Reportage: Venezia

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Il nostro viaggio a Venezia

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  • 24 For Magazine

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    Un giorno di manca scolastica, incontrai Ezra Pound. Ovviamente non sapevo chi fosse. Era con una signora, sua moglie. Vedevo che mi sor-ridevano. Lei mi venne incontro e disse: Ciao, vuoi un gelato?. Risposi di s, e da quel momento il gelato divenne unabitudine quasi quotidiana. Ezra Pound non parlava mai; aveva gi iniziato il suo personale silenzio con il mondo, quindi i nostri incontri erano vagamente surreali. Facevamo prima una passeggiata; lui era lungo, con i capelli tutti bianchi. Poi, pren-devo il gelato. Quando gli amici dei nonni seppero che mangiavo il gelato con lui, la prima cosa che mi chiesero fu: Ma parla?. Risposi: No, per comunica. la veneziana Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo, che parla. Un gelato con Pound in laguna con luomo che per aver appog-giato il fascismo venne prima richiuso in una gabbia nel campo di Pisa e poi (negli Stati Uniti) dichiarato pazzo. Un grande poeta, che volle ritornare in Italia e che a Venezia mor in casa di Olga Rudge in Calle Querini 252. Fu sepolto nel settore evangelico del cimitero, sullisola di San Michele. Diventa difficile scrivere di Venezia, quando i pi grandi lhanno descritta e omaggiata. Ernst Hemingway, che nello scorso numero del nostro gior-

    nale ci ha accompagnato a conoscere Madrid, la visit nella primavera del 1949 e tra il marzo e maggio 1954. Alloggi sempre allHotel Gritti Palace e frequent lHarrys Bar in Calle Vallaresso nelle vicinanze di Piazza San Marco (la storia damore con Adriana Ivancich raccontata nel romanzo di l dal fiume e tra gli alberi). Aldo Palazzeschi ambient a Venezia il romanzo il doge, Alberto Moravia (che vi ha ambientato uno dei racconti de la cosa) possedeva una casa nei pressi della Chiesa della Salute e Giuseppe Berto ci ha regalato il libro anonimo veneziano (da cui stato tratto il lomonimo film con Tony Musante e Florinda Bolkan, colonna so-nora indimenticabile di Stelvio Cipriani). Sempre celebrata? Quasi. Voci fuori dal coro Julien Green: Con tutta la buona volont non sono riuscito ad affezionarmi a questa citt che non viene lasciata morire e il cui corpo vivente marcisce nellacqua putrida () la sua bellezza ha qualcosa che mi fa orrore. Ha un volto sul quale i segni della putrefazione si profilano sempre pi grandi e numerosi, e lamore che le si porta mi sempre sem-brato necrofilo. Ai miei occhi non c nulla di tanto deprimente come la luce del sole su queste antiche pietre.

    Venezia senza dubbio lunico luogo al mondo in cui si possono sempre rinnovare tutti i propri desideri. Solo qui il mare ha questo forte odo-re che fa dimenticare tutte le realizzazioni e di nuovo le fa desiderare () qui non ci sono suicidi. Chi venisse qui con l intenzione di togliersi la vita dovrebbe farlo subito la sera stessa; il giorno dopo sarebbe gi troppo tardi.Jean Giono (1952)

  • 25 For Magazine

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    Sul libro del destino era dunque scritto al-la mia pagina che il 28 settembre 1786, alle cinque di sera secondo la nostra ora, entran-do dal Brenta nella laguna, avrei visto per la prima volta Venezia, e subito dopo avrei toccato e visitato questa meravigliosa citt insulare, questa repubblica di castori. Cos, a Dio piacendo, Venezia non pi una mera parola, il nome vuoto che per me, nemico giurato delle vacue sonorit, fu tante volte motivo dangoscia.Johann Wolfgang Goethe (1786)

    Ma della luce di Venezia e dell incanto dei suoi mattini, dello splendore del mare al Lido, del sole la sera dietro le cupole della Salute, del Redentore, di San Gior-gio Maggiore di tutto ci e delle notti, delle calde notti in cui risuona sempre da qualche parte un canto o una musica di corno o di chitarre, di tutto ci taccio, per met in deliquio e per met geloso.Arnold Zweig (settembre 1913)

  • 26 For Magazine

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    Capii perch cos tante storie ambien-tate a Venezia sono gialli. facile che gli ombrosi canali minori e i passaggi labirintici, dove persino gli iniziati per-dono la strada, evochino umori sinistri. Riflessi, specchi e maschere suggeriscono che le cose non sono come sembrano. Giardini nascosti, finestre con le im-poste chiuse e voci non viste parlano di segreti e rendono possibile locculto. Gli archi in stile moresco ricordano che in fondo l insondabile mente orientale ha avuto la sua parte in tutto ci.John Berendt (da Dove cadono gli angeli-Venezia e altri misteri)

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    Gi di settembre imbrunanoa Venezia i crepuscoli precocie di gramaglie vestono le pietre.Dardeggia il sole lultimo suo raggiosugli ori dei mosaici ed accendefuochi di paglia, effimera bellezza.E cheta, dietro le Procurate,sorge intanto la luna.Vincenzo Cardarelli, Settembre a Venezia

