I BASILICI DI .Eterno tra angeli, l ... Suo nipote, il cavaliere Giovanfrancesco non riesce a...

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Paolo Basilici

I BASILICI DI VISSO Una Storia per poco

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In copertina:

La porta S. Maria di Visso come si presenta oggi, vista dallesterno delle

mura della citt.

Il loggiato che la sovrasta appartiene al palazzetto Agostini (sec. XVI), po-

sto alla destra di chi guarda.

Il palazzo in pietra sulla sinistra, quello col balcone fiorito, era la casa dei

Basilici (sec. XVI).

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Paolo Basilici

I BASILICI DI VISSO Una Storia per poco

Prima edizione

Rivista nel settembre 2014

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INDICE

PREMESSA

1 LE PRIME GENERAZIONI

2 GIOVANFRANCESCO, DUE SORELLE, UNA MOGLIE E UN

CONTABILE.

3 SEI ORFANI E UNA MADRE VEDOVA

EFFIRA.

4 SEI ORFANI E UNA MADRE VEDOVA

GIOVANBENEDETTO.

5 SEI ORFANI E UNA MADRE VEDOVA

NICCOLA.

6 SEI ORFANI E UNA MADRE VEDOVA

ALTAVINUTA.

7 SEI ORFANI E UNA MADRE VEDOVA

PORTIA.

8 SEI ORFANI E UNA MADRE VEDOVA

BEATRICE.

9 SEI ORFANI E UNA MADRE VEDOVA

COSTANZA.

10 LE CINQUE SORELLE BASILICI

Considerazioni finali

11 LAFFRESCO DELLO SPAGNA E LO STEMMA

12 LA CASA CON BOTTEGA IN PIAZZA

13 COSA RIMANE OGGI DEI BASILICI DI VISSO?

ALLEGATI

TUTTI I NOMI di Visso

PER UNA BIBLIOGRAFIA

ARCHIVI, LUOGHI, PERSONE

GRAZIE A

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PREMESSA

(la stessa che un tempo avevo chiamato LA POSTILLA DI NATALE)

Il 23 dicembre 2009, quando ormai tutto il racconto quasi pronto per

essere pubblicato, scopro un libro, scansionato da Google giusto il 30 novembre nel-

la biblioteca dellUniversit del Michigan (USA): Giovanni di Pietro detto lo Spa-

gna, Volume 1; un libro di Fausta Gualdi Sabatini, edito nel 1984. A pagina 206

trovo: [] Dall'iscrizione sopra all'abside conosciamo chi furono i committenti

dell'affresco, cio Ser Bartolomeo Basilici e il Cavalier D. Gianfrancesco suo nipote

[] Notizia straordinaria, sicuramente interessantissima per le mie ricerche. Si,

ma dov laffresco in questione? Attraverso internet, e poi usando tutte le armi

dellinformatica, della logica e del telefono, appuro che laffresco si trova a Vis-

so.

E proprio da una biblioteca americana dovevo venirlo a sapere?

Il giorno di Natale vado a Visso, accompagnato da mio figlio Tommaso.

Laffresco c; grande, bello, sembra ben conservato. Si trova nella chiesa Colle-

giata, proprio sulla piazza del paese, sulla parete di fronte allingresso.

Laffresco diviso in 4 sezioni e misura metri 5 x 2,50. Nella parte pi bas-

sa, su una specie di nicchia piuttosto aperta grandeggiano 6 figure poste su due linee.

Sovrasta una specie di lunetta semicircolare appoggiata a due pilastrini molto ben

arabescati che fanno anche da cornice alla sezione inferiore. Nella lunetta, a mezza

figura, rappresentata la Madonna con il Bambino benedicente contornata da Angeli

dei quali due in atto di preghiera. Nella parte anteriore della lunetta c' liscrizione

latina che descrive i committenti e spiega il motivo del lavoro. Cinquanta centimetri

sopra la lunetta sporge una cornice in piano, sorretta da due semplici pilastrini, basati

su mensole sporgenti e racchiudenti due tondi separati da un artistico arabesco, raffi-

guranti langelo nunziante e la Madonna Annunciata. Sopra ancora, in un'altra corni-

ce semi circolare, spicca il Padre Eterno contornato da puttini e serafini.

Lopera datata dalla critica 1520; appartiene cio allultima fase creativa

dello Spagna, morto di peste a Spoleto nel 1528. Laffresco era originariamente col-

locato nella chiesa di S. Agostino e poi, nel 1868, staccato e collocato nella chiesa

attuale, posta sulla stessa piazza, proprio di fronte allaltra.

Il parroco un po ignorante, come spesso mi capitato di incontrare, ma

questa unaltra storia. Ad ogni buon conto nelliscrizione latina, in caratteri maiu-

scoli neri si legge benissimo BASILICI. Non Basili, non Basilischi ma BASILICI.

Il testo esatto questo:

SACELLU(M) ERECTU(M) EX TEST(AMENTO) S(E)R BART.(OLOMEI) BA-

SILICI ET EQ(UI)TIS AURATI D(OMINI) - IO(ANNIS) - ERANI (sic) - EIUS

NEPOTIS CUIUS UXOR ZEFIRA AC NATUS - IO(ANNES )- BENEDICTUS

LEGATA IMPLERUNT.

