Difesa da parassiti con prodotti biologici e coltura olivo potatura, slupatura, innesto

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Quinto quaderno della Coop Olivicola di Arnasco per la rivalutazione del territorio e la conservazione delle varietà antiche

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  • La difesa di olivo, castagno, fico, fagiolo, rape,dai parassiti animali e vegetali

    con prodotti consentiti in agricoltura biologicae

    le operazioni colturali dellolivo:la potatura, la slupatura e linnesto

    COOP OLIVICOLA DI ARNASCO

    Quaderno n. 5Arnasco 02/2003

    LIVICOLACOOPERATIVAA R N A S C O

  • LIVICOLACOOPERATIVAA R N A S C O

    Realizzazione:

    Luciano Gallizia Presidente Cooperativa Olivicola Arnasco

    Dott. Ruggero Petacchi Scuola Superiore SantAnna di Pisa

    Dott. Giorgio Bozzano Tecnico Coop. lOrtofrutticola

    Dott. Gianluca Bico - Tecnico Cooperativa Olivicola Arnasco

    Beltramo Roberta

    Si ringraziano per la gentile collaborazione:

    Annarita Campana.

    I soci olivicoltori e dipendenti della Cooperativa Olivicola di Arnasco.

    Il Gruppo Amici dellolivo di Arnasco.

    I famigliari dellindimenticabile Italo Mirone per il consenso alla ristampa del Piccolo

    manuale pratico per la potatura, la slupatura e linnesto dellolivo.

    Disegni di Angelo Gastaldi.

    In copertina: Murales ad Arnasco di Giovanni Lo Manto.

  • LIVICOLACOOPERATIVAA R N A S C O

    La Cooperativa Olivicola di Arnasco, nata nel 1984, ha come oggetto sociale lo svolgimen-to di attivit agricole, la frangitura e la lavorazione delle olive, e, pi in generale, la tutela ela valorizzazione del mondo rurale e del territorio. Lazione della Cooperativa volta al recupero e alla valorizzazione degli antichi mestieri, conprogetti quali: la promozione dellolivicoltura, tramite la gestione del frantoio sociale, il recupero degli

    uliveti incolti con tecniche di coltivazione biologica, e la valorizzazione della cultivar tradi-zionale ARNASCA PIGNOLA;

    la tutela delle antiche variet vegetali locali ( in corso un progetto finalizzato alla conser-vazione delle colture dei fichi, delle rape, dei fagioli e delle castagne, e delle relativemetodologie tradizionali di lavorazione e conservazione);

    il mantenimento dellattivit pastorale, condotta da un socio della cooperativa, con obietti-vi quali la salvaguardia della pecora brigasca e la tutela delle produzioni casearie tradizio-nali;

    la conservazione del paesaggio rurale, il mantenimento dei percorsi storici, la realizzazio-ne di infrastrutture escursionistiche, con iniziative come lannuale scuola dei muretti asecco o la valorizzazione delle costruzioni rurali tradizionali (caselle, la torre di Dav,ecc.);

    la valorizzazione degli antichi mestieri, con la gestione e laggiornamento del museo del-lolivo allestito presso ledificio della sede sociale e del frantoio; il museo gi inserito nelcircuito del turismo didattico e ospita, ogni anno, un consistente numero di scolaresche.

    la divulgazione delle iniziative elencate, in collaborazione con lassociazione culturaleAmici dellolivo e la promozione di manifestazioni culturali (il convegno annuale Civiltdellolivo a confronto, la realizzazione del percorso dei murales lungo la strada provin-ciale, ledizione di libri e pubblicazioni).

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    Lolivicoltura biologica rappresenta sempre di pi una risposta alle diverse esigenze, siadei produttori che dei consumatori, per una produzione caratterizzata da una qualittotale. Negli ultimi anni, grazie anche alla crescente sensibilit del mondo della ricerca esperimentazione a tali problematiche, sono aumentate le conoscenze sulle tecniche utiliz-zabili, in agricoltura biologica, nella difesa delle colture, tra cui lolivo. In Liguria, dove lin-setto maggiormente dannoso su questa coltura la mosca delle olive, sono in corso pro-grammi mirati per dare agli olivicoltori indicazioni su quando e come intervenire controquesta specie. Nonostante tutto questo ancora poche sono le risposte sicure che il mondodella ricerca e sperimentazione in grado di dare agli olivicoltori biologici, su come com-battere la mosca delle olive,

    In tale contesto negli ultimi anni stata riscoperta la tecnica del mass trapping o cattu-re massali, che, anche se vecchia come concezione, stata resa innovativa dalla speri-mentazione di nuovi dispositivi (EcoTrap) che uniscono caratteristiche positive che vannodalla salvaguardia della salute del produttore e del consumatore allestrema riduzione del-limpatto sullambiente, in generale.

    In Liguria a partire dal 1998 sono in corso progetti dimostrativi sullapplicazione di que-sta tecnica e ad Arnasco stata condotta unesperienza, tuttora in corso, che pu esserecitata come un esempio di gestione ottimale di un progetto su scala territoriale.

