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ALDO TOLLINI

Buddha e natura-di-buddha nello

Shbgenz

Testi scelti di Eihei Dgen Zenji

AVVERTENZE

Trascrizione dei termini giapponesi:

Viene utilizzato il sistema Hepburn che prevede in linea di massima la lettura delle

vocali all'italiana e le consonanti all'inglese. Le vocali lunghe vengono trascritte con un

trattino lungo sopra la vocale.

Si faccia attenzione soprattutto a:

ch come in italiano cena;

g sempre dura come in gallo;

h sempre aspirata;

j sempre come in gennaio;

s sempre sorda come in lusso;

sh come in sciopero;

w letta u semivocalica;

y letta i semivocalica;

z dolce come in mezzo;

ts aspra come in mazzo;

e sono vocali pronunciate lunghe.

L'apostrofo separa sillabe diverse quando potrebbero essere confuse con una sola.

Tutti i temini giapponesi sono resi al maschile secondo l'uso corrente.

Introduzione

In questo testo sono stati tradotti e commentati sei capitoli della maggiore opera di

Dgen, lo Shbgenz, (il "Tesoro dellocchio della vera legge", scritto tra il 1231e il

1253), dall'originale giapponese, con un costante confronto con le migliori traduzioni

esistenti per ciascuno dei capitoli, sia in lingue occidentali, sia in giapponese moderno.

La scelta dei capitoli stata determinata dal tema comune che li unisce: lo stato di

buddha e la buddhit; cosa significa essere un buddha, che differenza comporta rispetto

al suo opposto, l'essere ordinario. Nel volume precedente, Pratica e illuminazione nello

Shbgenz. Testi scelti di Eihei Dgen Zenji, il tema era quello del rapporto tra pratica

e illuminazione, cio se e come si pu perseguire e ottenere l'illuminazione attraverso la

pratica. Ora, invece si cerca di individuare quali siano le connotazioni caratteristiche

che distinguono colui che all'illuminazione giunto, ed un buddha, o un risvegliato.

I sei capitoli presentati di seguito sono tutti incentrati su questo argomento. Il pi

importante e complesso, nonch famoso, certamente il capitolo "Bussh", "La

natura-di-buddha" in cui si chiarisce cosa si debba intendere con il termine

natura-di-buddha, largamente usato nella letteratura buddhista di ogni scuola e di ogni

epoca. Dgen ci introduce alla scoperta della sua originale interpretazione attraverso un

lungo ed elaborato percorso alla fine del quale scopriamo che natura-di-buddha

qualcosa di profondamente diverso da quello che normalmente viene considerato, ossia

quella caratteristica insita in ogni essere senziente che permette, se sviluppata, di portare

alla buddhit.

Segue il capitolo "Inmo", "Cos com'", in cui Dgen riprende a approfondisce il tema

centrale del precedente capitolo, la visione della realt per quello che essa realmente ,

cio la visione del buddha. Il capitolo "Hossh", "La natura-del-Dharma"1 descrive, in

parallelo con il primo capitolo "La natura-di-buddha", quale sia la natura-del-Dharma,

la legge o l'insegnamento del buddha. Si sostiene che la realt cos com', cio inmo,

ovvero la realt nel suo aspetto oggettivo, al di l delle distorsioni apportate dalla mente

discriminante, la natura stessa del Dharma, e nell'apprendimento del Dharma, poich

la natura-del-Dharma se stessi, non c' nel nostro io qualcosa che ci porta fuori

1 La parola Dharma scritta con l'iniziale maiuscola indica la Legge del buddha, il suo insegnamento,

scritto con caratteri minuscoli indica gli elementi minimi di cui composta dell'esistenza.

strada e tra i demoni.2

Nel capitolo che segue, "Yuibutsu yobutsu", "Solo un buddha e con un buddha", si dice

che non esiste illusione, ma si sappia anche che non esiste illuminazione, e che

l'illuminazione solo dei buddha e che nessun essere ordinario potr mai n

comprendere n accedere allo stato dei buddha. In definitiva, solo il buddha pu

conocere se stesso. Il capitolo "Kobusshin", "La mente dell'immutabile buddha"

sostiene che esiste una mente della buddhit, ossia una mente del buddha che sempre

la stessa anche se cambiano le condizioni temporali e spaziali. Questa mente immutabile

del buddha ci che accomuna tutti i buddha e che gli esseri ordinari perseguono. Ma

questa mente, che la mente universale, ogni aspetto della realt, o meglio ogni

aspetto della realt la buddhit stessa, o il buddha stesso.

Infine, il capitolo "Zenki", "L'intera attivit dinamica", in cui la realt, che stata

continuamente al centro della discussione sulla buddhit, presentata sotto il suo

aspetto dinamico, e in cui si conclude che la realizzazione la vita, e la vita

realizzazione.

