Cap1 Lo Strumento Di Assicurazione Dei Depositi

Click here to load reader

  • date post

    25-Jun-2015
  • Category

    Documents

  • view

    129
  • download

    2

Embed Size (px)

Transcript of Cap1 Lo Strumento Di Assicurazione Dei Depositi

Le caratteristiche intrinseche delle banche che gestiscono ad un tempo passivit a breve e attivit a lungo creano i presupposti per situazioni di instabilit nel settore bancario. Infatti, se i depositanti decidessero improvvisamente di ritirare i loro depositi, innescherebbero una corsa agli sportelli che, propagandosi al resto del sistema, potrebbe dare origine ad un panico bancario. La stabilit delle banche altres influenzata dallo squilibrio tra scadenze e liquidit dellattivo e quelle del passivo. La letteratura1, sullargomento, concorde nellaffermare che le corse ai depositi si autorealizzano, vale a dire che, nel linguaggio proprio della teoria degli equilibri multipli, il mutamento delle aspettative dei depositanti si muove da un equilibrio benigno a uno maligno 2. La teoria e la passata esperienza indicano che un improvviso timore nella solvibilit della banca porta ad una corsa dei depositanti al ritiro dei propri fondi che pu contagiare anche altre banche e portare attraverso i rapporti interbancari a una crisi per lintero sistema. Che il timore dinsolvenza sia giustificato o no, irrilevante; una volta che esso si diffonde induce a presentarsi agli sportelli sia i depositanti inconsapevoli sia quelli che conoscono la vera situazione della banca, ma che temono di non essere pagati se le richieste dei primi ne esauriscono le disponibilit liquide. Questa naturale instabilit del sistema bancario e la necessit di tutelare i depositanti contro il rischio di illiquidit delle banche, hanno spinto i regolatori a creare degli strumenti che prevengano le crisi bancarie.Bryant, A Model of Reserves, Bank Runs, and Deposit Insurance," Journal of Banking and Finance ; Diamond D.W. & H. Dybvig, Bank Runs, Deposit Insurance and Liquidit, Journal of Political Economy, Giugno 1983 2 Sarcinelli M. La vigilanza sul sistema finanziario: obiettivi, assetti e approcci, Moneta e Credito, n. 227, 2004, ripubblicato on line Moneta e Credito, nn. 245- 248, pp. 145-190, anno 2009.1

1

Poich qualsiasi transazione finanziaria comporta linstaurazione di un qualche rapporto di debito-credito, questultimo sottintende tre elementi, il primo conoscitivo relativo alla situazione anche prospettica del debitore, un secondo fiduciario circa i comportamenti del medesimo dopo il ricevimento del prestito e, infine, un terzo temporale circa lo stato del mondo al momento del rimborso. Se questultimo influisce sulla propensione al rischio del creditore, i primi due sono causa rispettivamente di selezione avversa e di azzardo morale, cui si cerca di porre rimedio con la raccolta dinformazioni e col monitoraggio. Essendo operazioni dagli alti costi e dai risultati non necessariamente robusti sotto il profilo statistico, possibile ridurre i primi e rendere migliori i secondi se le norme legali e contabili sono standardizzate e,spesso rese cogenti, nonch se si dispone di unadeguata infrastruttura tecnologica3. La leggibilit dei conti e dei comportamenti di unimpresa quale prenditrice di fondi determina sicuramente la disponibilit e/o il costo del credito e spesso il segmento del mercato cui possibile rivolgersi: i prenditori pi trasparenti sono in grado di ottenere fondi dal mercato dei capitali, quelli dai conti meno chiari devono necessariamente chiedere finanziamenti alle banche. Se linformazione lelemento che alimenta la fiducia del banchiere-creditore nellimpresa debitrice, bisogna tuttavia rilevare che la banca finanziata, a sua volta, da una miriade di piccoli depositanti la cui fiducia non basata sulla raccolta e sulla valutazione dellinformazione, ma sullassegnamento, spesso inconsapevole, che si ripone in entit percepite pi come istituzioni stabili che come imprese soggette alle leggi del mercato e della responsabilit limitata4. Poich i depositi a domanda3

Di Giorgio Giorgio & Carmine Di Noia, Limpatto della tecnologia sulla regolamentazione finanziaria: Il caso italiano, in Fondazione Rosselli, 6 Rapporto sul sistema finanziario italiano, Firenze, Marzo 2001 4 Freixas Xavier & Jean Claude Rochet (1997), Microeconomics of Banking, MIT Press, Cambridge, Mass.

