QUADERNO DI APICOLTURA · PDF file 2019-05-14 · La scelta del metodo biologico ......

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    QUADERNO DI APICOLTURA

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    INDICE

    Introduzione: ..................................................................................................................................................................5 Prefazione .......................................................................................................................................................................7 L’importanza delle api ..................................................................................................................................................10 Adattabilità delle api ai cambiamenti climatici .........................................................................................................11 L’apicoltura biologica .....................................................................................................................................................13 Ingresso nel sistema di controllo .................................................................................................................................15 La scelta del metodo biologico ....................................................................................................................................16 Ubicazione dell’apiario e costituzione delle famiglie ................................................................................................19 Il censimento degli alveari e l’anagrafe apistica ........................................................................................................22 Caratteristiche dei materiali .........................................................................................................................................24 Alimentazione degli alveari ..........................................................................................................................................28 Lotta sanitaria ................................................................................................................................................................31 Allevamento delle api regine ........................................................................................................................................34 Produzione sciami e pacchi d’ape ................................................................................................................................36 Servizio d’impollinazione .............................................................................................................................................37 Gestione di un laboratorio biologico ..........................................................................................................................38 Schede tecniche aziendali .............................................................................................................................................46 Il calendario dell’apicoltore biologico .........................................................................................................................49 Conclusioni ....................................................................................................................................................................67 Diagramma e schede di lavoro ...................................................................................................................................68 Bibliografia .....................................................................................................................................................................73

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    INTRODUZIONE

    La scelta fatta per la sua redazione è stata quella di evitare l’ennesimo disciplinare, costruito attorno all’e- lencazione di regole, ma di farne un’occasione per ri- flettere sul significato più ampio dell’apicoltura biolo- gica. Abbiamo cercato di realizzare uno strumento di lavoro di semplice consultazione, focalizzandoci sui principi generali per fornire, a quanti si vogliano avvi- cinare all’apicoltura biologica, una panoramica su ciò che prevede la normativa e l’esperienza di aziende at- tive da anni in diversi contesti geografici e produttivi. E’ infatti presente, nel quaderno, anche un confronto tra apicoltori professionisti che raccontano la propria esperienza tecnica e non solo. Abbiamo ritenuto che questa soluzione fosse la più utile per aiutare i neo- fiti di quest’apicoltura a individuare la personale via alla realizzazione della propria professione. Per fare questo si è quindi scelto di dare voce direttamente a esperti apicoltori biologici e nell’identificarli, li ab- biamo incontrati nelle tre marco-aree italiane, Nord Centro e Sud, affinché potesse emergere come la di- versa latitudine influisca sulle loro scelte operative. Ogni capitolo affronta una fase precisa della con- duzione di un apiario biologico e si compone di tre parti: un primo capoverso descrittivo dei crite-

    ri base da considerare; la trascrizione delle specifi- che prescrizioni previste dalla normativa biologica sull’argomento (Box Normativi); una traccia sul com- portamento da tenere in adempimento alla normati- va e, in conclusione, le risposte dei soci intervistati. In appendice al quaderno sono presenti delle schede operative che è possibile fotocopiare e compilare e che potrebbero diventare un “diario di campo” e uno stru- mento di supporto alle osservazioni dell’apicoltore. Il manuale sarà disponibile online con allega- ti quali HACCP, Relazione Tecnico-Apistica e al- tra documentazione a supporto. Speriamo, in que- sto modo, di essere riusciti a coniugare elementi inevitabilmente contrapposti, quali l’importanza della precisa trascrizione delle regole e degli ob- blighi previsti dalla normativa biologica, con la fa- cilità e il piacere della lettura; il tutto integrato con la “voce” di chi opera da anni in questo settore.

    Questo quaderno ha lo scopo di forni- re le informazioni di base per l’orga- nizzazione di un’attività apistica con- dotta secondo il metodo biologico.

    Diego Pagani Apicoltore biologico e presidente di Conapi

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    L’APICOLTURA

    PREFAZIONE

    Una pittura rupestre rinvenuta in Spagna, ri- salente a 10.000 anni fa, rappresenta una figu- ra umana intenta a raccogliere un favo di mie- le da un alveare selvatico circondato dalle api. Nell’antico Egitto l’apicoltura, raffigurata in nume- rosi bassorilievi rinvenuti nelle tombe dei faraoni (XVIII° e XXVI° dinastia), era molto sviluppata ed era praticata anche la transumanza degli alveari. In- fatti gli antichi apicoltori spostavano i favi per mezzo di barche che, sul Nilo, seguivano le fioriture dall’Al- to Egitto fino al Basso Egitto, precorrendo la moder- na concezione dell’allevamento “nomade” delle api.

    L’antico progenitore dell’ape doveva essere molto si- mile ad alcuni apidi ancora presenti in alcune zone dell’Africa e dell’America Latina (melipona, trigona) e viveva in maniera solitaria, deponendo le uova in un nido in cui erano presenti scorte di cibo ma disinte- ressandosi della progenie. Con il passare dei millenni l’adattamento delle api e dei fiori ha portato questi in- setti sociali ad aggregarsi in colonie sempre più nu- merose, aumentando il bisogno di raccogliere grandi quantità di nettare e polline per nutrire la prole. I fiori sono diventati, da par loro, dei perfetti distributori di polline: attirate dal miraggio di un abbondante bot- tino di nettare, le api per la loro particolare confor- mazione si impolverano, trasportando il polline di fiore in fiore consentendone la fecondazione e garan- tendone la continuità. Le api hanno inoltre un’altra peculiarità, la fedeltà al fiore, infatti, un’ape che co- mincia a bottinare su una specie di fiore continuerà, per tutto il giorno, a visitare solo quel tipo di fiore, mentre un’altra ape, della stessa famiglia, potrà lavora- re contemporaneamente su un altro tipo di fioritura.

    Un altissimo grado di specializzazione, raggiun- to in secoli di adattamento, fa delle api il mi- gliore agente impollinatore esistente, impareg- giabile per efficienza e scrupolosità nel lavoro svolto quotidianamente: possiamo affermare, sen- za timore di smentita, che le api sono il principa- le fattore per la conservazione della biodiversità. Ciascuno dei componenti della famiglia all’interno dell’alveare ha dei compiti specifici e se questo rende il superorganismo alveare estremamente efficace, ciò implica anche una dipendenza totale tra gli individui. Ogni ape dipende dalle altre in quanto idonea ad al- cuni compiti, ma assolutamente impreparata per altri. Oggi le api sono insetti sociali ed ognuna di loro, per sopravvivere, deve far parte di una famiglia: si può dire che “la famiglia” raccoglie polline e nettare, “la fa- miglia” si riproduce, si difende dai nemici, supera l’in- verno ecc. Ciò avviene grazie al fatto che il singolo in- dividuo, ad eccezione della regina, ha un peso minimo nella collettività. Una famiglia di api, al termine della primavera, nel momento di massimo sviluppo può es- sere composta da 60.000 individui, appartenenti a tre caste diverse: la regina, i fuchi e le operaie. La regina è una sola, i fuchi vengono allevati solo tra la primavera e la fine dell’estate nell’ordine di alcune centinaia e le operaie costituiscono la parte più consistente della fa-

    L’apicoltura è l’arte di governare le api in maniera razionale, con lo scopo di ri- cavarne un reddito sotto forma di miele, cera, polline, propoli, pappa reale o at- traverso il servizio dell’impollinazione.

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    miglia con un numero che può va- riare dalle 30