No all’o dio e alla violenza - L'Osservatore · PDF filepermettono di aiutare chi...

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  • No allo dioe alla violenza

    LOsservatore Romanoil SettimanaleCitt del Vaticano, gioved 10-17 agosto 2017anno LXX, numero 32-33 (3.905)

  • LOsservatore Romanogioved 10-17 agosto 2017il Settimanale

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    LOS S E R VAT O R E ROMANO

    Unicuique suum Non praevalebunt

    Edizione settimanale in lingua italiana

    Citt del Vaticanoo r n e t @ o s s ro m .v a

    w w w. o s s e r v a t o re ro m a n o .v a

    GI O VA N N I MARIA VIAND irettore

    GIANLUCA BICCINICo ordinatore

    PIERO DI DOMENICANTONIOProgetto grafico

    Redazionevia del Pellegrino, 00120 Citt del Vaticano

    fax +39 06 6988 3675

    Servizio fotograficotelefono 06 6988 4797 fax 06 6988 4998

    [email protected] w w w. p h o t o .v a

    TIPO GRAFIA VAT I C A N A EDITRICELOS S E R VAT O R E ROMANO

    don Sergio Pellini S.D.B.direttore generale

    Abb onamentiItalia, Vaticano: 58,00 (6 mesi 29,00).

    telefono 06 6989 9480fax 06 6988 5164i n f o @ o s s ro m .v a

    Itrafficanti di uomini stanno facendo la politicadella migrazione nel Mediterraneo sintitola-va un articolo apparso sul quotidiano franceseLa Croix del 30 maggio scorso. E i dati sul-la composizione dei flussi migratori resi pub-blici alcuni giorni fa lo confermano, quantifi-cando ci che da qualche tempo stanno de-nunciando le religiose che si occupano di trat-ta. Cio che raddoppiato il numero di mino-ri fra i quali prevalgono le donne che arri-va sui barconi: minori che difficile controlla-re, in assenza di documenti, e custodire neicentri di accoglienza, dai quali in grande mi-sura vengono fatti fuggire per inserirli in unarete di vergognoso sfruttamento. E questo nonvale solo per i minori: da tempo i missionariavvertono che i mercanti di uomini percorronoi villaggi africani della fascia subsahariana,stordendo con false promesse i giovani perspingerli a una migrazione che li porter, do-po un calvario lunghissimo, a lavorare per ri-pagare i loro torturatori.

    Questa situazione gravissima non riguardasoltanto la condizione in cui versano le vittimedel mercato di carne umana, perch i suoi ef-fetti si allargano al contesto internazionale. Dauna parte, limmissione nei flussi migratori dimasse sempre crescenti di persone coinvolte

    Migrazionie tratta

    nella tratta penalizza, rendendo pi costosi edifficili i viaggi, i veri migranti, cio quelli chefuggono da situazioni disperate, di guerra,violenze endemiche, carestie. Dallaltra, creauna situazione di insicurezza e di ostilit neipaesi di arrivo, anche se questi ultimi sonocorresponsabili della tragedia accettando laprostituzione, anche minorile, e il lavoro nero.

    In una situazione cos complessa e difficileforse la risposta non deve essere solo quella,doverosa, di accogliere i migranti e di offrireloro un inserimento dignitoso nei paesi euro-pei, ma vi anche lobbligo morale di tenerepresente la piaga del mercato di esseri umaniche sta prosperando, purtroppo in modo cre-scente, attraverso le rotte mediterranee, e checostituisce una ricca fonte di guadagno illecitoper molti. Non facile affrontare questo feno-meno, ma in primo luogo necessaria una re-pressione efficace dello sfruttamento dei mi-granti nei paesi europei, senza esimersi da unserio controllo delle modalit di arrivo. Lemorti di tanti migranti nei naufragi, infatti,non si evitano solo con i salvataggi in mare,ma anche contrastando chi li fa partire in con-dizioni disumane e pericolose.

    Quando si esce da affermazioni astratte, an-che sacrosante, per affrontare la realt, tutto sicomplica, e occorre guardare alle situazionicon realismo. Quello per esempio dei corridoiumanitari, messi in atto in Italia e Francia daorganizzazioni cattoliche e protestanti, chepermettono di aiutare chi in pericolo, salvan-dolo dalla tratta. Una via da percorrere conmaggiore frequenza e determinazione, comeha insegnato Papa Francesco portando con s,al ritorno dallisola di Lesbo, tre famiglie diprofughi. E la denuncia della tratta uno deitemi ricorrenti del Pontefice, che proprioallAngelus del 30 luglio ha denunciato ancorauna volta questa piaga aberrante: una for-ma di schiavit moderna di moltissime don-ne, bambini e uomini vittime innocenti dellosfruttamento lavorativo e sessuale e del trafficodi organi.

    #editoriale

    di LU C E T TA SCARAFFIA

    Migranti africani tratti in salvonel Mediterraneo (Afp)

  • LOsservatore Romanogioved 10-17 agosto 2017il Settimanale

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    di ANTONIOZANARDI LANDI

    Sono trascorsi settantun anni dal Long Tele-gram con cui lincaricato daffari degli StatiUniti a Mosca, George Kennan, deline le po-litiche del containment dellUnione Sovieticache Washington applic sino alla caduta delMuro. Il Long Telegram con le sue ottomilaparole (mentre il Dipartimento di stato racco-mandava di non superare le duecento) forseil documento diplomatico pi noto, studiato edibattuto al mondo, oltre che il miglior esem-pio di come un intelligente capo missioneallestero possa influenzare in maniera deter-minante le politiche del proprio paese per unsignificativo numero di decenni.

