Specchi puliti – Poesia e mediazione dell'anima

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    16-Mar-2016
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In principio è un’emozione. Anche alla fine è un’emozione. Una trama esistenziale che si elabora e si sviluppa attraverso un processo di condensazione della parola, ricondotta fino alla sua essenza di significanza, fin quasi alla soglia dell’indicibililità. Questa poesia sfida quella soglia con tutto il suo universo interiore, tenta il colpo di dadi, l’azzardo del dire le cose che si possono soltanto sentire. A volte con la leggerezza che può avere la metafora; a volte con la concretezza che hanno l’impressione, la sensazione.

Transcript of Specchi puliti – Poesia e mediazione dell'anima

  • Annatonia Mino

    SPECCHI PULITI Poesia e mediazione dellanima

  • Edizioni KurumunySede legaleVia Palermo 13 73021 Calimera (Le)Sede operativaVia San Pantaleo 12 73020 Martignano (Le)Tel e Fax 0832 801528

    www.kurumuny.it info@kurumuny.it

    ISBN 978-88-95161-91-4

    Edizioni Kurumuny 2013

    In copertina libera interpretazione di Annatonia Mino del di-

    pinto Woman with yellow hair di Pablo Picasso.

    Allinterno illustrazioni di Annatonia Mino. Libere interpretazioni

    dei disegni preparatori di sculture di Cariatidi di Modigliani.

  • A Stella e Celeste

    presenze tacite.

    A Luciano

    un corpo e unanima.

    A mio padre

    e a mia madre.

  • Indice

    11 Sulla soglia del dicibile Antonio Errico 13 Presentazione

    21 PRIMA SEZIONE Dentro di me 23 In cammino 24 Specchio assoluto 25 Per te 26 Noi 27 Cerchio 28 Nami 29 Ogni volta che 30 Passaggi umani 31 Assenza 32 Attimo 33 Viaggio 34 Tramonto 35 Natura 36 Diamante 37 Terzo occhio 38 Perdita

  • 39 SECONDA SEZIONE La memoria permessa 41 Giardino segreto 42 Vuoto 43 Terra 44 Nunnu Pici 46 Atomi 47 Pena 49 Selvaggio porto 50 Incontro 51 Luce

    53 TERZA SEZIONE Humus salentinum 55 A sud di me 57 I cugini di campagna a nuoto 59 Ler 60 Mimmo Cacacco 62 Cinquecento rossa 64 Benelli sprint 65 Un bracciale sul com 67 Caramelle rubate 68 Ciabattino Pietro

  • 69 Scoglio di triglia 70 Mario e Adele 71 Trochei finali 72 Riccio e capriccio 73 Ode ai colombi 74 Oro verde 75 Pane 76 Friseddha 77 Pizzica te core

    79 QUARTA SEZIONE Mediazione dellanima 81 Carattere a stampa 82 Tipi dinverno 83 A ruota libera 85 Mattino 87 Si fa giorno 89 Pioggia 90 Nel mondo delle idee 92 Naturalezza 93 Con fido 94 Nero di crine 96 Margherite di campo

  • 97 Teatro di notte 98 Bi-sogno 100 Incontro (im)possibile 102 A nuoto nella vita 103 La casa spirituale 104 Verticalit 108 Corpo anima spirito

    109 QUINTA SEZIONE Specchi 111 Nodo nudo 112 Eva 113 La mela sullaltalena 114 Primavera 115 Mente che sente 116 Legami 117 Dare 118 Voglia 119 Foglia nuova 120 Giornata di pioggia 121 Giovanna 122 Pozzo catena 123 Segreto 124 Energia

  • 125 Regalo 126 Chiave 127 Silenzio 128 Radici 129 Limite 130 Ombre orientali 131 Cassa armonica 132 Onda pioppina 133 Sgelo 134 Alba Solferino 135 Vita 136 Felino occhio 137 Sole e neve 138 Tempo e vita 139 Mare 141 Come loto 142 Sento 143 Desiderio 144 Trasparenze 145 Idea 146 Soli 147 Vedo 148 Respiro 149 Con fine

  • 150 Narro 151 Spazio e tempo 152 Sole dentro 153 Chiarore 154 Paura 155 Amore 156 Armonia 157 Hic et nunc 158 Pensiero 159 Essere 160 Direzione 161 Sensi 162 Notturno salentino 163 Riparo 164 Scorrere 165 Insieme 166 Passione

    167 Ringraziamenti

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    Sulla soglia del dicibileAntonio Errico

    In principio unemozione. Anche alla fine unemozione. Una trama esistenziale che sielabora e si sviluppa attraverso un processo dicondensazione della parola, ricondotta fino allasua essenza di significanza, fin quasi alla sogliadellindicibililit.

    Questa poesia sfida quella soglia con tutto ilsuo universo interiore, tenta il colpo di dadi,lazzardo del dire le cose che si possono sol-tanto sentire. A volte con la leggerezza che puavere la metafora; a volte con la concretezzache hanno limpressione, la sensazione.