    La tecnica del mass trapping, infatti, deve essere applicata su grosse superfici olivateaccorpate e questo in Liguria, tenuto conto della frammentazione della maglia poderale,pu rappresentarne un limite. Questo limite, ad Arnasco stato superato grazie allazionepuntuale, precisa e coinvolgente della Cooperativa Olivicoltori locale che ha provveduto aformare, informare ed eseguire tutte le azioni necessarie per la riuscita della tecnica.

    Ad Arnasco, dove ho passato bei momenti dal punto di vista umano e professionale,ho avuto modo di aggiungere conoscenza a quanto gi, in parte, mi era noto, in merito alconcetto di vocazionalit naturale di unarea allutilizzo di una tecnica. E per vocazionalitnaturale intendo quella legata sia agli aspetti pedoclimatici che a quelli socio-economici.Infatti in questa zona collinare della Liguria, grazie allintervento delle Istituzioni locali esoprattutto della Cooperativa Olivicoltori di Arnasco stata messa in opera una proget-tualit che, a partire dalla difesa dellolivo, ha portato alla promozione e valorizzazionedella produzione e di conseguenza anche della comunit rurale che su di essa basa tradi-zioni ed economia.

    quindi bello e rassicurante sapere che esistono luoghi, come Arnasco, caratterizzatidallesistenza di un equilibrio tra tutte le sue componenti, luomo, lambiente, gli oliveti eanche la mosca dellolivo che, necessariamente, in essi vive. E non ci si pu che adopera-re affinch questo equilibrio continui.

    Dott. Ruggero PetacchiScuola Superiore S. Anna - Pisa

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    IL PROGETTO

    La coltivazione delle antiche variet locali nelle aree agricole marginali attuato dallaCooperativa di Arnasco.

    La zona oggetto dellintervento riguarda i comuni di Nasino, Castelvecchio di RoccaBarbena, Arnasco e Vendone. In questi comuni (escluso Arnasco) lagricoltura una attivi-t marginale, limitata a poche aziende agricole e praticata da agricoltori part-time. In que-ste zone molto diffuso labbandono del territorio e numerosi sono i coltivi abbandona-ti. Le superfici coltivabili sono costituite dai terrazzamenti (le cosiddette fasce) di limita-ta estensione, non lineari e piuttosto strette, sostenute da muretti a secco in pietra: la lorocostruzione ha permesso di ricavare superfici coltivabili dove non esistevano ed ha contri-buito ad addolcire la pendenza dei versanti.

    Questi terrazzamenti sono difficilmente accessibili, collegati fra di loro a volte solo darudimentali scalini di pietre sporgenti ricavati dagli stessi muretti o comunque da viottolistretti e ripidi non percorribili da mezzi meccanici.

    La scarsa meccanizzazione rende le poche colture praticate economicamente redditi-zie solo e limitatamente nei pressi dei centri abitati.

    Le condizioni climatiche inoltre non sono adatte alla coltivazione di specie e variet pipregiate ma anche pi esigenti che vengono perci coltivate nella piana di Albenga.

    In queste aree marginali la coltivazione di specie ortofrutticole locali quasi in via di estin-zione ma particolarmente adattate alle condizioni climatiche e pedologiche delle zoneprescelte appare quanto mai interessante.

    Il progetto realizzato dalla Cooperativa Olivicola di Arnasco si propone due obiettivi come obiettivo di carattere generale si propone: maggiore conoscenza delle tecniche di coltivazione e di difesa fitosanitaria delle anti-

    che variet locali divulgazione dei dati ottenuti tramite la stampa di quaderni tutelare e conservare le metodologie di lavorazione e conservazione di questi pro-

    dotti, metodologie tradizionali e molto antiche promuovere e far conoscere i prodotti al pubblico e quindi al consumatore finale con

    lorganizzazione di serate gastronomiche degustative limpiego di prodotti nelle gastronomie locali la vendita in punti commerciali dove si possono trovare i prodotti tipici.Tutto questo allo scopo di aumentare la richiesta di mercato e quindi incentivare la col-

    tivazione delle antiche variet locali. Come obiettivo specifico si propone: il recupero funzionale di terreni incolti o abbandonati con risvolti positivi sullambien-

    te sul paesaggio e sulla stabilit idrogeologica dei versanti.La coltivazione dei fagioli di Nasino e delle rape della Val Pennavaire sono eseguite

    secondo la metodologia della lotta integrata senza concimazioni chimiche e diserbi chimi-ci mentre le castagne gabbiane ed i fichi rondetta sono coltivate con pratiche colturali chenon interferiscono con lambiente (decespugliamenti meccanici, potature meccaniche).

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    DIFESA FITOSANITARIA

    In queste zone marginali, mancando una agricoltura a carattere intensivo, sonomolto limitati i problemi dovuti alle malattie fungine ed agli attacchi di insetti.

    La protezione fitosanitaria si basa sulla prevenzione: il concetto fondamentale quello di favorire linstaurarsi di un equilibrio allinterno dellazienda, equilibrio volto almantenimento in sanit delle piante coltivate. Si cerca di raggiungere questo equilibrioprincipalmente con le pratiche agronomiche come le rotazioni e gli avvicendamenti, lelavorazioni, lapporto di sostanza organica.

    Avvicendamenti e rotazioniNon conviene mai ripetere per pi volte di segu