Lista di testi per confronto

Le traduzioni sono state condotte con un costante confronto con le traduzioni e con i

commentari in circolazione ritenuti pi affidabili. In particolare, per il capitolo

"Bussh" si sono tenute presenti le traduzioni inglesi di Abe e Waddell3, di Grosnick e

quelle in giapponese moderno di Mizuno Yaoko e di Yasutani Hakuun.

Per i capitoli "Inmo" e "Hossh" si consultata la traduzione di Thomas Cleary, per il

capitolo" Yuibutsu yobutsu" le traduzioni inglesi di Tanahashi e di Merzel. Infine, per il

capitolo "Zenki", Waddell e Abe, Tanahashi e di Merzel.

Inoltre, per tutti sono state consultate le traduzioni inglesi di Nishijima Gudo Wafu &

Cross Chodo, i testi di Masutani Fumio, Sat Shshin e Ishii Kyji, in giapponese

moderno e la versione giapponese annotata in Terada Tooru e Mizuno Yaoko (tranne il

capitolo Yuibutsu yobutsu non presente nel testo).4

1. Il buddha

2 Le frasi in corsivo sono citazioni dai testi tradotti di seguito in questo volume.

3 Le traduzioni di Waddell Norman e Abe Masao in The Eastern Buddhist di "Bussh" e di altri

capitoli sono state riunite e riviste nel volume Waddell Norman e Abe Masao (a cura di), The Heart

of Dgen's Shbgenz, Albany, New York, State University of New York Press, 2002. Nel testo

sono state riportate entrambe le versioni quando discordanti nella sostanza. 4 Vedi Bibliografia per i riferimenti ai testi citati.

Nel complesso e articolato sistema di pensiero di Dgen, vi sono alcuni concetti che

sono centrali e su cui egli produce i pi importanti scritti. Essi formano la base su cui

poggia la sua visione del buddhismo, ma difficile stabilire un tema che sia al centro

del suo insegnamento e attorno al quale il resto delle sue concezioni si sviluppa. Diversi

studiosi hanno individuato differenti temi e da quella angolazione hanno interpretato il

pensiero di Dgen. A me sembra che se si deve trovare un tema centrale, questo debba

essere la buddhit e la sua realizzazione.5 Anche perch Dgen, non un filosofo, ma

un maestro di buddhismo e pertanto vuole insegnare agli uomini ordinari l'illuminazione,

ossia l'ottenimento dello stato di buddha, insomma la buddhit. Per un maestro

buddhista non vi pu essere altro tema centrale che quello della buddhit e del suo

raggiungimento.

Su questo tema, Dgen produce uno dei suoi pi importanti scritti, il capitolo "Bussh"

dello Shbgenz, assieme ad altri capitoli dello stesso testo, alcuni dei quali sono qui

tradotti e commentati. In questi testi, Dgen non si occupa particolarmente di descrivere

lo stato di chi ha raggiunto il risveglio, cio il suo stato mentale, il suo atteggiamento e

le sue percezioni della realt circostante, come in fondo ci aspetteremmo. Piuttosto,

chiarisce cosa sia e dovi si trovi la buddhit, quale sia la sua vera natura, normalmente

sconosciuta agli esseri ordinari.

Il punto di partenza ineludibile del suo pensiero che l'illuminazione, o il risveglio, o la

buddhit, come la si voglia chiamare, non un oggetto di raggiungimento. Soprattutto

non qualcosa di lontano e di estraneo che va perseguito fino all'ottenimento. Come gi

spiegato in Pratica e illuminazione nello Shbgenz. Testi scelti di Eihei Dgen Zenji,

la buddhit non va cercata lontano da s, poich non c' nulla di nascosto nell'universo.

La buddhit pienamente manifesta e attuata sempre e dovunque, perci, non ha alcun

senso parlare del suo raggiungimento come se essa fosse una dimensione da scoprire ed

estranea allo stato presente.

Per questo motivo, Dgen non ci presenta una dimensione sconosciuta descrivendone le

caratteristiche, ma ci induce a riflettere sul fatto che la dimensione della buddhit

palesemente sotto i nostri occhi e oggetto della nostra esperienza quotidiana. Egli ci

svela quello che in fondo dovremmo gi sapere, e porta alla luce il vero aspetto della

realt che buddhit. Quindi il suo scopo quello di aprirci gli occhi sull'evidenza,

facendoci comprendere che coloro che sono sulla Via cercano disperatamente quello

5 Concordo con la posizione espressa da Stambaugh, Joan, Impermanence is buddha-Nature:

Dogen's Understanding of Temporality. Honolulu: University of Hawaii Press, 1990, p. 3, secondo

cui la concezione centrale di Dgen non il tempo, ma forse la natura-di-buddha o genj.

che gi hanno da sempre.

Dgen nel capit