film. · Web view Una storia d'amore, regia di Mario Camerini Signorinette, regia di Luigi...

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Istituto Luce-Cinecittà

presenta

L’ULTIMA VOCE.

GUIDO NOTARI

un film documentario di

ENRICO MENDUNI

Anteprima internazionale al 61. Taormina Film Fest

mercoledì 17 giugno ore 19.30 - Teatro Nazarena - Sezione Punto Luce

una distribuzione

Ufficio stampa Istituto Luce-Cinecittà

Marlon Pellegrini

t.: +39 06 72286 407 m.: +39 334 9500619 - [email protected]

MATERIALI STAMPA SU WWW.CINECITTA.COM

L’ULTIMA VOCE. GUIDO NOTARI - Credits

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Regia ENRICO MENDUNI

soggetto e sceneggiatura ENRICO MENDUNI

da un’idea di ANGELO MUSCIAGNA

con la partecipazione di GIORGIO ZANCHINI

musiche originali MARCO VALERIO ANTONINI

direttore della fotografia PAOLO MALIZIA

montaggio ANGELO MUSCIAGNA

una produzione ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ

produttore esecutivo MAURA COSENZA

ricerche Archivio Storico Luce NATHALIE GIACOBINO

segretaria di produzione LAURA BUSCHI

ricercatori AGNESE CORRERA

ELIO UGENTI

coordinamento lavorazione filmati

Archivio Storico Luce DAVIDE MAGGI

tecnico di laboratorio MARIO DAMICO

riprese con droni GABRIELE SANTICCIOLI (FlyTop)

steadycam – operatore CRISTIAN DOTI

fonici MICHELE FIORUCCI, LORENZO CARLUCCI

PIETRO GIAMPIETRO

Distribuzione ISTITUTO LUCE-CINECITT

Italia, 2015

65’, b/n e colore

Crediti non contrattuali

L’ULTIMA VOCE. GUIDO NOTARI - Sinossi

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L’ultima voce racconta la storia, inedita, di un protagonista dello spettacolo italiano. Un personaggio che per oltre vent’anni ha avuto milioni di spettatori, e a tratti è stato il più ascoltato del suo tempo.

Un protagonista irripetibile, il cui nome è oggi quasi del tutto ignorato.

La sua storia, alternanza di fama e oblio, per le sue curiose simmetrie ricorda quelle ‘vite immaginarie’ amate da Borges. Ma è vera.

Il suo nome era Guido Notari.

Nonostante il suo nome oggi dica poco a pochissimi, per milioni di italiani Guido Notari è stato la voce.

Dal 1931, anno del suo debutto nel Giornale Radio dell’EIAR, al 1957, anno della sua morte, Guido Notari è entrato quasi quotidianamente nelle case, nelle piazze, nei cinema, nelle orecchie degli italiani. Lo ha fatto con ore e ore di trasmissioni Radio, con decine di documentari e cinegiornali Luce, con centinaia di Settimane Incom, come attore e doppiatore di tanti film. Lo ha fatto con quello strumento unico e insondabile – come il destino di un uomo – che era la sua voce: neutra, marziale e insieme suadente, adattabile come nessuna a tutte le circostanze. Lo ha fatto leggendo e comunicando di tutto a tutti: dagli eventi storici alle cronache, politica e sport, cultura e costume. Dalle dichiarazioni di guerra alle canzonette. Per oltre venticinque anni è stato una presenza familiare, e per certi versi intima, a ogni spettatore. Per poi dissolversi nel tempo.

Ma un paradosso più straordinario ancora, fa della sua vita uno spettacolo simbolico.

Notari è stato la voce del fascismo. Le sirene della propaganda, delle adunate, dei trionfi, arrivavano con le sue parole. La voce che associamo ai filmati dell’Istituto Luce – con quel misto di derisione e insieme inquietudine – è quasi sempre la sua. Nel 1942 nel film Bengasi gli capitò di interpretare un gerarca impegnato in un discorso da un balcone. Nel ’77 Ettore Scola lo immortalò facendone il terzo personaggio di Una giornata particolare, riprendendo il sonoro continuo della radio che accompagna per tutto il film Mastroianni e la Loren. Sono fatti non casuali di quest’uomo garbato ed elegante, che impersonò a perfezione il verbo mussoliniano.

E Notari fu la voce della Nuova Italia. Dopo la guerra, la fine della dittatura, con l’avventura della Repubblica democratica, gli spettatori tornarono al cinema a vedere nei Cinegiornali le immagini della ricostruzione, i nuovi progressi, gli sforzi e i vezzi del Paese rinnovato. La colonna sonora erano ancora i testi letti dalla voce di Guido Notari: nella Settimana Incom, dalla puntata numero 1 del 1946, alla 1500 del 1957. La puntata 1501 conterrà l’epitaffio di Guido.

Come la voce del regime abbia potuto essere la voce dell’Italia liberata, senza che nessuno avesse da ridirne, è uno dei misteri che indaga questo film. Che con la guida di Giorgio Zanchini, voce popolare della radio pubblica, testimonianze, una letterale valigia di memorie e le straordinarie immagini dell’Archivio luce, ridà corpo a un fantasma dello spettacolo italiano.

