Modelli di episteme neoplatonica nella Firenze del '400: le gnoseologie di Giovanni Pico della...

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  • 7/24/2019 Modelli di episteme neoplatonica nella Firenze del '400: le gnoseologie di Giovanni Pico della Mirandola e Marsilio

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    UNIVERSIT DEGLI STUDI DI PARMA

    FACOLT DI LETTERE E FILOSOFIADOTTORATO DI RICERCA IN

    FILOSOFIA E ANTROPOLOGIA

    XXII CICLO

    MODELLI DI EPISTEME NEOPLATONICA NELLA FIRENZE DEL '400:

    LE GNOSEOLOGIE DI GIOVANNI PICO DELLA MIRANDOLA EMARSILIO FICINO

    Coordinatore:Chiar.ma Prof.ssa Beatrice Centi

    Tutor:Chiar.mo Prof. Stefano Caroti

    Dottorando:Simone Fellina

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    Indice generale

    Introduzione: Giovanni Pico della Mirandola filosofo neoplatonico I-V

    Capitolo I: Filosofia e Umanesimo nella formazione e nel pensiero diGiovanni Pico della Mirandola

    I.1. I rapporti trabonae litterae e philosophia nellepistolario di GiovanniPico della Mirandola

    1

    I.2. Le linee fondamentali della poetica pichiana 23

    I.3. Lade genere dicendi philosophorum nel recente dibattitostoriografico

    34

    Capitolo II: L'insegnamento averroistico di Elia del Medigo

    II.1. I rapporti tra Giovanni Pico della Mirandola ed Elia del Medigo 55

    II.2. IlTractatus de intellectu speculativo 72

    Capitolo III: L'antropologia e la gnoseologia di Marsilio Ficino e GiovanniPico della Mirandola (I): i rapporti tra anima e corpo, lefacolt, la conoscenza sensibile

    III.1. La dottrina della conoscenza sensibile nel pensiero di MarsilioFicino: sensi esterni e interni,currus animae , idolum

    87

    III.2. La concezione delvehiculum animae nella riflessione di GiovanniPico della MirandolaIII.2.a. Natura e numero dei veicoli dellanima

    III.2.b. La discesa dellanima nel corpo: il ruolo del veicolo inGiovanni Pico della Mirandola e Marsilio Ficino

    103

    109

    III.3. La psicologia di Giovanni Pico della MirandolaIII.3.a. Le facolt dellanima III.3.b. La conoscenza sensibile

    118129

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    Capitolo IV: L'antropologia e la gnoseologia di Marsilio Ficino e GiovanniPico della Mirandola (II): la conoscenza intellettiva

    IV.1. La partecipazione dellanima umana alnous 141

    IV.2. Marsilio Ficino e Giamblico 158

    IV.3. La facolt dellaratio in Marsilio Ficino e Giovanni Pico dellaMirandola

    164

    IV.4. Giovanni Pico della Mirandola e lointelligere abditum 179

    IV.5. La natura delnous delluomo IV.5.a. Ordo mentium : luomo come intelletto particolareIV.5.b. La natura dellintellezione umana

    186193

    IV.6. Il contenuto dellatto intellettivo:rationes, formulae, ideae 208

    Capitolo V: Gli sviluppi del pensiero pichiano:pri sca theologia , antropologiae cosmologia negli anni 1486-1489

    V.1. Giovanni Pico della Mirandola e Marsilio Ficino tra antica sapienza eSacra Scrittura

    237

    V.2. Immagine e struttura del cosmo nelle speculazioni di Giovanni Picodella Mirandola e Marsilio Ficino

    252

    V.3. La continuit dellantropologia pichiana: la testimonianzadell Heptaplus e dell Expositiones in Psalmos V.3.a. Anima, corpo e facoltV.3.b. La natura dellintelletto umano

    272294

    V.4. Langelologia di M. Ficino e Giovanni Pico della Mirandola 306

    Conclusioni 331

    Riferimenti Bibliografici 350

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    I

    Introduzione

    GIOVANNI PICO DELLA MIRANDOLA FILOSOFO NEOPLATONICO

    Divina Providentia fortiter attingens omnia suaviterque disponens, magnanimeLaurenti, statuit religionem sanctam non solum prophetis et sibillis sacrisque armaredoctoribus, verum etiam pia quadam elegantique philosophia singulariter exornare, utipsa pietas omnium origo bonorum, tam secura tandem inter omnes sapientiae eteloquentiae professores incederet, quam tuta penes domesticos conquiescit. [] ItaqueDeus omnipotens statuis temporibus divinum Platonis animum ab alto demisit, vita,ingenio, eloquioque mirabili religionem sacram apud omnes gentes illustraturum []. Nolite precor antiquam salutaremque doctrinam, heu iamdiu nimis oppressam nuperautem in lucem divina providentia prodeuntem, insequi crudeliter et opprimere1.

