PERLA

    APRILE 2013

  • vasca

  • vasca

  • WWW.LAPERLAMAGAZINE.COM

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  • REDAZIONE: Via della Taccona 27/A, - 20900 Monza (MB-Italy)Tel: +39 039 325106 - Fax: +39 039 [email protected]

    DIRETTORE RESPONSABILE:Riccardo Tagliabue

    DIREZIONE ARTISTICAGiulia Azzalini

    SEGRETERIA:Lorella Maccarini

    CONTRIBUTORS:Sebastiano Pessina, Francesca Belussi, Roberto Ro-berti, La Perla (Beatriz Ferretti)

    HANNO COLLABORATO:Fabio Principe, Davide Messora, Marcello Motisi

    FOTOGRAFIE:Sebastiano Pessina, Riccardo Tagliabue, Fabio Principe

    FOTO DI COPERTINA:Jessica Sala per Riccardo Tagliabue Lilac

    Nessuna parte di questa pubblicazione pu essere riprodotta in al-cun modo, in ogni genere o linguaggio,per via qualsiasi tipo di sistema meccanico, elettronico o di memo-rizzazione delle informazioni, salvo previa autorizzazione da parte dell Editore, a eccezione di brevi passaggi e recensioni, purch con obbligo di citazione della Testata.

    Il contenuto di questopera, anche se curato con scrupolosa at-tenzione, non pu comportare specifiche responsabilit per invo-lontari errori o inesattezze o per un uso improprio delle informazioni contenute.Gli Autori e lEditore non potranno in alcun caso essere ritenuti re-sponsabili per incidenti di qualsiasi natura o conseguenti danni che derivino o siano causati dalluso improprio delle informazioni contenute.

    Registrazione al Tribunale di Monza con il numero 1342/2013 del 28.03.2013

    MENSILE - ANNO I - NUMERO 1 - APRILE 2013

    PHOTO MAGAZINE

  • 01APRILE 2013

    LA PERLA

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    THE LILAC HOURS

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  • Decidere di far nascere una rivista in questi anni potrebbe sembrare una follia. Ma se ripenso a quando ho iniziato a fare il fotografo e a girare il mondo con la mia macchina fotografica... allora ero vera-mente folle.Oggi conosco bene il mio mestiere e so perfettamente che un periodo difficile, ma non possiamo sempre farci condizionare dalle scelte fatte sulla carta; a volte bisogna giocarsela e provare a fare quello che ci piace.Amo la fotografia e tutto quello che la circonda da sempre: stata per me uno scopo di vita, un modo per fare quello che mi piaceva (spesso senza seguire schemi precisi), mi ha dato soddisfazioni e ancora oggi mi esalta.Forse quello che mi frena proprio il futuro incerto e allora... Non pensiamo al domani ma godiamoci il presente e diamo vita a nuove idee, per questo nata Lilac.

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    Riccardo Tagliabue

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    ntina Sa

    la Pe

    up - 2012

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  • THE LILAC

    HOURSIl lilla il colore che appare nel cielo tra il giorno e la notte, il colore che favorisce la trasformazione e che richiama simbolicamente la nascita e la celebra-zione di una nuova fase di vita. Lilac nasce, tra laltro, da questa suggestione.Quando abbiamo immaginato Lilac abbiamo imma-ginato qualcosa di un pochino diverso dallusuale rivista di fotografia, con un approccio differente da quello classico spesso solo visuale e quello che ne nato stato ci che state sfogliando: un magazine sullimmagine che non parla solo di immagine.Siamo convinti che per capire davvero la fotografia sia necessario mettere un po il naso nella storia che lha prodotta, per questo tutti i contenuti di Lilac, per quanto immersi in mondi piuttosto differenti tra loro, hanno un punto in comune fondamentale: il racconto.In questo primo numero vi presentiamo Cover, che in ogni numero dedicher un servizio alla realizzazione dellimmagine di copertina, leggiamo le interviste al fotografo della nazionale di Rugby, Sebastiano Pes-sina e alla modella Francesca Belussi; scopriamo le ispirazioni che hanno portato alla realizzazione della nuova campagna La Perla e facciamo un piccolo tuffo nel passato attraverso le immagini polaroid di Roberto Roberti.

