Bunker Finale

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    26-Jul-2015
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PrefazioneOgni conflitto, da che mondo mondo, ha i suoi lati nascosti e misteriosi. Questi segreti sono una componente essenziale, quando popoli, stati nazioni, decidono la continuazione della politica prendendo le armi, come sosteneva von Klausewitz. Alcune di queste segretezze sono state prontamente rivelate dagli stessi autori, altri saranno poi conosciuti per il minuzioso lavoro di ricerca degli addetti ai lavori, infine, personalmente, anche se parecchi archivi statali sono stati aperti agli studiosi e ricercatori, ritengo la maggior parte di questi misteri sono ancora tali e chiss per quanto tempo lo rimarranno. In questa vicenda del bunker di Via Lazzaretto, notare la coincidenza della parola bunker che evoca tristi ricordi, con il nome di questa via, un nome che ricorda sofferenze, patimenti, lutti di manzoniana memoria, lautore Mario Colombo, racconta con agilit e precisione, la storia di questo manufatto, costruito nel 1944 dalle forze di occupazione tedesche. Queste strutture ora, ricuperate e ripristinate, sono da considerarsi delle vere opere darte darcheologia bellica. Lamico Colombo, con la consueta raffinata abilit del ricercatore scrupoloso ed attento, narra la storia di questi mattoni. A cosa serviva questopera? Il racconto si snoda avvincente, addirittura pare che siano gli stessi muri a raccontare la loro storia, per, essi per pudore o per una sottile presunzione, nascondono ancora qualche segreto. Queste pietre, che avrebbero dovuto autodistruggersi, non lo fecero, perch? Fu luomo che non commise quellatto finale, oppure furono loro stesse che lo impedirono? Poeticamente voglio pensare che furono quei muri ad impedire lautodistruzione, essi aveva assistito allaspro combattimento dove i Patrioti della Garibaldi e della Costanzia di Costigliole sconfissero il presidio tedesco, entrambe le parti ebbero morti e feriti, e quei muri decisero che il loro compito era di restare l a testimoniare la lotta per la libert della propria terra. Facciamo che quella costruzione bellica, diventi vigile scolta della nostra Patria, della libert, della pace. Chi mor per quelle pietre, amici o nemici, ora riposano nella pace eterna, affratellati nel nome di Dio. A Mario Colombo, un grazie per queste Sue ricerche, sempre improntate alletica e ad una straordinaria obbiettiva sensibilit, che nasce da un cuore generoso. Giovanni Cuomo(Redattore de La Voce del C.I.F.R.)

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IL BUNKER DI VIA LAZZARETTO Situato in Valle Olona tra i confini di Marnate, Olgiate Olona e Gorla Minore, questa imponente struttura si sviluppa su una superficie di 143 Mt. con unaltezza di Mt. 2,20 e una larghezza di Mt. 1,80 con quattro aperture per il suo accesso, con allinterno una scaletta in cemento armato che si collega al fortino costruito sopra il bunker. Questopera costruita dai tedeschi tra luglio e settembre del 1944, fu conquistata dai Patrioti il 26 aprile 1945 dopo un aspro combattimento sostenuto con il presidio tedesco l asserragliato, cinque furono le perdite tedesche mentre i Garibaldini ebbero una sola perdita il Patriota Carlo Moltrasio di Fagnano, e due feriti lievi. Dopo la resa dei tedeschi, i partigiani, ispezionando il Bunker, lo trovarono completamente vuoto ma dotato di un potente dispositivo per la sua autodistruzione. Su questa strana opera per circa sessanta anni si sono fatte molte ipotesi per poter riuscire a capire lo scopo della sua costruzione, ma purtroppo non si mai arrivato ad una conclusione logica. Molti lo indicarono come un rifugio antiaereo ma esaminando il tutto ci era impensabile, sia per la capienza della struttura, (se costruita come rifugio poteva ospitare circa quattrocento persone ), mentre il personale addetto al comando era un numero esiguo, (i Tedeschi presenti al comando di Olgiate Olona erano una decina, e pur, comprendendo i civili, e gli addetti al magazzino non si andava oltre le venticinque persone). Considerando che al suo interno vi era collocata una bomba da 700 Kg. pronta ad esplodere per distruggere il Bunker, e alla superficie un fortino per difenderlo, abbastanza impensabile avvallare lipotesi che questa struttura fu costruita con lo scopo di proteggere delle persone. Solamente ora, dopo sessantanni e grazie alla collaborazione del Tenente Aldo Icardi dellO.S.S. (Office of Strategic Service) americano, paracadutato nel settembre 1944 dietro le linee nemiche sul Monte Mottarone al comando della Missione Chrysler con il compito specifico di catturare vivo Mussolini e consegnarlo al comando alleato, Icardi stabilitosi a Busto Arsizio, ebbe loccasione di seguire e raccogliere informazioni proprio su questa strana opera, che allepoca era in corso di realizzazione, (attraverso la visione dei suoi rapporti oggi disponibili presso gli archivi americani ) stato possibile ricostruire la storia e lo scopo della costruzione di questo Bunker. Come risulta il tutto si collegava ad un progetto studiato dal comando tedesco per il recupero delloro estratto dalle miniere aurifere di Macugnaga. Loperazione fu ideata dal Gen. SS Karl Wolff comandante in capo delle SS tedesche sul territorio italiano, che

