La Collina degli Ulivi

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    24-Jul-2016
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Fabio Carapezza, giallo Un balcone al quarto piano, di fronte al Luna Park. Giada è un’impiegata di quarant’anni, si affaccia per farla finita quando è distratta dall'incursione di un ladro che vuole derubarla. Daniele è il fratello di Giada, ha dato un valore alla propria spiritualità grazie alla guida di un monaco che da un trentennio si prepara all'incontro con il passato scavando un calice di terriccio ogni giorno. I personaggi agiscono scegliendo fra le proposte estratte da un agente di commercio dalla sua valigetta di pelle. Egli non giudica se siano buone o cattive, le propone soltanto perché questo è il suo lavoro. Tutti dovranno misurarsi con la propria paura di vivere e amare, attratti verso la Collina degli Ulivi dal volto del Cristo sopra a un altare, da un assessore avido di potere e da una piantina che nasconde un segreto. "Ci sono segreti fatti per essere mantenuti, altri sono fatti per essere confessati"

Transcript of La Collina degli Ulivi

  • In uscita il 23/12/2015 (1,50 euro)

    Versione ebook in uscita tra fine gennaio e inizio febbraio 2016

    (4,99 euro)

    AVVISO

    Questa unanteprima che propone la prima parte dellopera (circa il 20% del totale) in lettura gratuita.

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  • FABIO CARAPEZZA

    LA COLLINA DEGLI ULIVI

    www.0111edizioni.com

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    www.quellidized.it

    www.facebook.com/groups/quellidized/

    LA COLLINA DEGLI ULIVI Copyright 2015 Zerounoundici Edizioni

    ISBN: 978-88-6307-940-1 Copertina: Silenzi, di Veronica Canetti

    Prima edizione Dicembre 2015 Stampato da

    Logo srl Borgoricco Padova

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    Prologo Parma dava il benvenuto a San Giuseppe e a un marzo gravido dacqua, pioggia fra i palazzi ottocenteschi di Maria Luigia gloriosa, nei parcheggi dei centri commerciali spuntati come funghi in periferia, pioggia a ingrossare il torrente che incuriosiva i pedoni lungo i ponti della citt. Al Luna Park, avventori inzuppati sotto il cielo mummificato in un grigio perenne, che non ne voleva sapere di aprirsi a un po di sole. Luci, colori, venditori di palloncini che sorridevano, famigliole dignari cornuti a tenere per mano figli minorati dallalta tecnologia. Lei osservava dalla finestra la scia dellottovolante che sfidava le leggi gravitazionali del vento. Si contorceva come un budello pi in alto di tutti, cos vicino al paradiso e al suo desiderio. Un posacenere pieno di mozziconi stava l, accanto al Corpus Hermeticum di Trismegisto, ai dunameis ai en emoi, umneite to en kai to pan, potenze che siete in me, elevate inni allUno e al Tutto. Sul tavolo di ciliegio, due pacchetti vuoti e alcuni appunti scritti a mano. In cucina, la minestra che aspettava di diventare bolo, come bolo della terra diventa luomo quando la Dolce Signora lo decider. A termine cottura, si affacci ancora a osservare quelle luci di fronte al balcone, che le ricordavano quanto il Tutto procedesse nonostante la sua ossessione a farla finita. Pu capitare che si prepari una zuppa per poi lanciarsi dal quarto piano, vedersi cullare in quei secondi che non sono diversi da un giro di giostra in mezzo alla pioggia, prima di comprendere che Tutto finito. O kuklos o athanatos tou theou, prosdexasth mou ton logon, il cerchio immortale di Dio ascolti le mie parole. Scalza, con i capelli crespi per lumidit, si avvicin pericolosamente allistante che precedeva la trasfigurazione, lattesa millimetrica di trovare il coraggio per farla finita. Mell gar umneim ton ktisanta ta panta, elevo inni a Colui che ha creato tutti gli esseri. Il ladro forz la porta nellindifferenza delle ore serali, dove si soliti spadellare le proprie solitudini dietro a giri di chiave che fanno

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    precipitare gli spazi comuni di un condominio nel silenzio. Eppure, qualcosa sembrava muoversi, il rivolo di gocce espulse dal rubinetto della lavanderia, o il riverbero del contatore a tempo della luce dingresso. Sintrodusse nonostante la serratura blindata, una mosca pronta ad armeggiare con briciole di ricchezza presunta, che in quella zona di casette-per-benino non poteva mancare. Si accorse subito che non sarebbe stato solo, cera una pentola che fumava sui fornelli e si poteva scorgere una candela accesa nella stanza che doveva essere il salotto, oltre il corridoio centrale. Nessuna voce, se non il batticuore della zuppa e il tambureggiare della pioggia sulla balaustra del balcone. Procedette determinato nella penombra stringendo per le mani un cutter a cambio rapido. Ancora nessuno. Ancora quattro passi, perch la finestra era aperta oltre una libreria a sei mensole e un vaso di Sansevieria Laurentii, che sembr indicargli dove cercare segnali di vita. Lei stava gi iniziando a sporgersi per sentire meglio laria tagliente della notte, lasciarsi scivolare laggi, nel giardino dove qualche vicino lavrebbe raccolta con la testa massacrata di sangue ed ematomi. Forse quel povero vecchio del primo piano, che la mattina si alzava sempre presto, da svegliare lalba e dirle allora, iniziamo un nuovo giorno, che ce ne sono ancora troppi prima di ritirare la pensione alle poste, forse la famiglia del secondo, quella del padre pendolare e della madre insegnante precaria da una vita, due figli e mezzo a carico essendo il terzo in arrivo. Che cosa avrebbe pensato in quei quattro o cinque secondi della caduta libera? Come sarebbe sopraggiunta la Dolce Signora? E se per un miracoloso quanto imprevisto caso di cui la vita zeppa, fosse sopravvissuta al tentativo di suicidio finendo poi sopra una sedia a rotelle, con la spina dorsale spezzata in tante schegge? Magari, dopo qualche tempo alla clinica di Monticelli, e molto altro da passare in un ricovero della mutua. Eppure era carina, aveva avuto quasi tutto dalla vita, forse perch non aveva desiderato quasi niente che non fosse un ritaglio di sicurezza e quellindipendenza garantita dal suo posto dimpiegata comunale, settore Sviluppo Economico. Quando usciva con le amiche, si rafforzava in lei la speranza che qualcosa sarebbe successo, magari una vincita al Win for life, o una vita colorata come il Luna Park. Si vive nellattesa di un autobus magico che forse non passer mai.