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    Giulia Azzalini

  • COVERCuriosity killed the cat. Ma non sempre succede e per questo nasce un articolo come quello che state leggendo. A tutti capitato di vedere una fotografia e domandarsi: E questa come lhanno fatta?. Secondo noi questo positivo, questo vuol dire che siete curiosi e che state sfogliando la rivista giusta, perch noi abbiamo deciso di non tenerci tutti i segreti, ma di raccontarveli.Ogni mese su COVER realizzeremo un servizio sullimmagine di copertina: da come nata lidea fino alla sua realizzazione.Non vogliamo essere un manuale di immagine, ma uno strumento stimolante e ricercato per chi della fotografia vuole fare il proprio cibo per la mente.Una bella fotografia parte da una buona idea, senza la quale non si va da nessuna parte. Poi bisogna essere in grado di realizzarla e avere tutti gli strumenti giusti per farla: noi vi spieghiamo tutto ci che serve sapere.Quando lidea della Cover 01 era ancora sulla carta, uno dei primi problemi che ci siamo posti stata la scelta dei materiali da far volare e che rendessero reale quello che era nella nostra mente: unesplosione di colore.14

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  • Che cosa poteva volare e sembrare una nuvola densa, ma non troppo, granulosa, ma non troppo, colorata... ma del colore che volevamo noi, cio Lilac, e che si vedesse sotto le luci? Avevamo bisogno di qualcosa di brillante, di colorato di volatile ma gestibile, qualcosa di leggero ma soprattutto di atossico (per salvaguardare la modella e chi lavora in studio). Ci siamo affidati alla rete perch ci aiutasse nella ricerca e navigando abbiamo scoperto che in India, per la festivit Holi, la popolazione festeggiando per le strade si lancia secchi di materiale colorato.Abbiamo fatto una ricerca on-line per trovare questi colori e dopo vari tentativi siamo finiti su Iridron (www.iridron.it), una ditta brianzola che produce i colori Abralux, utilizzati fra laltro per la produzione di scenografie teatrali. Ci siamo procurati i loro pigmenti puri. Rimaneva da capire a questo punto quali fossero i materiali con cui mischiarli per fare il colore desiderato: abbiamo provato con la terra, la farina, il sale, lo zucchero, il borotalco, la polvere di gesso e addirittura il detersivo in polvere (qui ognuno pu mettere quello che vuole, state attenti che non faccia male alla modella: che non sia tossico o bruci o irriti la pelle)e li abbiamo lanciati a secchiate contro pali di legno per testarne la consistenza, o facendoli esplodere allinterno di palloncini pieni daria per renderci conto di come ottenere il risultato che stavamo cercando. In fine pochi barattoli di pigmento sono bastati per tingere circa 6 kg della nostra polvere magica a base di diversi materiali che ci hanno dato la consistenza che volevamo.

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  • La scelta della modella un altro degli step fonda-mentali. E importante fare una scelta ragionata in base al tipo di immagine che si vuole ottenere: noi avevamo bisogno di fare degli scatti di azioni precise, avevamo in mente salti, torsioni ed una dose con-sistente di equilibrio. In questo caso una ragazza bella e che sapesse posare non sarebbe bastata, abbiamo dovuto rivolgerci ad una ballerina professionista: Jessica che uninsegnate di danza.

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  • Con lidea ben chiara e tutto il materiale pronto, ci spostiamo in studio. Puliamo tutto, imbianchiamo il giorno prima dello scatto e lasciamo asciugare. Posizioniamo le luci secondo quanto prestabilito, facciamo il punto luce e scegliamo: tempi, diaframma e ISO per ottenere il risultato voluto. Quando verifichiamo con la modella che tutto ok, senza ancora aver utilizzato le polveri magiche, decidiamo di procedere per la fase di scatto.

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  • Ci si posiziona tutti nei posti prestabiliti: fotografo, modella al centro di scatto, i due assistenti addetti al lancio della polvere, assistente di studio e facciamo alcune prove con secchi e bicchieri ricolmi per assicurarci che il colore colpisca il corpo della modella e allo stesso tempo riempia linquadratura. A questo punto capite le dinamiche e i meccanismi si deve solo procedere a scattare e tutto deve essere sincronizzato al 100%.

