Traduzione dallo spagnolo di claudiobuffa @libero ... 1 Traduzione dallo spagnolo di claudiobuffa...

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    Traduzione dallo spagnolo di claudiobuffa @libero.it Casa Editrice Kier

    S.A. Argentina

    Autore Dr. Maurice Nicoll

    COMMENTARI PSICOLOGICI SULL’INSEGNAMENTO DI GURDJIEFF

    E OUSPENSKY

    VOLUME II

    Consiglio del Traduttore

    State attenti, voi che intraprendete questa lettura! Non sarà comprensibile agli stolti e

    agli inetti.

    Solo a pochi sarà concesso di capirne il senso e costoro prima di tutto devono aver

    letto i libri base, “La Quarta Via” e “Frammenti di un Insegnamento sconosciuto” di

    P. Ouspensky, allievo di Gurdjieff.

    Questi libri sono un approfondimento personale del Maestro Nicoll che ha percorso la

    Via e fanno parte dell’insegnamento originario di Gurdjieff.

    “È un andare a scuola senza frequentare la scuola; È mettere in pratica il Lavoro per

    amore di se stesso per amore del prossimo e per crescere interiormente, senza che

    intervenga la Falsa Personalità in quanto si deve fare i conti solo con se stesso; e

    serve per affrontare il giorno come fosse una sfida e un esame con se stessi”.

    Un grazie speciale a mia moglie Rita che mi ha seguito ed aiutato in questa

    traduzione.

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    Cap. 1 Birdlip, 8 gennaio, 1944

    NOTA SULLO STUDIO DELLA PERDITA DI FORZA

    Il concetto di forza è un’idea essenziale nel Lavoro. Con lo scopo di svegliarsi

    l’uomo deve avere forza; senza forza non può svegliarsi. Il concetto di forza si

    comprende meglio se lo si studia da due angolazioni. Il Lavoro dice che un uomo

    perde forza in molti modi precisi, che ottiene forza lavorando su di essi, e che crea

    forza con l’atto del Ricordo di sé.

    Studiamo la perdita di forza. Ci dicono che cominciamo a svegliarci soltanto dopo

    molti sforzi ed una lotta prolungata, e ciò si deve al fatto che la vita vuole che

    rimaniamo addormentati per ragioni che la riguardano. Ciò significa che la vita

    c’impedisce di conservare la nostra forza o, per dirla in un altro modo, la vita forma

    molto presto in noi diverse abitudini debilitanti, a volte abitudini molto complesse. In

    modo tale da far perdere la forza meccanicamente, nello stesso modo in cui facciamo

    tutto meccanicamente. È molto difficile vedere in che modo perdiamo la forza. È

    necessario visualizzarlo alla luce di una nuova conoscenza – cambiare le nostre

    vecchie idee con delle nuove – con lo scopo di comprendere ciò che sta succedendo

    continuamente. Una persona può perdere forza con la velocità di un lampo, solo per

    aver toccato un’emozione negativa. Nel Lavoro, che dura molto tempo, cominciamo

    a renderci conto che dobbiamo fare fronte ad un numero infinito d’abitudini, che non

    sono nostre. Questa è un’esperienza penosa e non è necessario sopportarla se non si

    ha il convincimento che essa ci permette di avere un conseguimento.

    Bene, per svegliarsi, tutto quello che è contro la meccanicità, ci aiuta.

    L’Osservazione di Sé è contro la meccanicità e deve venire prima di qualsiasi altra

    cosa. Ma è nella non identificazione che si trova la chiave che impedisce la perdita

    di forza. Ogni atto di non identificazione risparmia forza. Ci riferiamo alla forza

    necessaria per svegliarci. Se c’identifichiamo con tutto, interiore ed esteriore, non ci

    rimarrà forza sufficiente per fare o comprendere il Lavoro. Il Lavoro rimarrà in

    lontananza come una vaga nube. Dopo del tempo ci si rende conto di essere

    addormentati. Proprio così, ci si rende conto di aver perso forza. Allo stesso tempo ci

    si rende conto che il Lavoro e le sue idee sembrano essersi allontanate molto. Quando

    si ha già un barometro di questo tipo, è possibile studiare più dettagliatamente cos’è

    ciò che provoca la perdita di forza. Quantunque le cause che provocano la perdita di

    forza possono disporsi in categorie generiche, in ogni persona agisce una causa

    particolare che può essere osservata individualmente in dettaglio e sulla quale

    bisogna riflettere con attenzione alla luce di una nuova comprensione concessa dal

    Lavoro. In un altro modo non si è sinceri con se stessi, e soltanto con la sincerità è

    possibile costruire qualcosa dentro di sé. Nemmeno le influenze del Lavoro possono

    stabilire un centro di gravità e in questo modo nulla di ciò che appartiene all’”Io”

    Reale potrà raggiungerci.

