Setteville, gioia ed emozione Domenica arriva Francesco · PDF fileL’emozione tradisce...

Click here to load reader

  • date post

    23-Feb-2019
  • Category

    Documents

  • view

    212
  • download

    0

Embed Size (px)

Transcript of Setteville, gioia ed emozione Domenica arriva Francesco · PDF fileL’emozione tradisce...

quaranta anni fa mentre la chiesa stata inaugurata il 15 gennaio2000. Una comunit viva:abbraccia infatti una popolazionedi seimila abitanti e di questi pidel 20 per cento partecipaattivamente alla vita parrocchiale.Sono per lo pi famiglie giovani enumerose. Abbiamo anchefamiglie con sette figli affermadon Luigi ; difficile trovare inquesta comunit il figlio unico enelle mie catechesi sostengosempre che le relazioni nonnascono dagli amici, un bambinonon forma il suo carattere con leamicizie, ma con un fratello. Laparrocchia vanta un oratorio,dove si svolge pi attivitformativa che ricreativa,frequentato assiduamente da 130ragazzi fra i 13 e i 18 anni eanimato da circa 20 coppie digiovani; presente anche ungruppo scout dellAgescicomposto da un centinaio diragazzi. Ci sono inoltre ottocomunit neocatecumenali,lordine della Santissima Trinit, ilgruppo di preghiera di Padre Pio.Undici coppie di sposipreparano le famiglieal battesimo dei lorofigli. Molto attivaanche la Caritas.Ordinariamente sispendono 1.000 euroal mese, sottratti dalbilancio dellaparrocchia, per laCaritas spiega donLuigi . Questannosono stati spesi 37milaeuro straordinari perchabbiamo casi di graveindigenza einterveniamo se bisognapagare una bolletta o seuna famiglia non riescea far fronte alla rata delmutuo. Quando nonriesco a intervenire dasolo non faccio maicollette ci tiene asottolineare ; csempre qualcunopronto ad offrire il suoaiuto a chi indifficolt.

anta Maria a Setteville anche fucina divocazioni: negli ultimi ventanni, da

quando parroco don Luigi Tedoldi, in par-rocchia numerose sono state quelle sacer-dotali, religiose e missionarie.Tre i sacerdoti gi ordinati: tra questi donDomenico Romeo, attuale parroco di SantaMargherita Maria Alacoque a Tor Vergata, edon Pompeo Santese, 74 anni, ex professo-re di matematica e attuale cappellano del-lospedale e direttore dellUfficio per la pa-storale della salute della diocesi di Fermo.La storia di questultimo molto particola-re: seguito spiritualmente da don Luigi, San-tese stato ordinato sacerdote il 28 giugno2011 e alla cerimonia erano presenti i 3 fi-gli e i sette nipoti. Don Pompeo, infatti, haintrapreso gli studi in teologia nel 2006 do-po aver perso la moglie a causa di una gra-ve malattia.Frequentavano la parrocchia anche cinque

giovani attualmente iscritti al seminario(quattro studiano al Collegio RedemptorisMater), uno dei quali sar ordinato sacerdotein primavera. E ancora suor Maria DanielaVacca, 36 anni, badessa del monastero be-nedettino di San Magno di Amelia.Parrocchiani pure una coppia di sposi, far-macista lui e ingegnere fisico lei: da circa seianni sono partiti in missione per Graz, inAustria; un altro giovane laico, un 35ennelaureato in economia, da due anni in mis-sione in Vietnam; mentre una ragazza, ar-chitetto, si trova a Tolosa nel sud della Fran-cia. Se si chiede a don Luigi qual il segre-to di queste vocazioni, lui risponde che puaccadere ovunque. I parrocchiani devonovedere nei loro sacerdoti la gioia del loroministero afferma . Luomo tende a imi-tare e solo con lesempio e la testimonian-za possibile suscitare nuove vocazioni.

Roberta Pumpo

S

Setteville, gioia ed emozioneDomenica arriva Francesco

Dalle 16 la visita. Il saluto al viceparroco don Giuseppe, malato di Sla da 2 anni

DI ROBERTA PUMPO

apa Francesco si recher nellaparrocchia di Santa Maria aSetteville, Guidonia,

domenica 15 gennaio, alle 16. Unavisita straordinaria voluta dalSanto Padre per portare sostegno econforto al viceparroco donGiuseppe Berardino, 47 anni,gravemente malato di sclerosilaterale amiotrofica da due anni.Con loccasione il Ponteficecelebrer la Messa con la comunitparrocchiale. La notizia stataaccolta con sorpresa edemozione dalla comunit. Nonce lo aspettavamo afferma donLuigi Tedoldi, parroco a SantaMaria da quasi 21 anni . Nonosavamo sperare in una sua visitain questo angolino di Roma.Lemozione tradisce don Luigi cheincrina la voce parlando di donGiuseppe, da lui consideratocome un figlio: quando statadiagnosticata la sclerosi, ha volutoche rimanesse in casa con lui. arrivato nella parrocchia diSetteville quasi 14 anni fa quandoera seminarista al RedemptorisMater. Qui ha ricevutolordinazione prima di diacono epoi, l11 maggio 2003, disacerdote. La malattia si manifestata poco pi di due annifa. Tutto ha avuto inizio con unacaduta a un campo estivo con iragazzi spiega don Luigi . Indue mesi rimasto completamenteparalizzato, tanto da non poterusufruire neppure del computerper comunicare attraversomovimenti oculari. Al PoliclinicoGemelli mi hanno detto di nonaver mai visto un caso cos rapidoe violento. Amatissimo dallacomunit, in modo particolare daigiovani che seguiva, tanto che, neifine settimana, quandolinfermiere di riposo, unaventina di coppie si alternano alsuo capezzale. Hanno una grandericonoscenza nei suoi confronti ehanno deciso di essere al suofianco anche nel week end diNatale, racconta commosso ilparroco. Santa Maria a Setteville una parrocchia giovane, eretta