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  • Si indica alla modella cosa fare, si prepara la polvere che verr lanciata da entrambi i lati sulla modella, ci si sincronizza e il click giusto solo uno e devi co-glierlo in una frazione di secondo.

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  • Dimenticatevi di fare un lavoro del genere da soli.Noi eravamo sei (sette per la verit con Rouge, il setter irlandese che la mascotte dello studio) e nessuno di noi stato fermo un attimo perch per eseguire un lavoro complesso c bisogno di un team affiatato e che sa cosa fare. In questo modo chi esegue lo scatto pu resta-re concentrato sullinquadratura e sullo scatto, fidandosi ciecamente di chi gli sta intorno.Anche se non va tutto come si pensa e per questo non sempre riesce al primo clik.I riferimenti visuali in questo aiutano molto, utile fare una bozza e tenerla davanti; dicesi lay-out. Un nostro suggerimento: non provateci a casa.

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  • sportivo preferito: Roger Federermodella preferita: Linda Evangelistacantante preferito: Steven Tyler - Aerosmithalbum preferito: The Dark Side of the Moon

    nome: Sebastiano Pessinaanno: 1971camera : canon 1 d mark IVottica preferita : 28-70 \ 400 2.8luce preferita : flash

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  • Mi sono avvicinato alla fotografia da giova-ne perch ero molto appassionato di sport e un po per gioco ho deciso di unire la pas-sione per lazione e limmagine. Amavo mol-tissimo le moto e un mio amico un giorno per entrare a vedere una gara importante mi ha prestato la macchina fotografica e quasi per gioco iniziato tutto.Ho passato degli anni a fotografare e imparare secondo come mi spingeva listinto e ho visto che i risultati cerano, le mie immagini piacevano a tutti e i piloti del mondiale motocross e non solo le apprez-zavano.Da quel momento ho pensato che potesse di-ventare la mia professione e ci ho provato. Ho iniziato facendo lassistente e ho visto lavorare i grandi fotografi: Giovanni Ga-stel, Toni Thorinbert ma poi ho preso una strada diversa, legata al fotogiornalismo.La collaborazione con lagenzia fotogior-nalistica Farabola negli anni 90 mi servita tantissimo e mi ha aiutato a crescere profes-sionalmente e soprattutto a credere nelle mie possibilit: come si suol dire mi sono fatto le ossa con esperienze a 360. Ho scattato di tutto: dalla politica, alla musica, allo sport ma con la crisi dei giornali ho iniziato a capire che il fotogiorna-lismo ormai tramontava. Erano gli anni in cui il digitale non si sapeva ancora cosa fosse e fare il festival Sanremo voleva dire fare le foto coi rulli, infilarli in una busta e correre alla una di notte a trasmissione finita alla stazione per chiedere ai passeggeri scusi mi porta la busta a Milano?.A Milano alle quattro lagenzia ritirava tut-to, alle otto le foto erano pronte e andava-no alle redazioni dei giornali.Ora tutto diverso, la fotografia istantanea, si fa col pc sulle ginocchia e le redazioni non mandano pi i fotografi sul posto, basta ri-chiedere le immagini a chi gi si trova l per ottenerle in un tempo ridottissimo.Con laffermazione del digitale si riusciti a ottenere una rapidit e una precisione che hanno fatto pian piano scomparire il vecchio procedimento. Dal momento in cui ho compreso che il mondo della fotografia secondo me stava cambiando, ho deciso di iniziare a fare pi scatti in studio, lavorando direttamente per le aziende.