Il cartello ufficiale collocato ai piedi dellopera, messo in occasione della

mostra Giovanni di Pietro - Un pittore spagnolo fra Perugino e Raffaello, cos re-

cita:

Eterno tra angeli, lAnnunciazione, la Madonna con il Bambino, angeli e cherubini, S. Giuliano, S. Nicola da Tolentino, larcangelo Raffaele, Tobiolo, S. Antonio, S. Agostino. Affresco. Visso, chiesa di Santa Maria (gi Visso, chiesa di S. Agostino). Situata in una conca dellalta valle del Nera, Visso, gi nel dominio del Ducato di Spoleto, di-venne libero Comune tra XII e XIII secolo ma, appartenendo alla diocesi spoletina, conserv stretti legami con la citt. Soltanto con lUnit dItalia fu annessa alle Marche.

http://books.google.it/books?q=+inauthor:%22Fausta+Gualdi+Sabatini%22

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Zefira e Giovanni Basilici fecero affrescare la loro cappella in SantAgostino con lEterno tra angeli, lAnnunciazione, la Madonna con il Bambino, angeli e cherubini, S. Giuliano, S. Nicola da Tolentino, larcangelo Raffaele, Tobiolo, S. Antonio, S. Agostino. Quando ledificio fu chiuso al culto, laffresco fu staccato e trasferito nella chiesa di Santa Ma-ria (1868). Le solide figure dei santi, larmoniosa composizione, gli effetti illusionistici dellarchitettura, lelegante ornato a grottesche del dipinto, purtroppo danneggiato, sono tipici dellultimo de-cennio di attivit di Giovanni di Pietro. In quegli anni, il pittore si serv largamente dei suoi col-laboratori per realizzare le numerose opere che gli venivano richieste.

Una traduzione possibile della dicitura potrebbe essere:

Sacello eretto in forza del testamento di ser Bartolomeo Basilici e di suo nipote Ca-

valiere Aurato Sig. Giovanni Francesco la cui moglie Zefira e il figlio Giovanni Be-

nedetto dettero realizzazione al legato.

La parola ERANI che si legge nelliscrizione evidentemente deve essere

stata restaurata male. La scritta doveva essere FRAN.I cio FRANCISCI (France-

sco).

Nei giorni successivi mi sono procurato anche un libro, edito a cura della

Biblioteca Egidiana del Convento di San Nicola e del Centro Studi Agostino Trap

di Tolentino. Il libro, bellissimo e riccamente illustrato, intitolato San Nicola da

Tolentino e le Marche: culto e arte ed a cura di Roberto Tollo ed Elena Bisacci.

Nel libro, che tratta lopera in quanto tra i santi rappresentati compare San

Nicola da Tolentino, a pag. 81 riportata liscrizione dellaffresco. Sulla cornice

della prima lunetta sono scritte le ragioni della committenza del dipinto: ser Barto-

lomei Basilici et equitis aurati Domini Ioannis Francisci eius nepotis cuius uxor Sa-

cellum ex testamento Zefira ac natus Ioannes Benedictus legata implerunt. E qui

cominciamo gi male perch non la stessa che ho fotografato. Cos com poi risul-

ta incomprensibile e del tutto intraducibile perch rimescolata e senza costrutto. Ci

deve essere stato un evidente refuso tipografico.

Nella foto del dipinto, riportata nel libro, liscrizione non si vede; chiaro, agli auto-

ri interessava solo S. Nicola.

C per la traduzione: Sacello eretto per testamento di ser Bartolomeo Basilici e del

cav. Messer Gianfrancesco suo nipote la cui consorte Zefira e il figlio Giovan Bene-

detto adempirono i legati. Il significato infatti identico, per evidente che

allepoca della ricognizione per la redazione del volume (1999) gli autori hanno po-

tuto leggere FRAN.I e non ERAN.I. Il gentilissimo direttore della Biblioteca Egidia-

na di Tolentino, Orlando Ruffini, mi mostra un altro libro dove compare una ripro-

duzione generale dellaffresco in bianco e nero. Lopera intitolata Urbino e le

Marche prima e dopo Raffaello edita a Firenze nel 1983. Con laiuto di una lente

leggo chiaramente FRAN.I. Lautrice del saggio? Fausta Gualdi Sabatini, sempre lei,

che riporta anche una ricca bibliografia storica riguardante laffresco in questione.

La scoperta di questi committenti Basilici a Visso prospetta nuovi scenari e

davvero mette in crisi alcune delle mie supposizioni.

Ser Bartolomeo Basilici, aveva lasciato al nipote il legato di realizzare

lopera e quindi, per essere questultimo gi morto nel 1520, Bartolomeo doveva es-

sere nato allincirca nel 1430-40. Suo nipote, il cavaliere Giovanfrancesco non riesce

a realizzare il proposito. Sar sua moglie Zefira e il figlio Giovanni Benedetto che

daranno compimento al legato intorno allanno 1520.

Si, ma che ci faceva a Visso un Basilici nato nel 1430-1440? I Basilici cos

antichi che ho fin qui incontrato e dei quali ho parlato nelle mie storie, o erano di

Canemorto o erano di Montefano o, nel caso fossero Basilischi erano di Urbino-

Urbania. Un vero Basilici a Visso, in mezzo alle montagne, mi sembra strano. Unica

consolazione che vedo comparire nomi gi noti allinterno delle genealogie Basilici

da me esplorate. Soprattutto mi suona bene questo Giovanni Benedetto.