LE “NUOVE SOCIET€ DI COMODO - .utilizzano beni aziendali pagando un prezzo...

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  • LE NUOVE SOCIET DI COMODO Modena, 16 aprile 2012 Luca Gaiani dottore commercialista

  • PREMESSA: IL FISCO DICHIARA GUERRA ALLE SOCIET SCHERMO La manovra fiscale di Ferragosto 2011 contiene tre misure di contrasto alle cosiddette societ schermo, cio quelle a strutture, di persone o di capitali, utilizzate per la mera intestazione di beni che restano nella disponibilit dei soci. Innanzitutto sono state apportate due rilevanti modifiche alla disciplina delle societ non operative: aumento al 38% dellaliquota Ires e introduzione di una nuova presunzione di non operativit per chi in perdita per tre anni consecutivi. Questultima norma obbligher molte societ con risultati negativi, ma senza le finalit tipiche degli enti di comodo, ad interpellare preventivamente il fisco per farsi certificare la reale causa delle perdite sfuggendo in tal modo alla penalizzazione. La terza stretta consiste nella introduzione di una nuova ipotesi di tassazione dei soci che utilizzano beni aziendali pagando un prezzo inferiore al valore di mercato del servizio. Il fisco indagher anche sulle disponibilit da parte di persone fisiche di beni intestati alle societ, al fine di potenziare gli accertamenti sintetici e da redditometro: stata a tal fine introdotta una nuova comunicazione che le societ o i soci devono inviare allAgenzia delle entrate circa i beni concessi in uso ai soci e i finanziamenti e gli apporti effettuati da questi ultimi. Il quadro normativo delle societ non operative, a seguito dei pi recenti interventi, davvero intricato. Abbiamo perci riepilogato tutte le regole, vecchie e nuove, da applicare nel calcolo delle imposte di tali societ, analizzando in appositi paragrafi le casistiche pratiche che si possono presentare, fornendo le possibili soluzioni al problemi. Le novit in materia di societ di comodo decorrono dallesercizio 2012 (esercizio successivo a quello in corso al 17 settembre 2011), applicandosi dunque per la prima volta nel modello Unico 2013, ma risulta comunque opportuno prendere in esame la disciplina sin dora al fine di impostare correttamente le situazioni rilevanti.

  • La DISCIPLINA delle SOCIETA non OPERATIVE DOPO la MANOVRA ESTIVA 2011

    Le novit per le societ di comodo in pillole

    A) IRES al 38%

    Viene introdotta una maggiorazione Ires del 10,5% per le societ di capitali considerate di comodo (anche per effetto della nuova situazione descritta al punto che segue); laliquota nominale sul reddito cresce dunque dal 27,5% al 38% a decorrere dallesercizio 2012. La maggiorazione si applica anche alla quota di reddito imputato a societ di capitali, da societ di persone di comodo, nonch al reddito di societ di capitali che hanno optato per la tassazione di gruppo o per il regime di trasparenza.

    Gli acconti Ires del 16 giugno 2012 e del 30 novembre 2012 si calcoleranno come se la norma fosse gi in vigore nel 2011 e dunque avendo a base una imposta storica maggiorata del 10,5%.

    Nessun aggravio per le Snc e le Sas di comodo che imputano il reddito a persone fisiche soggette allIrpef.

    B) Societ in perdita triennale

    Le societ che, pur superando le soglie di ricavi minimi, dichiarano perdite fiscali per tre esercizi consecutivi, oppure due volte una perdita e una volta un reddito inferiore al minimo degli enti non operativi, diventano di comodo nellesercizio ancora seguente;

    La novit scatta dal 2012 avendo a base, per la prima applicazione, il triennio 2009-2011 e si considera anche per il ricalcolo degli acconti

    Valgono le cause di disapplicazione previste per le altre societ non operative, compresa la possibilit di interpello

    1. FINALIT DELLA NORMA E SOGGETTI INTERESSATI Le disposizioni sulle cosiddette societ non operative sono contenute nellart. 30 della L. 724/1994, disposizione pi volte modificata dal legislatore (da ultimo con la L. 244/2007). Esse intendono sostanzialmente colpire lutilizzo di societ commerciali per la mera intestazione di beni che restano nella disponibilit di persone fisiche. Le norme, che sono state affiancate da ulteriori disposizioni contenute nel D.L. 138/2011, si applicano ai seguenti contribuenti (elencazione tassativa):

    societ per azioni, societ in accomandita per azioni, societ a responsabilit limitata, societ in nome collettivo e in accomandita semplice, nonch societ ed enti di ogni tipo non residenti, con stabile organizzazione nel territorio dello Stato.

    Sono soggettivamente escluse dalla disciplina le societ semplici, non esercenti attivit di impresa, le societ cooperative, le mutue assicurazioni, gli enti commerciali e non commerciali, le societ consortili, le societ non residenti senza stabile organizzazione nel nostro paese. Le societ estere per le quali la residenza italiana presunta ai sensi dellart. 73, comma 5-bis del Tuir (cosiddetta esterovestizione), rientrano invece (essendo equiparate ai soggetti fiscalmente residenti) tra i contribuenti che devono applicare la normativa sugli enti non operativi. Le disposizioni sulle societ non operative, che prevedono un notevole aggravio di imposta ai fini Ires, Irap e Iva, si applicano ai contribuenti che non superano il cosiddetto test dei ricavi minimi disciplinato dal citato art. 30, comma 1, L. 724/1994.