  • Il lavoro del fotografo che inizialmente voleva dire soltanto fare foto-grafie tutti i giorni diventato in generale pi di pubbliche relazioni e di contatti per trovare chi ti commissiona le immagini.Una cosa che dico a tutti che ormai non faccio pi il fotografo ma il PR di me stesso! Il mondo un po cambiato e anche questo lavoro lo , ai ragazzi che mi chiedono dei consigli spiego sempre che importante cominciare anche se magari non si guadagna fin dai primi servizi; importante entrare in contatto con i clienti e rimanere sul mercato per farsi conoscere. Si deve avere molta pazienza e la forza di non fermarsi mai ed andare avanti; fare il fotografo non da la certezza che in due anni si guadagni abbastanza per mantenersi, un lavoro fatto soprattutto perch alle spalle c una passione, la parte economica viene in un secondo tempo.Laspetto tecnico fondamentale e lo si perfeziona con lesperienza facendo lavori e scattando molto, importante proporsi sotto diver-si aspetti e quindi imparare diverse tecniche e sapersi giostrare in qualunque situazione. Bisogna sapersi relazionare col tipo di persona che si ha davanti, non sono pi gli anni novanta dove se sei un foto-grafo puoi fare quello che vuoi: oggi il fotografo una persona che deve dimostrare seriet e se sbaglia o non si comporta correttamente viene mandato a casa velocemente, cio con il cliente con cui commette un errore (sia di scatto che di relazione) difficilmente la-vorer ancora. Si deve saper inviare proposte fatte correttamente e professionalmente, sapersi presentare: sai quanti ragazzi mi scrivono dicendo salve se ha bisogno di me io sono qui, mi chiami e questo non va assolutamente bene. Al giorno doggi chi ti pu dare un lavoro ha cinque minuti se non meno per analizzare una tua proposta e se in poche righe non sai presentarti rischi di trovare le porte chiuse e quindi di non lavorare.Ognuno deve sapere quali sono le sue capacit per esporle al cliente al meglio, inutile che io vada ad esempio, a propormi per la moda! Io non ho 76 stylist a disposizione, i parrucchieri, i truccatori, non mi piace dedicarmi per ore ad un solo scatto, ma in compenso sono quello che in mezzora ti porta a casa cinque situazioni diverse.Questo la mia peculiarit, quindi mi presento prevalentemente a clienti che abbiano questo tipo di esigenze e come prima cosa duran-te lappuntamento spiego i vantaggi e le ragioni per cui dovrebbero scegliere me piuttosto che un altro fotografo.Prima di andare da un cliente, lo si studia, si cerca di capire cosa ha bisogno, non proponendo a tutti lo stesso portfolio e facendo lo stesso discorso, ma selezionando tra i propri lavori quelli che pi si avvicina-no alle loro esigenze.Ha senso avere cento foto di cui prese venti alla volta possono servire a sostenere una proposta diversa ogni volta, che sia interessante per chi guarda le immagini.Per questo importante conoscere bene chi si contatta e qual il motivo per cui si va ad un appuntamento. Fare fotografia poi non pi avere solo la macchina fotografica e i clienti: ci sono i contrat-ti, accordi, i diritti, la questione amministrativa, tutte quelle cose che a scuola non insegnano. Il primo problema vero del fotografo non quale sia lottica migliore ma in che modo si porta a casa il lavoro e si fidelizza il cliente.

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  • HO PASSATOANNIa fotografare

    SEGUENDOL'ISTINTO

  • Credo di essere diventato un professionista quando mi sono misurato davvero col mon-do della fotografia, quando le mie immagini hanno iniziato a circolare con frequenza su periodici nazionali e mi sono iscritto allOrdine dei Giornalisti (nel 1996), quando ho iniziato a confrontarmi con la realt milanese, che per me ovviamente quella principale, in relazio-ne alla fotografia: le agenzie, le modelle, le richieste che si muovono principalmente su Milano e ovviamente questo vuol dire con-frontarsi anche con una concorrenza mol-to ampia, variegata e spesso molto difficile, perch non sempre fatta di professionisti e quindi gente che segue regole del merca-to. Ecco, quando ti rendi conto che confron-tarti con questo tipo di realt ti da dei frutti, quando incominci a vedere che le tue foto vengono comprate, che circolano sui gior-nali e sono richieste: in quel momento che ti rendi conto che sei diventato un professio-nista. Quando ti accorgi che ogni mese un centinaio delle foto che circolano sono le tue allora sai che stai marciando nella direzione giusta. Dopo i primi anni in cui ho fotografato di tutto ho deciso di specializzarmi oltre che nello sport, anche nellambito della musica perch nessuno copriva sistematicamente i concerti e il settore nonostante le richieste era piuttosto scoperto: i concerti iniziavano alle nove di sera e ti giocavi la serata con gli amici; i miei colleghi preferivano tornare a casa dalla famiglia o uscire a divertirsi. Ho su-bito capito che era fondamentale la qualit delle foto e a differenza della concorrenza ho scelto di lavorare in negativo invece che in diapositiva. Questo mi ha permesso, vista la scarsa luce durante i concerti, di avere im-magini di qualit nettamente superiori che venivano sempre pi apprezzate (e utilizzate) dai giornali. Visti i buoni risultati ho detto per-ch non provare a proporre dei lavori anche alle case discografiche, a seguire per loro i tour e backstage dei videoclip. Sono nate cos le collaborazioni con artisti come, Euge-nio Finardi, Carmen Consoli e gli Articolo 31 che in quei periodi erano fra i primi cinque/sei artisti in Italia a livello di vendite. Sono stati gli anni pi belli a livello di divertimento e di viaggio: con loro a New York, a Orlando ne-gli Universal Studio e sono stati i lavori pi im-portanti perch erano gli anni dove ancora i dischi si vendevano e la musica aveva anco-ra grande spazio su media. Con larrivo della musica in digitale anche le case discografi-che hanno iniziato ad investire meno e piano piano ho dovuto abbandonare anche quel mondo.

