La questione liturgica

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    07-Apr-2016
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Sacralità o desacralizzazione? Tematiche teologiche sulla Santa e Divina Liturgia.

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  • La questione liturgica

    Il Rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo Missae

    a 50 anni dal Concilio Vaticano II

    InternEtica - Parva Itinera

    Maria Guarini

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  • Maria Guarini, laureata inTeologia ed esperta in Comu-nicazione e Nuove Tecnolo-gie, ha diretto per anni laBiblioteca e le Relazioni al

    Pubblico del Ministero delle Comunicazioni. Continua asvolgere un'attivit di Operatore dell'Informazione a livellointernazionale. da tempo impegnata a testimoniare la presenza dellaChiesa sulla Rete Internet, nuova frontiera di libert e cro-giolo per la formazione delle correnti di pensiero svincolatedalle culture dominanti e orientate al vero, in quanto radi-cate nella Tradizione perenne, ritrovando e rivendicando ilprimato della verit sullazione, della conoscenza sullaprassi ateoretica.

    Autrice del libro La Chiesa e la sua continuit. Ermeneutica e istanza dogmatica dopo il Vaticano II, Edi-zioni DEUI, 2012

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  • Custos, quid de nocte?Is 21,11

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  • www.internetica.it

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  • La questione liturgica

    Il Rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo Missae

    a 50 anni dal Concilio Vaticano II

    Parva Itinera

    Maria Guarini

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  • Prefazione

    Ho avuto, poco tempo fa, una gradita sorpresa: il testo La questioneliturgica di Maria Guarini, un nome non nuovo nellambito dellateologia e segnatamente della liturgia. Il testo dedicato alla que-stione liturgica, considerata non astrattamente o genericamente,ma in relazione al santo sacrificio della Messa. E pi precisamentealla Messa secondo il rito che il Santo Padre Benedetto XVI ha de-finito straordinario. Il suo contenuto non , dunque, ci di cui il ti-tolo potrebbe indurre lattesa, vale a dire uno studio pi o menoscientificamente condotto sul concetto di liturgia, sul suo conte-nuto e sulle sue singole parti, ma una serie di riflessioni, non ra-ramente e giustamente critiche circa la situazione di fattodeterminatasi sulla scia della creativit postconciliare, ma pro-tese alla riconquista del terreno perduto. A tale riguardo non sipu far altro che applaudire.

    bene poi rilevare il sano equilibrio che la Guarini distribuisce apiene mani nelle sue pagine. Si potrebbe pensare che essa simuova in direzione pi tradizionalista che progressista; sono anziconvinto che le cose stiano esattamente cos. Tuttavia il suo apertotradizionalismo non per lei un paraocchi. Ci vede anzi e civede bene, tanto se si volge allindietro, quanto se guarda inavanti. Sa che la liturgia non immodificabile, per usare un suoaggettivo; conosce levolversi del fatto liturgico attraverso tantisecoli di storia ecclesiastica e dadattamento del culto alla semprepi profonda comprensione del mistero in esso e con esso cele-brato. E presa dalla bellezza ineffabile e dalla ricchissima simbo-logia dogni azione liturgica, ne trae la conclusione in termini dicoerenza cristiana: gettarsi in ginocchio, adorare e ringraziare.

    Se vero che liturgia e fissismo non vanno daccordo, altrettantovero che dellautentica liturgia non un ottimo interprete n chisa o preferisce voltarsi soltanto allindietro, n chi, guardando inavanti, non ha occhi se non per lancor confuso domani. Se sdaccordo su questo, allora si capisce perch n larcheologismo

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  • fine a se stesso, n limprovvisazione, fosse pur seria, devota ededificante, potrebbero esser mai vera liturgia. Questa semprecollegata alle sole due fonti che ne garantiscono lautenticit: lacontinuit della sacra Tradizione e la sua proposta ufficiale adopera del magistero ecclesiastico. Non senza significato il fattoche la Tradizione perde la sua vitalit quando viene strappatadalle mani di chi, per divina disposizione, ne ha il controllo, lacustodia e il compito di ritrasmetterla - ossia il magistero eccle-siastico -, cos come viene letteralmente soffocata ogni volta cheproprio chi ne ha il controllo, la custodia e il compito di ritrasmet-terla sistematicamente ignorato, se non anche rifiutato, tanto dalfissismo quanto dallimprovvisazione.

