SPERA SPERA 2009_-Ricupero Monumenti Opera Baronio

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baronio e la archeologia cristiana

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  • a cura di Patrizia Tosini

  • Arte e committenza nel Lazio nell'et di Cesare Baronia a cura di Patrizia Tosini

    Atti del convegrzo internazionale di studi Frosinone, Sora, 16-18 maggio 2001

    GANGEMit!JEDITORE

  • IL RECUPERO DEI MONUMENTI PER LA RESTITUZIONE DEL CRISTIANESIMO ANTICO NELLOPERA DI CESARE BARONIO

    Lucrezia Spera

    Gli scritti di Cesare Baronia profilano un ricchissimo repertorio di ri-chiami monumentali che si integrano abilmente nelle fitte maglie storico-11.i11.1l iv" Jci:;l i A1rn,dr:s e oupport.mo .;011 oilp11:oil [ qustio1ii agiografiche affrontate nelle Notationes al Martyrologium Romanum, ac-quisendo in qualche modo il valore inestimabile di quelle prime rivisita-zioni critiche dell'antico che connotano in modo incisivo le tendenze culturali del XVI secolo 1; indubbio che l'impulso ad una progressiva fa-miliarizzazione con le evidenze "materiali" della storia era stato indotto nello studioso sorano soprattutto dalle profonde interrelazioni con il ce-nacolo sorto intorno all'Oratorio di Filippo Neri, animato da una ma-turata sensibilit verso i monumenti antichi e in modo particolare verso i primi cimiteri dei cristiani2, e dal diretto contatto con il gruppo di que-gli eruditi personaggi, il domenicano Alfonso Chac6n (Ciacconius; 1530-1599), il fiammingo de Winghe (1560-1592), Pompeo Ugonio (? -1614) e Jean l'Hereux (1551-1614), assiduamente ed entusiasticamente impe-gnati nel recupero e nella documentazione dei preziosi sotterranei.i, i quali, restituendo il volto pi autentico della Chiesa primitiva, iniziavano a riemergere da secoli di quasi completo abbandono ed oblio e a offrirsi con un fascino ineguagliabile4 La risonante scoperta, il 31 maggio 1578, in una vigna della via Salaria nova, di una vera subterranea civitas, un'articolata rete di gallerie e cubicoli ricca di tracce esplicite, ritenuta im-propriamente, come si sa, parte del coemeterium Priscillae, ma oggi pi semplicemente nominata catacomba anonima di via Arrapo, vide ac-correre tra i molti, per una serie di perlustrazioni dirette, lo stesso Baro-nia, che ne fornisce negli Anna/es senza dubbio una delle descrizioni pi vivaci (Mirabile dicru: vidimus, saepiusque lustravimus Priscillae coe-meterium haud pridie inventum atque refossum via Salaria, tertio ab Urbe lapide; quod nullo magis proprio vocabulo dixerimus prae eius Am-plitudine, multisque atque diversis eiusdem vijs, quam subterraneam ci-vitatem: quippe quod ipsius ingressu primaria via ceteris ampliar pateat, quae hinc inde vias diversas habeat, easdemque frequentes, quae rursum in Diversos viculos dividantur, & in angiportus; rursum ut in civitatibus,

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    1 La particolare attenzione rivolta dal Baronia alle antichit ha per-messo di definirne un ruolo di rilievo nei processi di embrionale sviluppo dell'archeologia cri-stiana: cfr. FREMI01TI, 1926, pp. 53-66; CECCHELLI, 1929, pp. 106-107; CECCHELLI, 1938, pp. 8-16; FERREITO, 1942, pp. 125-128; B

  • gono ndla complessiva storia di CiSTELLINI, 1989, I, p, 124 e ss. 1 Sui profili di questi personaggi si vedano: su Chac6n E. Josi, sub vocem in Enciclopedia Cattolica, lii, 1949, c. 1368, e in partico-lare gli studi di RF.CIO VEGAN-ZONFS, 1974 e RF..c:IO VFt;ANZONF.S, 2002; su de Win-ghc E. Josi, sub vocem in Enciclo-pedia Gitto/ica, XII, 1954, cc. 1702-1703, ScHUDDF.ROOM, 1996 e mFM, 2004; su Pompeo Ugonio essenzialmente E. ]osi, sub vocem in Enciclopedia Catto-lica, XII, 1954, c. 708; su l'He-rcux (Macarius) G. Carierei, sub vocem in Enciclopedia Cattolica, VII, 1951, c. 1744 (complessi-vamcnrc fERRETrO, 1942, pp. 115-125). Questa prima genera-zione di "archeologi cristiani" ap-pare straordinariamente efficace nelle n1ctodologie di approccio ai monumenti e ancora poco condizionata dalle ricadute apo-logetiche che segneranno gli svi-luppi successivi della disciplina: cfr. Froccr 11 NrcoLAI, 2000, part. pp. 124-126, anche per le loro relazioni con l'amhiente fi-lippino, e HFRKI.lYIZ, 2001 (vedi infra). 4 Sulla "riscoperta" archeologica e ideologico-culmrale delle cara-cornhe cfr. WAJA(;HJN CAN-1 INO, 1980 e Frocuu N1coLA1, 2000 e il quadro ricon1posto dagli studi recenti di M. Ghilardi (GHllARDI, 2001; IDEM, 2003; lllEM, 2006). ' BARONIO, Anna/es, II, 1590, p. 59. Un ulteriore richiamo alle ispe-zioni personali in BARONIO, An-na/es I, 1588, p. 460 (imagines c01nplures inspexin1us in anti-quissirno Priscillae coemeterio via Salaria nuper refosso ... )>) e illEM, Anna/es, II, 1590, p. 251. Sulla scopcrca della catacomba cfr. i documenti dell'epoca in Var. Urbin. Lar. 1046, cc. 256, 302 (Avvisi Urbinati) e Var. Lar. 12214 (Annali di Gregorio XIII, VIl.2), ma soprartutro DE Rossr - SALJERLAND, 1888. Recenre-mente WAl'ACHIN CANTINO, 1980; Mivrn, 1985 e F1oco11 NIUlLAI, 1992, pp. 3-5, olrre a Gr IILARDI, 2003, pp. 59-63 e ( ;HILAl/,