  • Alcune delle campagne rea-lizzate da Sebastiano Pessina per Adidas, Poweradee Konami.

  • Di cui abbiamo accennato prima, ma che merita una mia considerazione.Nella musica era diverso perch si partecipa-va al processo creativo direttamente con gli artisti, si decideva insieme cosa fare e soprat-tutto come cosa fare. Nella pubblicit di-verso, ti danno un layout e spesso il tuo primo compito quello di ridimensionare i desideri e le aspettative del cliente: non mi puoi chie-dere in venti minuti la foto di uno che surfa unonda se il servizio lo facciamo a Milano!Si partecipa comunque alla creazione si, ma in modo diverso.

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  • Sebastiano Pessina al lavoro in studio

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  • che non avevo mai abbandonato totalmente: ho lavorato per Sport Week che allora faceva bei servizi curati e che mi motivavano ed essendo uno sportivo e un appassionato sono piano piano tornato in quellambiente.

    Io sono legato al mondo del rugby, sia per passione personale che per competenza profes-sionale, un ambiente, un mondo allinterno del quale in questi anni ho fatto tante cose. Anche in questo caso il tutto ha preso il via anche grazie ad alcuni amici che mi hanno tra-smesso la passione, ho iniziato facendo il calendario per la Nazionale Italiana di rugby quan-do questo sport non era ancora di moda e famoso come adesso.Negli ultimi anni si sono avvicinati a questo sport un po di sponsor (grazie anche alla visi-bilit che ha avuto in televisione e allagonismo dimostrato dai giocatori) e ho potuto fare dei lavori davvero molto belli e di prestigio. Un esempio quanto fatto con la Iveco, che ha sponsorizzato gli All Blacks la mitica nazionale neozelnadese. Ho avuto la fortuna di stare per un mese in Nuova Zelanda seguendo la squadra nelle par-tite, durante gli allenamenti in palestra, sul campo e in pi ho fatto un importante servizio fotografico per tutti i materiali di comunicazione con una quindicina di giocatori, un servizio realizzato a Auckland in un grosso studio(e qui lesperienza fatta in altri settori allinizio della mia carriera mi servita moltissimo).Quella stata in assoluto la produzione pi difficile e pi lontana da casa che abbia mai fatto, ma stata anche unesperienza che mi ha dato grandi soddisfazioni.Insomma, sappiamo che dire All Blacks nel rugby come dire la Ferrari nelle auto, parliamo di uno dei primi brand sportivi al mondo. Purtroppo il lavoro sarebbe dovuto continuare ma non andata cos perch la sponsorizzazione non pi stata rinnovata negli anni a venire. Peccato perch il lavoro avrebbe dovuto avere degli sviluppi interessanti e poteva sfociare in cose ancora pi belle, avevamo pensato ad alcuni libri, pubblicazioni, eventiAdesso ho creato un sito web dedicato al Rugby ed diventato il pi grande portale italiano dedicato a questo bellissimo sport. Lo dico proprio per sottolineare il fatto che non sono solo un fotografo e scattare non basta pi, il mio obiettivo dare degli spunti per poter comunicare al di l di quello che il singolo ambiente allinterno del quale si pu lavorare con la macchina fotografica. Il rugby aveva bisogno di essere raccontato e il sito mi ha permesso comunque di crearmi dei rapporti con le aziende e con gli sponsor che vanno al di l della fotografia ma che alla fine ritornano alla fotografia.Credo che sia questo laspetto fondamentale di essere fotografo oggi, non pi importan-te solamente scattare delle belle immagini, bisogna che le immagini siano il veicolo della comunicazione, che sappiano catturare linteresse e la curiosit di persone legate a sfere differenti perch fondamentale per creare e consolidare quella rete di rapporti che rende possibile fare dellamore per limmagine la propria professione.

