L . DALLE DELLA ORTE SUPREMA STATUNITENSE ITALIANA · PDF file1.1 Fondamento del certiorari e...

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UNIVERSIT DI PISA

Dipartimento di Giurisprudenza

Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza

Tesi di Laurea

LA CASE SELECTION GIURISPRUDENZIALE. DALLE TECNICHEDI NON-DECISIONE DELLA CORTE SUPREMA STATUNITENSE

ALL'ESPERIENZA ITALIANA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

Candidato

Edoardo Palazzolo

Relatore

Prof. Paolo Passaglia

A.A. 2015/2016

In memoria di mio padre, che con la sua grande lungimiranza miha insegnato a trovare la pi grande felicit nelle pi piccole

cose

Indice

Introduzione p. I

CAPITOLO I: Il writ of certiorari come strumento principale di case

selection

1.1 Fondamento del certiorari e cenni storici sul suo sviluppo p. 1

1.2 L'art. III della Costituzione, la rule 10 e la struttura dei ricorsi p. 6

1.2.1 La petition for certiorari e la procedura da seguire p. 9

1.3 Alexander Bickel e le passive virtues della Corte suprema p. 12

1.4 Analisi del carico di lavoro della Corte p. 15

1.5 L'influenza dei law clerks nella procedura di certiorari p. 19

1.5.1 Segue. Brevi cenni storici sulla nascita e lo sviluppo dei clerks p. 20

1.5.2 Segue. Il ruolo dei clerks nella fase interna p. 21

1.6 La conference e gli standards per la concessione del certiorari p. 24

1.6.1 Segue. Alcune strategie interne della Corte p. 25

1.6.2 Segue. Modelli politico-strategici della Corte identificati dalla

dottrina. I criteri inespressi p. 29

1.6.3 Segue. Criteri negativi e positivi che influenzano la case

selection p. 30

1.6.4 Segue. Il dissent from denial e l'opinion respecting the denial p. 32

1.7 Rinvio. Le doctrines of justiciability p. 35

1.8 La Corte suprema e gli hard cases. Concreto esercizio della

discrezionalit p. 36

1.8.1 Segue. Le affirmative actions e i casi di discriminazione in ambito

scolastico e lavorativo p. 37

1.8.2 Segue. Il caso Bush v. Gore p. 42

1.8.3 Segue. La discriminazione sull'orientamento sessuale p. 44

CAPITOLO II: Le doctrines of justiciability e la selezione dei casi nella

tradizione di common law

2.1 Le doctrines of justiciability. Cenni introduttivi p. 49

2.1.1 Segue. Il divieto di advisory opinions p. 51

2.1.2 Segue. La massima espressione di discrezionalit giudiziaria: le

abstention doctrines p. 52

2.2 La doctrine of standing. Significato ed evoluzione p. 54

2.3 Ripeness e mootness p. 59

2.4 La political question e le differenze con le altre doctrines p. 61

2.4.1 Segue. Il dibattito sulla nozione di political question p. 64

2.4.2 Segue. Il fondamento costituzionale della political question p. 67

2.5 Case selection nel Regno Unito p. 67

2.5.1 Segue. La Supreme Court inglese p. 70

2.5.2 Segue. Il ruolo dell'equity p. 72

2.5.3 Segue. Brevi cenni sull'antisuit injunction p. 74

CAPITOLO III: La compatibilit della selezione dei casi con il modello di

giustizia costituzionale italiana

3.1 Premessa p. 77

3.2 La biforcazione storica fra i modelli processuali di civil law e di

common law p. 80

3.2.1 Segue. L'obbligo di motivazione nell'Europa continentale e le sue

radici storiche p. 86

3.2.2 Segue. L'obbligo di motivazione nelle pronunce della Corte

costituzionale italiana p. 89

3.3 Cenni sul carico di lavoro della Corte di cassazione p. 90

3.4 La Corte costituzionale. Alla ricerca della selezione giurisprudenziale

dei casi del giudice delle leggi p. 93

3.4.1 Segue. Analisi di alcuni dati quantitativi degli ultimi anni p. 94

3.4.2 Segue. Tentativo di definizione delle tecniche di selezione dei casi

utilizzabili nel nostro modello di giustizia costituzionale p. 99

3.5 Analisi della giurisprudenza costituzionale. Provvedimenti di carattere

processuale come esercizio di discrezionalit p. 101

3.5.1 Segue. Le decisioni della Corte con riferimento alla rilevanza p. 102

3.5.2 Segue. La restituzione degli atti al giudice a quo p. 106

3.5.3 Segue. Il riferimento alla discrezionalit del legislatore nelle

decisioni di inammissibilit e di rigetto p. 109

3.5.4 Segue. La Corte e la discrezionalit sulle decisioni riguardanti la

CEDU. L'ampliamento del margine interpretativo da parte del giudice

costituzionale p. 112

3.6 Manifesta infondatezza, tecniche di decisione e stile della motivazione

come strumenti di self-restraint per la Corte costituzionale p. 114

3.6.1 Segue. Cenni sulla c.d. ridondanza e sulla sua configurabilit

come tecnica di selezione giurisprudenziale dei ricorsi p. 116

3.7 L'uso e l'abuso della camera di consiglio p. 118

3.8 Conclusioni sulla case selection della Corte costituzionale p. 121

3.9 Le virt passive della Corte costituzionale p. 124

Conclusioni p. 127

Bibliografia p. 131

Introduzione

La selezione giurisprudenziale dei casi una prassi impiegata

principalmente nei paesi di common law, grazie al ruolo concepito

tradizionalmente per la figura del giudice ed in funzione dell'autorit

conseguente al tipo di giurisdizione e di controllo attribuitigli. L'esperienza

statunitense, tuttavia, unica nel suo genere. Pur essendo un tipico sistema

giuridico di common law, la struttura federale e le caratteristiche peculiari

che derivano dalla pluralit degli ordinamenti giudiziari che lo compongono

hanno come conseguenza la gestione da parte dell'organo di ultima istanza

della giustizia federale, la Corte suprema, di un carico di lavoro

estremamente elevato. La Corte, attraverso le garanzie di ricorribilit

concesse ai cittadini di qualunque ceto sociale1, si trova durante ogni term

ad affrontare l'esame preliminare di centinaia di migliaia di ricorsi.

Nel 1937 l'Attorney General Homer Cummings calcolava che ogni

giudice della Corte suprema avrebbe dovuto leggere 344.232 pagine per

ogni term, al fine di conoscere tutto il materiale depositato con i ricorsi. Per

far capire l'entit numerica delle questioni da esaminare, paragon quel

compito alla lettura integrale, ogni mattina, di Via col vento2.

Se questa era (ed certamente ancora) l'entit del carico del lavoro,

occorrono allora dei meccanismi di selezione dei ricorsi che consentano alla

Corte suprema di gestire una mole di petitions insormontabile per un

collegio di soli nove giudici. Tali strumenti esistono da ormai pi di due

secoli e sono anche andati migliorando nel corso del concreto utilizzo

nella prassi giurisprudenziale, avendo trovato riconoscimento nella loro

ratifica in sede congressuale.

Il writ of certiorari, in particolare, rappresenta uno strumento

fondamentale di case selection da parte dei justices, che possono filtrare i1 In particolare, grazie alle petitions c.d. in forma pauperis, garantite a coloro che nonpossono permettersi di pagare le grosse somme per poter adire la Corte suprema. V. infra,cap. I.2 Un curioso aneddoto, questo, riportato da P. BIANCHI in La creazione giurisprudenzialedelle tecniche di selezione dei casi, Gia