    Oggi gli Stati Uniti e un molto riluttanteTrump, che del miglioramento delle relazionicon Mosca aveva fatto un punto qualificantedella propria campagna elettorale, si trovanonuovamente davanti a forti tensioni con Mo-sca destinate probabilmente a protrarsi per an-ni. La globalizzazione e il proliferare di crisiregionali rendono oggi impensabile e inattua-bile ogni forma efficace di containment nei con-fronti della Federazione russa e il solo stru-mento di pressione a disposizione rimanequello delle sanzioni, a cui Washington fa ri-corso in maniera crescente. Questo inizia a su-scitare forti opposizioni anche da parte di al-leati europei sino a ieri perfettamente allineatisu posizioni molto critiche nei confronti diMosca.

    Linasprirsi del contrasto tra Bruxelles eBerlino da un lato e Washington dallaltro stato causato dallimposizione di ulteriori san-zioni americane, suscettibili di pregiudicare gliinteressi di molte societ europee attive nelsettore del gas, nonch di ostacolare la realiz-zazione del North Stream destinato a traspor-tare in Germania grandi quantit di gas russo.Il ministro delleconomia tedesco Gabriel haapertamente accusato il governo statunitensedi voler limitare lafflusso di gas dalla Federa-zione russa per agevolare la vendita di shalegas americano in Europa. Un attacco aperto

    su un tema geostrategico senza precedentinellambito di paesi Nato.

    Questa volta le sanzioni non sono solo ilmodo di arginare una Federazione russa, cheha molto esteso la sua presenza e la sua in-fluenza nel Mediterraneo e nel Vicino oriente,ma insieme allallargamento della Nato eallinstallazione della difesa antimissile in Po-lonia e nei paesi baltici rappresentano unaconcausa importante dellinnalzamento pro-

    gressivo e in apparenza inarrestabile delle ten-sioni. Lespulsione di 750 cinquanta dipenden-ti dellambasciata americana a Mosca e degliuffici consolari, inaugurano ufficialmente unanuova guerra fredda, di cui le parate navali, lemanovre congiunte russo-cinesi e laumentodelle tensioni nella penisola coreana, nel marCinese meridionale e, domani, in Libia e nelGolfo sono i sempre prevedibili corollari.

    In conclusione, si assiste oggi proprio a quelritorno russo nel Mediterraneo che, secondoKennan, era una delle aspirazioni di lungo pe-riodo della politica estera russa che andavanocontenute. E si deve riconoscere che da par-te europea si favorito questo ritorno con lacreazione di vuoti statuali in Iraq prima, in Li-bia e in Siria poi.

    Un grande sforzo di realismo e di buonavolont simpone oggi ai leader europei, se sivuole evitare che il Mediterraneo generi lamadre di tutte le crisi. Una soluzione potrvenir ricercata solo coinvolgendo Mosca, i cuiinteressi di lungo periodo non sono poi cosdistanti, e Teheran, dove si recata nei giorniscorsi lAlto rappresentante per la politica este-ra dellUnione in occasione dellinizio del se-condo mandato di Rohani.

    Pa r t i t adiplomatica

    Lincontro a Teherantra il presidente iraniano Rohanie lalto rappresentante dellUeFederica Mogherini (Epa)

    #ilpunto

  • LOsservatore Romanogioved 10-17 agosto 2017il Settimanale

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    di ROBERTORIGHETTO

    Per indicare ci che buono, la lingua cineseusa lideogramma hao, che dal punto di vistagrafico si compone del segno donna e delsegno bambino, mentre per designare la bel-lezza dellessere umano o della natura si utiliz-za lespressione hao-kan, che vuole dire buo-no a vedersi. Insomma, in cinese chiara latendenza ad associare bellezza e bont. Nonmolto diversamente dalla lingua greca anticache univa lidea del bello (kals) e del buono(agaths) nel termine kalokagaths, a indicare laperfezione fisica e morale delluomo. Lacco-stamento evidenziato dal poeta e filosofo ci-nese naturalizzato francese Franois Cheng nelvolume Cinque meditazioni sulla bellezza (BollatiBoringhieri, 2013), un insieme di riflessioni cheuniscono letteratura e religione, scienza e filo-sofia nel tentativo anche di riunire la tradizio-ne occidentale con quella orientale.

    Ora il nome di Cheng torna alla ribalta ol-tralpe per luscita di un nuovo saggio, Delme, pubblicato da Albin Michel (pagine 156,euro 14), in cui lancia una sfida a quei neuro-scienziati che sono giunti ad affermare che ilcervello pura materia. Ma il tono tutta l t roche polemico o astioso: lautore compie unexcursus sullidea dellanima proprio partendodal concetto e dallesperienza della bellezza,filo rosso che attraversa tutto limmaginariooccidentale da Platone ad Agostino fino aipoeti romantici e a Freud e Jung.

    Tutti, secondo Cheng, si sono domandaticosa lanima ma ben pochi sono stati in gra-do di rispondere. Una difficolt che permaneanche oggi: sia nel caso dei teologi e dei filo-sofi come degli psicologi e dei fisiologi, risaltaovunque quasi limpossibilit a sondare lin-sondabile, a definire