Gerardo Gatti Scuola Forense Mediazione ... ¢â‚¬¢ Trib. di: Roma...

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  • Mediazione un po’ di giurisprudenza…

    Scuola Forense GERARDO GATTI

    Perugia, 13 giugno 2016

    Damiano Marinelli – Luca Dattolo

    www.areaconsulenze.it – info@areaconsulenze.it

  • Opposizione a decreto ingiuntivo: l’onere di avviare la

    procedura di mediazione grava in capo al creditore opposto

    • Trib. di: Busto Arsizio - Sentenza del: 02-02-2016 - Giudice: Maria Eugenia Pupa Il Tribunale di Busto Arsizio, nella persona della dott.ssa Pupa, ha dichiarato improcedibile la domanda di mediazione per la mancata adesione alla procedura da parte della Banca creditrice. Difatti, .. non possono ritenersi legittime quelle condotte tenute dalle parti per aggirare l’ applicazione effettiva della normativa in materia di mediazione, suscettibili di frustrare la finalità stessa dell’istituto, che non può essere quella di introdurre una sorta di adempimento meramente “ritardante” dell’introduzione di determinate categorie di giudizi”. Il Tribunale ha ribadito il principio secondo il quale, in caso di opposizione al decreto ingiuntivo l’onere di introdurre la domanda di mediazione spetta al creditore opposto, anziché al debitore opponente. Tale pronuncia è conforme all’interpretazione seguita dal Tribunale di Firenze (ordinanza del 17.1.2016), contraddicendo l’orientamento della Suprema Corte secondo la quale l’onere di avviare la procedura di mediazione spetti in capo al debitore apponente.

  • Opposizione a decreto ingiuntivo: secondo il Giudice l’onere

    di avviare la mediazione incombe in capo al creditore opposto

    • Trib. di: Firenze - Ordinanza del: 17-01-2016 - Giudice: Riccardo Guida

    «nel procedimento d’ingiunzione riguardante materie per le quali la mediazione è obbligatoria, come i contratti bancari, dopo che l’opponente (“convenuto sostanziale”) ha proposto opposizione e dopo che sono state emesse le ordinanze ex artt. 648, 649 cod. proc. civ., l’onere d’iniziare la mediazione grava sull’opposto (“attore sostanziale”), a pena d’improcedibilità della (sua) domanda, introdotta col deposito del ricorso per decreto ingiuntivo».

  • In caso di opposizione a decreto aggiuntivo la

    mediazione deve essere proposta dall’opponente

    • Trib. di: Corte di Cassazione - Sentenza del: 07-10-2015 - Giudice: Roberta Vivaldi la Corte di Cassazione è intervenuta sulla dibattuta questione inerente l’onere di avviare la procedura di mediazione, a seguito dell’opposizione a decreto ingiuntivo. Secondo la Suprema Corte è l’opponente il soggetto processuale sul quale grava l’obbligo di avviare la procedura di mediazione, sulla scorta del fatto che se il creditore opposto, attraverso il decreto ingiuntivo, ha scelto di percorrere la via giudizialmente più breve, il debitore opponente, per mezzo dell’opposizione, ha deciso di intraprendere la “strada più lunga” mediante l’introduzione del giudizio di merito. Pertanto, il creditore si troverebbe gravato dell’obbligo di avviare la procedura di mediazione quando “ancora non si sa se ci sarà opposizione allo stesso decreto ingiuntivo”.

  • Per effetto dell’art. 116 cpc, la mancata partecipazione

    dei convenuti costituisce elemento integrativo a favore

    dell’attore per l’accertamento e la prova dei fatti

    • Trib. di: Roma - Sentenza del: 17-02-2015 - Giudice: Massimo Moriconi «Risulta pertanto comprovato che nel caso di specie non solo non sussiste un giustificato motivo per la mancata comparizione della scuola e dell’assicuratore nel procedimento di mediazione; ma che tale rifiuto è del tutto irragionevole, illogico in concreto ma anche dal punto di vista astratto ed inescusabile».

    «La mancata partecipazione al procedimento di mediazione (obbligatoria o demandata), senza alcuna giustificazione fornita dalla parte e senza -come in questo caso- che dagli atti del giudizio appaia la incontrovertibile macroscopica evidenza, per motivi di fatto o di diritto, o di entrambi, della inutilità o della impossibilità di riuscita della mediazione, costituisce condotta grave perché idonea a determinare la introduzione o l’incrostazione di una procedura giudiziale (evitabile) in un contesto giudiziario, quello italiano, saturo nei numeri e smisuratamente dilatato nella durata dei giudizi».