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  • Il tema della collezione lingerie La Perla P/E 2013 un inno alla fem-minilit romantica esaltata da uno dei pi grandi romanzi dell800 italiano: Il Gatto- pardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Le atmosfere suggestive di questo libro sono diventate famose in tutto il mondo grazie al film Il Gattopardo capolavoro del regista italiano Luchino Visconti. Il film fu girato nel 1963 con Claudia Cardinale, Alain Delon e Burt Lancaster e vinse la Palma DOro a Cannes.La location dello shooting La Perla P/E 2013 Palazzo Biscari, dei prin-cipi Moncada Patern, la pi grande e sontuosa dimora privata di Catania composta da 600 stanze tra cui trionfa il Salone da Ballo dal soffitto interamente affrescato in stile rococ.Ogni angolo di questo antico palazzo siciliano ha una storia da raccontare, basta pensare allincredibile scala barocca decorata da stucchi candidi e utilizzata in passato come percorso privilegiato per segreti incontri damore. La fotografa italo americana Mary Rozzi, autrice delle ultime campagne La Perla, rimasta sedotta dallabellezza del palazzo, cos simile ai luoghi del film di Visconti, e ha voluto adottare per la modella Jeisa Chiminazzo la pettinatura e lo styling di Claudia Cardinale che nel film Il Gattopardo interpreta il personaggio della bellissima Donna Angelica. La collezione beachwear La Perla SS 2013 riprende i temi forti del mood siciliano e per questo stata fotografata nel cuore antico del centro di Catania. Gli stucchi e i fregi barocchi dei palazzi, i cancelli e le scalinate, i motivi delle ceramiche siciliane ritornano in questa collezione che affianca al romanticismo della lingerie uninterpretazione pi forte e contemporanea.

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  • BelussiFrancesca

    Ricordo con un certo imbarazzo la mia prima esperienza in studio. Avevo 17 anni e mi affac-ciavo al mio primo servizio fotografico : produrre le immagini per il book da proporre alle agenzie. Da sempre sono stata molto fotogenica ma le luci fredde dello studio, la tensione da non dare a vedere, le espressioni e i movimenti innaturali da riprodurre con disinvoltura hanno fatto di quella prima esperienza un momento per nulla semplice.Mi domandavo di continuo come fosse possibile che le modelle riuscissero, al contrario di quanto sentivo io, a sembrare assolutamente rilassate.Col tempo ho imparato che la questione sta tutta nella conoscenza del tuo corpo, di sapere a me- moria come ogni millimetro di te stessa reagisce sotto sforzo, quali muscoli si contraggono e quali nervi si tendono nelle pi diverse posizioni.Ogni modella nel suo percorso impara questo aspetto fondamentale del suo lavoro, sa in che misura il suo corpo pu dare il meglio ma anche in che modo pu scivolare, pu sudare, si pu gonfiare, graffiare e addirittura spezzare.

    dallaltra partedellobiettivo

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  • Belussi

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  • Riccardo

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    Spesso ci si trova davanti a persone che cos prese da quanto stanno facendo tendono a dimenticarsi di avere davanti un corpo, un essere umano con tutti i suoi limiti.Sembra una banalit ma mi capitato di posare in un servizio in cui non si era tenuto conto che il piede in una scarpa dal tacco 15 risulta tesissimo, il polpaccio si contrae e si deforma risultando brutto da fotografare. Cos abbiamo fotografato le gambe mentre stavo sdraiata per aggirare il problema. Un fotografo dovrebbe sempre avere ben chiaro quello che vuole ottenere dalle persone con cui lavora, come un regista, deve ottenere il meglio dallo stylist, dal truccatore, dallassistente e non certo un lavoro facile.

