ANNA MARIA SOLDI - · PDF fileANNA MARIA SOLDI L’OPPOSIZIONE SUCCESSIVA...

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ANNA MARIA SOLDI

LOPPOSIZIONE SUCCESSIVA ALLESECUZIONE(Il testo costituisce unanticipazione del capitolo sulla opposizione successiva alla esecu-zione aggiornato alle riforme del 2016 della sesta edizione del Manuale dellesecuzione

forzata in corso di pubblicazione per la casa editrice CEDAM)

SOMMARIO: 1. Il regime normativo pregresso e le posizioni interpretative. - 2. Le novit in-trodotte dalla riforma del 2006. 3. Le opzioni interpretative circa i rapporti tra le duefasi. 3 bis. Il termine ultimo per la proposizione dellopposizione allesecuzione. - 4.Lo svolgimento del procedimento dinanzi al giudice dellesecuzione: 4.1. I caratteridel procedimento e la sua natura. 4.2. La competenza funzionale del giudicedellesecuzione. 4.3. La forma dellatto introduttivo e la sua notificazione. 4.4. Il ritoapplicabile e liscrizione della causa a ruolo. 4.5. I possibili esiti della udienza dinan-zi al giudice dellesecuzione. 4.6. Il provvedimento del giudice dellesecuzione ed ilsuo duplice contenuto inerente alla sospensione e la competenza. 4.7. La reclamabilitdella decisione sulla istanza di sospensione. La regolamentazione delle spese proces-suali in fase sommaria ed il mezzo di impugnazione. 4.8. Lomessa fissazione del ter-mine per lintroduzione della causa di merito. - 5. Lintroduzione del giudizio di meri-to: 5.1. Le regole sulla competenza. 5.2. La forma dellatto introduttivo, la sua notifi-cazione, labbreviazione dei termini a comparire, la procura alle liti, liscrizione aruolo, il fascicolo dufficio. 5.3. Le parti legittimate allintroduzione della causa dimerito. 5.4. La posizione processuale delle parti nella causa di merito. 5.5. Lamplia-mento delloggetto dellopposizione a cura dellopponente o dellopposto. 5.6. Gli ef-fetti processuali e sostanziali della domanda di opposizione allesecuzione. 5.7. Ilmancato rispetto del termine perentorio per lintroduzione della causa di merito. - 6.Il rito applicabile. - 7. Il rapporto tra il giudizio di opposizione allesecuzione preven-tiva o successiva o tra plurime opposizioni allesecuzione successiva. - 8. La sospen-sione feriale dei termini. - 9. La decisione e limpugnazione della sentenza. - 10. Il re-gime transitorio.

1. Il regime normativo pregresso e le posizioni interpretative

Prima delle riforme del processo civile del 2005-2006 il codice di rito preve-deva che lopposizione allesecuzione successiva dovesse essere introdotta con ri-corso dinanzi al giudice dellesecuzione il quale, secondo quanto previsto dallart.616 c.p.c., assunti i provvedimenti sulla sospensione, aveva due alternative: proce-dere alla istruzione se si riteneva competente alla decisione della causa di merito,ovvero in alternativa, ritenuta la propria incompetenza, rimettere le parti dinanzi adaltro ufficio giudiziario (competente per valore), concedendo termine perentorioper la riassunzione del giudizio.

PARTE OTTAVA LE OPPOSIZIONI ESECUTIVE1590

Completava la disciplina lart. 185 disp. att. c.p.c. secondo cui alludienza dicomparizione dinanzi al giudice dellesecuzione fissata a norma degli articoli 616,618 e 619 del codice si applica la disposizione dellart. 183 del codice.

Linterpretazione delle norme test richiamate si per rivelata alquanto diffi-cile soprattutto a seguito della novella di cui alla legge n. 353 del 1990 che ha mo-dificato lart. 183 c.p.c. ed introdotto lart. 180 c.p.c..

Di qui lelaborazione di due diverse tesi interpretative1.Secondo un primo orientamento il procedimento di opposizione allesecuzione

successiva aveva una struttura unitaria o per meglio dire monofasica poich ini-ziava con la proposizione del ricorso che andava integrato, quanto al contenuto, aisensi dellart. 163 c.p.c., notificato alla controparte nel rispetto dei termini di cuiallart. 163 bis c.p.c. ed iscritto a ruolo2. Il procedimento si articolava, quindi, inunudienza di prima comparizione, disciplinata dallart. 180 c.p.c. nel corso dellaquale il giudice assumeva i provvedimenti sulla sospensione e valutava la propriacompetenza; proseguiva, quindi, con la fissazione delludienza di trattazione previ-sta dallart. 183 c.p.c. ove il giudice dellesecuzione si fosse ritenuto competente.Tale posizione aveva ricevuto lavallo della Corte Costituzionale3.

