Patrizia Gasparini - Ariosto colorista

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    Ariosto colorista e cortigiano Ekphrasis e bellezza femminile nellOrlando furioso

    Patrizia GASPARINI Universit de Lorraine

    1. Scrittori e artisti alla corte di Alfonso I dEste

    Il canto XLVI dellOrlando furioso si apre con levocazione dellatmosfera festosa creata dalle

    belle e sagge donne e dai cavalieri che il narratore scorge a riva, pronti ad accoglierlo quando

    finalmente giunge al termine della sua lunga navigazione letteraria1. Come noto, i nomi fatti dallAriosto

    non sono solo un tributo ai membri, femminili e maschili, delle famiglie legate alla corte degli Este (dai

    Correggio ai Pio ai Malatesta ai Gonzaga). Lintento principale quello di porre in rilievo alcune delle

    figure intellettuali pi di spicco di quel mondo cortigiano. Non a caso, la prima famiglia selezionata,

    quella dei Correggio, consente al narratore di rendere omaggio a Veronica Gmbara s grata a Febo e

    al santo aonio coro (o. 3, v. 8), seguono poi donne destinatarie di omaggi letterari (come Ginevra

    Correggio e Ippolita Sforza, o. 4, v. 1-3), o nutrite al sacro speco di Apollo, come Domitilla

    Trivulzio (ibid., v. 4). E ci sono anche donne inserite per il prestigio dipendente da qualit morali, sagge,

    oneste e buone , oltre che belle : sono Barbara Turca e la sua compagna Laura, opportunamente

    aggiunte nella terza edizione, giacch Laura, di cognome Dianti, divenuta nel frattempo la favorita di

    Alfonso (o. 5, v. 1-4)2. E c anche Vittoria Colonna, colei che tolto ha da la scura spiaggia / di Stige

    [] linvitto suo consorte facendolo splender nel ciel grazie alla celebrazione fattane nella sua

    poesia (o. 9, v. 5-8). Molti poi sono i personaggi letterari che nutrono lelenco delle figure maschili che

    attendono il narratore, tra i quali il divin Pietro Aretino , Pietro Bembo che 'l puro e dolce idioma

    nostro,/levato fuor del volgare uso tetro,/quale esser dee, ci ha col suo esempio mostro e Iacopo

    Sannazaro, presenze illustri che creano un cenacolo virtuale allinterno del quale Ariosto si colloca,

    anticipando un riconoscimento letterario che quel medesimo cerchio non mancher di riconoscergli fin

    dalla prima edizione del Furioso3.

    1 Cf. ARIOSTO, Ludovico, Orlando furioso e cinque canti, a c. di Remo CESERANI e Sergio ZATTI, 2 vol. Torino, UTET, 2010 [2006]. Per il topos dellarrivo in porto, gi segnalato da Ernst Robert Curtius, cf. CASADEI, Alberto, Il finale e la poetica del Furioso , in Chroniques italiennes, 19 (2011), versione web p. 1-21, a p. 1. 2 Lucrezia Borgia, seconda moglie di Alfonso, muore nel 1519. Si veda CATALANO, Michele, Vita di Ludovico Ariosto, ricostruita su nuovi documenti, 2 vol., Genve, Olschki, 1931 (Biblioteca dell Archivium romanicum diretta da Giulio Bertoni, Serie I, vol. 15), vol. I, p. 473-474. 3 Riconoscimento che non gli verr invece da Ippolito dEste, il dedicatario del poema. Cf. ARIOSTO, Ludovico, Satire, a c. di Guido Davico BONINO, Milano, BUR, 2022, Satira I, v. 106-108 : S'io l'ho con laude ne' miei versi messo, / dice ch'io l'ho fatto a piacere e in ocio; / pi grato fra essergli stato appresso.

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    Se si esaminano queste medesime ottave secondo un criterio diacronico, si nota che non solo la

    stanza 5, quella con Laura Dianti, unaggiunta del 1532, ma anche la stanza 9 in cui si celebra Vittoria

    Colonna e cos la stanza 15, in cui trova luogo lelogio di Pietro Bembo. Quando si consideri che a

    quella redazione appartengono anche le stanze consacrate ai grandi scrittori del canto XLII (Pontano,

    Bembo, Castiglione, ecc.), la celebrazione delle donne scrittrici del canto XXXVII, e lesordio del canto

    XXXIII, che si apre con una lista degli artisti pi illustri, del passato e contemporanei, assenti finora dal

    panorama culturale dellOrlando furioso, e se si considerano poi le ottave dedicate ai nuovi Argonauti (c.

    XV, 19-27), si pu allora concludere con Cesare Segre che lorizzonte dellautore spazia ormai su pi

    ampie regioni [non solo della cultura ma] del mondo e che le nuove ottave allargano i confini della

    nostra civilt4.

    Se intuitivo dedurre che le aggiunte, che ampliano lo spettro dei nomi dei letterati dellepoca e la

    loro frequenza nel Furioso, dipendono dal sentirsi dellAriosto sempre pi a proprio agio in quel mondo,

    grazie soprattutto a una fama letteraria consolidatasi nel tempo, meno immediato invece giustificare

    lintroduzione dei nomi di artisti, e la selezione da lui operata.