    Una volta sola ci siamo crogiolati nella luce del sole in Piazza San Marco, un giorno dopo il nostro arrivo avvenuto sotto una pioggia torrenziale. Da allora, nebbia senza fine.Marie von Ebner-Eschenbach (autunno 1907)

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    Se entrate dalla parte di San Marco attraverso una quantit prodigiosa di bastimenti di ogni genere, di va-scelli da guerra, di vascelli mercan-tili, di fregate, di galere, di barche, di battelli, di gondole, sbarcate su una riva chiamata la Piazzetta, dove si vedono da una parte il Palazzo e la Chiesa Ducale che annuncia-no lo splendore della repubblica, e, dallaltra, la piazza San Marco circondata da portici innalzati se-condo i disegni del Palladio e del Sansovino. Si va per le vie della Merceria fino al ponte di Rialto; si cammina su pietre quadrate di marmo dIstria, dentellate a colpi di scalpello in modo che non vi si possa sdrucciolare, si passa per una localit che rappresenta una fiera perpetua, e si arriva a quale ponte, che, con un solo arco di novanta piedi di larghezza, attraversa il Ca-nal Grande, assicura con la sua elevatezza il passaggio alle barche e ai battelli durante lalta marea, offre tre diverse vie ai passeggeri e sostiene sulla sua incurvatura ven-tiquattro botteghe con le abitazioni e coi tetti coperti di piombo.Carlo Goldoni, Memorie 1784-1787

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    Prima di capire esattamente come, scoprii che stavamo scivolando per una strada, una strada davvero spettrale. Su entrambi i lati le case si levavano dallacqua, e la nera barca scivolava sotto le finestre () Tutt intorno regnava un profondo silenzio.Charles Dickens (1844)

  • 30 For Magazine

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    Chi nel mettere piede per la prima volta, o dopo una lunga assenza su una gondola veneziana, non ha dovuto reprimere un brivido fuga-ce, un senso di segreto disagio o di avversione? Giunto a noi immu-tato dai tempi delle ballate, nero come nere al mondo sono soltanto le bare, lo strano legno evoca al-la nostra mente tacite, delittuose avventure nel mormorio notturno delle acque; e soprattutto evoca la morte stessa, il feretro, il corteo te-tro, il silenzio dellultimo viaggio.Thomas Mann (1912)

  • 31 For Magazine

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    (...) questa pura Citt darte aspira a una suprema condizione di bellezza, che per lei un annuale ritorno come per la selva il dar fuori. Ella tende a rivelar s medesima in una piena armoniaGabriele DAnnunzio, Il fuoco, 1900

  • 32 For Magazine

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    Venezia: ma, prima di Venezia, Fusina, poich di l arrivavo: i chiari e smaglianti argenti nebulosi della laguna piena dali di gabbiani adriatici, belli nella vigoria del volo possente e leggiero in una limpida mattina in-vernale dallaria senza vento, immota. Resta vero adesso come allora, che chi voglia davvero arrivare a Venezia, ha da evitare la triviale comodit degli approdi ferroviari ed auto-mobilistici; ha da prendere la via del canal di Brenta e dellumile imbarco di Fusina: e vedr sorger Venezia dallacqua e nellaria in una nebbia lontana dargento nitido e fosco; le vedr, la nebbia e la citt, inazzurrare e indorare, laria farsi di rosa e darancio e di rosso, dei colori della citt unica, mentre gi di chiariscono i bianchi antichi dei marmi, i grigi stupendi della pietra, e squilla al sole la palla doro e di verderame, brividisce di verde lacqua del canal di Giudecca e del principio del Canal Grande, che saprono allocchio; e di l dal Palazzo dei Dogi, san Marco si palesa in unaureola, in un iride preziosa che se ne fonde nellaria incantata e melo-diosa. Sullacqua del Bacino, fra san Giorgio dei Greci e le Rive, una brezza c sempre a darle un riso di vita, quasi che pur laria sia innamorata della luce di Venezia.Riccardo Bacchelli (da Italia per terra e per mare)

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    La posizione dellantica citt delle meraviglie romane sempre una delle apparizioni pi venerabili e toccanti, ma anche pi esotiche e avventurose per il viaggiatoreFriedrich von Matthisson (giugno 1796)

    Passammo o scivolammo o volteggiammo attraverso stradine e viuzze; avanzavamo rasenti i muri e gli angoli: tra le pareti in pietra e il bordo della barca non si sarebbe potuta infilare una mano.Gerhart Hauptmann (gennaio 1897)

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    A mezzanotte passai per vie so-litarie, per anguste vie di pie-tra, morte attraverso piazze piccole, quadrate, morte, con tre fontane di marmo antico e all improvviso La morte a Venezia una chiesa grigia dalle forme graziose e carezzevoli. E una volta, passando, attraverso un varco stretto vidi il ponte dei sospiri librarsi nella notte.A. Kerr (1920)

    Sempre bella la Sua Maest Venezia, forse troppo bella per questo presente plebeo che non le si addice affatto. Una regina che per denaro deve mostrarsi a curiosi che posseggono denaro, ma nes-sun rispetto per le antiche maest.Otto Julius Bierbaum 1902

  • 35 For Magazine

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    Di sera con i loro alti camini sva-sati cui il sole reca i colori rosa pi vivi, i rossi pi chiari sopra le case sembra fi