Fabio Rodella - Violino II Adriana Ginocchi - Violoncello ... · PDF filePrima della Riforma...

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Violino I Fabio Rodella - Violino II Adriana GinocchiViola Miho Yamagishi - Violoncello Francesco Ramolini.

Segreteria operativa del Progetto

STABAT MATERTel 0371- 423265

Mail: gvanelli@pressimmagine.it

Comunicato Stampa Progetto

STABAT MATERUna riflessione nel clima di EXPO 2015.

A Mirabello di Senna Lodigiana con LA VERDI DI MILANO, nella chiesaparrocchiale di San Bernardino, chiesa affrescata da Felice Vanelli di Lodi, dove hasteso un ciclo di affreschi di oltre 1000/metri quadri. Lo STABAT MATER di Giovanni Battista Pergolesi, testo sacro unico nella storia

della musica, una riflessione interiore, nutrimento dellanima, al tema generale diEXPO: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.Il progetto Stabat Mater ci porta ad una riflessione Miglioriamo Lalimenta-

zione, nei luoghi dove lagricoltura ha la sua migliore tradizione colturale e sim-biotico con il territorio ed i suoi abitanti, della vasta plaga agricola. La campagna lodigiana: frutto di lavoro degli avi che nello spirito benedettino,

dell hora et labora, hanno reso fertile questa plaga incrociata nei fiumi Lambro,Adda e Po, hanno nei secoli realizzato con la rotazione dei terreni: verdi pascoli, eallevamenti, (tante mucche, latte e latticini), senza impoverire o sconvolgere il pae-saggio, ma riproponendo la rotazione delle colture dando forza biodinamica ai terrenicoltivati.La chiesa parrocchiale di Mirabello posta nel centro della ruralit lodigiana

luogo ideale ed inedito per realizzare levento, rappresentare un tema sacro in unluogo che unisce le opere di un autore contemporaneo in uno spazio della campagnalodigiana che ha una tradizione storica e dove nei secoli ha saputo valorizzare il ter-ritorio salvaguardando lambiente, il paesaggio e lo sviluppo agricolo trasmesso dagliavi dellacivilt contadina, carica di valori e di umanit: dalla natura il riverberoalla musica come messaggio di nutrimento delle emozioni.Il progetto musicale sviluppato da un sogno e concretizzato dalla direzione ar-

tistica della Verdi che ha scelto per questa particolale location lo Stabat Mater diG.B. Pergolesi, un capolavoro della riflessione musicale. con interpreti di alto li-vello: soprano, controtenore ed Il Quartetto de la Verdi, Il programma si arricchir con la partecipazione del Maestro Muscista Dante Va-

nelli, che eseguir una sua composizione al pianoforte: OMAGGIO ALLA VERDIPER LEXPO.Un apprezzamento al Parroco di Mirabello Sangalli don Alfredo, che con entusia-

smo ha incoraggiato la realizzazione del progetto: portare al centro della ruralituna riflessione per nutrire lanima.

Pasqualino Borella

Facciata dellla parrocchiale di San Bernardino .

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Nella musica, nel panorama della natura, nel sogno notturnoNella musica, nel panorama della natura, nel sogno notturno

Sabato 20 giugno 2015 ore 16.00,.

Il pi grande Amen di tutta la musica: per soprano, controtenore, archi e continuo de la Verdi di Milano.

STABATMATERdi Giovanni Battista Pergolesi

Soprano Valentina Varriale - Controtenore Filippo MinecciaIl QUARTETTODELAVERDI:

Violino I Fabio Rodella - Violino II Adriana GinocchiViola Miho Yamagishi - Violoncello Francesco Ramolini .

,..Stabat Mater dolorosa - La madre Addolorata stava, il testo dello Stabat Mater dolorosa fu scritto da Ja-

copone da Todi (1230? - 1306), poeta e mistico quando si ritir nel convento di SantAngelo in Pantanelli.Questo testo ha attraversato i secoli proprio per la sua straordinaria umanit: la prima parte della

preghiera, che inizia con le parole Stabat Mater dolorosa ("La Madre addolorata stava") una medita-zione sulle sofferenze di Maria, madre di Ges, durante la crocifissione e la Passione di Cristo. La se-conda parte della preghiera, che inizia con le parole Eia, mater, fons amris ("Oh, Madre, fonte d'amore") unainvocazione in cui l'orante chiede a Maria di farlo partecipe del dolore provato da Maria stessa e da Ges durante lacrocifissione e la Passione.Recitata in maniera facoltativa durante la messa dellAddolorata (15 settembre) le sue parti formano gli inni latini

della stessa festa. Prima della Riforma liturgica era utilizzata nellufficio del venerdi della settimana di passione eaccompagnava il rito della Via Crucis e la processione del Venerdi Santo. Un canto amatissimo dai fedeli, non meno che da intere generazioni di musicisti colti, (si pensi solo a Scarlatti, Vi-

valdi, Pergolesi, Rossini, Liszt).Da notare che il testo in latino, la struttura ritmica quella del latino medievale e che poi sar anche dell'italiano:

non si hanno sillabe lunghe e brevi, ma toniche e atone, in una serie di ottonari e senari sdruccioli, che rimano secondolo schema AAbCCb (oltre ad alcune rime interne).