  • A seguito delle novit introdotte dallart. 2, comma 36-decies, del D.L. 138/2011, a partire dallesercizio successivo a quello in corso al 17 settembre 2011, le regole in esame si estenderanno anche alle societ che, pur superando il test dei ricavi, evidenziano una perdita fiscale per tre esercizi consecutivi, oppure una perdita in due esercizi e un reddito inferiore al minimo nellaltro esercizio del triennio.

    2. IL TEST DEI RICAVI MINIMI Le societ, salvo che non rientrino in una delle cause di esonero indicate nel successivo capitolo 7., sono considerate non operative se i ricavi e proventi realizzati restano al di sotto dellimporto determinato presuntivamente applicando le regole di seguito illustrate.

    2.1) Ricavi minimi presunti I ricavi minimi presunti si determinano applicando al valore delle attivit le percentuali riportate nella seguente tabella. Le percentuali per il test dei ricavi in Unico 2012

    Elementi dellattivo Ricavi Minimi

    Partecipazioni in societ di capitali e di persone (anche Pex); strumenti finanziari, obbligazioni e crediti di finanziamento; iscritti sia nelle immobilizzazioni che nel circolante

    2%

    Beni immobili (diversi da quelli dei punti successivi) e navi, iscritti nelle immobilizzazioni, anche se in locazione finanziaria

    6%

    Fabbricati classificati nella categoria catastale A/10 5%

    Fabbricati a destinazione abitativa acquisiti o rivalutati nellesercizio e nei due precedenti 4%

    Immobili in comuni con meno di 1000 abitanti 1%

    Altre immobilizzazioni, anche in locazione finanziaria 15%

    I valori dei beni e delle attivit da assumere per il calcolo dei ricavi presunti riguardano la media degli ultimi tre esercizi (per lesercizio 2011 mod. Unico 2012 - si utilizzeranno gli importi degli anni 2009-2010-2011). Il valore deve inoltre essere ragguagliato ai giorni di effettivo possesso degli stessi beni nel corso dell'esercizio (beni acquistati o venduti in corso danno). Ad esempio, se nel corso del 2011 un immobile (gi posseduto nel 2009 e nel 2010) del valore di 1.000.000 detenuto per un totale di 90 giorni (essendo successivamente venduto), si calcoler un valore 2011 ragguagliato di (1.000.000 x 90/365) = 246.575. Tale valore si utilizzer per quantificare la media triennale: [(1.000.000 + 1.000.000 + 246.575) : 3] = 748.858, su cui si applicher la aliquota di ricavi presunti. Vediamo di seguito le regole per calcolare il valore distintamente per le diverse attivit rilevanti. I riferimenti sono ai campi del Modello Unico 2012 societ di capitali. RF 75 - Partecipazioni, titoli e crediti Va considerato(indicandolo a col. 1) il valore medio dellultimo triennio di: Partecipazioni di qualunque tipologia (anche se in regime Pex ai sensi dellart. 87 del Tuir), di

    cui allart. 85 Tuir, nonch quote di societ di persone; rilevano le partecipazioni iscritte sia nellattivo circolante che nelle immobilizzazioni finanziarie;

    Titoli e strumenti finanziari, iscritti sia nelle immobilizzazioni che nellattivo circolante; Crediti, iscritti sia nel circolante che nelle immobilizzazioni, ma solo se hanno natura

    finanziaria (compresi i prestiti infruttiferi), esclusi dunque i crediti commerciali, nonch i depositi bancari.

  • Limporto da considerare dato dal valore fiscale, pari al costo storico (art. 110 Tuir). Per le partecipazioni, la C.M. 25/E/2007 ha precisato che sono irrilevanti le rivalutazioni e le svalutazioni come indicato nellart. 110, lett. d) (nel testo introdotto dal D.Lgs. 344/2003). Non chiaro se la stessa interpretazione si estenda alle svalutazioni operate prima della riforma Ires, se dedotte fiscalmente (nel senso della rilevanza, a riduzione del costo delle partecipazioni, delle svalutazioni dedotte ante riforma si esprime Assonime, circ. 43/2007). Sono escluse le azioni proprie, nonch le partecipazioni solo in nuda propriet, di cui non si possiede il diritto agli utili, assegnato allusufruttuario. Quanto ai crediti, rilevano solo quelli di finanziamento; sono esclusi, pertanto, i crediti aventi natura commerciale, in quanto generati da operazioni finalizzate all'acquisizione di beni o di servizi. Lesclusione dei crediti commerciali dallambito di quelli rilevanti non opera, tuttavia, laddove in base alle specifiche condizioni e modalit di pagamento pattuite possa ritenersi che loperazione, risultando disciplinata da previsioni contrattuali non in linea con la prassi commerciale del settore, sia di fatto riconducibile ad un vero e proprio negozio di finanziamento. Non rientra