    Si leggano dapprima le stanze in questione del canto XXXIII, 1-3:

    Timagora, Parrasio, Polignoto, Protogene, Timante, Apollodoro, Apelle, pi di tutti questi noto, e Zeusi, e gli altri cha quei tempi foro; di quai la fama (mal grado di Cloto, che spinse i corpi e dipoi lopre loro) sempre star, fin che si legga e scriva, merc degli scrittori, al mondo viva: e quei che furo a nostri d, o sono ora, Leonardo, Andrea Mantegna, Gian Bellino, duo Dossi, e quel cha par sculpe e colora, Michel, pi che mortale, angel divino; Bastiano, Rafael, Tizian, chonora non men Cador, che quei Venezia e Urbino; e gli altri di cui tal lopra si vede, qual de la prisca et si legge e crede: questi che noi veggin pittori, e quelli che gi mille e millanni in pregio furo, le cose che son state, coi pennelli fatthanno, altri su lasse, altri sul muro.

    Sappiamo che la lista dei pittori antichi tutta letteraria e tratta dalla Naturalis Historia di Plinio,

    anche se Ariosto, rispetto alla sua fonte, abbrevia lelenco ( e gli altri ch'a quei tempi foro )5. Pi

    interessante che anche lenumerazione di artisti contemporanei ricalchi da vicino altre graduatorie di

    4 SEGRE, Cesare, Storia interna dellOrlando furioso, in ID., Esperienze ariostesche, Pisa, Nistri-Lischi, 1966, p. 29-41, a p. 34-35. 5 Cf. Pline lAncien, Histoire naturelle. Livre XXXV, texte tabli, trad. et comment par Jean-Michel CROISILLE, Paris, Les Belles lettres, 1985, XXXV, 35-36.

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    prestigio allora correnti 6. Basti pensare ai giudizi di valore espressi da Baldassar Castiglione nel

    Cortegiano: eccellentissimi Leonardo Vincio, il Mantegna, Rafaello, Michel Angelo, Georgio da Castel

    Franco 7, che differisce di poco da quello di Ariosto. Giorgione al posto di Giovanni Bellini, non vi

    sono invece presenti i Dossi, ferraresi, e Sebastiano del Piombo, artista veneziano trasferitosi a Roma

    fin dal 1511. Questi ultimi sono ricordati invece da un altro grande umanista dellepoca, Paolo Giovio,

    citato da Ariosto nella satira VII insieme a una serie di altri illustri letterati, in testa ai quali si trova

    ancora una volta il Bembo8. Il Giovio, la cui fama era tale che nel 1535 venne invitato come guida di

    Carlo V alla visita delle antichit romane, non solo aveva scritto le biografie di Leonardo,

    Michelangelo e Raffaello, ma aveva ricordato e in modo suggestivo, i Dossi, il Piombo e Tiziano 9.

    Conosciamo inoltre il grande interesse che la vicina corte di Mantova prestava agli artisti,

    impegnati alcuni anni prima dalla marchesana Isabella nella decorazione del suo celebre Camerino (tra i

    quali spicca Andrea Mantegna, artista attivo alla corte per oltre quarantanni), e quanto insistette la

    stessa per avere un ritratto da Leonardo, di cui rimane solo il disegno preparatorio, oggi conservato al

    Louvre. Due ritratti le fece anche Tiziano, il primo oggi perduto, il secondo, di una decina danni

    posteriore, assai apprezzato da Isabella che lo lod perch la ritraeva nel suo splendore ancora

    giovanile10.

    Il fratello di Isabella, Alfonso, duca di Ferrara dal 1505 al 1534, di solito ricordato per la sua

    passione per le artiglierie e per la sua abilit strategico-militare, oltre che per la sua competenza in

    materia di fortificazioni, e si lascia passare in secondo piano la sua attivit di mecenate, forse meno

    esibita di quanto non fece il padre Ercole I, ma sicuramente solida11. Egli commission infatti la

    realizzazione di due importanti camerini, nellappartamento privato della Via Coperta, lo Studio dei

    marmi e il Camerino delle pitture, il cui programma iconografico venne affidato a Mario Equicola.

    6 Cf. Orlando furioso, cit., vol. II, p. 1148, in nota. 7 CASTIGLIONE, Baldassarre, Il libro del cortegiano, ed. a c. di Ettore BONORA, commento di Paola ZUCCOLA, Milano, Mursia, 2002, I, XXXVII. Si veda inoltre DIONISOTTI, Carlo, Tiziano e la letteratura, in Tiziano e il manierismo europeo, a c. di Rodolfo PALLUCCHINI, Firenze, Olschki, 1978, p. 259-270. 8 ARIOSTO, Satire, cit., Satira VII, v. 127-129. 9 BAROCCHI, Paola, Fortuna dellAriosto nella trattatistica figurativa, in Critica e storia letteraria. Studi offerti a Mario Fubini, Padova, Liviana Editrice, 1970, p. 388-405, alle p. 388-389. Si veda inoltre GIOVIO, Paolo, Scritti darte. Lessico e ecfrasi, a c. di Sonia MAFFEI, Pisa, Scuola Normale Superiore, 1999. Si cita da p. 218-219 uno dei passi in cui Giovio si esprime su Dosso Dossi, tratto dal testo DellImitatione, rappresentativo dellottimo giudizio che lumanista espresse sullattivit artistica del pittore : Doxium imagines [] summam tamen [] excellentis industriae commentadionem accipiunt ( [] tutte le sue immagini riscuotono [], la pi alta lode di eminente bravura ; si vedano anche altri luoghi : nella Raphaelis Urbinatis vita, p. 262-263, e il commento della studiosa, p. 276-277. 10 Tiziano Vecellio, Ritratto di Isabella d'Este in nero, 1534-1536, Vienna, Kunsthistorisches Museum. 11 CATALANO, op. cit., vol. I, p. 465: Alfonso fu difatti un principe guerriero e questa sua qualit molto gli valse per conservare lo stato alla propria Casa , e pi avanti, pp. 467-469. Naturalmente, la maggi