Progettare insieme l¢â‚¬â„¢accessibilit£  -...

download Progettare insieme l¢â‚¬â„¢accessibilit£  - Fondazione Cogeme Fondazione Cogeme Onlus Negli ultimi vent¢â‚¬â„¢anni

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  • Progettare insieme l’accessibilità L’esperienza degli 11 Comuni del Distretto socio-

    sanitario n.7 di Chiari (BS)

    a cura di Alberto Arenghi, Gianluigi Rota e Simone Mazzata

    con il Patrocinio di

  • Parte della documentazione pubblicata è visionabile nella sezione dedicata al progetto nel sito internet http://fondazione.cogeme.net.

    PROPRIETÀ E UTILIZZO DEI DATI I testi, i dati e ogni altra documentazione contenuti in questa pubblicazione sono di proprietà esclusiva della Fondazione Cogeme spa Rovato Onlus. Il loro utilizzo è

    concesso solo se viene citata la fonte.

    IMMAGINE DI COPERTINA Opera su tela realizzata dagli ospiti del Centro Diurno per persone con Disabilità (CDD) di Palazzolo s/O della Cooperativa La Nuvola, logo del

    progetto sperimentale "Oasi del Sollievo" (Coop. La Nuvola).

    Redazione, progetto grafico, impaginazione e copertina: Pierrepi Stampa: Tipografia camuna spa, marzo 2008

  • Sono particolarmente lieto di presentare questo volume. La nostra Fondazione nasce da Cogeme, società di servizi di pubblica utilità di proprietà di 70 comunità locali che in questi anni si è sempre distinta per dare risposte coerenti e concertate alle esigenze del territorio. Il progetto di seguito illustrato rappresenta, né più né meno, l’identità e la storia del nostro fondatore: offrire alle amministrazioni comunali contributi condivisi per il governo del territorio. In particolare, la pubblicazione documenta il percorso, sostenuto dalla Fondazione, degli 11 Comuni del Distretto socio-sanitario n.7 Oglio Ovest della Provincia di Brescia, che hanno deciso di riflettere insieme su uno dei grandi temi della qualità per la vita: l’accessiblità degli spazi costruiti, più comunemente nota nella sua accezione “negativa”, per così dire, e cioè come barriere architettoniche. Un apposito tavolo tecnico e istituzionale è stato costituito e si è riunito, giungendo all’elaborazione di un capitolo specifico che ciascun Comune si è impegnato ad inserire nel proprio regolamento edilizio. E’ stato un lavoro complesso ma efficace - apprezzato anche dall’Assessore lombardo alla Casa e Opere pubbliche, Mario Scotti, che ha patrocinato questa iniziativa editoriale - e possibile grazie al concorso di tutti coloro che vi hanno partecipato, dai tecnici ai sindaci, dalla segreteria organizzativa agli esperti coinvolti. Vorrei qui menzionare, in modo esplicito, due persone: Alberto Arenghi, coordinatore scientifico, e Pietro Vavassori, presidente del Distretto socio- sanitario n.7 e consigliere della Fondazione. Grazie alla loro competenza e alla loro passione questo percorso può essere ritenuto a tutti gli effetti una buona pratica, da applicare e diffondere in altri contesti territoriali.

    Giovanni Frassi Presidente Fondazione Cogeme Onlus

  • “Costruisci società democratiche che siano giuste, partecipative, sostenibili e pacifiche, facendo in modo che le comunità a tutti i livelli garantiscano i diritti umani e le libertà fondamentali e forniscano a tutti le opportunità per realizzare appieno il proprio potenziale; promuovendo la giustizia sociale ed economica e permettendo a tutti di raggiungere uno standard di vita sicuro e dignitoso ed ecologicamente responsabile”.

    Carta della Terra, principio n.1

  • Sommario pag. 7

    PARTE PRIMA CRONACA DI UN PERCORSO CONDIVISO DI PROGETTAZIONE SOCIALE

    pag. 9 Un progetto per la qualità della vita del territorio Pietro Vavassori, Presidente del Distretto socio-sanitario n.7 Oglio Ovest della Provincia di Brescia, Sindaco di Rudiano e consigliere Fondazione Cogeme Onlus

    Una provocazione per cominciare L’idea condivisa da un gruppo di sindaci Un percorso impegnativo, all’insegna della responsabilità Costruire insieme un progetto per il territorio

    pag.15 Dalla formazione alla redazione di regole: l’accessibilità per

    l’innalzamento della qualità edilizia ed urbana Alberto Arenghi, Università di Brescia

    Genesi del progetto Il percorso con i Comuni La regolazione Analisi tecnica della regolazione Conclusioni

    P.S.: una questione terminologica

    pag.33

    Latitudine del potere comunale di regolazione edilizia Gian Luigi Rota e Giuseppe Rusconi, Studio legale Rota&Rusconi Associati