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  • Per quanto riguarda il rapporto fra modella e fotografo io credo che sia fondamentale il feeling, per questo credo che sia importante che il foto-grafo venga coinvolto nella scelta delle persone da fotografare.Il fotografo deve essere un po psicologo per capire chi ha davanti a se e deve saperlo mettere a proprio agio perch soltanto cos si ottengono gli scatti migliori. Saper creare il clima giusto importante, ed bello che il fotografo sappia instaurare un rapporto che non sembri forzato, ad esempio ricevere complimenti bello ed aiuta, ma se sono troppi o palesemente falsi sortiscono leffetto contrario, ma rimanere troppo distaccati sbagliato perch si rischia di risultare freddi. Insomma importante che ci sia un buon equilibrio. E poi importante pensare alla modella come un essere pensante.Non una battuta, sono seria, qualche volta le modelle sono considerate dei manichini e mi capitato di avere sul set un cliente che parlava di me come se io non ci fossi: non stato per niente piacevole.Considerate che la maggior parte delle modelle lavorano per qualche anno mentre concludonol universit, poi nella vita vogliono fare altro, sono poche quelle che puntano tutto sullaspetto fisico ed sbagliato quindi generalizzare con bella=stupida!

    La conoscenzadel corpo una questionenel mio lavoro.fondamentale

    Ogni fotografodovrebbe tenerne conto.

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  • Nic

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  • Lorenzo Scolari - 2012

    Ah unaltra cosa importantissima: le modelle mangiano!Quando a Vogue hanno ordinato insalata per tutti io mi sentivo svenire al solo pensiero e ho chie-sto anche una piadina! Tendenzialmente comunque mi sono sempre trovata bene sui set e mi capitato raramente di incontrare fotografi antipatici e maldisposti soprattutto perch sono una chiacchierona sorridente! Ad esempio ho posato recentemente per un catalogo di viaggi con un modello e una modella con i quali si subito instaurato un bel rapporto, i clienti erano simpatici e molto alla mano, il fotografo e il suo staff disponibili e piacevoli: a fine giornata ci siamo scambiati tutti il numero di telefono e ci siamo soffermati oltre allorario di lavoro per fare due chiacchiere in pi. Per un servizio fotografico artistico invece ho interpretato una specie di strega con tanto di sangue finto ed effetti speciali in post produzione. Il fotografo stato cos conivolgente che man mano scattavamo ci venivano nuove idee per scatti sempre pi dimpatto e fantasiosi.I servizi pi riusciti e le mie foto pi belle sono sicuramente quelli dove mi sono divertita e sono stati davvero i lavori pi diversi, dal catalogo, alla campagana stampa, alla foto pubblicitaria.

  • shopwork

  • Studio Focusa cura di

  • L autore

    RobertiRoberto

    Ho iniziato a fotografare per caso nel 2003 assieme ad un amico per docu-mentare il degrado di alcune zone periferiche di Parma. In breve tempo ne nata una vera e propria passione per larcheologia industriale, condivisa con un gruppo di amici con cui ho presto iniziato a girare il nord Italia in cerca di testimonianze del passato industriale da documentare. Trascorrevamo insieme i fine settimana tra fabbriche dismesse e manicomi abbandonati. Usavo sempre lamatissima fuji neopan 1600 esposta a 3200 iso, montata su una canon eos 3 con un 28mm fisso, non possedendo altro materiale fotografico convinto che siano sempre i limiti a costringerci ad essere creativi. In questo periodo ho conosciuto Gianguido Zurli (oggi tester di Impossible project), che mi ha insegnato ad utilizzare le pellicole ad infrarosso ed in seguito le polaroid. Alternavo alla fotografia industriale la mia passione per il trekking, che mi ha permesso di affacciarmi alla fotografia di paesaggio.Nel corso degli anni ho realizzato diverse esposizioni nel ambito di festival fotografici come quelli legati e Pesaro, Bassano, Parma, Gradara, ecc...Ma iniziavo a rendermi conto che le mie immagini stavano diventando troppo simili tra loro, quasi ripetitive, cos ho presto sentito il bisogno di fotografare altri soggetti.Lopportunit mi arrivata quasi per caso quando Lory Ladydiabolika (modella professionista e ragazza immagine-ndr) e le sue dolls mi hanno permesso di fotografare uno dei loro spettacoli ed stato proprio grazie a questa esperienza che sono arrivato a conoscere i workshop di Studio Focus e a parteciparvi.