P

il fatto.Una parrocchia fucina di vocazioni

nomine

Il cardinale Rylkonuovo arcipretedella basilica diS. Maria Maggiore

Santo Stefano

Oggi la Chiesasperimentadure persecuzionifino al martirio

i riti natalizi

Nel messaggioper il Natalelaugurio di paceai popoli feriti

l cardinale polacco Sta-nislaw Rylko, 70 anni,

presidente emerito delPontificio Consiglio per ilaici, il nuovo arcipretedella basilica di Santa Ma-ria Maggiore. Succede alcardinale Abril y Castell.

I

Anche oggi la Chiesa spe-rimenta in diversi luoghidure persecuzioni, fino al-la suprema prova del mar-tirio. Lo ha detto il PapaallAngelus del 26 dicem-bre, festa di santo Stefano.

Un augurio di pace nelmessaggio natalizio delPapa: ai popoli feriti dal-la guerra, a chi stato col-pito dal terrorismo, agli e-sclusi, ai profughi e ai mi-granti, ai bambini.

Il Papa: Abbiamo un debito con i giovaniDI ANDREA ACALI

ostare davanti al presepe per farenostra la logica divina che nonammette il privilegio e le

esclusioni. E per guardare i volti giovanidi Maria e Giuseppe, ricordando ildebito che abbiamo nei confronti deinostri giovani, sulla necessit di offrireloro prospettive basate su un lavorodignitoso. Su queste linee si sviluppata la riflessione di PapaFrancesco in occasione dellacelebrazione con il Te Deum diringraziamento di fine anno, nelpomeriggio del 31 dicembre. Unrichiamo forte, nel solco di quellacondanna della cultura dello scartotante volte ripetuta. Riferendosi a Mariae Giuseppe, il Santo Padre ha detto chenon si pu parlare di futuro senzacontemplare questi volti giovani eassumere la responsabilit cheabbiamo verso i nostri giovani; pi che

responsabilit, la parola giusta debito,il debito che abbiamo con loro. IlPapa ha messo in evidenza lecontraddizioni di una cultura che, dauna parte, idolatra la giovinezzacercando di renderla eterna ma chepoi, paradossalmente, condanna inostri giovani a non avere uno spaziodi reale inserimento, perchlentamente li abbiamo emarginati dallavita pubblica obbligandoli a emigrare oa mendicare occupazioni che nonesistono o che non permettono loro diproiettarsi in un domani. Abbiamoprivilegiato la speculazione invece dilavori dignitosi e genuini chepermettano loro di essere protagonistiattivi nella vita della nostra societ. Ciaspettiamo da loro ed esigiamo chesiano fermento di futuro, ma lidiscriminiamo e li condanniamo abussare a porte che per lo pirimangono chiuse. Siamo invitati a nonessere come il locandiere di Betlemme

che davanti alla giovane coppia diceva:qui non c posto. Non cera posto perla vita, per il futuro. Ci chiesto diprendere ciascuno il proprio impegno,di aiutare i nostri giovani a ritrovare,qui nella loro terra, nella loro patria,orizzonti concreti di un futuro dacostruire. Per questo bisognascommettere su una vera inclusione:quella che d il lavoro dignitoso,libero, creativo, partecipativo e solidale.Guardare il presepe ha continuato ilPontefice ci sfida ad aiutare i nostrigiovani perch non si lascinodisilludere davanti alle nostreimmaturit, e stimolarli affinch sianocapaci di sognare e di lottare per i lorosogni. Una sosta davanti al presepeperch davanti allanno che finisce,come ci fa bene contemplare il DioBambino. un invito a tornare allefonti e alle radici della nostra fede. InCristo ha sottolineato Dio non si mascherato da uomo, si fatto uomo e

ha condiviso in tutto la nostracondizione. Ha voluto essere vicino atutti quelli che si sentono perduti,mortificati, feriti, scoraggiati, sconsolatie intimiditi, che nella loro carneportano il peso della lontananza e dellasolitudine. E ha ricordato che ilpresepe ci invita a fare nostra la logicadellincontro, della vicinanza e dellaprossimit. Il presepe ci invita adabbandonare la logica delle eccezioniper gli uni ed esclusioni per gli altri.Infine, linvito alla speranza: Il presepeci sfida a non dare nulla e nessuno perperduto. Guardare il presepe significatrovare la forza di prendere il nostroposto nella storia senza lamentarci eamareggiarci, senza chiuderci oevadere, senza cercare scorciatoie che ciprivilegino ma sapendo che il tempoche ci attende richiede iniziative pienedi audacia e di speranza, come pure dirinunciare a vani protagonismi o a lotteinterminabili per apparire.

S

Nel tradizionale rito di fine anno, lappello per le nuovegenerazioni. Aiutarle a ritrovare orizzonti concreti di unfuturo da costruire. Prendere il nostro posto nella storiasenza cercare scorciatoie. Invito ad audacia e speranza

Papa Francesco in San Pietro per il Te Deum (foto Gennari)

1 gennaio

La celebrazionededicata a MariaMadri antidoto achiusure e apatie

Le madri sono lantidotopi forte contro le nostrechiusure e apatie. Lo hasottolineato il Papa allaMessa celebrata il 1 gen-naio nella solennit d