    Nella storia della filosofia Marsilio Ficino ha indissolubilmente legato il proprionome allarestauratio della tradizione platonica, una tradizione per nulla circoscritta aisoli dialoghi di Platone, ma al contrario comprensiva da un lato delle ascendenzeconnesse al pitagorismo e allorfismo, dallaltro degli sviluppi del neoplatonismo,soprattutto Plotino, Porfirio, Giamblico, Proclo, Dionigi Areopagita; non solo, momentioriginari di questa pia philosophia sarebbero la rivelazione costituita dagli scrittiermetici e ancor prima almeno a partire dalCommentario al Filebo 2 la rivelazionezoroastriana che Ficino, seguendo il Pletone3, vuole essere contenuta nei frammentidegliOracoli Caldaici : se si considera che il carattere divino nonch il valore filosoficoe teurgico degliOracoli si trovava gi abbondantemente attestato nelle sue fontineoplatoniche, segnatamente in Proclo, il filosofo di Careggi ha cos realizzato egiustificato un altro importante recupero del pensiero antico. Non stupisce quindi cheFicino abbia cominciato il suo programma di traduzione del platonismo, se non daZoroastro, da Ermete Trismegisto4. Del resto, la derivazione orientale della filosofia del

    1 E lincipit del Proemio alla Platonisopera omnia , Florentiae, Laurentius Venetus (Lorenzo dAlopa),1484, proemio che sar riutilizzato da Ficino per i suoiCommentaria in Platonem , cfr. Marsilio Ficino,

    Marsilii Ficini Opera , Parisiis, apud Guillelmum Pele 1641, II, pp. 102-103.2 Cfr. M.J.B. Allen, Marsilio Ficino: The Philebus Commentary , Tempe, MRTS 2000, pp. 50-51; ID,Synoptic Art: Marsilio Ficino on the History of Platonic Interpretation , Firenze, Olschki 1998, p. 31.3 C.M. Woodhouse,Gemistos Plethon: The last of the Hellenes , Oxford, Clarendon Press 1986, p.47; B.Tambrun, Marsile Ficin et le Commentaire de Plthon sur les Oracles chaldaques, Accademia, 1(1999), p. 16.4 Coerentemente alla propria convinzione maturata certamente dal contatto con la tradizioneneoplatonica e con il pensiero del Pletone che gli esordi del platonismo rimontino alle origini dellacultura greca, vale a dire allattivit poetico-filosofica dei prisci theologi , le prime traduzioni del Ficinosono quelle degli Inni Orfici , Inni Omerici , Inni di Proclo , della Theogonia di Esiodo e delle

    Argonautiche di Orfeo, cfr. S. Gentile,

    Le prime traduzioni dal greco di M. Ficino, Rinascimento, II s.,XXX (1990), pp 70-73 e 83-84; Marsilio Ficino, Lettere I Epistolarum familiarium liber I , a cura di S.

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    II

    divinus Plato , in forma diretta o indiretta, gli era suggerita dalla stessa tradizioneneoplatonica e da importanti autori cristiani5. Questa concezione doveva certo esserecondivisa da Cosimo de Medici se sul finire del 1462, pur desideroso di leggeredirettamente Platone dopo un millennio di oblio, incaric Ficino di tradurre i quattordicitrattati delCorpus Hermeticum 6 e solo successivamente, dopo avergli assicurato lecondizioni per un proficuootium in particolare il dono della Villa di Careggi , ilcompito di curare la versione di dieci dialoghi platonici7. Non un caso che Ficinonell Argumentum si rivolga a Cosimo, cui lopera espressamente dedicata, ponendo inluce il ruolo di Ermete Trismegisto quale punto di origine di quella pia philosophia chetrover il proprio coronamento negli insegnamenti del divino Platone

    Primus igitur theologiae appellatus est autor: eum secutus Orpheus, secundas antiquaetheologiae partes obtinuit. Orphei sacris initiatus est Aglaophemo successit in theologia

    Gentile, Firenze, Olschki 1990, p. XXV. Come segnala H.D. Saffrey, Notes platoniciennes de Marsile Ficin dans un manuscrit de Proclus , Bibliothque dHumanisme et Renaissance, 21 (1959), pp. 161-184, certo che in questo stesso periodo Ficino leggesse laTheologia Platonica di Proclo; non solo,doveva essergli familiare anche ilCommento agli Oracoli Caldaici di Giorgio Gemisto Pletone,contenuto un tempo nel codice Riccardiano 76 (K. 1. 28) di propriet del Ficino, cfr. S. Gentile, S. Niccoli, P. Viti, Marsilio Ficino e il ritorno di Platone. Mostra di manoscritti stampe e documenti (17maggio 16 giugno 1984) , Firenze, Le Lettere 1984, pp. 55-57. Se pare verosimile che Ficino redigesseuna traduzione degliOracoli Caldaici , poich, come si apprende da una famosa lettera di GiovanniPannonio (cfr. M.J.B. Allen, Synoptic Art , cit., pp. 5-6), il filosofo di Careggi fu autore effettivamente diunopera di commento agli stessi, non pare sostenibile che la versione anonima contenutanellOttobonianus latinus 2966 e nel Laurentianus Pl. 36,35 , sia dovuta a Ficino stesso, cfr. I. Klutstein,

    Marsilio Ficino et la thologie ancienne , Firenze, Olschki 1987 e S. Gentile, S. Niccoli, P. Viti, Marsilio Ficino e il ritorno di Platone , cit., pp. 25-27, dove se ne attribuisce la paternit a Giano Lascaris. Di

    diverso parere P.O. Kristeller, Marsilio Ficino and his Work after Five Hundred Years , in Marsilio Ficinoe il ritorno di Platone: studi e documenti , a cura di G. Garfagnini, Firenze, Olsckhi 1986, p. 86 e p. 120.5 La tradizione neoplatonica, quando non rileva una derivazione diretta della filosofia platonicadallEgitto, com il caso di Giamblico, De mysteriis I, 1, 3 e I, 5, 6 e Diogene Laertio,Vitae III, 6, 8 ss.,ne sugg