Armadio della vergogna. Lista fascicoli crimini nazi-fascisti desecretati . Archivio Camera Deputati

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  • Il giudice Intelisano racconta:Cos scoprii larmadio della vergogna

    di Natalia Marino

    patria indipendente l 19 febbraio 2006 l 13

    faccia al muro, in un armadio nei sotterra-nei di Palazzo Cesi, sede della Procura ge-nerale militare a Roma.Il giudice Intelisano racconta: In Italia esi-ste lobbligatoriet dellazione penale, equando nel 1994 un giornalista americanoidentific in Argentina Erich Priebke, re-sponsabile insieme con Karl Hass della stra-ge delle Fosse Ardeatine, mi preoccupai diavere tutte le carte in regola per ottenernelestradizione. Simon Wiesenthal, il caccia-tore di nazisti che una volta avevo incontra-to, si era mostrato molto scettico sulla miariuscita. Il PM si rivolge informalmente aPalazzo Cesi, che per tergiversa: di quegliatti non c pi traccia. Intelisano alloraprende carta e penna e fa una richiesta scrit-ta. Le carte vengono alla luce e il caso del-larmadio della vergogna esplode. Seguono uninchiesta del Consiglio dellamagistratura militare (il Csm del settore) e,nel 2001, unindagine conoscitiva del Parla-mento. Si rinviene anche uno scambio di let-tere, datato 10 ottobre 1956 e secretato fi-no al 1998, tra i ministri Gaetano Martino ePaolo Emilio Taviani, rispettivamente a capodei dicasteri degli Esteri e della Difesa. Mar-tino sottolinea al collega di governo linop-portunit di alimentare polemiche sul sol-dato tedesco nellattuale collaborazione at-lantica e Taviani concorda pienamente.

    Nostalgici in Commissione

    La Commissione parlamentare dinchiestaistituita in questa legislatura, e presiedutada Flavio Tanzilli dellUDC, ha gli stessipoteri della magistratura. Tra i 15 deputatie 15 senatori che la compongono ha susci-tato perplessit la presenza di una folta pat-tuglia di ex missini ed ex militanti di forma-zioni neofasciste. Tra gli altri, Italo Bocchi-no ed Enzo Raisi di AN e Emiddio Novi,eletto da Forza Italia nel collegio di Capua.Questultimo, per intenderci, quando lavo-rava al quotidiano Roma di Napoli avevaarredato il suo ufficio con un busto bron-zeo di Adolf Hitler.Nonostante le difficolt che il lettore puimmaginare, la Commissione riesce ad ac-quisire materiali inediti da archivi italiani estranieri: pi di 80.000 documenti ufficiali.E ascolta, per la prima volta, testimoni e

    Il governo ordin di insabbiare e lamagistratura militare esegu con ze-lo. Manca esattamente un mese allaconclusione dei lavori della Commissioneparlamentare dinchiesta sulloccultamentodei fascicoli sui crimini nazifascisti quandoincontriamo il procuratore militare di Ro-ma, Antonino Intelisano. Il pubblico mini-stero divenuto celebre per aver scopertolarmadio della vergogna, precisa: La ma-gistratura militare non ha mai goduto dibuona letteratura, ma in guerra non tutto lecito, e non lo era nemmeno nella Secon-da guerra mondiale, quando vennero in-frante le Convenzioni dellAja.

    Lordine stato eseguito

    La Commissione comincia ad operare allafine del 2003 col compito di appurare i fat-ti e le circostanze che nel dopoguerra por-tarono la Procura generale militare, guidatada Umberto Borsari prima e Arrigo Mira-bella poi, a trattenere 695 faldoni con2.274 fascicoli, molti dei quali contenenti inomi degli autori dei crimini perpetrati nelbiennio 1943-45. Il 14 gennaio 1960 idossier furono archiviati provvisoriamen-te, formula giuridicamente inesistente, dal

    nuovo procurato-re generale milita-re, Emilio Santa-croce. Lo stessoche cinque annidopo, quando laGermania chiesequel materiale pergiudicare i suoisoldati, invi sol-tanto 24 incarta-menti, del tuttoinutili al procedi-mento.Gli altri fascicolinon giunsero maialle competentiprocure territoria-li, le uniche titola-te ad avviare le in-chieste giudiziarie.Come le vittime diquelle stragi, i do-cumenti finirono

    Interviste

    Una fossa comune dopouna strage nazista.

