VIVERE NEL MONDO E NON ESSERE DEL MONDO

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COORDINAMENTO NAZIONALE GRUPPI FAMIGLIA

2000 - ANNO DEL GIUBILEO

SUSSIDIO PER GLI INCONTRI DEI GRUPPI FAMIGLIA

Edito da:ASSOCIAZIONE "FORMAZIONE E FAMIGLIA"

VIVERE NEL MONDO

E NON ESSERE DEL MONDO

Introduzione

2

INDICE

I. CREDENTI NEL MONDO

I.1. Cos' il "Mondo" . pag. I.1.

I.2. Vi esorto fratelli . pag. I.5.

I.3. Le radici della fede .. pag. I.11.

I.4. Di fronte alla parola "conversione" ... pag. I.15.

II. FARSI CONSAPEVOLI DEL MODO DI PENSARE DI DIO

II.1. Ges rivela il modo di ragionare, di pensare, di Dio pag. II.1.

II.2. Signore, continua a cercarmi. Eccomi, appartengo a te

. pag. II.6.

II.3. Accogliere Ges come Giuseppe ..... pag. II.10.

II.4. Che cosa aspetti? .... pag. II.13.

III. VIVERE LA DIGNIT E LA GIOIA DELL'APPARTENENZA A DIO

III.1. Nulla pu attaccare e umiliare l'uomo ....... pag. III.1.

III.2. La felicit esiste ed a portata di mano ... pag. III.5.

III.3. Il Signore, la vera gioia, non arriva secondo i nostri

schemi . pag. III.10.

III.4 Responsabilizzati ad essere il sale della terra e la luce

del mondo .. pag. III.14.

IV. METODI DI LAVORO IN GRUPPO

IV.1. L'Annuncio . pag. IV.1.

IV.2. La Lectio Divina pag. IV.2.

IV.3. La Revisione di Vita . pag. IV.3.

Introduzione

3

PRESENTAZIONE

Guardando, e preparandoci, al Giubileo ormai imminente le nostre ri-

flessioni si sono indirizzate verso una tematica che certamente ci coinvolge

tutti, come persone e come famiglie.

Il titolo del fascicolo che offriamo quest'anno come sussidio per gli in-

contri dei Gruppi Famiglia : "Vivere nel mondo, e non essere del mondo".

Come gi nel sussidio precedente ("FEDE, dono di Dio e forza dell'uomo")

si procede partendo da un annuncio legato alla Parola di Dio cui seguono

citazioni di brani utili per la Lectio Divina e domande per la riflessione in-

dividuale, di coppia e di gruppo (Revisione di Vita).

Le tracce per i primi tre incontri servono a focalizzare il tema e prendono

spunto da due versetti della lettera di S. Paolo ai Romani: " Vi esorto dun-

que, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrifi-

cio vivente, santo e gradito a Dio; questo il vostro culto spirituale. Non

conformatevi alla mentalit di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando

la vostra mente, per poter discernere la volont di Dio, ci che buono, a

lui gradito e perfetto" (Rm 12,1-2).

I tre successivi trattano delle attese dell'uomo, seguendo quanto ci sug-

gerisce il brano di Matteo 24,38-39: "Come fu ai giorni di No, cos sar la

venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il di-

luvio... non si accorsero di nulla finch venne il diluvio e inghiott tutti, cos

sar anche alla venuta del Figlio dell'uomo".

Gli ultimi incontri approfondiscono la vocazione dell'uomo alla felicit, a

partire dalle Beatitudini (Mt 5,1-12).

Torino, dicembre 1999

Anna e Guido Lazzarini

Introduzione

4

RINGRAZIAMENTI

Come coppia responsabile del Coordinamento Nazionale Gruppi Fami-

glia ci sentiamo in dovere di ringraziare quanti, con il loro lavoro e impe-

gno, hanno contribuito alla realizzazione di questo fascicolo.

Un particolare ringraziamento va a:

mons. Dario Berruto, dalle cui omelie sono stati ricavati questi annunci;

Anna e Guido Lazzarini, cui dobbiamo l'ideazione di questo fascicolo e la

raccolta del materiale;

Carla e Piero Crespi, che hanno, con tanta pazienza, digitato e impaginato

i testi;

Noris e Franco Rosada, che hanno revisionato e completato il fascicolo.

E un particolare grazie va a tutti voi, che ora lo state leggendo, con l'au-

gurio che ne possiate ricavare abbondanti frutti di conversione.

A.D. 2000, febbraio

Cline e Paolo Albert

I. Credenti nel mondo

I.1

I. CREDENTI NEL MONDO

I.1. COS' IL "MONDO"

La riflessione, potrebbe partire dal brano biblico di Gv 6, 28-29: "Un

giorno chiesero a Ges: "Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di

Dio?" E Ges, in modo lapidario, rispose: "Questa l'opera di Dio: credere

in colui che egli ha mandato".