    Mi sembra che sia questa la griglia attraverso la quale affrontarela lettura del succoso scritto della Guarini. Affacciandosi, infatti,a codesta griglia, sintuisce il motivo e lobbiettivit sia dei nosia dei s che si rincorrono nelle pagine di questo testo; si capi-sce soprattutto la funzione e la ragion dessere della Liturgiaed il perch della conservazione gelosa della lingua latina comelingua sacra - o meglio liturgica - per eccellenza. Si tratta in realtdella griglia dalla quale traspare tutto il valore - e tutto il signifi-cato - del fatto liturgico. Specialmente sul significato non bisognasorvolare. Guai, anzi, a non assimilarlo progressivamente e sapi-damente in tutta la sua portata; ministro e fedeli rischierebberoaltrimenti di coinvolgersi in una pura e semplice messin scena enella conseguente recita, nonch di perder il dovuto contatto conlactio sacra per antinomasia.

    Giustamente messo laccento sul c. d. rinnovamento dal basso.Dico giustamente non per provocare nel lettore la consapevo-lezza, o addirittura la presunzione, desser il motore della rinno-vata liturgia, e men ancora lidea che solo dal basso possainsorgere una autentica riforma liturgica. Laccorta Autrice fa ca-pire che unoperazione di tal genere, il cui contenuto attiene al-lambito della fede e, quindi, della divina rivelazione, non potrn dovr mai essere, in ultimanalisi, diniziativa popolare o per-

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  • sonale, ma opera di coloro ai quali Cristo affid il presente e il fu-turo della sua Chiesa.

    Limportanza dello scritto qui analizzato data anche dalla con-futazione dalcuni luoghi comuni. A dir il vero si tratta non disemplici frasi fatte e di ritornelli privi del senso del sacro,ma anche e soprattutto di pretestuose ed infondate obiezioni con-tro la forma classica del Rito Romano. Questa viene felicementeriaffermata anche mediante la critica della desacralizzazione, ba-nalizzazione, orizzontalit di gesti, nonch del degrado al quale pervenuta la deformazione concettuale e pratica duna liturgiaridotta a cornice sacrale. Importante, anche in ordine alla spessoripetuta domanda di spiegazione, appare la precisazione sulsenso da dare alla c.d. attiva partecipazione, di cui il SantoPadre ha pi volte parlato e allinsegnamento del quale lAutricesignificativamente si aggancia. In special modo limportanzadello scritto della Guarini sta nella sua riaffermazione della cen-tralit di Cristo, soggetto ed oggetto, attraverso il ministero ec-clesiastico, dellazione liturgica e della sua preghiera.

    Non mancher qualche lettore che, non nuovo alle tematiche teo-logiche e al relativo dibattito, trover nel presente scritto alcuneespressioni meno felici, riscattate per dallevidente intenzionedaderire con tuttil cuore e tutta lanima al dato rivelato, alla Tra-dizione, alla parola magisteriale della Chiesa. Sotto codesto puntodi vista, lo scritto della Guarini ha unincidenza devidente por-tata esemplaristica e metodologica: non si nega alla discussione,ma del dibattito teologico allinterno dun legittimo scopo dicomprensione e dapprofondimento, trova sempre la soluzionenella Parola della Chiesa.

    I miei pi vivi complimenti e laugurio sincero di continuare lim-presa nella direzione seguita: lunica che consenta al teologo disfuggire al pericolo desser quasi aerem verberans (1Cr 9,26).

    Brunero Gherardini

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  • Introduzione

    Le pagine che seguono vogliono essere un compendio dei tesoripi preziosi della Santa e Divina Liturgia nel Rito romano ususantiquior da richiamare alla memoria e da custodire come semedella fondata speranza di restituirne alla coscienza contempora-nea, soprattutto ecclesiale, l'integrit l'armonia e la dignit.

    Il dato fondante la riaffermazione che la Santa Messa nella so-stanza un Sacrificio identico a quello del Calvario, pur se in formaincruenta, trasportato in tutti i punti del tempo e dello spazio,avendo con esso identit nella causa e nella intenzionalit:

    1. efficiente: Ges Cristo unico Salvatore;2. materiale: l'unico sacerdote che insieme l'unica vittima di va-

    lore infinito;3. formale: attraverso un'unica azione sacrificale ed immolazione

    dell'unica vittima;4. finale: a maggior gloria di Dio e per la salvezza del singolo

    credente e del genere umano.

    Senza dimenticare:a) La parte che la Santa Vergine ha in ognuna di queste cause,

    che costituisce il fondamento teologico della corredenzione mariana, operata al tempo della sua vita terrena e compiutasicon la sua Assunzione al Cielo.

    b) Con intatto riferimento alla Comunione dei Santi ed ai Cori Angelici che costituiscono la Chiesa Trionfante, indissolubil-mente compresente nel Mistero dell'Una Santa Cattolica Apo-stolica, insieme a quella Purgante e Militante.

    c) Nella consapevolezza che recuperare i termini di un linguag-gio preciso e definitorio significa anche far riemergere dal-l'oblo la Realt concreta che essi significano, da trasmettere intatta alle generazioni future.

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