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  • Paolo Ambrosi Pierluigi Offredi

    IL MANUALE DELVERNICIATORE

    GUIDA ALLA VERNICIATURA PROFESSIONALE DEL LEGNO

  • La terra non ci stata data in eredit dai nostri padri,

    ma ci stata data in prestito per i nostri figli

  • La corretta finitura una fase fondamentale del ciclo di lavora -zione di qualsiasi manufatto in legno.A tale proposito per necessario conoscere i materiali,i para -metri che influenzano la verniciatura, le attrezzature e le varietecniche di applicazione.Questo manuale dedicato alle aziende che intendono affron -tare il problema per avere maggiori conoscenze su una tecno -logia caratterizzata da continue evoluzioni; stato scritto infat -t i , non tanto pensando agli aspetti teori c i , ma alle molte do -mande che i verniciatori si pongono costantemente e ci sonostate sottoposte in molti anni di attivit.Abbiamo quindi cercato di dare una spiegazione ai pi fre -quenti dubbi e di indicare la soluzione ai pi comuni difetti diverniciatura, tenendo sempre ben presente gli aspetti legislativi,ambientali e di sicurezza legati alle operazioni di verniciatura,visti non tanto come vincoli oppressivi, bens come opportunitdi migliorare la qualit del proprio lavoro.Sappiamo che il verniciatore continuamente sottoposto allepressioni commerciali di tutti coloro che, svolgendo pi o menocorrettamente il proprio lavoro, vogliono convincerlo ad acqui -stare il proprio prodotto e la propria apparecchiatura.Questo libro stato realizzato per fo r n i re al verniciatore ilmaggior numero di informazioni che possono aiutarlo a sce -gliere meglio, consentendogli di distinguere il fornitore correttoe preparato dal venditore di fumo, perch, come dice il sag -g i o , il ve r n i c i a t o re informato difficilmente vienef re ga t o..

    L'Editore

    PRESENTAZIONE

  • Il Manuale del verniciatore un testo che parlare con chi fa.... con chi vuol far bene, in fretta e senza sbagliare... ...con un linguaggio diretto, senza paroloni, semplice e nel contempo efficace. Si rivolge evidentemente al tecnico di una linea di verniciatura, come allartigiano verniciatore o al piccolo produttore di mobili, serramenti e cornici fornendogli tutte le possibili informazioni operative, ma costruendogli anche una cultura di base riferita al legno, alle vernici, agli abrasivi, alle attrezzature, ai sistemi di applicazione e di collaudo, alle possibili difettosit, persino ad aspetti ecologici, burocratici e legislativi; una cultura indispensabile per esprimere una buona professionalit. E, nonostante la vastit della materia che viene affrontata, il manuale riesce ad essere sempre conciso e chiaro nelle risposte, dilatando opportunamente Linformazione su argomenti giustamente ritenuti pi attuali di altri. Si veda, ad esempio, lintero processo di essiccazione di un prodotto in emulsione acquosa con una tale semplicit e comprensibilit da poter spiegare virt e peccati di una verniciatura allacqua sicuri di essere compresi. Non vedo questo manuale dimenticato in una libreria. Lo vedo piuttosto sul tavolo di un laboratorio, gi un po sgualcito e magari con una ditata di tinta mogano-biondo sulla copertina... Giorgio Grecchi

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    Ragioni di carattere estetico e protettivo hanno fatto sorgere da sempre il pro-blema della finitura dei manufatti. Gi 200.000 anni fa (a tale epoca risalgono i pri-mi campioni di ocra trovati in Europa) luomo colorava gli oggetti che lo circonda-vano, come pure se stesso, impiegando pitture, tinture e tutto quanto daltro of-frisse un effetto cromatico che migliorasse il suo aspetto fisico o quello delle co-se che usava.A t t r averso le pitture maddaleniane possiamo notare che venivano usati 12 pigmen-ti ottenuti dalla macinazione di minerali, mescolati tra di loro. Come legante ve n i v apoi usata lacqua di grotta che, avendo un elevato contenuto di calcio, durante les-siccazione inglobava i pigmenti, formando una pellicola rigida e re s i s t e n t e.In seguito sono stati rinvenuti molti altri coloranti, anche di origine vegetale, ma durante il periodo di Alessan-dro il Grande che troviamo ilmaggior nu m e ro di testimo-n i a n z e. R i s a l gono infatt i aquellepoca i corredi mortua-ri trovati nelle tombe egizia-ne, in cui il vasellame, i sarco-fagi e le stesse stanze sonoricoperte da colori molto vi-vaci; perfino le navi comincia-no ad avere uno spesso stra-to di bitume a pro t e z i o n edelle carene.Attorno allanno 1000 un monaco amanuense, passato alla storia con il nome diTeofilo, descrisse per primo una vernice che si poteva ottenere dalla cottura del-lolio di lino con una resina e che poteva essere applicata sugli oggetti dopo aver-ne favorito la fluidificazione tramite lesposizione al sole delloggetto e del prepa-rato. Pare che Teofilo abbia avuto dei contatti anche con Bisanzio e che le icone,gi allora oggetto di devozione, siano potute giungere integre fino a noi solo per-ch una vernice del tipo descritto le ha protette dal fumo delle candele e dallusu-ra dei baci dei fedeli.Nel frattempo gli arabi scoprono la distillazione dei solventi, aprendo la strada al-luso di prodotti ad alto peso molecolare che potevano finalmente essere sciolti e

