Retouch to Fix

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Iuav Thesis project for claVES course

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  • UNIVERSIT IUAV DI VENEZIA

    FACOLT DI DESIGN E ARTI

    CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN ARTI VISIVE E DELLO SPETTACOLO

    Retouch to Fix riflessioni sulla manipolazione della

    fotografia digitale

    ELABORATO FINALE

    Laureando: Francesco Fraioli Laboratorio darte 5 Diretto dal prof. Maja Bajevic

    Anno Accademico 2004-05 sessione autunnale

  • Indice

    3 Premessa

    5 Scheda tecnica

    6 Motivazioni

    11 Dallideazione alla realizzazione

    16 Aspettare, andare, altrove

    20 Ci che resta del viaggio

    21 Memoria familiare

    25 Considerazioni conclusive

    27 Immagini

    31 Bibliografia

    31 Filmografia

    32 Abstract (italiano)

    33 Abstract (inglese)

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  • Premessa

    Questa relazione una riflessione su un progetto realizzato

    nellambito del laboratorio darte 5, tenuto dalla prof. Maja

    Bajevic, durante il secondo periodo didattico dellanno

    accademico 2004/2005.

    Il percorso di lavoro del laboratorio aveva lintento di

    analizzare il tema della rivolta. Mi sono quindi avvicinato

    alla questione prendendo in considerazione un problema

    personale, unossessione, da cui volevo uscire o che quantomeno

    volevo comprendere.

    Registrare e catalogare immagini, fotografie o testimonianze

    materiali del vissuto mi spinge sempre ad esaminare le

    problematiche della reminiscenza. Durante questo laboratorio ho

    portato avanti una ricerca sulla memoria e i mezzi che noi

    possediamo per costruirla.

    Rivolta intesa come punto di partenza per riflettere su due

    possibilit di pensiero: manipolare coscientemente un ricordo, o

    lasciare che questo si trasformi autonomamente con il tempo.

    Poter scegliere i propri mezzi di archiviazione: mi chiedo se

    necessario dipendere ciecamente da testimonianze fisiche della

    nostra storia, perdendo cos la fiducia nei propri sistemi

    mentali di reminiscenza.

    Ho lavorato al progetto con la fotografia e il ritocco digitale

    dellimmagine creando dei falsi, degli scatti spogliati dei

    particolari o manipolati, per mettere in discussione le

    3

  • possibilit che abbiamo di poter interagire sulla memoria

    partendo da una bugia.

    Il lavoro per questo laboratorio non stato sviluppato

    nellambito di una esposizione o di una rassegna. Non ha ancora

    preso forma in maniera definitiva perci deve essere considerato

    ancora in fase progettuale.

    4

  • Scheda tecnica

    Retouch to Fix, 2005

    Fotografie ritoccate digitalmente divise in tre serie;

    Aspettare, andare, altrove:

    1. ascensore, aspettare 2005, stampa su carta fotografica 17x13

    2. passeggero, aspettare 2005, stampa su carta fotografica 17x13

    3. strada, andare 2005, stampa su carta fotografica 17x13

    4. treno, andare 2005, stampa su carta fotografica 17x13

    5. libri, altrove 2005, stampa su carta fotografica 17x13

    6. altrove, altrove 2005, stampa fotografica su tela 100x70

    Ci che resta del viaggio:

    1. bicicletta, 2005, stampa su carta fotografica 17x13

    2. Delft, 2005, stampa su carta fotografica 17x13

    3. Brugges, 2005, stampa su carta fotografica 17x13

    4. Souvenir, 2005, stampa su carta fotografica 17x13

    5. Bruxelles, 2005, stampa su carta fotografica 17x13

    Memoria familiare:

    1. 1974, 2005, stampa su carta fotografica 17x13

    2. 2005, 2005, stampa su carta fotografica 17x13

    5

  • Motivazioni

    Archiviare, catalogare ogni avvenimento che riteniamo importante,

    un modo per costruirci un percorso, una storia, avere qualcosa

    da raccontare e da raccontarsi. Con questo lavoro cerco di

    analizzare unossessione: registrare e fissare ogni singolo

    evento per poterlo considerare finito.

    Quando assisto ad un fatto o sono coinvolto in una situazione

    costruisco mentalmente unimmagine, che mi piacerebbe potesse

    descrivere al meglio quel momento, per poterla rivedere a

    distanza di un determinato periodo e sorprendermi nel notare gli

    eventuali cambiamenti verificatisi nel frattempo.

    La fotografia, in questo caso, uno strumento potentissimo per

    giocare con il tempo e le sue conseguenze. Forse sentiamo il

    bisogno di costruirci una memoria individuale per saper cosa

    abbiamo fatto e chi siamo, o magari abbiamo la necessit di

    scambiare i nostri ricordi con altre persone e rimemorizzarli per

    poi attingere da una memoria comune.