    L’ordinamento costituzionale dei poteri regionali (cenni) La legge 328 sul sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali La regolazione edilizia secondo l’ente regionale La giurisprudenza non è mai troppa Veniamo al sodo Conclusioni

    pag.53 PARTE SECONDA

    LE NORME TECNICHE COMUNALI PER L’ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE a cura di Alberto Arenghi e Gianluigi Rota

  • pag.55 Il documento finale - “Della qualità edilizia e urbana”

    Sezione I – Campo di applicazione Sezione II – Modalità di presentazione del progetto Sezione III – Criteri di progettazione Sezione IV – Normativa derogatoria

    pag.71 Elenco dei partecipanti al tavolo tecnico

    pag.73 Protocollo d’intesa tra la Fondazione Cogeme Onlus e il Distretto socio-sanitario n.7 Oglio Ovest (Chiari)

    pag.77

    PARTE TERZA DOCUMENTAZIONE

    pag.79 Normativa italiana

    Pag.149 Normativa Regione Lombardia

    Pag.187 Selezione giurisprudenziale

    pag.247 Documenti internazionali

  • PARTE PRIMA Cronaca di un percorso condiviso di

    progettazione sociale

  • Un progetto per la qualità della vita del territorio Pietro Vavassori, Presidente del Distretto socio-sanitario Oglio Ovest n.7 della Provincia di Brescia, Sindaco di Rudiano e consigliere della Fondazione Cogeme Onlus Negli ultimi vent’anni ono state emanate leggi, regolamenti, circolari; si sono celebrati convegni e simposi; si è gridato allo scandalo di fronte a situazioni a dir poco aberranti, ma tutto questo, purtroppo, non è ancora servito a compiere quel salto di qualità nel grande e complesso tema dell’accessibilità. Vi è stata una preoccupazione eccessiva nello studio e nella ricerca di definizioni, enunciati e regole a favore delle “barriere architettoniche”: dal Parlamento, luogo legiferante per eccellenza, alle Regioni, nella loro affermazione quali enti “federali”. E, nel frattempo, le città, i paesi, gli spazi urbani, gli edifici pubblici, i negozi, le abitazioni continuano ad essere luoghi destinati solo alle persone così dette “normodotate”, ai Cittadini che camminano con le loro gambe, che non devono spingere alcun passeggino, che non hanno problemi a fare gradini, a risalire rampe, a camminare su pavimentazioni dissestate. Appare una provocazione, ma purtroppo è un dato di realtà, forse per colpa di nessuno, oppure di tutti. Il fatto è che in questi anni di personale impegno da amministratore pubblico - e forse anche per la mia formazione professionale - mi sono trovato spesso a discutere in diverse sedi del tema delle barriere architettoniche. Nonostante i molteplici e lodevoli sforzi, generati anche da obblighi normativi, occorre a mio parere qualcosa di nuovo per cambiare la cultura dell’accessibilità.

  • Un’idea condivisa da un gruppo di Sindaci Tutto iniziò un giorno di fine 2005, durante un’impegnativa assemblea dei Sindaci del Distretto Oglio Ovest n.7, del quale ho l’onore di essere presidente. Verso la fine della riunione, condividemmo l’ipotesi di un progetto per promuovere il tema dell’accessibilità. L’idea di metter in atto un percorso di riflessione sul tema, che potesse portare ad azioni concrete per elevare la sensibilità dei Cittadini sull’abbattimento delle barriere architettoniche, ci spinse fin da subito a constatare che ciò sarebbe stato possibile partendo dall’impegno degli amministratori locali ad attuare politiche urbanistiche mirate al coinvolgimento degli addetti ai lavori: professionisti, imprenditori ed operatori immobiliari. Da qui la programmazione di due progetti: un corso di formazioni indirizzato ai tecnici e progettisti, pubblici e

    privati; un percorso di riflessione comune all’interno dell’assemblea di Sindaci,

    al fine di individuare i bisogni dei Cittadini relativamente al tema dell’accessibilità.

    Da un lato, il corso di formazione sulla progettazione accessibile, svolto nella primavera del 2006, ha proposto un nuovo approccio alla cultura progettuale orientata all’accessibilità, come condizione sostanziale di qualità della vita. E’ stato ribadito chiaramente che il progettista non è solo colui che congegna soluzioni per costruire, ma deve ingegnarsi per garantire e migliorare la qualità abitativa. L’accessibilità ai luoghi come valore aggiunto, quindi, comporta l’attenzione del progettista fin dalle fasi meta-progettuali dell’intervento. Dall’altro, la riflessione di noi amministratori nell’Assemblea ha avuto come perno l’attenzione alla dignità della persona, in qualunque condizione di vita, di salute, di ambiente essa si trovi. Partendo da questo concetto, appare chiaro che la “barriera” colpisce non solo un “disabile in carrozzina”, o una persona gravemente ammalata, ma pure l’anziano, il bambino, un soggetto temporaneamente debole: ogni uomo ha il diritto di vivere in luoghi in cui gli ostacoli evitabili vengano eliminati.

  • Da queste considerazioni è nato il protocollo d’intesa tra la Fondazione Cogeme Onl