    Perch, qui, impressione e sensazione rie-scono a trasformarsi in materia lessicale che haspessore, stratificazione semantica. Proviene dalprofondo della memoria che si stringe in un

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    verso, molto spesso in una parola sola; eppurequella parola sola riesce a farsi elemento di con-giunzione e di comunione tra il s e laltro da s,tra un io e un tu, un soggetto che dice e un altroche riflette, rispecchia il senso dellespressione.

    Probabilmente questa la cifra che connota lapoesia di Annatonia: la costante ricerca di una pro-iezione del s nellaltro e dellaltro nel s. Moltospesso questa ricerca si realizza attraverso un pro-cesso di compenetrazione di sensi e percezioni,attraverso intuizioni che poi la parola trasforma inintensit di sentimento oppure in riflessione pro-fonda intorno a verit talvolta inattingibili.

    Spesso lindagine interiore, lautoanalisi con-duce verso una contemplazione dei fenomenidella natura: in questo caso come se il pen-siero si facesse tuttuno con il visibile, come selapparizione e la figurazione delle forme, i mo-vimenti delle ombre un poco placassero lattesa,come se quella sfida della soglia del dicibilegiungesse a compimento.

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    Presentazione

    La parola dun tratto diventata inadeguata,per dirla con Maria Zambrano.1 Cos divenutacarattere a stampa e segno distintivo del mioessere, al posto delloralit dialettica, mascheradi ruoli diversi nella vita come nel lavoro, utileper certi versi e incapace al contempo di darforma alle emozioni. La scrittura mi ha per-messo di esaudire sensazioni di libert creativa,di rallentare il ritmo urbano del fare, stata lachiave che ha aperto allascolto lento e silen-zioso dei ricordi che ha stimolato la gi sensibileosservazione delle piccole cose, per puro sod-disfacimento emotivo.

    In cammino apre il libro e la prima sezioneDentro di me una metafora, scritta durantelascolto dellantropologo francese David LeBreton, influenzata dellelogio ad aprirsi al

  • mondo del cammino a piedi, godendo del sol-lievo delle sensazioni sensoriali, di sentieri, luo-ghi, natura.

    Simbolicamente mi riapproprio della posi-zione eretta e dinamica propria del genereumano, invece di permanere immobile, in attac-camento ed erosione di me. Avviene che lo spo-stamento prende piede nei luoghi dellanima. Ilflusso emozionale si tramuta in pensiero autobio-grafico assume consistenza di specchio pulito,vissuto da mediatore a Binanville (F).2

    Ho sentito di accogliere le emozioni e riflet-terle per incontrare laltro in autenticit, propriocome nella metafora delle pupilla altrui di Pla-tone, specchiandosi si ritrova lanima nella suaunit perduta.

    Nella scrittura lincontro con me stessa e conchi sono in relazione, nella consapevolezza chepoetare tra s e s ha la direzione della ricerca disenso, del pensiero intimistico come Haiku orien-tale, e la finalit di dipingere e scolpire con parole

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  • asciutte ed essenziali sentiti di frammenti di vis-suto nella vita di relazione con laltro.

    La memoria permessa la sezione secondadedicata al ricordo.

    Dimenticare obliare, perdita di un le-game, impotenza, al contrario ricordare te-stimonianza, un modo di sentire che risvegliasentimenti vissuti, nostalgia, vuoto, perdita; havalore evitare di dimenticare per evitare di di-menticarsi di quanto accaduto.

    il mio journal intime, dove c un postospeciale per chi se n andato allimprovviso,senza possibilit di saluto, avendomi datoamore, cura, creativit, gioia di vivere, coraggio,arte, senso civico e verso cui sento di avere undebito di gratitudine.3

    Le cesure violente della morte sono radiceinestirpata di sofferenza e dolore dabban-dono; affiorano nella forma di emozioni del ri-cordo che tornano a vivere, attraverso luoghi,gesti, persone, odori, sapori, e sono lunica

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  • parte della nostra vita sacra e inviolabile, al disopra di tutte le vicende umane... che non puessere modificata, n pu venirci sottratta, il suopossesso perenne e inalterabile.4

    Humus Salentinum la sezione terza cherappresenta il mio centro, lorigine, chi sono, il ritorno ai luoghi e alla vita, della nascita edella rinascita, dove sento di essere.

    Appartengo alla terra dei due mari, al sole,al vento, agli ulivi, alluva, ai dolmen e ai men-hir, ai furnieddhi, al barocco leccese, ai murettia secco, ai sapori mediterranei, al ritmo oralento ora pizzicatu della vita salentina.

    A sud di me apre la sezione ed il manifestodei vissuti dellinfanzia felice, della corale curadel vicinato, dei giochi di strada della tradi-zione: pitruddhi (sassolini), farina farineddha(quattro cantoni), etc

    La presenza di un forno storico nel quartiereha segnato le ore del giorno e della notte degliabitanti, nei momenti delle sfurnate di pane e

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  • non solo. Contrada artigiana e contadina, allie-tata da mescia (maestra) Ndata allu tilaru (te-laio), che scandiva il tempo battendo pedali etelaio tra orditi di lane e cotoni; da cuccume fu-manti di caff nero al risveglio gentile e garbatodi cummare Ntunietta, da nunna Fiurina e fi-glio gestori di Alta Sartoria Meridionale perrealizzazion