    Tutto ciò appartiene alla necessità di valorizzare quella cosa di cui tanto

    frequentemente si è parlato. Se si manca di sincerità riguardo al Lavoro, non si può

    nemmeno avere una percezione interiore precisa della perdita di forza. Vale a dire,

    una persona non avvertirà distintamente che sta dormendo, quantunque possa rendersi

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    conto che il Lavoro gli sembra molto lontano. È molto interessante osservare

    l’origine della perdita di forza e le condizioni che si rapportano con detta perdita. Ci

    sono certe correnti di pensiero, per esempio, che provocano una perdita di forza, ma

    molte volte passano vari anni prima di renderci conto della causa che la produce. E

    molto spesso succede che certe cose che si credono inoffensive e persino ammirabili

    provocano una perdita di forza.

    Bene, ricorderemo brevemente l’altro angolo, quello che crea forza. È l’atto del

    Ricordo di Sé quello che crea forza. L’apertura della mente a quest’atto e il senso e il

    significato del Ricordo di Sé, è quello che in realtà crea forza. Così, si crea forza per

    ogni atto di non identificazione, e si crea forza con il Ricordo di Sé.

    Bene, comprenderete che è necessario isolarsi dall’azione della vita. Ma comprendere

    ciò che questo significa in un senso generale e ciò che significa per ognuno di voi in

    un senso particolare, è qualcosa di particolarmente complesso. Lo si può

    comprendere soltanto gradualmente. La gente è impaziente nei confronti del Lavoro.

    A volte sono sorpreso nel vedere come si spera di arrivare in poco tempo, a stati che

    esigono tutta una vita prima di poter essere raggiunti. C’é sempre qualcosa d’esteriore

    e qualcosa d’interiore in una persona da cui deve cercare di isolarsi. Può “isolarsi”, se

    gli piace. Se la vita ci toglie tutta la nostra forza e ci mantiene addormentati, è

    necessario almeno isolarsi dai diversi poteri che ci fanno dormire. Alcune persone

    s’inquietano per diversi motivi. Diciamo che s’inquietano per la politica, o per la

    morale, o per la religione, o per l’igiene, o semplicemente, s’inquietano sempre per

    qualcosa. Perdono forza. Vale a dire, in questo modo la vita gli ruba tutta la forza di

    cui necessitano per svegliarsi. Senza dubbio, credono di agire bene. Pensare

    meccanicamente non è una cosa che conviene. Quando si sente di agire bene si può

    avere la sicurezza che si è addormentati. Ma certamente la vita ci ruba la forza in

    mille altri modi. Manchiamo d’importanza nel Raggio di Creazione. Viviamo in un

    semplice punto della Via Lattea. Si, siamo estremamente piccoli. Ma abbiamo una

    possibilità. Possedere questo duplice sentimento è una forma di Ricordo di Sé.

    Bene, per quanto riguarda il Ricordo di Sé, che è il mezzo che ci permette in realtà di

    creare forza – ricordate il Primo Shock Cosciente e le energie che nascono da esso? –

    Esistono molti modi di Ricordo di Sé. Ma tutti loro dipendono dal sentimento che

    esiste un’altra cosa, che la vita su questo pianeta estremamente cattiva non è

    spiegabile in termini di se stessa. Esiste un’altra cosa. Meditiamo poi sull’Ottava del

    Sole, fino a farla diventare un qualcosa di vivente nella nostra mente, e ci parli.

    Allora forse cominceremo a renderci conto di ciò che significa “isolamento”. Ciò

    nonostante ci sono momenti in cui sentiamo che il futuro sarà sicuramente migliore.

    Ma ci sono due futuri, uno nel tempo e l’altro in scala. Uno orizzontale e l’altro

    verticale, che sta sempre lì, proprio sopra il nostro stato attuale. Ci sono molte forme

    di Ricordo di Sé. Nessuno deve essere un ostacolo al proprio cammino, né oscurare la

    propria luce. Siccome siamo tutti diversi in differenti momenti, il Ricordo di Sé è

    diverso in tempi diversi. L’”Uomo Astuto” lo sa. Non pratica sempre lo stesso

    metodo. Fare così è trasformarlo in qualcosa di meccanico. Ciò che è meccanico è

    inutile per il Lavoro. Si muove, per così dire, in avanti poi indietro e poi in avanti, e

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    così di seguito. In ogni caso sperimenta. Avverte ciò che è utile e che subito dopo non

    lo é più ed inventa qualcosa di diverso. In un’altra occasione parleremo dell’”Uomo

    Astuto”. Ma innanzi tutto è necessario che ognuno pensi, studi e cerchi di ricordarsi

    di sé ogni giorno. Si cerchi di non essere un ostacolo sul proprio cammino. Si cerchi

    di permettere a qualcosa di entrare. Potete fermare il fracasso in voi stessi anche per

    un solo istante? Potete uscire fuori dell’ordinario sentimento di voi stessi? Potete

    giungere ad essere nulla per voi stessi, per un istante? O, al contrario, potete sentire

    l’intensa realtà di voi s