  • persone informate dei fatti. Uno deiprimi testi ad essere ascoltato pro-prio Intelisano. Il procuratore riper-corre le vicende che lo videro prota-gonista nel processo Priebke e riferi-sce di una mini-commissione costi-tuita nel 1995 a Palazzo Cesi, subitodopo lufficiale ritrovamento dei fa-scicoli. Era composta da GiuseppeScandurra, procuratore generalepresso la Corte militare di appello,Vindicio Bonagura, sostituto procu-ratore generale presso la Corte diCassazione e Alfio Massimo Nicolo-si, avvocato generale presso la Cortemilitare di appello con delega a tuttalattivit giudiziaria. Il gruppettosmist 695 faldoni alle varie procure,militari e ordinarie. Di questi, Inteli-sano ne ricevette 129: tutti contene-vano notizie di crimini di guerracompiuti dai tedeschi, nessuno ri-guardava appartenenti alla Repubbli-ca Sociale Italiana. E comunque eraormai troppo tardi per avviare inda-gini: morti i responsabili, morti i te-stimoni. I parlamentari dellUnione presentiin Commissione verificano tuttaviache il terzetto non aveva ricevutonessun incarico ufficiale e scopronoche oltre a quei 695 faldoni esistono273 fascicoli rimasti in un cassetto fi-no al 2004, bollati da Nicolosi conun non luogo a provvedere. 71denunciano altri crimini nazisti, 202invece contengono notizie di reato acarico di formazioni repubblichine,tra cui la divisione Monterosa e labrigata Ettore Muti. Nei dieci annitrascorsi, Scandurra ha continuato alavorare sui 202 fascicoli, facendo in-dagini private, senza nessuna compe-tenza e senza mai comunicarne i ri-sultati.

    Nel frattempo stato promosso aprocuratore generale presso la Cortedi Cassazione e ha contribuito allastesura del testo di legge che prevedeil carcere duro per i giornalisti chediffondono informazioni sulle mis-sioni militari italiane. Anche Bonagu-ra stato promosso: oggi procura-tore generale militare presso la Cortedi appello di Roma, di cui Nicolosi(unico teste ad aver ammesso di avervisto il famoso armadio) diventatopresidente. Nel luglio scorso, per levicende di questo ennesimo insabbia-mento, i tre sono stati assolti da ogniresponsabilit dal Cmm, il Consigliodella magistratura militare.

    I colpevoli? Uno, nessuno e centomila

    Altri fascicoli vengono ritrovati pres-so il Comando Regione Emilia-Ro-magna dellArma dei carabinieri. Sitratta degli specchi compilati daicarabinieri tra il 1943 e il 45 e rela-tivi a numerosissimi eccidi nazifasci-sti avvenuti nella regione. In qualchecaso racchiudono i nomi dei presun-ti colpevoli, ma nessun magistrato neconosceva finora lesistenza. Duemesi fa la Commissione parlamenta-re dinchiesta li ha finalmente tra-smessi alla procura di Bologna chepotr indagare in prima persona suicivili italiani autori di quelle stragi.Per le responsabilit di militari tede-schi dovr invece trasmettere gli attialla competente Procura di La Spe-zia. Ma con sessantanni di ritardo.I crimini contro lumanit, come lestragi di Marzabotto o S. Anna diStazzema, non vanno mai in prescri-zione spiega Antonino Intelisano .Ma troppi colpevoli, sostenitori di

    ideologie aberranti sono morti tran-quillamente nel loro letto.A fine legislatura, poche settimanefa, la Commissione parlamentaredinchiesta conclude i suoi lavori. Ilrelatore, on. Enzo Raisi, presenta lasua ricostruzione: le stragi furonoeventi eccezionali, atti politici giu-stificati dalla guerra civile. Non ci fuvolont politica nelloccultare queireati ma semplicemente il comunesentire di un Paese che voleva la-sciarsi alle spalle gli anni della guerra.La condotta dei governi DC fu de-terminata solo da problemi pratico-giuridici. Inutile cercare ancora discoprire i criminali italiani, essi rien-travano perfettamente nellamnistiadecisa da Togliatti nel dopoguerra.LUnione insorge, anche i moderatidel centrodestra avvertono un certodisagio. Prove scritte e testimonialihanno raccontato unaltra storia:non fu guerra civile, ma guerra ai ci-vili. Per decenni eminenze grigieinarrivabili, intriganti di palazzo of-frirono ai criminali coperture e pro-tezioni. Anche sul piano internazio-nale i governi italiani scelsero la stra-da delloblio per facilitare il riarmodella Germania Ovest nella Nato, infunzione antisovietica. Contro ilpericolo rosso perfino i servizi diinformazione statunitensi, gi dal-lultimo anno di guerra, avevano co-minciato ad arruolare alti ufficiali te-deschi ed ex funzionari della polizianazista. C di pi: come documentaun carteggio rinvenuto allarchiviodellONU di New York, perseguire ireati dei militari tedeschi nel nostroPaese avrebbe costretto lItalia a ce-dere alle continue richieste della Ju-goslavia di Tito, che reclamava unprocesso ai nostri capi militari per leatrocit subite dalla popolazione ci-vile slava.I governi italiani disposero e notabiliscampati allepurazione obbedirono:Mirabella e Santacroce, custodi neglianni 50 e 60 dei primi insabbia-menti, avevano ricoperto incarichi dirilievo nel corso del ventennio fasci-sta. Il primo giur anche fedelt allaRepubblica Sociale Italiana. I lorosuccessori rispettarono per sessan-tanni la consegna del silenzio. Quin-dicimila vittime di oltre 400 stragi in20 mesi, trucidate dalla Wehrmacht,dalle SS e dai repubblichini di Sal,aspettano invano giustizia.

    14 l patria indipendente l 19 febbraio 2006

    Provincia di Potenza, settembre 1943.

  • 2/2/2017 Commissioneparlamentarediinchiestasullecausedell'occultamentodifascicolirelativiacrimininazifascisti(XIVLegislatura)/Documentideclass...

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