Un’indagine appassionata che restituisce un volto – e una filmografia, e dei ricordi – a quello che è un protagonista occultato del cinema italiano. E ci restituisce il fascino di luoghi del nostro cinema – come la Cinecittà o il vecchio Luce degli anni ’40 e ’50 – venati di nostalgia e della malizia di un sogno non ancora finito.

L’ULTIMA VOCE. GUIDO NOTARI – Note di regia

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Una voce senza corpo, che tutti ascoltano alla radio ma poi inesorabilmente si perde nell’etere: la sua rappresentazione per immagini ha costituito per noi una sfida avvincente.

Una voce celebre, ma sempre impersonale e anonima, anche per favorire l’identificazione con l’autorità e l’ufficialità.

Un personaggio scomparso dalle cronache, su cui nessuno degli interrogati sapeva dare notizie precise: poche note a piè di pagina in qualche libro, e nulla più. La sua discendenza diretta si è estinta: l’unico figlio Brunello muore giovane in un incidente stradale in piena notte, ai Castelli Romani, come il Toby Dammit di Fellini.

Il documentario si è tramutato in una ricerca indiziaria, svolta all’Università - il luogo primario di lavoro del regista - dove l’avvento del sonoro è un tema di studio. Finalmente rintracciato, il nipote Giancarlo Notari ci ha dato indicazioni decisive e ci ha consegnato una valigia piena di oggetti, fotografie private e foto di scena, articoli di giornale, lettere. Per questo abbiamo scelto di iniziare con l’incontro milanese con i discendenti di Guido e l’apertura della valigia.

Giorgio Zanchini, una voce nota della radio di oggi, ha costituito l’alter ego vivente di Notari; non solo una voce narrante, ma un testimone, una presenza in carne ed ossa che Guido ha avuto solo quando il cinema si è interessato a lui.

I luoghi di Notari hanno avuto uno strano destino: in parte sono ancora oggi le sedi dei media (la Rai), in parte (la prima sede dell’Istituto Luce, quella della Incom) sono distrutti, negati, in rovina. Una rimozione sui cui abbiamo voluto far luce, perché capitoli essenziali della nostra storia non andassero perduti. Ma non ci sfugge che la rovina di quei luoghi coincide con la fine di un modo di narrare e di una voce unica, quella di Guido Notari, travolta dall’avvento della televisione e della pubblicità. Di qui il nostro titolo: “L’ultima voce”.

Enrico Menduni

L’ULTIMA VOCE. GUIDO NOTARI

Guido Notari, la carriera di una voce ________________________________________________________________________________

Guido Notari (1893-1957) vince il concorso per annunciatori bandito dall’EIAR nel 1931 e prende servizio come annunciatore del Giornale Radio nella sede di Milano.

Nel 1935, contemporaneamente alla guerra di Etiopia, la direzione del Giornale Radio è accentrata a Roma. Notari è trasferito a Roma, sempre come annunciatore del Giornale Radio. Allo stato attuale delle ricerche, tutta la sua produzione radiofonica è da considerarsi perduta.

Nel 1937 l’Istituto Luce ottiene in prestito dall’Eiar Guido Notari come voce narrante dei suoi documentari (il primo è “L’Italia imperiale” del 1937), il più famoso dei quali è “Il viaggio del Führer in Italia” del 1938, il cui sonoro è utilizzato largamente da Ettore Scola in “Una giornata particolare” (1977).

Nel 1938 anche la Incom ottiene di poter utilizzare la voce di Guido Notari per i suoi documentari.

Nello stesso periodo Notari inizia a lavorare anche nel doppiaggio cinematografico.

Nel 1939 inizia l’attività di attore per il cinema, sia pure mai nel ruolo di protagonista. Parteciperà come attore a ben 55 film: 35 fra il 1939 e il 1944; 20 nel dopoguerra. Sarà anche la voce narrante di altri tre importanti film.

Nel marzo del 1940 Notari diviene anche la principale voce dei cinegiornali Luce: la sua enunciazione diventa così onnipresente, un marchio di ufficialità e autorità.

Nel 1942 è chiamato dal regista Romolo Marcellini, con cui aveva già lavorato in varie occasioni, come voce narrante del film “Pastor Angelicus”, una biografia ufficiale di Pio XII. Notari si avvicina agli ambienti vaticani.

La voce di Notari scompare, poco prima del 25 luglio 1943, dai Cinegiornali Luce. Notari non aderisce alla Repubblica di Salò, ma rimane a Roma.

Nel 1945 Notari inizia la sua collaborazione con la Rai. Parteciperà a vari radiodrammi e trasmissioni tra cui “Voci dal Mondo” e “Radio Club”, nella quale ebbe modo anche di presentare Frank Sinatra a Roma (20 maggio 1953). Meno incisiva la sua attività televisiva: si ricorda principalmente la c