    C A P I T O L O I

    CENNI STORICI

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    CAPITOLO 1

    quindi, in varie combinazioni con i pigmenti, applicati sui manufatti.Verso la fine del 1400, la scoperta della via per le Indie e soprattutto linizio degliscambi commerciali con la Cina, introducono in Europa i primi manufatti lucidaticon la lacca cinese, subito molto apprezzata per la sua eleganza e lalto effetto pro-tettivo. La lacca cinese pu essere definita la progenitrice di tutte le vernici attualied ancor oggi, dal punto di vista estetico e pre s t a z i o n a l e, possiamo dire che sitrattava di un ottimo prodotto. Purtroppo i cinesi, gelosi del loro segreto, ne im-pedivano lesport a z i o n e, adulterando il prodotto che lasciava il loro paese perrenderlo inutilizzabile.Gli abili artigiani europei cominciarono quindi a studiarne unimitazione, d a n d ocos origine alle prime fabbriche di lacche e vernici. Bisogna per giungere nelXIX secolo perch la fabbricazione dei prodotti vernicianti perda quel caratteredi artigianalit ed ottenga il supporto della ricerca scientifica. Infatti in questo pe-riodo lindustria, in notevole sviluppo, comincia a fornire un certo numero di ma-terie prime e contemporaneamente crescono le esigenze di impiego e di presta-zioni delle vernici.Nel 1855, ad opera di Parker, era gi in atto la produzione industriale di nitrocel-lulosa, seppur a prezzi molto elevati, mentre il nostro Gioacchino Veneziani a Trie-ste nel 1870 invent la pittura sottomarina a caldo.Nei primi anni del 900 lItalia disponeva gi di un buon numero di industrie di pit-ture e vernici,che potenziarono la loro produzione subito dopo la fine della primaguerra mondiale; nel dopoguerra infatti risultarono disponibili sul mercato grandiquantitativi di nitro c e l l u l o s a , sia come residuato dellindustria bellica (era statausata come esplosivo), sia per lattivit di molte industrie che, convertite per esi-genze militari, continuarono la loro produzione al termine del conflitto.Contemporaneamente aumenta la richiesta di mobili e manufatti in legno, in cui lafinitura assume un ruolo sempre pi importante. Ci diede impulso ad uomini co-me Otto Bayer, che fu il primo produttore dei prodotti Uretanici e a Carleton El-lis, padre dei poliesteri insaturi. Dietro a questi uomini crebbero aziende come laAmerican Cynamid e la Ciba, le quali immisero sul mercato tutta una serie di resi-ne e di tecnologie produttive ed applicative, dalla cui evoluzione derivano i pro-dotti attuali.Negli anni 50 lindustria italiana del settore mostr una notevole espansione, so-prattutto per quanto riguarda i prodotti vernicianti per mobili, mentre nel decen-nio successivo, cominciarono a fare capolino le prime vernici in base acquosa e sisvilupp notevolmente la tecnologia per lapplicazione.In questi ultimi anni lo sviluppo delle aziende pi qualificate del settore stato ca-ratterizzato non solo dalla ricerca di nuovi prodotti, ma anche dal miglioramentodi quelli esistenti, per soddisfare le crescenti esigenze qualitative del mercato, permigliorare le tecniche applicative e soprattutto per ridurre limpatto ambientalee linquinamento, nel rispetto della salute degli operatori.

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    Il legno un materiale di origine vegetale che costituisce il fusto, le radici e i ramidegli alberi, prodotto dallattivit di accrescimento degli apici vegetativi, in altezza,e dallattivit del cambio in diametro. Esso responsabile del passaggio della linfache, dalle radici,viene trasportata alle foglie (funzione di trasporto),svolgendo con-temporaneamente azione meccanica di sostegno e di accumulo di elementi nutri-tivi, oltre a secernere sostanze come le resine.Il legno, quando costituisce materia prima impiegata nelle lavorazioni industriali edartigianali, deriva essenzialmente dalla segagione dei fusti degli alberi, mentre leparti relative ai rami servono prevalentemente come materiale da combustione ele radici non trovano apprezzabile impiego.Per poter accedere allo studio e alla comprensione della struttura del legno, sia daun punto di vista macroscopico che microscopico, opportuno distinguere le tresezioni principali in cui un fusto pu essere suddiviso, prendendo come riferimen-to lasse di accrescimento (vedi figura 2.1 e 2.2): la sezione trasversale, ottenuta praticando un taglio perpendicolarmente allasse

    del fusto la sezione longitudinale radiale, ottenuta mediante un taglio longitudinale passan-

    te per il centro del tronco la sezione longitudinale tangenziale, che deriva da un taglio longitudinale tangen-

    ziale ad un anello di accrescimento, non passante per il midollo.Esaminando un fusto nelle tre sezioni, si