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affid il compito al capitano delle SS Joseph Voettler (Voettler nato in Austria novantenne tuttora vive in ottima salute a Canon City, Colorado 81212 U.S.A.) comandante del presidio tedesco delle SS a Cernobbio provincia di Como, presidio creato per conto della Gestapo per avere un controllo diretto sulla frontiera Italo-Svizzera e anche per garantirsi una via sicura per lesportazione in Germania delle merci e dei macchinari requisiti dal RuK (Rustung und Kriegsproduktion) nel Nord Italia. (E importante notare che Voettler, oltre ad essere ufficiale delle SS alle dirette dipendenze del gen. Wilhelm Harster responsabile della Gestaop in Italia, collaborava anche con lOffice Strategic Service del Tenente Emilio (Mim) Daddario con sede a Lugano.) Il Cap.Voettler fu anche incaricato dal Gen. Wolff di trovare in Svizzera una ditta per la distillazione dellamalgama aurifera, questo permetteva di poter eventualmente inviare il materiale semilavorato direttamente oltre confine. Voettler progett di effettuare il trasporto su ferrovia poich su camion le fu sconsigliato sia per evitare di essere intercettato dagli aerei che quotidianamente controllavano la zona con due Spitfire denominati dalla popolazione locale Pippo, sia per non entrare con dei camion tedeschi attraverso la frontiera Svizzera e quindi creare dei problemi diplomatici. Il Cap. S.S.Voettler trov cos una soluzione alternativa, progett di inviare questo materiale a Mendrisio usando la ferrovia della Valmorea ritenuta una via secondaria, percorsa da treni ad orari irregolari e quindi difficile per gli aerei da tenere sotto controllo. Dopo vari sopraluoghi in zona, il Cap. Voettler trov la soluzione ideale presso il comando tedesco di Olgiate Olona, situato a pochi metri dalla stazione ferroviaria di Prospiano, dalla quale il materiale depositato poteva essere mandato con facilit a secondo delle esigenze che si creavano, sia a Milano che direttamente a Mendrisio. Sottoposto il progetto al Gen. Karl Wolff, questi lo approv immediatamente e contemporaneamente ordin la costruzione di un Bunker presso il comando tedesco di Olgiate Olona per la protezione del materiale. Lopera di costruzione fu affidata al Gen. Hans Leyers4 su esplicita richiesta del Cap. delle SS Joseph Voettler. Hans Leyers era il responsabile del RuK (Rustungs und Kriegsproduktion), organo per il controllo dellarmamento e della produzione bellica della Repubblica Sociale Italiana con sede a Como e con rappresentanza a Milano in Foro Bonaparte presso ledificio Montedison. Per la costruzione del Bunker il Gen. Hans Leyers, chiese la collaborazione del genio militare tedesco specializzato in opere di difesa, allepoca impegnato presso la zona del Brennero; questa unit paramilitare si mise immediatamente allopera ed i lavori furono eseguiti con la massima celerit, la maestranza fu reclutata con abbondanza sul luogo4

Gen. Hans Leyers ( 1896/1961 ), di lui non esiste nessuna traccia di quello che abbia fatto o dove sia vissuto dalla fine della guerra alla sua morte, nellanagrafe del suo paese nativo vi registrata solo la data di nascita e quella della morte. Laureato in ingegneria e amico personale di Speer, negli anni 40 fu inviato in Italia dallo stesso Speer come suo plenipotenziario alla direzione del RUK per requisire e inviare in Germania gli apparati industriali del Nord Italia. In Italia Leyers si dimostr un raffinato esperto nellarte del doppio gioco, in apparenza era una personalit molto temuta ma diede protezione ad ebrei e a famiglie facoltose lombarde, come i Crespi del Corriere della Sera, i Borletti, i Mozzoni, salv il famoso pianista Von Karajan ricercato con la moglie dai nazisti. Leyers si dimostr un uomo amante della bella vita pi dellideologia nazista e della divisa che indossava, pensava solo a mettere in cassaforte il proprio futuro appropriandosi personalmente di oggetti darte requisiti in varie ville sul Lago di Como, va ricordato lingente patrimonio artistico sottratto dalla villa dellebreo Oscar Morpurgo a Cassina Rizzardi nei pressi di Fino Mornasco, il cui valore allepoca era da considerarsi inestimabile, questo tesoro lo trattenne personalmente Leyers. A Como, tra un pranzo di gala e un ricevimento, Leyers ebbe unamante con la quale trascorreva il suo tempo libero sul lago a Villa dEste. Fu arrestato assieme al Maresciallo Graziani, a Como il 30 aprile 1945 dal C