Cosa si deve fare in famiglia, sul lavoro, in parrocchia, in campo sociale,

nella storia ...? La risposta : essere credenti! Questo rimane il primo servi-

zio da vivere e da offrire alla storia dentro la quale si situati.

Sembra che si dicano cose scontate, ma non cos: non sempre si ha

consapevolezza che la cosa pi importante sia credere, non solo per se

stessi ma per mettersi al servizio del mondo.

Cosa vuol dire oggi essere credenti?

Per trovare risposta a questa domanda si pu partire dai due versetti

della lettera ai Romani che troviamo all'inizio della pagina. Leggendoli

possiamo affermare che in essi si riassume il nostro credere.

da cogliere tuttavia la messa in guardia di Paolo quando dice: "Non

conformatevi alla mentalit di questo secolo". Si potrebbe anche tradurre:

non conformatevi alla mentalit del mondo. Nel N.T. questa realt alcune

volte chiamata "mondo" e altre volte chiamata "secolo".

Occorre ora capire bene il significato di questa parola. Quando il N.T.

parla di mondo, ne parla dandone tre significati.

"Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia

di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vi-

vente, santo e gradito a Dio: questo il vostro

culto spirituale. Non conformatevi alla mentalit

di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la

vostra mente, per poter discernere la volont di

Dio, ci che buono, a lui gradito e perfetto"

Romani (12,1-2)

I. Credenti nel mondo

I.2

Il primo: il mondo tutto ci che Dio ha creato e sono i cieli e la terra.

la creazione di Dio, dentro alla quale tutto buono. La creazione nella sua

estensivit proprio una realt positiva. Dio non ha sbagliato a creare!

S. Massimo, il confessore, in una sua opera diceva: "Che cosa c' di male

nell'oro? Niente. L'oro in quanto realt creata da Dio, realt buona". Cosa

c' di male nella sessualit? Cosa c' di male nel lavoro? Tutto ci che Dio

crea segnato da quel: "E vide che era cosa buona".

Naturalmente Paolo non intende mondo in questo senso.

Il secondo: il N.T. parla di "mondo" intendendo l'umanit in genere, tutti

gli uomini del Verbo della Vita, il Logos, Giovanni dice: "Egli era in princi-

pio presso Dio: tutto stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente

stato fatto di ci che esiste. In lui era la vita ...." (Gv1,3-4).

Ed ancora: "Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Figlio perch

chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna" (Gv3,16). Anche

sotto quest'aspetto l'umanit, gli uomini, la storia, sono una realt positiva.

Dio ama quest'umanit!.

Il terzo: le cose si complicano e diventano delicate quando l'uomo entra

con la sua libert in un rapporto sbagliato con la creazione. Che cosa c' di

male nell'oro? Niente, dal punto di vista della creazione ma tutto, invece,

se ci si lascia andare alla passione di impossessarsene.

Il male dentro l'uomo, non fuori di lui e consiste proprio in questa sba-

gliata relazione con la creazione e con gli altri uomini.

stato affermato che: "A costituire il mondo (inteso in questo terzo si-

gnificato) l'inclinazione della mente e del cuore. Per cui o l'amore dell'uo-

mo va verso se stesso come termine ultimo della propria esistenza o

l'amore va verso Dio".

Questa forma maligna, tumorale, che sgorga dal cuore dell'uomo,

chiamata dal N.T. "mondo". Realt da cui bisogna prendere le distanze e

che non va confusa con la creazione e con tutta l'umanit che Dio ama.

1 Gv 2,15-16 scrive: "Non amate n il mondo n le cose del mondo! Se

uno ama il mondo, l'amore del Padre non in lui; perch tutto quello che

nel mondo, la concupiscenza della carne (lo stravolgimento dei desideri), la

concupiscenza degli occhi (guardare per possedere) e la superbia della vi-

I. Credenti nel mondo

I.3

ta (essere superbi per quel che si possiede), non viene dal Padre, ma dal

mondo".

C' un mondo allora per il quale Ges non prega. Gv 17.9: "Io non prego

per il mondo, ma per coloro che mi hai dato". Ed chiaro che qui Ges in-

tende il mondo come qualcosa che si oppone a Dio e come qualcosa che si

oppone al Vangelo. Questo "mondo" nel suo terzo significato, nell'Apocalis-

se viene anche descritto come il drago rosso che sta di fronte alla donna

che sta per partorire, per divorare il figlio che deve nascere.

Cosa vede Giovanni quando scrive il suo Vangelo e le sue Lettere? Vede

una cosa molto semplice e drammatica. Questo mondo buono, questo

mondo voluto da Dio che esiste grazie al Verbo ed nel Verbo, si chiuso

e si sta chiudendo a Dio. Giovanni dice: "La luce venuta nel mondo, ma

gli uomini hanno preferito le tenebre".

La presenza di Ges nel mondo, e la presenza dei cristiani cos defini-

ta: "La luce risplende nelle tenebre". Di l dall'essere ottimisti o pessimisti

ci si deve collocare giorno dopo giorno di fronte ad un dato che continua ad