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  • I progetti in cantiere attualmente sono tre : promuo-vere un libro fotografico sull appennino, realizzato assieme agli amici Erik Concari e Misha Cattabiani (patrocinato dal parco nazionale dell appennino tosco emiliano), imparare le antiche tecniche di stampa (gomma bicromata, collodio, ecc) ed infine proseguire il lavoro sul glamour da realizzare con la polaroid serie 100!

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  • anima.RE12 Aprile

    21 Maggio2013

    PROVINCIAMONZABRIANZA

    Con il Patrocinio di: A sostegno di:In collaborazione con: Un progetto di:

    TWO asd sport

    Serrone della Villa Reale di Monza

    INGRESSO L IBEROmar ted>venerd

    15 :00/ 19 :00

    sabato>domenica 10 :00/ 19 :00

    www.reggiadimonza. i t

    collezione fotografica di RICCARDO TAGLIABUE

    www.anima.re.it

    GALLERIA D'ARTE MARCO MONTIwww.montiartecornici.it

    Media partner: Partner:

    ASSICURAZIONI

    venerd 12 APRILE - ore 18:30Inaugurazione

    marted 21 MAGGIO - ore 18:30Asta benefica delle opere esposteFAR BENE , FA BENE ALLANIMA

    Ass. AMICI DEL SAN GERARDO DI MONZA

    Coop. LA MERIDIANA progetto SLANCIO

    gioved 18 APRILE - ore 20:30Incontro fotografico

    ANIMARE IL PARCO E LA VILLA Riccardo Tagliabue

    gioved 2 MAGGIO - ore 20:30Racconti tra mito e realt

    ANIMARE IL PARCO E LA VILLA Corrado Beretta

    gioved 9 MAGGIO - ore 20:30Incontro fotografico

    FOTOGRAFIA, CORPO E NATURARiccardo Tagliabue

    gioved 16 MAGGIO - dalle ore 15:30Performance: tra danza e musica

    ANIME DANZANOcon la partecipazione di

    Valentina Giolo, Francesca Mottola, Vera Santagata e Sheila Verdi

    musica dal vivo

    EVENT I

    ADV Lilac 420x297:Layout 1 29-03-2013 15:20 Pagina 1

  • anima.RE12 Aprile

    21 Maggio2013

    PROVINCIAMONZABRIANZA

    Con il Patrocinio di: A sostegno di:In collaborazione con: Un progetto di:

    TWO asd sport

    Serrone della Villa Reale di Monza

    INGRESSO L IBEROmar ted>venerd

    15 :00/ 19 :00

    sabato>domenica 10 :00/ 19 :00

    www.reggiadimonza. i t

    collezione fotografica di RICCARDO TAGLIABUE

    www.anima.re.it

    GALLERIA D'ARTE MARCO MONTIwww.montiartecornici.it

    Media partner: Partner:

    ASSICURAZIONI

    venerd 12 APRILE - ore 18:30Inaugurazione

    marted 21 MAGGIO - ore 18:30Asta benefica delle opere esposteFAR BENE , FA BENE ALLANIMA

    Ass. AMICI DEL SAN GERARDO DI MONZA

    Coop. LA MERIDIANA progetto SLANCIO

    gioved 18 APRILE - ore 20:30Incontro fotografico

    ANIMARE IL PARCO E LA VILLA Riccardo Tagliabue

    gioved 2 MAGGIO - ore 20:30Racconti tra mito e realt

    ANIMARE IL PARCO E LA VILLA Corrado Beretta

    gioved 9 MAGGIO - ore 20:30Incontro fotografico

    FOTOGRAFIA, CORPO E NATURARiccardo Tagliabue

    gioved 16 MAGGIO - dalle ore 15:30Performance: tra danza e musica

    ANIME DANZANOcon la partecipazione di

    Valentina Giolo, Francesca Mottola, Vera Santagata e Sheila Verdi

    musica dal vivo

    EVENT I

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  • NUOVA ASTON MARTIN DB9Licenza di stupire. Fascino per sedurre.

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