Secondo una diversa posizione interpretativa lopposizione allesecuzionesuccessiva era caratterizzata da una struttura bifasica. Si riteneva che il ricorsointroduttivo (a prescindere dallintegrazione del suo contenuto, ritenuta non neces-saria) dovesse essere notificato alla controparte anche senza il rispetto dei terminidi cui allart. 163 bis c.p.c.; detto ricorso, invero, introduceva una fase preliminarerispetto al giudizio di merito, interna alla procedura esecutiva, riservata al giudicedellesecuzione e finalizzata esclusivamente alla assunzione dei provvedimenti sul-la sospensione e sulla competenza. La seconda fase, nettamente distinta dalla pri-ma, iniziava nel termine concesso dal giudice dellesecuzione con lintegrazionedegli atti e liscrizione a ruolo se la competenza apparteneva al suo stesso ufficiogiudiziario o con la riassunzione della causa quando competente a decidere fosseun ufficio giudiziario diverso da quello investito del processo esecutivo. Essa sisvolgeva per intero secondo un ordinario giudizio di cognizione anche se rettodalloriginario ricorso introduttivo, eventualmente integrato quanto al contenutosecondo le disposizioni del giudice dellesecuzione4. Lorientamento favorevolealla concezione bifasica era stato quello preferito dalla giurisprudenza5.

1 Per unillustrazione delle diverse opzioni interpretative, VIGORITO, Le opposizioni esecutive, Mila-no, 2002, 22 ss.2 La necessit delliscrizione a ruolo era stata esclusa dalla giurisprudenza di Cassazione: Cass. 19dicembre 19898, n. 5684; la giurisprudenza di merito riteneva necessaria, sia pur con modalit diver-se, liscrizione della causa a ruolo; per una illustrazione delle prassi, VIGORITO, op. cit., 22 ss.3 Cfr. Corte Cost. 5 novembre 1996, n. 388 che, nel rigettare leccezione di incostituzionalit dellart.185 disp. att. c.p.c., aveva accolto questa interpretazione ed aveva affermato che il difetto di coordi-namento tra la norma impugnata e gli artt. 180 e 183 c.p.c. potesse essere superato con la fissazione diunudienza di comparizione nel rispetto dei termini stabiliti nel processo di cognizione. Solo nel casoin cui ci si fosse rivelato impossibile, il giudice dellesecuzione avrebbe dovuto limitarsi a decideresullistanza di sospensione rinviando alle successive udienze per gli adempimenti previsti dagli artt.180 e 183 c.p.c..4 In tal senso MONTANARO Opposizioni esecutive proposte nel corso dellesecuzione e disciplina delprocesso ordinario di cognizione, in Riv. esec. forz., 2004, 497 ss..5 In questo senso cfr. Cass. sez. un. 21 luglio 1998, n. 7128.

CAPITOLO QUINTO - LOPPOSIZIONE SUCCESSIVA ALLESECUZIONE 1591

2. Le novit introdotte dalla riforma del 2006

Il legislatore della riforma del 2006 ha inteso risolvere il contrasto interpretati-vo sulla disciplina delludienza dinanzi al giudice dellesecuzione e sui rapporti trale due fasi del giudizio di opposizione riformulando tanto lart. 185 disp. att. c.p.c.che gli artt. 616 e 618 c.p.c., ma non sembra aver centrato in pieno lobiettivo poi-ch a tuttoggi linterpretazione delle norme sullintroduzione delle opposizioniallesecuzione successiva non univoca.

Lesame delle disposizioni novellate consente di indicare con brevi cenni iprincipi che regolano la materia in esame: la fase introduttiva del giudizio restata immutata; lopponente cio deve de-

positare il ricorso in opposizione nella cancelleria del giudice dellesecuzioneche, con decreto in calce al ricorso, fissa ludienza di comparizione delle partie stabilisce il termine perentorio in cui deve farsi luogo alla notificazione;

ai sensi dellart. 185 disp. att. c.p.c., ludienza di comparizione fissata dal giu-dice dellesecuzione a seguito dellintroduzione di unopposizione esecutivasuccessiva (e, dunque, la sola fase preliminare) si svolge secondo le norme sulprocedimento camerale di cui agli artt. 737 ss. c.p.c.;

secondo la previsione dellart. 616 c.p.c., terminata la fase prevista perlemissione dei provvedimenti sulla sospensione e per le determinazioni sullacompetenza, il giudice dellesecuzione fissa un termine perentorio per liniziodel giudizio di merito, da proporsi secondo le modalit previste in ragione del-la materia e del rito, ove ritenga che competente sia lo stesso ufficio giudizia-rio cui appartiene; in alternativa fissa un termine perentorio per la riassunzionedella causa dinanzi allufficio giudiziario competente;

visto il riferimento esplicito al concetto di giudizio di merito pu ritenersi chela causa introdotta nei termini e modi suindicati debba svolgersi secondo le re-gole del processo di cognizione;

la sentenza che definisce la causa di merito, per espressa previsione dellart.616 c.p.c., non impugnabile.

3. Le opzioni interpretative circa i rapporti tra le due fasi

Alla luce di quanto sin qui delineato sui tratti caratterizzanti della riformasembra potersi affermare che il legislatore del 2006 abbia inteso delineare il proce-dimento secondo la concezione bifasica.

La tecnica normativa utilizzata non si rivelata, per, impeccabile come di-mostra il fatto che, nonostante la novella, sono proseguiti i contrasti interpretativi6.

6 In questo senso ORIANI, La sospensione dellesecuzione (sul combinato disposto degli artt. 615 e624 c.p.c.), in Riv. esec. forz., 2006, 245 il quale, riferendosi alla legge, n. 52 del 2006, afferma chesi tratta di una legge che, attraverso disposizioni eccessivamente sintetiche, malamente formulate e

PARTE OTTAVA LE OPPOSIZIONI ESECUTIVE1592

Tra i primi commentatori vi chi ha sostenuto che la riforma ha introdotto unavera e propria rivoluzi