2

costituiscono moneta, lazzardo morale del banchiere pu non solo danneggiare i depositanti inconsapevoli, ma in grado di influire negativamente, se la banca ha notevoli dimensioni e/o innesca una reazione a catena nel ritiro dei depositi, sui consumi e, attraverso il blocco dei crediti, sugli investimenti. Di qui discende lopportunit di unassicurazione dei depositi sino ad un certo limite, introdotta per la prima volta nellAmerica del New Deal nel 1933. L'assicurazione sui depositi costituisce tuttavia lo strumento principale per rimediare a crisi di solvibilit di singole istituzioni e garantire, individuando modalit preordinate per gestire gli effetti di una crisi aziendale, il mantenimento di impegni nei confronti dei depositanti. Ci dovrebbe far s che questi mantengano ex ante la fiducia sulla convertibilit immediata e completa dei depositi nella moneta legale emessa dal paese, ma al costo di disincentivare forme di disciplina di mercato esercitate dai depositanti assicurati e di generare negli azionisti di controllo delle banche comportamenti da azzardo morale, specie in un contesto di maggiore competizione nellindustria finanziaria. I limiti, quantitativi e per tipologia di depositi, al rimborso, ovvero forme di coassicurazione, possono mitigare ma non annullare questi effetti distorsivi; inoltre, in relazione al ruolo delle grandi banche nei sistemi di pagamento allingrosso, pu manifestarsi la sindrome del troppo grande per fallire (TBTF, dallespressione in inglese), con il ricorso a risorse, fornite in ultima istanza dai contribuenti, per estendere ex-post il rimborso anche a creditori non assicurati5.

5

Una politica di TBTF, che ha cominciato a essere esplicitamente individuata nella letteratura dopo il caso di insolvenza della Continental Illinois nel 1984, contrariamente a quanto suggerirebbe lespressione, allude non tanto al fatto che listituzione non sia lasciata fallire quanto a quello che non siano penalizzati i depositanti non assicurati e gli altri creditori e, a volte, gli stessi azionisti

3

Lassicurazione ha senza dubbio il merito di circoscrivere la gravit di una singola crisi bancaria rispetto allintero sistema, ma anche vero che un sistema di assicurazione dei depositi porta con s una serie di problemi. Le critiche sollevate al meccanismo sono il fatto che questo comporta dei costi perch realizzabile solo tassando altri settori delleconomia6, ed inoltre pu succedere che sia applicato anche quando il bisogno di liquidit sia dovuto semplicemente ad una cattiva gestione della banca7. In Europa la direttiva 94/19/CE impone agli Stati membri di garantire l'esistenza di almeno un sistema di garanzia dei depositi (DGS) sul loro territorio ed riuscita ad assicurare ai depositanti un livello minimo di protezione in tutta l'Unione europea. Essa stata recepita nella legislazione nazionale di tutti gli Stati membri. La direttiva offre agli Stati membri margini considerevoli per lo sviluppo di sistemi il pi possibile rispondenti alle condizioni prevalenti sul mercato. Nel contempo, le preoccupazioni di possibili disparit nelle condizioni di concorrenza sono state fugate dall'inclusione di disposizioni che consentono alle succursali di banche estere di altri Stati membri della UE di aderire ai DGS del paese ospitante in modo da offrire lo stesso livello di garanzia delle banche regolamentate del paese ospitante. Tuttavia la situazione caratterizzata da: - sostanziali differenze tra il livello di garanzia offerto ai depositanti (si va dai 14 481 EURO in Lettonia ai 103 291 EURO in Italia); - sostanziali differenze nel modo in cui i sistemi finanziano gli indennizzi ai depositanti. Vi sono sistemi finanziati ex post, che ricorrono alla raccolta di fondi presso i membri6

Bazzana F. - Debortoli F., Il rischio sistemico in finanza: una rassegna dei recenti contributi in letteratura, Alea Tech Report n. 17, dicembre 2002, Centro di ricerca sui rischi finanziari, Dipartimento di informatica e studi aziendali, Universit di Trento. 7 Freixas X. , Rochet J. C., 1995. "Fair Pricing of Deposit Insurance. Is it Possible? Yes. Is it Desirable? No," Economics Working Papers 130, Department of Economics and Business, Universitat Pompeu Fabra, revised Jun 1995

4

una volta verificatosi l'inadempimento di una banca, e sistemi finanziati ex ante, che raccolgono fondi dai membri del sistema tramite il prelievo di contributi; - esistono altres differenze significative tra le dimensioni dei sistemi finanziati ex ante. Si sostiene8 che tali differenze mettano a rischio il funzionamento del sistema su base transfrontaliera in situazione di crisi, creino distorsioni della concorrenza - a causa dell'ingiusto vantaggio di cui beneficerebbero le banche operanti in sistemi con costi inferiori - e costituiscano un ostacolo per le banche che aspirino a consolidare le proprie operazioni utilizzando lo statuto della societ europea. In Italia operano due sistemi di Assicurazione dei depositi: il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) e, per le banche di credito cooperativo, il Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo (FGDCC). Entrambi i Fondi sono consorzi di diritto privato, riconosciuti dalla Banca d'Italia, che esercita una attivit di supervisione. Le banche sono tenute ad aderire a tali sistemi. In particolare, al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) aderiscono obbligatoriamente tutte le banche italiane (escluse le banche di credito cooperativo), nonch le banche extracomunitarie che non aderiscano a sistemi di garanzia equivalenti. Possono aderire le succursali di banche comunitarie per completare la protezione offerta dai propri sistemi di garanzia fino al livello di tutela del FITD (topping up). Entrambi i Fondi intervengono, previa autorizzaz