,..

La composizione dello Stabat Mater fu commissionata a Pergolesi nel 1735 (a qualche mese dalla morte), dalla laica con-fraternita napoletana dei Cavalieri della Vergine dei Dolori di San Luigi al Palazzo, per officiare alla liturgia della SettimanaSanta.

Essa avrebbe dovuto sostituire la precedente versione di Alessandro Scarlatti, commissionata dalla medesima confraternitavent'anni prima.

Nella stesura Pergolesi si mantenne fedele in linea di principio con l'esperienza di Scarlatti: simile la strumentazione perarchi e basso continuo, inalterata la presenza nelle parti solistiche delle due sole voci di soprano e contralto.

Entrambi i compositori suddividono la sequenza in una serie di duetti ed arie solistiche, cos come era di prassi nel XVIIIsecolo: i numeri musicali infatti sono 12 per Pergolesi e ben 18 per Scarlatti. Ci indica quanto la versione pergolesiana sia pibreve e pi concisa rispetto alla precedente: infatti, considerando l'intera sequenza composta da 20 stanze, il rapporto fra idiciotto numeri musicali di Scarlatti quasi di un numero per stanza.

Il lavoro di Pergolesi quindi pi compatto, ma al contempo non rinuncia alla struttura tradizionale cos accentuata in quelloprecedente, nonostante le concezioni armoniche e melodiche risultino innovative ed al passo con le tendenze della musica discuola napoletana ed europea. In effetti, pu essere stata questa la ragione che spinse la confraternita a sostituire il lavoro diScarlatti con una composizione alla moda.

Le innovazioni nel campo della musica sacra, sebbene incontrino maggior difficolt ad attecchire rispetto a quelle di altrigeneri, trovano invece una unitaria compostezza nello Stabat Mater di Pergolesi: ci avviene da un punto di vista stilistico

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grazie all'approdo ad una prospettiva pi squisitamente sentimentale (Teoria degli affetti), incentrata sul pathos del testo sacroe, da un punto di vista tecnico-compositivo, grazie all'alleggerimento degli austeri toni presenti nella versione scarlattiana.

Ci non implica un completo abbandono delle forme tipiche della tradizione sacra - presente per esempio nei richiami ar-caicizzanti di alcuni passaggi del Fac, ut ardeat cor meum" - ma esse si compendiano in un perfetto bilanciamento con i dram-matici trilli del Cujus animam gementem o nell'interpretazione dei toni dell'anima con il Fac me vere tecum flere.

Tali caratteristiche, fanno di questo lavoro uno dei pi importanti esempi della musica italiana del '700.Lo Stabat Mater ha sempre goduto di una certa notoriet. Molti musicisti si ispirarono ad esso in alcune loro composizioni, quali ad esempio Giovanni Gualberto Brunetti, Camillo

De Nardis e Giovanni Paisiello. Johann Sebastian Bach nella sua cantata Tilge, Hchster, meine Snden (BWV 1083) utilizzla musica dello Stabat Mater di Pergolesi con piccole modifiche di strumentazione e portando l'Amen finale nel modo maggioree la adatt al testo del Salmo 51.

Joseph Eybler, amico di Mozart e maestro di cappella a Vienna, sostitu alcuni duetti ed ampli l'orchestra in un suo riadat-tamento.

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Giovanni Battista Draghi detto Pergolesi (Jesi, 4 gennaio 1710 Pozzuoli, 17 marzo 1736) fu un compositore, organista e violinistaitaliano di opere e musica sacra dell'epoca barocca.

Infanzia nelle Marche e trasferimento a Napoli, l soprannome Pergolesi deriva dal nonno Francesco, un artigiano originario dellacittadina di Pergola (PU) trasferitosi nel 1635 nella citt natale di Giovanni Battista. Col tempo il soprannome Pergolesi divenne di uso co-mune per designare la sua famiglia.

La posizione del padre, amministratore statale, consent al giovane Giovanni Battista di avere una giovinezza relativamente agiata eduna prima formazione musicale.

Fece i primi studi di organo e violino nella citt natale, durante i quali mostr notevole talento musicale. All'et di quindici anni, grazieal mecenatismo del vescovo di Larino e Governatore della Santa Casa di Loreto Carlo Maria Pianetti, fu ammesso nel celebre Conservatoriodi Santa Maria di Loreto a Napoli, dove ebbe modo di studiare composizione con alcuni dei pi celebri autori della Scuola musicale na-poletana, come Francesco Durante e Gaetano Greco.

Napoli nella prima met del Settecento era senza dubbio una delle citt pi vivaci dal punto di vista musicale: artisti come AlessandroScarlatti, Nicola Porpora o Leonardo Leo avevano proposto con successo lo stile musicale napoletano nelle corti di tutta Europa e non sorprendente che nel 1739 lo scrittore e politico francese Charles de Brosses riferendosi alla citt partenopea, la definisse la capitale mondialedella musica.

In virt del suo talento come violinista, Pergolesi fu nominato nel 1729 capo paranza dell'orchestra del conservatorio, titolo che sipotrebbe associare all'attuale primo violino.

Si diplom nel 1731 a ventuno anni, componendo, come saggio finale, l'oratorio La conversione e morte di San Guglielmo; nell'ultimoanno di studi aveva gi