    Tale, in realt non affatto scontata, particolare attenzione ai monu-menti, riflesso del nuovo approccio all'antichit formatosi nell'ambito della tradizione umanistica8 , aveva attratto precocemente sul sorano il giudizio ammirato dello studioso maltese, il quale lo ricorda come pe-ritissimus antiquitatis9, un potenziale "archeologo", dunque, che, come scriveva il Von Pastor nella Storia dei Papi, occupato in tanti altri lavori, dovette lasciare ad altri l'indagine ... della nuova scoperta (quella, ap-punto, del cimitero della via Salaria) ro e, pi in generale, citando Carlo Cecchelli, l'attivit propriamente archeologica 11

    Il ruolo da assegnare al Baronia nelle dinamiche formative dell'ar-cheologia cristiana apparso, nella sequenza di valutazioni retrospettive sulla disciplina, piuttosto controverso, ora ricomposto attraverso semplici itinerari estrapolativi degli approfondimenti "archeologici" contenuti nel-]' opera del dotto studioso, ora ridimensionato nel coglierne il carattere storico-critico, prevalentemente apologetico, indotto con forza dagli orientamenti ideologico-culturali della Controriforma12 ; esso pu essere forse meglio definito analizzando in profondit l'impulso significante del richiamo ai monumenti come fonte storica diretta, le procedure meto-dologiche nella gestione dei dati "materiali", il reale apporto esercitato dalle trattazioni baroniane negli studi successivi 13 ,

    E' indubbio - e va ribadito preliminarmente - che il ricorso al dato monumentale acquista un significato diverso nei due principali scritti ba-roniani e con funzione accessoria sapientemente selezionato, poich si compenetra, e ne risulta inevitabilmente subordinato, allo stesso carattere primario di essi, agiografico-liturgico per le Notationes al Martyrologium Romanum, storico-apologetico per gli Annales.

    In generale, integrando i riferimenti archeologici contenuti nelle due opere, emergono alcuni tematismi specifici, che acquistano talora un pro-filo organico nella correlazione complessiva della materia disponibile, Non stupisce, considerati gli indirizzi peculiari degli studi sulle antichit cristiane nel XVI e XVII secolo 14, la concentrazione pressoch totalizzante sui contesti funerari, che attraggono per nella storiografia dell'epoca e con forzature innescate soprattutto, si deve ritenere, dall'acritica e diffusa

    1. ASPETTI BARONIANI DELL'ANTICO E DEL REVIVAL PALEOCRISTIANO

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    acquisizione dell'ampia letteratura agiografica, anche le questioni sui pri-mitivi luoghi di culto delle comunit cristiane. Come gi Onofrio Pan-vinio aveva presentato i coemeteria con profili accentuatamente polifunzionali, luoghi di sepolcri, ma anche di sosta e riunioni (statio-nes et synnodus), luoghi per la celebrazione dei riti battesimali, delle or-dinazioni sacerdotali e dell'eucaristia, nonch per le vigiliae1\ il Baronio, illustrando i caratteri della subterranea civitas scoperta nel 1578 non manca di richiamare il ruolo di coloniae svolto dai cimiteri sotterranei tempore persecutionis e di descrivere le numerose camere sepolrali della catacomba, i cubicula delle fonti antiche, come spatia ad conven-tus sacros agendos ... imaginibus exornata 16

    Il vasto ambito di ricerca sui cimiteri si presta, nell'opera del Baronio, ad approfondimenti specifici, relativi in particolare a taluni tecnicismi les-sicali, al rapporto topografico dei sepolcreti con la citt intra muros, ai ri-tuali del culto dei morti e al problema delle origini, al panorama complessivo delle aree funerarie cristiane attestate dalle fonti scritte e note, nel XVI secolo, solo in modestissima parte, alle tombe dei martiri e alla dislocazione successiva delle reliquie nelle chiese urbane.

    Nelle Notationes al Martyrologium, specificamente nel commento al lemma del 3 gennaio, relativo alla memoria di papa Antero, in coeme-terio Callisti sepultus, l'autore introduce la chiarificazione del termine coemeterium, dal verbo greco Kotdw, dormitorium, richiamandone alla consuetudine dei cristiani l'introduzione sulla base del concetto del som-num iustorum delle Scritture e affiancandone l'uso, con un apprezzabile ampliamento delle prospettive geografico-culturali, al termine area, pre-ferito invece da autori africani come Tertulliano (Vox notissima, Coe-meterium, qua Christiani illum locum dicere consueverunt, in quem fdelium defunctorum corpora sepelienda inferuntur; inde deducto vo-cabulo, quod sicut Divina Scriptura obitum iustorum, somnum dicere solita est; eadem significatione locum illum, ubi sepeliretur, Coemete-rium hoc est, dormitorium, a KOLdw, quod est dormio, voluit appel-lari ... Apud afros eadem loca Areae dictae reperiuntur, unde Tertullianus ad Scapulam, ex verbis perfectorum: Non sint Areae: hoc est, loca sepul-turarum Christianorum destruantur, ne ad ea ulterius convenirent ... Usurpata reperitur eadem vox a Pontio in Actis martyrii S. Cypriani, ubi in fine dicit, ille fuisse sepultus in Area Candid