  • Presenza al primo incontro dei soli avvocati muniti di

    procura speciale: la mediazione non è esperita

    • Trib. di: Pavia - Ordinanza del: 06-01-2016 - Giudice: Giorgio Marzocchi

    «Invita le parti ad avviare una mediazione, ponendo l’onere dell’avvio della procedura a carico della parte più diligente e avvisando entrambe le parti che, per l’effetto, l’esperimento della procedura di mediazione sarà condizione di procedibilità della domanda giudiziale e che, considerato che il giudizio sulla mediabilità della controversia è già dato con il presente provvedimento, la condizione di procedibilità non potrà considerarsi avverata con un incontro preliminare tra i soli difensori ancorché muniti di procura speciale»

  • La mediazione deve essere svolta con la presenza di tutte le

    parti personalmente, assistite dai rispettivi difensori

    • Trib. di: Milano - Ordinanza del: 07-05-2015 - Giudice: Anna Cattaneo La mediazione deve essere svolta con la presenza personale delle parti, assistite dai rispettivi avvocati. Il giudice ha imposto alle parti di entrare concretamente ed effettivamente nel merito della controversia, al fine di addivenire ad una sua soluzione stragiudiziale. Difatti, in tutte le mediazioni, soprattutto quelle delegate, la formale presenza delle parti – finalizzata cioè ad ottenere un verbale di mancata conciliazione e dichiarare compiuto il tentativo di mediazione -, altro non sarebbe che l’elusione dell’ordine del giudice che ha invitato le parti ad esperire il tentativo di conciliazione, avendo intravisto la “mediabilità” della controversia . Infine, il giudicante ha auspicato che gli avvocati adottino un atteggiamento di maggiore collaborazione nell’interesse delle parti, consentendo il raggiungimento dell’auspicato accordo.

  • L’avvocato deve assistere, ma non può

    contemporaneamente rappresentare il suo cliente in

    mediazione

    • Trib. di: Pavia - Ordinanza del: 18-05-2015 - Giudice: Giorgio Marzocchi «Giova rilevare che l’art. 5 del D.Lgs. 28/2010 sia al comma 1 che al comma 2 fa riferimento esclusivo alla funzione di assistenza del difensore, senza alcun riferimento alla funzione di rappresentanza, presupponendo con questo la necessaria dualità dei soggetti che compongono la parte in un procedimento di mediazione. In mancanza di tale dualità possono derivare conseguenze sia sul regolamento delle spese del giudizio fino ad influire sulla stessa procedibilità della domanda giudiziale»

    «Invita il mediatore a verbalizzare le eventuali assenze ingiustificate e quale, tra le parti presenti, dichiari di non voler proseguire nella mediazione oltre l’incontro preliminare»

    «Invita mediatore e parti a valutare, già in sede di mediazione e per economicità processuale, l’opportunità di svolgere una consulenza tecnica econometrica»

  • La consulenza tecnica in mediazione è

    utilizzabile nel procedimento in Tribunale

    • Trib. di: Roma - Ordinanza del: 16-07-2015 - Giudice: Massimo Moriconi

    La consulenza tecnica (periza) in mediazione, oltre ad essere espressamente prevista dall’art. 8, comma quarto, D.Lgs. n. 28 del 2010, è un atto non privo di utilità, attesa la sua utilizzazione nella causa in Tribunale. Le parti ed il mediatore potranno sottoporre al consulente i quesiti che rispondano nel modo più efficace agli interessi coinvolti nella lite. Il lavoro svolto dal consulente nel corso della procedura di mediazione può essere realmente efficace, ai fini conciliativi.

  • Il tentativo di conciliazione del CTU non

    esclude la mediazione

    • Trib. di: Roma - Ordinanza del: 16-12-2014 - Giudice: Franca Mangano

    «l’espletamento della CTU medico legale nel corso del procedimento ex art. 696 bis c.p.c., ha fornito una serie di informazioni e di valutazioni medico legali, che ben possono rappresentare una base di confronto tra le parti, in vista di una soluzione transattiva, tanto in sede di mediazione tanto nel corso del presente giudizio»

  • Roma Capitale condannata a € 8.000 ex art. 96

    III co. c.p.c., per mancata partecipazione alla

    mediazione ordinata dal giudice • Trib. di: Roma - Sentenza del: 17-12-2015 - Giudice: Massimo Moriconi

    Insidia stradale, responsabilità dell’ente territoriale, compatibilità con concorso di colpa del danneggiato – proposta del giudice ex art. 185 bis cpc ed a seguire invio in mediazione demandata ex art. 5 co.II° decr.lgl.28/2010 – mancata adesione dell’ente territoriale – giustificazioni addotte per la mancata partecipazione alla mediazione disposta dal giudice consistenti nella ritenuta infondatezza della domanda ex adverso e nel non gradimento delle spese di mediazione – inconsistenza delle giustificazioni – le conseguenze per la ingiustificata partecipazione al procedimento di mediazione di cui all’art.8 del decr.lgsl 28/2010 – gli argomenti di prova ex art. 116 cpc ed il pagamento del contributo unificato, a carico dell’ente territoriale – l’art.8 del decr.lgsl 28/2010 non esaurisce le conseguenze per la ingiustificata partecipazione alla mediazione – art. 96 co. III° cpc, requisiti generali di applicabilità – art.96 co III° cpc e ingiustificata partecipazione alla mediazione