    Il rapporto con gli altri pu portarci ad affrontare un problema

    fondamentale: la bugia. Inventare una bugia o raccontare il falso

    significa manipolare i ricordi. Un foglio di carta pu

    trasformarsi in unimmagine e una fotografia in una

    testimonianza, ma quand che un frammento di tempo bloccato

    sulla materia diventa memoria?

    Prima di frequentare questo corso di laurea ho lavorato

    saltuariamente per un negozio fotografico di sviluppo e stampa.

    Mi occupavo soprattutto di ritocchi fotografici di immagini

    6

  • logorate dal tempo. La richiesta spesso era quella di apportare

    modifiche alle persone o allambiente impressionati sulle foto.

    La maggior parte delle immagini riguardavano fotografie molto

    vecchie e rovinate: spesso queste venivano utilizzate per

    epigrafi e necrologi.

    La tecnica che uso per il ritocco digitale, il campionamento di

    zone che circondano un particolare: attingo colore, luce e altre

    caratteristiche da un determinato settore, e le trascino sopra al

    dettaglio che voglio cancellare o modificare. Il cursore del

    mouse quindi si sdoppia in un settore che campiona e in un altro

    che distribuisce quel campione; in questo modo si ha la

    sensazione di dipingere su unimmagine fotografica, ed molto

    forte la consapevolezza di manipolazione materica, pur lavorando

    con un software per computer.

    Fig. 1 Fig. 2

    7

  • In questo caso nella figura 1 rappresentato un momento

    intermedio della ricostruzione, le gambe della sedia nel bianco

    non esistevano, sono state create copiando la gamba della sedia

    in luce vicino a quelle della bambina pi grande e ne stata

    modificata la misura deformandone la grandezza per creare

    leffetto prospettico. Per quanto riguarda il pavimento e lo

    sfondo stato usato il campionatore sfumandolo il pi possibile,

    cos da uniformarne meglio laspetto. Leffetto finale

    piuttosto verosimile, seppur ricco di errori e imperfezioni, come

    ad esempio la mancanza dellombra sotto la sedia. Questo comunque

    non ha deluso il proprietario della foto, poich limportante era

    che il tassello rovinato nella memoria di una famiglia potesse

    tornare a funzionare. Ci che tengo a sottolineare che non ho

    mai ricevuto critiche dai committenti, anzi erano tutti

    entusiasti nel vedere come la sedia si fosse magicamente

    ricostruita.

    La ricostruzione, nel caso di un volto, era molto pi difficile

    e allo stesso tempo era pi sorprendente la reazione delle

    persone che osservavano un proprio parente restaurato.

    Come nel caso del Marito (figura 3, pag. 8), unimmagine a cui

    tengo molto, poich come se lavessi creata da zero.

    Questimmagine, di cui non possiedo pi loriginale, il primo

    lavoro da cui parte la mia riflessione. Prima di ritoccarla era

    unimmagine distrutta, risultava impossibile distinguere lo

    sguardo e lespressione della bocca. Ci che poteva aiutare nella

    ricostruzione di questo volto erano le ombre. Prendendone

    piccolissimi campioni e lavorando in maniera dettagliata, ho

    8

  • trascinato e allungato le parti pi scure del viso come con un

    pennello, inventando parti dei lineamenti che erano completamente

    andate perse.

    Fig. 3, Marito (2002)

    Inevitabilmente limmagine creata un volto nuovo, e il

    risultato non poteva che essere un altro uomo. Ho chiamato

    questa immagine Marito proprio perch mentre la creavo pensavo a

    sua moglie; temevo che nella fotografia non ritrovasse pi una

    persona cara. Invece anche in questo caso il lavoro stato

    apprezzato, anche nel momento in cui avevo cercato di forzare il

    gioco, interagendo su un ricordo altrui.

    Dopo questa immagine ho interrotto la mia collaborazione con quel

    negozio fotografico. Mi sembrava di entrare troppo nellintimit

    di una persona. Modificando lo sguardo o lespressione di un suo

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  • parente ero consapevole del fatto che limmagine ricostruita si

    sarebbe radicata nella memoria effettiva di quella famiglia.

    Questa stata la mia rivolta nei confronti della manipolazione

    fotografica digitale: rifiutare il ritocco delle memorie altrui

    per costruire bugie che rispecchiano solo quello che si vorrebbe

    che fosse.

    Quando facciamo una fotografia con una macchina analogica

    entriamo in un ambiente buio, oscuro, in cui ci focalizziamo su

    quello che vogliamo fissare, come se fossimo in un altro ambiente

    e da una fessura guardassimo la realt. Mentre utilizziamo la

    tecnologia digitale siamo nella realt, e fotografiamo la realt,

    vediamo due piani ben distinti, il concreto e la sua immagine su

    uno schermo. Anche la posizione molto diversa, possiamo

    allontanare la macchina da noi, trasformarla quindi in una

    protesi che ci permette d