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    Era rimasta sola, le piaceva stare pi possibile nella sua casa zeppa di foto di lapidi, di cimiteri, di fontanelle arrugginite che scattava nelle borgate di montagna, o davanti agli altari delle chiese. Foto ritagliate, appese, consultate e catalogate in appositi raccoglitori blu, che custodiva gelosamente meglio dello scarso ma dignitoso oro di famiglia, foto incorniciate che costituivano la vera ossatura della casa, perfino sulle piastrelle del bagno. Era bello infilarsi in auto e prendere scatti da ogni angolazione con la sua pratica Nikon FM2, per poi fare sviluppare i rullini al supermercato, con quel commesso che le radiografava il culo dopo la ricevuta dellarrivederci e grazie. Il bianco e nero. Folle ossessione che rende ogni volto cos miseramente umano. Ecco perch voleva farla finita. Perch era miseramente umana. Che cosa vuoi? riusc a soffiare pi sorpresa che spaventata, sentendosi stupida per non avere avuto la forza di urlare nel trovarsi faccia a faccia con la mosca entrata, chiss come, nella casa a lei intestata dopo la morte dei genitori in un incidente. La domenica si dovrebbe restare a casa a friggere o seguire le partite alla radio, raggiunta una certa et, ammettendo che pericoloso guidare di notte, in inverno, a settantacinque anni. Lauto aveva sbandato, un malore del conducente ovvero del padre, le dissero poi, e la ruota del Luna Park aveva smesso di girare, perch che lo vogliamo oppure no, che viviamo o che ci danniamo per farlo oppure no, arriva il momento in cui la Dolce Signora apre le braccia e ci sorride. Che cosa vuoi tu? aveva risposto quel ladro, a sua volta sorpreso dal trovare una donna con quasi due gambe oltre lultimo ostacolo che la divideva dalla Dolce Signora. Navigavano in due mari di solitudine che sembravano avere abbattuto ogni istmo di terra, per prendere a bracciate nello stesso momento le ultime fette di vita. Lei per suicidarsi, lui per farsi al pi presto una pera. Due gatti miagolarono poco lontano rendendo il dipinto pi surreale, perch quello era il miagolare damore di due confusi animali in calore.

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    1 Luomo un essere che prega, rivolgendosi a un Tu totalmente altro per invocarlo, per chiedergli delle grazie, per cercare conforto e sostegno nella propria esistenza. La religione dunque un aspetto costitutivo delluomo, del suo essere, in quanto, come sostiene Alberto Caracciolo nellopera La religione come struttura e momento autonomo della coscienza umana, sin da quando nasce luomo religioso, quindi proiettato verso lassoluto. Bella roba che leggi, ci credo che ti vuoi buttare di sotto. Quelli sono appunti di mio fratello, quel coglione sta per laurearsi in filosofia, devessere la relazione che stava preparando e che ha lasciato qui da me domenica. Senti, dammi dei soldi che finita la scimmia e non ce la faccio pi, me ne vado subito e ti lascio alla tua giostra baby, al tuo Luna Park, capolinea, fine della corsa. I io qui non ho soldi adesso, ma c il bancomat nel portafogli, lo prendo ok? Per favore per, tu stai calmo, non farmi del male! Ma se gi ti vuoi fare male con un volo di quattro piani! Mi chiedi di non farti male. Sei pi fuori di me, io ancora per qualche minuto resisto ma dopo sono cazzi tuoi, sto per vomitarti le budella addosso, a te e a questi compitini. Prendo il portafogli e scendiamo gi, va bene? Se apri la bocca te la taglio in due, hai capito? Le scale erano appesantite dal loro silenzio. Uscirono nella notte per rifornirsi di qualche biglietto giallo, consapevoli che in breve i loro mari di solitudine sarebbero tornati a dividersi per consegnarsi ai rispettivi destini. Doveva liberarsi di quella mosca urlando per strada o allontanandosi di corsa, veloce come in terza superiore, quando consegn alla fierezza del padre il primo posto in una gara campestre. Non ci voleva andare a quel raduno, non le era mai piaciuto ingannare lorgoglio dei suoi, avessimo avuto noi le possibilit che hai tu, e, quando vide il traguardo l davanti, come presa da una furia

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    selvaggia per finire il compito prima possibile, tagli il nastro fra le lacrime. Invece rimase ferma e pens che fosse deprimente avere rimandato la propria autodistruzione a causa di un tossico che le chiedeva aiuto per autodistruggersi a sua volta, sparandosi in vena quella merda dopo il rifornimento con i